Famiglia

giovedì 06 settembre 2007

Ministero della Pubblica Istruzione – 4.9.2007 INDICAZIONI PER IL CURRICOLO Per la scuola dell’ infanzia e per il primo ciclo d’ istruzione

Ministero della Pubblica
Istruzione – 4.9.2007 INDICAZIONI PER IL CURRICOLO Per la scuola dell’infanzia
e per il primo ciclo d’istruzione

CULTURA SCUOLA PERSONA

LA SCUOLA NEL NUOVO
SCENARIO

In un tempo molto breve, abbiamo
vissuto il passaggio da una società relativamente stabile a una società
caratterizzata da molteplici cambiamenti e discontinuità. Questo nuovo scenario
è ambivalente: per ogni persona, per ogni comunità, per ogni società si
moltiplicano sia i rischi che le opportunità.

Gli ambienti in cui la scuola è
immersa sono più ricchi di stimoli culturali, ma anche più contraddittori. Oggi
l’apprendimento scolastico è solo una delle tante esperienze di formazione che
i bambini 1 e gli adolescenti vivono e per acquisire competenze specifiche
spesso non vi è bisogno dei contesti scolastici. Ma proprio per questo la
scuola non può abdicare al compito di promuovere la capacità degli studenti di
dare senso alla varietà delle loro esperienze, al fine di ridurre la
frammentazione e il carattere episodico che rischiano di caratterizzare la vita
dei bambini e degli adolescenti.

L’orizzonte territoriale della
scuola si allarga. Ogni specifico territorio possiede legami con le varie aree
del mondo e con ciò stesso costituisce un microcosmo che su scala locale
riproduce opportunità, interazioni, tensioni, convivenze globali. Anche ogni
singola persona, nella sua esperienza quotidiana, deve tener conto di
informazioni sempre più numerose ed eterogenee e si confronta con la pluralità
delle culture. Nel suo itinerario formativo ed esistenziale lo studente si
trova a interagire con culture diverse, senza tuttavia avere strumenti adatti
per comprenderle e metterle in relazione con la propria. Alla scuola spetta il
compito di fornire supporti adeguati affinché ogni persona sviluppi un’identità
consapevole e aperta.

La piena attuazione del
riconoscimento e della garanzia della libertà e dell’uguaglianza (articoli 2 e
3 della Costituzione), nel rispetto delle differenze di tutti e dell’identità
di ciascuno, richiede oggi, in modo ancor più attento e mirato, l’impegno dei
docenti e di tutti gli operatori della scuola, ma richiede altresì la
collaborazione delle formazioni sociali, in una nuova dimensione di integrazione
fra scuola e territorio, per far sì che ognuno possa "svolgere, secondo le
proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che
concorra al progresso materiale e spirituale della società" (art. 4 della
Costituzione).

Non dobbiamo però dimenticare che
in questa situazione di potenziale ricchezza formativa permangono vecchie forme
di analfabetismo e di emarginazione culturale. Queste si intrecciano con
analfabetismi di ritorno, che rischiano di impedire a molti l’esercizio di una
piena cittadinanza. Inoltre, la diffusione delle tecnologie di informazione e
di comunicazione, insieme a grandi opportunità, rischia di introdurre anche
serie penalizzazioni nelle possibilità di espressione di chi non ha ancora
accesso a tali tecnologie. Questa situazione nella scuola è ancora più
evidente. Allo stato attuale delle cose, infatti, le relazioni con gli
strumenti informatici sono assai diseguali fra gli studenti come fra gli
insegnanti.

Anche le relazioni fra il sistema
formativo e il mondo del lavoro stanno rapidamente cambiando. Ogni persona si
trova ricorrentemente nella necessità di riorganizzare e reinventare i propri
saperi, le proprie competenze e persino il proprio stesso lavoro. Le tecniche e
le competenze diventano obsolete nel volgere di pochi anni. Per questo
l’obiettivo della scuola non può essere soprattutto quello di inseguire lo
sviluppo di singole tecniche e competenze; piuttosto, è quello di formare
saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale, affinché possa affrontare
positivamente l’incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e
professionali, presenti e futuri. Le trasmissioni standardizzate e normative
delle conoscenze, che comunicano contenuti invarianti pensati per individui
medi, non sono più adeguate. Al contrario, la scuola è chiamata a realizzare
percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli
studenti, nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della
personalità di ognuno.

In tale
scenario, alla scuola spettano alcune finalità specifiche: offrire agli
studenti occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di
base; far sì che gli studenti acquisiscano gli strumenti di pensiero necessari
per apprendere a selezionare le informazioni; promuovere negli studenti la
capacità di elaborare metodi e categorie che siano in grado di fare da bussola
negli itinerari personali; favorire l’autonomia di pensiero degli studenti,
orientando la propria didattica alla costruzione di saperi a partire da concreti
bisogni formativi.

La scuola realizza appieno la
propria funzione pubblica impegnandosi, in questa prospettiva, per il successo
scolastico di tutti gli studenti, con una particolare attenzione al sostegno
delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio. Questo comporta
saper accettare la sfida che la diversità pone: innanzi tutto nella classe,
dove le diverse situazioni individuali vanno riconosciute e valorizzate,
evitando che la differenza si trasformi in disuguaglianza; inoltre nel Paese, affinché
le situazioni di svantaggio sociale, economiche, culturali non impediscano il
raggiungimento degli essenziali obiettivi di qualità che è doveroso garantire.

In entrambi i casi con la
finalità sancita dalla nostra Costituzione di garantire e di promuovere la
dignità e l’uguaglianza di tutti gli studenti "senza distinzione di sesso,
di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni
personali e sociali" e impegnandosi a rimuovere gli ostacoli di qualsiasi
natura che possano impedire "il pieno sviluppo della persona umana".

