Civile

lunedì 27 gennaio 2003

Nota Comm. IP/03/99 22.1.2003: la proposta di riforma dell’ agricoltura.Lo scopo è quello di colmare il divario tra politica agricola e società .

                                       

Nota Comm. IP/03/99 22.1.2003: la proposta di riforma dellagricoltura.Lo scopo è quello di colmare il divario tra politica agricola e società.

              

Nota Commissione IP/03/99.

La Commissione presenta una riforma che offre agli agricoltori una prospettiva a lungo termine per un’agricoltura sostenibile

             

Oggi la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte di riforma della politica agricola comune (PAC). La proposta della Commissione offre agli agricoltori europei una prospettiva chiara, che accompagna il quadro finanziario per la spesa agricola deciso fino al 2013 dai Capi di Stato e di Governo al vertice di Bruxelles nell’ottobre 2002 [1]. Gli obiettivi sono quello di rendere l’agricoltura europea più competitiva e maggiormente orientata al mercato, di portare avanti una semplificazione sostanziale della PAC, di facilitare il processo di allargamento e di difendere meglio la politica agricola in ambito OMC. Gli adattamenti proposti lasciano agli agricoltori la massima flessibilità circa le scelte di produzione da compiere e garantisce loro la stabilità dei redditi. L’attuazione della riforma della Commissione permetterà di eliminare gli attuali incentivi che hanno un impatto ambientale negativo e incoraggerà maggiormente pratiche agricole più sostenibili. Si tratta di adattamenti necessari per permettere all’Unione Europea di proporre un quadro strategico sostenibile e prevedibile per il modello agricolo europeo degli anni a venire. Le nuove prospettive finanziarie rendono ancora più urgenti queste modifiche, che dovranno permettere all’Unione Europea di garantire una distribuzione trasparente e più equa del sostegno al reddito degli agricoltori e di rispondere maggiormente alle aspettative dei consumatori e dei contribuenti europei. Le proposte odierne fanno seguito alle misure contenute nella revisione intermedia della politica agricola presentata dalla Commissione nel luglio 2002.

Nel commentare la proposta, il Commissario europeo all’agricoltura, Franz Fischler, ha affermato: “La riforma ha un solo obiettivo: dare un senso alle sovvenzioni agricole – sia per i nostri agricoltori, che per i consumatori e i contribuenti. Le riforme sono necessarie e dobbiamo deciderle ora. I progetti che abbiamo presentato offrono agli agricoltori una prospettiva chiara, che permetterà loro di programmare il futuro senza obbligarli più a produrre in perdita per poter ricevere sovvenzioni. Gli agricoltori avranno l’opportunità di ottimizzare il reddito sui loro mercati. Gli studi compiuti dimostrano che la riforma permetterà di migliorare i redditi agricoli. Aspettare senza fare nulla non sarebbe certo nell’interesse degli agricoltori, perché non farebbe che aggravarsi il divario tra la politica agricola e le aspettative della società. La società è disposta infatti a sostenere l’agricoltura a condizione che gli agricoltori offrano quello che la gente si aspetta: cibi sicuri, benessere degli animali ed un ambiente sano. ” “Oggi gli agricoltori possono contare su una nuova serie di misure di sostegno che li aiuteranno ad adattarsi alle norme rigorose imposte in materia di ambiente,di sicurezza alimentare e di benessere degli animali e a promuovere la produzione di alimenti di qualità e di prodotti tradizionali. A seguito delle decisioni adottate dai capi di Stato e di Governo al vertice europeo di Bruxelles, sarà necessario compiere risparmi riducendo i pagamenti diretti erogati alle aziende di grandi dimensioni, il che significa che potremo trasferire meno risorse al sostegno dello sviluppo rurale. Questo è un primo passo. Confido però che gli Stati membri terranno fede agli impegni assunti durante il vertice di Bruxelles e intensificheranno ulteriormente il sostegno allo sviluppo rurale nel corso del prossimo periodo di programmazione. Il nuovo pagamento unico per azienda non sarà distorsivo degli scambi internazionali, né risulterà quindi pregiudizievole per i paesi in via di sviluppo. La posizione negoziale dell’Unione europea in ambito OMC ne risulterà significativamente rafforzata, il che le permetterà di difendere il modello agricolo europeo.” I tratti salienti della riforma sono i seguenti: un pagamento unico per azienda, slegato dalla produzione (“disaccoppiamento”); tale pagamento è subordinato al rispetto di norme in materia ambientale, di sicurezza alimentare, di benessere degli animali, di igiene e di sicurezza sul lavoro, nonché all’obbligo di mantenere i terreni agricoli in buone condizioni (“condizionalità ecologica”); una politica di sviluppo rurale più forte, con maggiori dotazioni finanziarie, nuove misure di promozione della qualità, del benessere degli animali ed intese ad aiutare i conduttori agricoli a conformarsi alle norme di produzione dell’Unione europea; una riduzione dei pagamenti diretti (“riduzione progressiva”) per le aziende di grandi dimensioni in modo da ricavarne risorse supplementari da mettere a disposizione dello sviluppo rurale e da poter destinare i risparmi al finanziamento di ulteriori riforme; revisione della politica di mercato della PAC, che prevede: la riduzione finale del 5% del prezzo di intervento dei cereali parzialmente compensata da un aumento dei pagamenti diretti a favore dei produttori di seminativi; una riforma più profonda e rapida nel settore del latte, con riduzioni differenziate dei prezzi del burro e del latte scremato in polvere e il mantenimento del sistema delle quote latte fino al 2014/15; riforme

