Ambiente

giovedì 22 novembre 2007

MINISTERO DELLA SALUTE CIRCOLARE 31 Ottobre 2007 Linee guida relative alle caratteristiche igieniche minime costruttive e gestionali dei bagni mobili chimici.

MINISTERO DELLA SALUTE CIRCOLARE
31 Ottobre 2007 Linee guida relative alle caratteristiche igieniche minime
costruttive e gestionali dei bagni mobili chimici.

Premessa.

Le malattie infettive e
parassitarie rappresentano ancora oggi uno dei principali problemi di salute
pubblica ed una delle maggiori cause di morbosità sia nelle regioni
industrializzate sia nelle aree in via di sviluppo. Microrganismi patogeni a
trasmissione fecale-orale, in particolare batteri
quali Salmonella, Campylobacter, Escherichia coli 0157, Shigella, Vibrio
cholerae, virus dell’epatite, Poliovirus, Rotavirus e parassiti quali Giardia e
Cryptosporidium, rivestono grande rilevanza sanitaria soprattutto in relazione
a determinate condizioni ambientali.

Anche se negli anni più recenti,
nelle aree a più alto standard igienico, in linea di massima è stato registrato
un declino delle patologie legate alla presenza dei più tradizionali patogeni
enterici, l’elevata frequenza di viaggi in aree con una alta
endemia infettiva può costituire un fattore di rischio per un’eventuale
ricomparsa di malattie o addirittura per la diffusione di nuovi patogeni.

Malattie a diffusione
fecale-orale si trasmettono attraverso la contaminazione di mani, superfici,
oggetti, acque. Inoltre bioaerosol contaminati e insetti possono costituire un
vettore di microrganismi nell’ambiente e sui cibi.

Particolare attenzione deve
essere pertanto posta nella costruzione e gestione di tutti i sistemi di raccolta, allontanamento e smaltimento dei liquami, in
particolare se di origine umana, poiché molti dei microrganismi suddetti
riconoscono come unico ospite l’uomo (virus dell’epatite A, virus della
poliomielite, Salmonella thyphi, vibrione del colera, ecc).

Sempre più frequente è oggi l’uso
di bagni mobili chimici che trovano utilizzo non solo nell’ambito delle
attività di lavoro come cantieri mobili o temporanei, ma anche in occasioni di
fiere, sagre, megaconcerti, manifestazioni politiche, sindacali, religiose e in
situazioni particolari come nell’allestimento di alloggiamenti temporanei
(tendopoli, baraccopoli, container) in occasione di disastri naturali o di
guerre. La concentrazione di popolazione, l’uso di tali bagni in condizioni
precarie, la sempre più frequente presenza di soggetti provenienti da zone dove
la diffusione di enteropatogeni è molto più elevata che non nei Paesi
occidentali, impongono una particolare attenzione nella definizione delle
caratteristiche costruttive e gestionali dei bagni mobili chimici.

Inoltre è da ricordare che spesso
tali bagni vengono utilizzati dagli addetti alla
preparazione, manipolazione, distribuzione e vendita di alimenti e bevande, che
sono presenti in molte occasioni con chioschi mobili; un bagno mobile chimico
mal progettato, realizzato o gestito può costituire il punto di partenza per la
diffusione di enteropatogeni attraverso le mani del personale sopraccennato
prima e successivamente attraverso gli alimenti contaminati.

Per evitare la diffusione degli
enteropatogeni, grande cura deve pertanto essere rivolta alla progettazione e
realizzazione dei bagni mobili chimici. In particolare è necessario che questi
bagni presentino caratteristiche tali da minimizzare il rischio sanitario per gli
utenti.

Esistono innumerevoli modelli di
bagni mobili, per lo più costruiti interamente in
polietilene (raramente in vetroresina) e aventi le dimensioni simili a quelle
di una cabina telefonica. Pur nella varietà tuttavia il sistema di
funzionamento è quasi identico per tutti: all’interno di essi
vi è un serbatoio a tenuta stagna, con capienza variabile (180-300 litri circa, a
seconda dei modelli), collegato direttamente al foro del WC e dotati di un
sistema di ventilazione mediante tubo che mette in comunicazione il serbatoio
con l’esterno del tetto, che impedisce l’esalazione di eventuali odori molesti
all’interno della cabina WC.

Le sostanze organiche (feci ed
urine) vanno a depositarsi all’interno di questo serbatoio, ove viene posta una soluzione liquida (15-20 litri di acqua con
alcuni grammi di disinfettante) eventualmente colorata in blu e profumata che
ne impedisce la putrefazione.

Con una certa approssimazione si
può dire che un bagno mobile può solitamente soddisfare dai 200 ai 300 e oltre
usi misti (defecazione ed orinazione) prima di saturarsi. Ciò comporta quindi
un notevole risparmio di risorse idriche, superiore a 3.000 litri (cioè 15 litri di acqua che
solitamente eroga un comune sciacquone domestico per ogni utilizzo, per 200
utilizzi). Questo rappresenta senz’altro un vantaggio enorme in tutte quelle
situazioni in cui l’approvvigionamento idrico è scarso od impossibile (zone con
problemi di siccità, luoghi naturalistici o semplicemente dove non presente la rete idrica).

