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lunedì 27 aprile 2020

Ristorazione e bar…esercizi commerciali

Il DPCM 26 aprile 2020 lockdown attenuato ?
Sì, ma con cautela.

Restano sospese le attività dei servizi di ristorazione

Bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie non potranno rialzare le serrande consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.
Dunque si potrà acquistare il prodotto ma non consumarlo nelle immediate vicinanze dell’esercizio, il chi impone che il consumo del bene venga fatto in casa o durante lo svolgimento di attività motoria.
Continuano ad operare le mense e catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
Chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali.
Restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Ancora chiuse le attività inerenti servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) diverse da quelle individuate nell’allegato 2.

Per tutti gli esercizi commerciali la cui attività non è sospesa ai sensi del presente decreto è previstol’obbligo di assicurare:

  • distanza interpersonale di un metro;
  • ingressi della clientela da effettuarsi in modo dilazionato;
  • impedire la sosta all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

È altresì raccomandato, non è dato comprendersi dunque con quale regime di obbligatorietà:

  • mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale (da intendersi obbligatorio ai sensi del complessivo tenore del dpcm ma contraddetto dal punto inerente l’uso di mascherine laddove non via sia la possibilità di garantire il distanziamento interpersonale);
  • garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura (raccomandato in esito alla frequenza obbligatoria in virtù di altre disposizioni);
  • garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria (raccomandata e da contemperare con le norme dettate in tema di aria condizionata);
  • ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touche sistemi di pagamento.
  • utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale;
  • uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.

Gli accessi dovranno essere regolamentati e scaglionati attraverso:

  • ampliamenti delle fasce orarie;
  • i locali con superficie fino a 40 (quaranta) metri quadrati consentiranno l’accesso ad una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
  • i locali con superficie oltre i 40 (quaranta) metri quadrati consentiranno l’accesso regolamentandolo in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.
  • informazioni per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

 Avv. Claudio Bossi