  nei settori del riso, del frumento duro, della frutta a guscio, della fecola di patate e dei foraggi essiccati. Per ulteriori informazioni sulla proposta di riforma della Commissione si invita a consultare il sito Internet: http://europa.eu.int/comm/agriculture/mtr/index_en.htm“>http://europa.eu.int/comm/agriculture/mtr/index_en.htm

Allegato: Le proposte nei dettagli

  Allegato: Le proposte nei dettagli

  Un pagamento unico per azienda destinato a promuovere un’agricoltura più sostenibile e orientata al mercato

La maggior parte dei premi previsti dalle varie organizzazioni comuni di mercato sarà sostituita da un pagamento unico per azienda. Per massimizzare i benefici, in particolare sotto profilo amministrativo, il pagamento unico per azienda sarà esteso al maggior numero possibile di settori. Gli agricoltori percepiranno un pagamento unico per azienda basato su un importo di riferimento comprendente i pagamenti per i seminativi, le carni bovine (inclusi POSEI e isole dell’Egeo), il latte e prodotti lattiero-caseari, le carni ovine e caprine, la fecola di patata, i legumi da granella, il riso, le sementi e i foraggi essiccati, nel corso del periodo di riferimento dal 2000 al 2002. Il pagamento unico per azienda sarà ripartito in diritti al pagamento, in modo da facilitarne il trasferimento. Ogni diritto sarà calcolato dividendo l’importo di riferimento per il numero di ettari che nel corso degli anni di riferimento hanno dato origine a tale importo (incluse le superfici investite a foraggio). I diritti possono essere trasferiti, con o senza trasferimento di terra, tra conduttori agricoli dello stesso Stato membro. Gli Stati membri hanno la facoltà di definire regioni all’interno delle quali i trasferimenti di diritti sono limitati. Inoltre, avranno la possibilità di adattare i diritti in funzione di medie regionali. Per evitare l’abbandono dei terreni agricoli che potrebbe essere determinato dal disaccoppiamento, la Commissione ha chiarito che i conduttori agricoli saranno tenuti a rispettare obblighi rigorosi in materia di manutenzione dei terreni, nel quadro della condizionalità ecologica. Nell’offrire una maggiore flessibilità quanto alla scelta produttiva dell’agricoltore, il disaccoppiamento migliorerà i redditi di molti conduttori agricoli stabiliti in zone marginali.