Altro grande vantaggio che
presentano i bagni mobili è la completa autonomia di funzionamento rispetto
alla esistenza di rete fognaria nel punto di ubicazione. Infatti
grazie al serbatoio residui, a tenuta stagna, il bagno mobile può funzionare in
qualsiasi posto. Ad intervalli periodici (1 o più volte a settimana o
giornalmente) verrà effettuato l’intervento di pulizia
che comprende anche lo svuotamento del serbatoio reflui ed il ripristino della
soluzione liquida (acqua + disinfettante) necessaria per la ripresa del funzionamento.

L’illuminazione interna è
assicurata dal tetto traslucido che permette il passaggio della luce naturale o
artificiale dall’esterno. Tuttavia sono presenti in commercio dei piccoli
impianti di illuminazione, alimentati a pannelli fotovoltaici, che si caricano
di giorno ed erogano luce nelle ore di buio.

I bagni mobili sono detti anche
bagni chimici in virtù del fatto che nella soluzione liquida presente nei
serbatoi è immesso il disinfettante colorato in blu e profumato che inibisce la
putrefazione delle sostanze organiche.

Linee-guida relative alle
caratteristiche igieniche minime

costruttive
e gestionali dei bagni mobili chimici.

1. Il bagno deve essere
costituito o rivestito internamente con materiali non porosi che presentino superfici lisce, senza angoli vivi, che
permettano una rapida decontaminazione;

2. le
dimensioni interne non devono essere inferiori a 100 x 100 cm per la base e a 200 cm per l’altezza; il
bagno destinato a disabili non dovrà presentare barriere che impediscono l’uso
dello stesso a disabili in sedia a rotelle (presenza di scalini, assenza di
maniglie di appoggio); inoltre in questo caso il bagno deve essere provvisto di
un piano di calpestio che assicuri la rotazione completa di una sedia a
rotelle;

3. nella struttura del bagno
devono essere presenti delle griglie di aerazione poste nel terzo inferiore
della porta che assicurino un continuo ricambio
d’aria;

4. il tetto deve essere
preferibilmente costituito da materiale semitrasparente realizzato in modo tale
da favorire l’illuminazione dall’esterno e limitando il
surriscaldamento da irradiazioni solari;

5. la porta deve aprirsi verso
l’esterno ed essere dotata di un sistema di chiusura a molla e di un sistema di
segnalazione che indichi quando il bagno è libero od
occupato; deve essere inoltre presente un chiavistello azionabile dall’interno
e, in caso di necessità, dall’esterno con apposita chiave;

6. deve essere assicurata nel
bagno la presenza di carta igienica in apposito contenitore e di un gancio
appendiabiti;

7. deve essere assicurata
all’interno del bagno o nelle immediate vicinanze (e in questo caso nel
rapporto di circa 1:8) una struttura per il lavaggio
e, se possibile, disinfezione delle mani; all’acqua destinata al lavaggio delle
mani deve essere aggiunto un disinfettante che assicura la non proliferazione
di microrganismi o muffe nell’acqua stessa; deve inoltre essere assicurata la
presenza di asciugamani monouso;

8. è opportuna la disponibilità
di bagni chimici corredati di lavamano interno o esterno con acqua additivata
di disinfettanti ad uso esclusivo degli addetti alla preparazione,
manipolazione, distribuzione e vendita di alimenti e bevande, ove sia prevista
la presenza di tale personale;

9. il vaso deve
essere dotato di un meccanismo che prevede l’innalzamento della seggetta
affinchè questa, dopo ogni utilizzo, si disponga in posizione verticale; è
necessaria la presenza di un distributore di copriseggetta in carta con congrua
dotazione della stessa;

10. il bagno deve essere dotato
di un sistema di ventilazione, mediante un tubo che metta in comunicazione il
serbatoio dei reflui con l’esterno del tetto, che impedisca
l’esalazione di eventuali odori molesti all’interno della cabina WC;

11. la vasca
reflui deve essere preferibilmente dotata di un sistema di schermatura in grado
di impedire eventuali schizzi di materiale fecale e/o urine che possano
contaminare l’utilizzatore e la seggetta; la schermatura dovrà essere provvista
di un sistema di pulizia e di decontaminazione; per la pulizia della
schermatura devono essere utilizzati liquidi contenenti tensioattivi,
disinfettanti o applicato altro idoneo sistema;

12. è fatto divieto assoluto di
riutilizzare reflui, anche se trattati, per la pulizia della schermatura;

13. la svuotatura della vasca di
raccolta dei reflui deve essere effettuata, tenendo conto in particolare della
situazione meteorologica e della numerosità delle utenze definita e indicata
dalle aziende, almeno una volta a settimana;

14. deve essere impedito
l’accesso al bagno nel caso in cui la vasca di raccolta sia
colma o satura;

15. dopo ogni
svuotatura deve essere effettuato un lavaggio dell’intero bagno mediante uso di
acqua sotto pressione a temperatura elevata (100 0C) e ne sarà ripristinata la completa
funzionalità; gli operatori, in questo caso, dovranno comunque adottare
opportune misure di sicurezza al fine di evitare l’esposizione ai contaminanti;

16. è opportuno che il bagno sia
fornito di specchietto di opportune dimensioni;

17. appositi segnalatori esterni
al bagno devono indicare il sesso a cui sono destinate
le varie strutture, il divieto di fumare all’interno del bagno ed il divieto di
sosta nelle immediate vicinanze.

Roma, 31 ottobre 2007

Il Ministro: Turco