Penale

martedì 14 novembre 2006

Nota ministero della Salute 13.11.2006 – Cannabis: elevati i quantitativi massimi per uso personale

Nota ministero della Salute
13.11.2006 – Cannabis: elevati i quantitativi massimi per uso personale

Il Ministro della Salute Livia
Turco ha emanato oggi, di concerto con il Ministro della Giustizia e sentito il
Ministro della Solidarietà Sociale, un decreto ministeriale con il quale viene innalzato da 500 a 1.000 milligrammi il quantitativo massimo
di cannabis espresso in principio attivo, detenibile ad uso esclusivamente
personale. Pertanto i cittadini che saranno trovati in possesso di quantitativi
al di sotto di tale limite potranno essere oggetto solo di sanzioni
amministrative senza incorrere nella presunzione di spaccio e nei provvedimenti
punitivi che, in base alla legge Fini-Giovanardi, potevano
arrivare fino all’arresto e al carcere anche per quantitativi realisticamente
ascrivibili ad un uso personale.

Il nuovo valore soglia di 1.000
milligrammi di principio attivo della cannabis deriva dalla moltiplicazione per
40, anziché per 20 come previsto dalla vecchia tabella varata dal precedente
Governo, della "dose media singola" che è pari a 25 milligrammi.

Secondo l’attuale legge sulla
droga per "dose media singola" si intende la "quantità di
principio attivo per singola assunzione idonea a produrre in un soggetto
tollerante e dipendente un effetto stupefacente e psicotropo".

"Con questo provvedimento –
ha sottolineato il Ministro Livia Turco – abbiamo operato al fine di una prima
correzione amministrativa delle tabelle contenenti i valori massimi
quantitativi delle sostanze stupefacenti per uso esclusivamente personale.

In
attesa del provvedimento di riforma della legge Fini-Giovanardi, che resta
nostro obiettivo modificare profondamente come previsto dal programma di
Governo, ho infatti ritenuto di intervenire per far sì che migliaia di giovani
non debbano varcare le soglie del carcere o essere vittime di un procedimento
penale per aver fumato uno spinello, come sta purtroppo avvenendo ora, a
seguito della legge del centro destra.

Con ciò non si intende
liberalizzare l’uso della cannabis ma, molto più responsabilmente, far
rientrare tali comportamenti nocivi per la salute tra gli atti da prevenire e
non da reprimere con pene che possono arrivare fino al carcere.

Il problema della droga, è bene
sottolinearlo ancora una volta, sta nell’illegalità diffusa attorno al traffico
e al commercio e non nel consumo individuale, contro il quale non servono né il
carcere né i ricoveri coatti.

La cosiddetta "tolleranza
zero" verso i consumatori non è infatti riuscita
a scardinare il business della droga in nessuna parte del mondo, mentre la via
giusta è quella dell’accoglienza sociale per le persone e le famiglie che
vivono il dramma della droga, decriminalizzando le condotte legate al consumo e
concentrando il lavoro delle Forze dell’ordine e della Magistratura verso i
veri criminali che sono i trafficanti e gli spacciatori".