Rafforzamento delle norme in materia di tutela ambientale, sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali e sicurezza sul lavoro

  Allo scopo di evitare l’abbandono dei terreni agricoli e i problemi ambientali che potrebbero derivarne, a complemento inderogabile del disaccoppiamento è stato previsto l’obbligo per i beneficiari dei pagamenti diretti di mantenere terreni agricoli in buone condizioni agricole. La condizionalità ecologica comprende il rispetto di norme vincolanti nel campo dell’ambiente, della sicurezza alimentare, della salute e del benessere degli animali e della sicurezza sul lavoro a livello dell’azienda. Ad esempio, sono previste sanzioni per gli agricoltori che fanno uso di promotori della crescita vietati o che inquinano il terreno. Le penali saranno applicate sotto forma di una riduzione dal 10 al 100% dell’aiuto (in funzione della gravità dell’infrazione).

Rafforzamento dello sviluppo rurale

La Commissione propone di rafforzare il finanziamento (cfr. infra) e di ampliare la portata del sostegno allo sviluppo rurale attraverso l’introduzione di nuove misure. Le risorse supplementari saranno destinate alle misure già disponibili senza cambiare il quadro generale di attuazione del sostegno allo sviluppo rurale, cambiamento che secondo la Commissione sarebbe controproducente proprio a metà dell’attuale periodo di programmazione 2000-2006. I beneficiari prioritari di queste misure sono innanzitutto i conduttori agricoli. Spetterà agli Stati membri e alle regioni di decidere se inserire o meno tali misure nei rispettivi programmi di sviluppo rurale.

  Le nuove misure comprendono:

Nuovi incentivi alla qualità per i conduttori agricoli

  Si tratta di incentivi per i conduttori agricoli che partecipano a programmi di miglioramento della qualità dei prodotti agricoli e i procedimenti di produzione applicati e che forniscono ai consumatori garanzie in materia. Tali incentivi saranno versati annualmente per un periodo massimo di cinque anni e per un importo massimo di 1 500 euro per azienda all’anno. Sono inoltre previsti incentivi per le associazioni di produttori per attività volte alla informazione dei consumatori e alla promozione dei prodotti ottenuti nell’ambito dei progetti di miglioramento della qualità che beneficiano della misura precedente. Le sovvenzioni pubbliche autorizzate potranno raggiungere al massimo il 70% dei costi ammissibili del progetto.

  Nuovo sostegno per l’adeguamento degli agricoltori alle nuove norme

È previsto un aiuto temporaneo e decrescente destinato ad aiutare gli agricoltori ad adeguarsi a norme rigorose previste dalla normativa comunitaria nei settori dell’ambiente, della sanità pubblica, nel settore fitosanitario, della salute e del benessere degli animali e della sicurezza sul lavoro. Potrà essere erogato un aiuto forfettario decrescente per un periodo massimo di cinque anni. L’aiuto sarà limitato a un importo massimo di 10 000 euro per azienda in un dato anno e non sarà in nessun caso erogato qualora la mancata applicazione delle norme sia dovuta al mancato rispetto, da parte di un singolo agricoltore, di norme già in vigore nella normativa nazionale. Sono previsti inoltre aiuti per contribuire alle spese sostenute dagli agricoltori per i servizi di consulenza aziendale. Le sovvenzioni pubbliche previste non potranno superare il 95% delle spese sostenute per la consulenza aziendale, con un tetto massimo di 1 500 euro.

Copertura delle spese sostenute per il benessere degli animali

  È prevista la concessione di sovvenzioni a favore degli agricoltori che si impegnano, per un periodo di almeno cinque anni, a migliorare il benessere degli animali che allevano in maniera più incisiva rispetto alle buone pratiche zootecniche che già applicano. Quest’aiuto annuale sarà commisurato alle spese supplementari sostenute e alla perdita di reddito derivante dal rispetto di tali impegni; il tetto massimo annuo per unità di bestiame è fissato a 500 euro.

