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lunedì 21 febbraio 2005

Sentenze a getto continuo: nel 2004 la Corte di Giustizia UE ha definito ben 665 controversie

>Sentenze a getto continuo: nel 2004 la Corte di Giustizia UE ha definito ben 665 controversie

CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ
EUROPEE – STATISTICHE GIUDIZIARIE PER IL 2004 Nota
Stampa Informazione Sezione Italiana 18.2.2005

Dalle ultime statistiche relative all’attività giudiziaria della Corte emerge che il
2004 è stato l’anno più produttivo della sua storia. Il numero di cause
definite è aumentato del 30% rispetto all’anno
precedente: mai la Corte aveva definito un numero così elevato di cause. Come
conseguenza, la quantità di cause pendenti ha potuto
essere ridotta di circa il 14% e la durata media dei procedimenti dinanzi alla
Corte ne è risultata sensibilmente accorciata.

Questo netto miglioramento
dell’amministrazione della giustizia nell’Unione europea non è frutto del caso.
Esso è innanzi tutto il risultato di una riflessione svolta dalla Corte
all’inizio del 2004 in
merito ai suoi metodi di lavoro, che ha condotto all’adozione di una serie di
provvedimenti, attuati progressivamente a partire dal
mese di maggio 2004, diretti a migliorare l’efficacia dell’Istituzione e a
ridurre la durata media dei procedimenti.

Inoltre, anche il Trattato di Nizza, entrato
in vigore nel mese di febbraio 2003, ha introdotto una serie di modifiche nel
funzionamento della Corte. Tra queste figura anche la possibilità per la Corte,
in talune circostanze, di statuire senza l’intervento dell’avvocato generale.
L’effetto di tali modifiche si è già pienamente avvertito nel corso del 2004.

Infine, a seguito dell’allargamento dell’Unione europea del 1° maggio 2004, dieci nuovi giudici
sono entrati a far parte della Corte di giustizia: tale arrivo è stato
accompagnato da un notevole aumento del personale della Corte e, di
conseguenza, delle capacità di quest’ultima di
affrontare il carico di lavoro.

Nel 2004 la Corte ha così definito 665
cause. Tale cifra rappresenta un considerevole aumento rispetto agli anni
precedenti (494 cause definite nel 2003, 513 nel 2002, 434 nel 2001 e 526 nel
2000). Parallelamente, alla Corte sono state sottoposte 531 nuove cause (561
nel 2003): questo saldo positivo tra le cause definite
e quelle nuove ha ovviamente determinato la riduzione del numero dei
procedimenti pendenti dinanzi alla Corte, che erano pari a 840 alla fine del
2004 (974 alla fine del 2003). Il numero delle cause pendenti al 31 dicembre
2004 è così inferiore alle cifre corrispondenti dell’ultimo quinquennio.

Nel 2004 si è messo un freno al
fenomeno, osservato nel corso degli ultimi anni, dell’aumento della durata dei procedimenti. In un anno, la durata media di un rinvio
pregiudiziale è passata da 25 a
23 mesi. La riduzione è ancora più significativa per
quanto concerne i ricorsi diretti: oggi essi vengono trattati in 20 mesi invece
dei 25 del 2003. Per le impugnazioni sono necessari solo 21 mesi (erano 28 nel
2003).

Questo miglioramento delle
statistiche giudiziarie deve molto anche agli strumenti di cui la Corte dispone al fine di
accelerare la trattazione di determinate cause (decisione con priorità,
procedimento accelerato, procedimento semplificato e
possibilità di statuire senza le conclusioni dell’avvocato generale). E’
importante segnalare che circa il 30% delle sentenze del 2004 sono state
emanate senza conclusioni.

L’evoluzione nella distribuzione
delle cause tra le diverse formazioni giudicanti della Corte meritano anch’esse
di essere evidenziate. Le sezioni di cinque giudici trattano un numero sempre
maggiore di cause, diventando in tal modo la configurazione ordinaria per il
trattamento delle controversie sottoposte alla Corte. Nel 2004 esse hanno
deciso il 54% delle cause, mentre il resto è stato suddiviso tra i collegi
giudicanti di tre giudici (34% delle cause) e le formazioni plenarie: assemblea
plenaria e grande sezione (12% delle cause).

Il buon andamento delle statistiche
giudiziarie della Corte non è quindi frutto di speciali circostanze o di una
particolare congiuntura. Esso è il risultato di una serie di modifiche
strutturali apportate all’organizzazione interna della Corte e allo svolgimento
delle sue procedure. L’effetto, già avvertito alla fine del 2004, di
provvedimenti (peraltro attuati solo a partire dal
mese di maggio dello stesso anno), ci fa confidare nel fatto che le tendenze
rilevate nell’anno concluso saranno confermate anche nei prossimi anni, a tutto
vantaggio di un’amministrazione efficace e di qualità della giustizia
comunitaria.