Riduzione dei pagamenti diretti per le aziende di grandi dimensioni a partire dal 2007

  Il massimale per la spesa agricola connessa ai mercati deciso dal vertice di Bruxelles implica che il meccanismo di trasferimenti di stanziamenti tra capitoli di bilancio non possa essere attuato prima dell’inizio delle nuove prospettive finanziarie, ossia del 2007. La Commissione propone pertanto di introdurre un sistema di modulazione obbligatoria a partire dall’inizio delle prossime prospettive finanziarie, destinato a coprire, da un lato, il trasferimento di fondi al “secondo pilastro” (sviluppo rurale) e, dall’altro, il nuovo fabbisogno di finanziamento connesso alle riforme dei mercati. La maggioranza degli agricoltori europei che percepiscono sovvenzioni comunitarie per un importo non superiore a 5 000 euro ne sarà esentata. La modulazione permetterà anche di correggere l’attuale squilibrio per cui il 20% delle aziende agricole percepisce oggi l’80% delle risorse della PAC. Fino al 2007 gli Stati membri hanno la facoltà di trasferire risorse dai pagamenti diretti allo sviluppo rurale attraverso una modulazione volontaria. Il sistema proposto introduce il principio dei contributi progressivi in funzione dell’importo globale dei pagamenti diretti percepiti, in modo da garantire che le riduzioni dei pagamenti diretti siano equilibrate e di semplice applicazione. I pagamenti erogati ad un conduttore agricolo in un dato esercizio finanziario saranno progressivamente ridotti nel modo seguente: Esercizio finanziario            2007     2008     2009     2010     2011     2012     2013

da 1 a 5 000      0%       0%       0%       0%       0%       0%       0%

da 5 001 a 5 000            1%       3%       7,5%     9%       10,5%   12%     12,5%

oltre 5 000         1%       4%       12%     14%     16%     18%     19%

Secondo questo sistema di riduzione progressiva, nel 2007 gli Stati membri disporranno di risorse supplementari pari all’1%, con aumenti annui dell’1% fino ad arrivare al 6% nel 2012, per misure da inserire nei programmi di sviluppo rurale.

  Le risorse supplementari che in questo modo saranno convogliate verso lo sviluppo rurale saranno di 228 milioni di euro nel 2007 e aumenteranno nell’arco degli anni fino a 1,48 miliardi di euro nel 2012.

  Tali importi saranno distribuiti tra gli Stati membri in base: al criterio della superficie agricola, all’occupazione nel settore agricolo, al Pil pro capite espresso in potere di acquisto. Gli importi rimanenti saranno destinati a coprire il fabbisogno finanziario supplementare connesso alle riforme dei mercati. Le proposte di riforma per i settori dello zucchero, dell’olio d’oliva, del cotone, del tabacco ed eventualmente degli ortofrutticoli e del settore vitivinicolo saranno presentate nel corso del 2003. La riduzione progressiva e la modulazione non si applicheranno ai nuovi Stati membri fino a quando gli aiuti diretti loro erogati non raggiungeranno il normale livello dell’Unione.

Un nuovo sistema di “consulenza per le aziende agricole”

  Il sistema di consulenza aziendale sarà obbligatorio nell’ambito dei requisiti della condizionalità ecologica. In un primo momento, la sua introduzione sarà limitata ai produttori che percepiscono più di 15 000 euro all’anno in pagamenti diretti o con un fatturato superiore a 100 000 euro all’anno. Altri produttori potranno partecipare al sistema a titolo volontario. Le aziende agricole potranno avvalersi di questo servizio di consulenza che fornirà loro informazioni circa le modalità di applicazione delle norme e delle buone pratiche nell’ambito del processo di produzione. Gli audit aziendali comporteranno la redazione strutturata e periodica di inventari e la contabilità dei flussi dei materiali e dei processi all’interno dell’azienda considerati pertinenti in relazione ad un determinato obiettivo (ambiente, sicurezza alimentare e benessere degli animali). L’audit aziendale verrà finanziato nel quadro delle misure di sviluppo rurale.

  Set-aside ambientale a lungo termine

I produttori che attualmente sono soggetti all’obbligo della messa a riposo per poter beneficiare del pagamento unico per azienda continueranno ad essere tenuti a mantenere a riposo una superficie equivalente 10% della loro attuale superficie a cereali, semi oleosi e piante proteiche. Le superfici coltivate secondo il metodo di produzione biologico non sono soggetti a quest’obbligo. Il set-aside non sarà soggetto a rotazione e i terreni messi a riposo non potranno essere utilizzati per scopi agricoli né per produrre prodotti che possono essere commercializzati. Tuttavia gli Stati membri potranno autorizzare la messa a riposo a rotazione se necessaria per ragioni ambientali. In caso di trasferimento di terreni messi a riposo, l’obbligo del set-aside continua.

Sostegno alle colture energetiche – un “credito di carbonio”

La Commissione propone un aiuto di 45 per le colture energetiche, limitato ad una superficie massima di 1 500 000 ha. L’aiuto sarà concesso soltanto per le superfici la cui produzione forma oggetto di un contratto stipulato tra l’agricoltore e l’industria di trasformazione, salvo nel caso in cui la trasformazione sia effettuata dall’agricoltore stesso nell’azienda. Entro cinque anni dall’applicazione del programma riguardante le colture energetiche, la Commissione presenterà al Consiglio un rapporto sulla sua attuazione, corredato eventualmente di proposte appropriate.

Stabilizzare i mercati e migliorare le organizzazioni comuni di mercato Seminativi

  Cereali

  Si propone di procedere alla riduzione finale del 5% del prezzo d’intervento dei cereali a partire dalla campagna 2004/05 in modo da farlo scendere a 95,35 /t cosicché il ruolo dell’intervento sia quello di pura e semplice rete di sicurezza. Per evitare un nuovo accumulo di ingenti scorte pubbliche, la segala sarà esclusa dal regime di intervento. Con la diminuzione dell’importanza dell’intervento non si giustificano più le correzioni stagionali: si propone pertanto di abolire anche il sistema delle maggiorazioni mensili. Non si applicheranno più nemmeno le restituzioni alla produzione per l’amido e certi prodotti derivati. A fronte del taglio dei prezzi di intervento dei cereali, i pagamenti per superficie per i cereali e altri seminativi passeranno da 63 a 66 ¬/t, importo che sarà incluso nel pagamento unico per azienda.

Colture proteiche

L’attuale supplemento per le colture proteiche (9,5 /t) sarà mantenuto e convertito in un pagamento specifico per superficie pari a 55,57 ¬/ha, che sarà versato entro i limiti di una nuova superficie massima garantita, pari a 1,4 milioni di ettari.

  Frumento duro

  ll supplemento per il frumento duro nelle zone tradizionali di produzione passerà da 344,5 a 250 ¬/ha e sarà incluso nel pagamento unico per azienda. L’aiuto specifico per le altre regioni che beneficiano di un aiuto favore del frumento duro, attualmente pari a 139,5 /ha, sarà gradualmente eliminato. Le riduzioni saranno attuate nell’arco di tre anni a partire dal 2004. Per il miglioramento della qualità del frumento duro sarà istituito un nuovo premio per il frumento duro da utilizzare per la produzione di semole e di pasta alimentare. Il premio sarà versato nelle zone tradizionali di produzione agli agricoltori che usano una determinata quantità di sementi certificate di varietà selezionate, rispondenti a precisi requisiti di qualità per la produzione di semole e di pasta. Il premio ammonta a 40 /ha ed è versato nei limiti delle superfici massime garantite attualmente in vigore per le zone tradizionali di produzione.

Fecola di patate

L’attuale normativa prevede un pagamento diretto a favore dei produttori di fecola di patate. Nel quadro dell’Agenda 2000 l’importo di tale pagamento era stato fissato a 110,54 ¬ per tonnellata di fecola. Il 50% di tale importo sarà incluso nel pagamento unico per azienda, tenendo conto delle consegne effettuate in passato all’industria di trasformazione, mentre l’importo rimanente continuerà ad essere mantenuto quale pagamento specifico per la fecola di patate. Il prezzo minimo viene abolito.

Foraggi essiccati

Il sostegno nel settore dei foraggi essiccati sarà ridistribuito tra agricoltori e industria di trasformazione. Il sostegno diretto a favore dei coltivatori sarà incluso nel pagamento unico per azienda, tenendo conto delle consegne effettuate in passato all’industria. Per tener conto degli attuali quantitativi nazionali garantiti saranno di applicazione massimali nazionali. Per un periodo transitorio quattro anni si applicherà un regime unico di sostegno semplificato per i foraggi disidratati e i foraggi essiccati al sole che beneficeranno di un aiuto decrescente, partendo da 33 /t a decorrere dalla campagna 2004/05. I rispettivi di quantitativi nazionali garantiti saranno fusi.

Sementi

Il regolamento (CEE) n. 2358/71 aveva istituito un aiuto per la produzione di specie selezionate di sementi. Tale aiuto, attualmente versato per tonnellata di sementi prodotte, sarà integrato nel pagamento unico per azienda. Esso sarà calcolato moltiplicando il numero di tonnellate che beneficiano dell’aiuto per l’importo fissato in applicazione dell’articolo 3 del citato regolamento.

  Riso

Al fine di stabilizzare gli equilibri di mercato in considerazione dell’impatto dell’iniziativa “Tutto tranne le armi”, la Commissione propone una riduzione unica del prezzo d’intervento del riso del 50%, per arrivare a un prezzo di sostegno effettivo pari a 150 /t , in linea con i prezzi del mercato mondiale. Per stabilizzare invece i redditi dei produttori, l’attuale aiuto diretto sarà portato da 52 a 177 /t, aliquota che equivale alla compensazione globale concessa per i cereali nell’arco del tempo, dalle riforme del 1992 a quelle dell’Agenda 2000. Dell’importo suddetto, 102 /t faranno parte del pagamento unico per azienda e saranno versati in base ai diritti storici limitati all’attuale superficie massima garantita, mentre gli altri 75 /t, moltiplicati per la resa calcolata in base alla riforma del 1995, saranno erogati come aiuto specifico alla risicoltura. La superficie massima garantita (SMG) verrà ridotta al valore più basso tra la media 1999-2001 e il livello dell’attuale SMG. Sarà introdotto un regime di ammasso privato, che scatterà quando il prezzo di mercato scenderà al di sotto del prezzo di sostegno effettivo. Inoltre saranno attivate misure speciali nei casi in cui i prezzi di mercato scendano al di sotto della soglia di 120 euro/t.

Frutta a guscio

Il regime attuale sarà sostituito da un pagamento annuo forfettario di 100 /ha concesso per una superficie massima garantita di 800 000 ettari, suddivisa in superfici nazionali garantite. Gli Stati membri hanno la facoltà di integrare tale importo limitatamente a109 /ha all’anno.

Latte e prodotti lattiero-caseari

Per garantire una prospettiva stabile ai produttori del settore lattiero caseario, la Commissione propone di prorogare il regime riformato delle quote latte fino alla campagna 2014/15. Nel marzo 1999 il Consiglio europeo di Berlino aveva deciso di ritardare l’entrata in vigore della riforma del settore lattiero caseario per considerazioni di ordine finanziario. Poiché nel quadro delle attuali prospettive finanziarie si sono rese disponibili risorse di bilancio inaspettate, la Commissione è fermamente convinta dell’opportunità di anticipare di un anno riforma del settore decisa a Berlino, in modo da poterne conseguire al più presto gli obiettivi e i vantaggi. Inoltre, è necessario ridurre ulteriormente il prezzo di sostegno del latte e aumentare parallelamente le quote dell’1% all’anno nel 2007 e nel 2008, sulla base di quantitativi di riferimento dopo la piena attuazione dell’Agenda 2000. La prevista riduzione uniforme del 5% all’anno dovrebbe essere sostituita da tagli asimmetrici dei prezzi d’intervento di – 3, 5% all’anno per il latte scremato in polvere e di – 7% all’anno per il burro nell’arco di cinque anni. Globalmente, questa riduzione del 35% dei prezzi del burro e del 17, 5% dei prezzi del latte scremato in polvere corrisponde ad una riduzione globale dei prezzi comuni indicativi del latte del 28% in cinque anni. Al raggiungimento del limite di 30 000 tonnellate all’anno, gli acquisti di intervento del burro saranno sospesi. Superato tale limite, si propone che gli acquisti siano effettuati nell’ambito di una procedura di gara. Nel 2007 e 2008 saranno erogate compensazioni supplementari attraverso i pagamenti diretti, applicando lo stesso metodo di calcolo dell’Agenda 2000. Tutti i pagamenti per i prodotti lattiero-caseari saranno integrati nel pagamento unico per azienda.