CENTRALITÀ DELLA PERSONA

Le finalità della scuola devono
essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo
percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la
legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la realizzazione
delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della
singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle
sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e
di formazione.

Lo studente è posto al centro
dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi,
relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. In questa
prospettiva, i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi
e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora,
che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti
di significato.

Sin dai primi anni di
scolarizzazione è importante che i docenti definiscano le loro proposte in una
relazione costante con i bisogni fondamentali e i desideri dei bambini e degli
adolescenti. È altrettanto importante valorizzare simbolicamente i momenti di
passaggio che segnano le tappe principali di apprendimento e di crescita di
ogni studente.

Particolare cura è necessario
dedicare alla formazione della classe come gruppo, alla promozione dei legami
cooperativi fra i suoi componenti, alla gestione degli inevitabili conflitti
indotti dalla socializzazione. La scuola si deve costruire come luogo
accogliente, coinvolgendo in questo compito gli studenti stessi. Sono, infatti,
importanti le condizioni che favoriscono lo star bene a scuola, al fine di
ottenere la partecipazione più ampia dei bambini e degli adolescenti a un
progetto educativo condiviso. La formazione di importanti legami di gruppo non
contraddice la scelta di porre la persona al centro dell’azione educativa, ma è
al contrario condizione indispensabile per lo sviluppo
della personalità di ognuno.

La scuola deve porre le basi del
percorso formativo dei bambini e degli adolescenti sapendo che esso proseguirà
in tutte le fasi successive della vita. In tal modo la scuola fornisce le
chiavi per apprendere ad apprendere, per costruire e per trasformare le mappe
dei saperi rendendole continuamente coerenti con la rapida e spesso
imprevedibile evoluzione delle conoscenze e dei loro oggetti. Si tratta di
elaborare gli strumenti di conoscenza necessari per comprendere i contesti
naturali, sociali, culturali, antropologici nei quali gli studenti si
troveranno a vivere e a operare.

PER UNA NUOVA CITTADINANZA

La scuola persegue una doppia
linea formativa: verticale e orizzontale. La linea verticale esprime l’esigenza
di impostare una formazione che possa poi continuare
lungo l’intero arco della vita; quella orizzontale indica la necessità di
un’attenta collaborazione fra la scuola e gli attori extrascolastici con
funzioni a vario titolo educative: la famiglia in primo luogo.

Insegnare le regole del vivere e
del convivere è per la scuola un compito oggi ancora più ineludibile rispetto
al passato, perché sono molti i casi nei quali le famiglie incontrano
difficoltà più o meno grandi nello svolgere il loro ruolo educativo.

La scuola non può interpretare
questo compito come semplice risposta a un’emergenza. Non è opportuno
trasformare le sollecitazioni che le provengono da vari ambiti della società in
un moltiplicarsi di microprogetti che investano gli aspetti più disparati della
vita degli studenti, con l’intento di definire norme di comportamento
specifiche per ogni situazione. L’obiettivo non è di accompagnare passo dopo
passo lo studente nella quotidianità di tutte le sue esperienze, bensì di
proporre un’educazione che lo spinga a fare scelte autonome e feconde, quale
risultato di un confronto continuo della sua progettualità con i valori che
orientano la società in cui vive.

La scuola perseguirà
costantemente l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i genitori.
Non si tratta di rapporti da stringere solo in momenti critici, ma di relazioni
costanti che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente
nelle comuni finalità educative.

La scuola si apre alle famiglie e
al territorio circostante, facendo perno sugli strumenti forniti dall’autonomia
scolastica, che prima di essere un insieme di norme è un modo di concepire il
rapporto delle scuole con le comunità di appartenenza, locali e nazionali.
L’acquisizione dell’autonomia rappresenta un momento decisivo per le
istituzioni scolastiche. Grazie a essa si è già
avviato un processo di sempre maggiore responsabilizzazione condiviso dai docenti
e dai dirigenti, che favorisce altresì la stretta connessione di ogni scuola
con il suo territorio.

In quanto comunità educante, la
scuola genera una diffusa convivialità relazionale, intessuta di linguaggi
affettivi ed emotivi, e è anche in grado di promuovere
la condivisione di quei valori che fanno sentire i membri della società come
parte di una comunità vera e propria. La scuola affianca al compito
"dell’insegnare ad apprendere" quello "dell’insegnare a
essere".

L’obiettivo è quello di
valorizzare l’unicità e la singolarità dell’identità culturale di ogni
studente. La presenza di bambini e adolescenti con radici culturali diverse è
un fenomeno ormai strutturale e non può più essere considerato episodico: deve
trasformarsi in un’opportunità per tutti. Non basta riconoscere e conservare le
diversità preesistenti, nella loro pura e semplice autonomia. Bisogna, invece,
sostenere attivamente la loro interazione e la loro integrazione attraverso la
conoscenza della nostra e delle altre culture, in un confronto che non eluda questioni quali le convinzioni religiose, i ruoli
familiari, le differenze di genere.

La promozione e lo sviluppo di
ogni persona stimola in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo delle
altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non basta
convivere nella società, ma questa stessa società
bisogna crearla continuamente insieme.

Il sistema educativo deve formare
cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di
collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella
europea, quella mondiale. Non dobbiamo dimenticare che fino a tempi assai
recenti la scuola ha avuto il compito di formare cittadini nazionali attraverso
una cultura omogenea. Oggi, invece, può porsi il compito più ampio di educare alla convivenza proprio attraverso la
valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente. La
finalità è una cittadinanza che certo permane coesa e vincolata ai valori
fondanti della tradizione nazionale, ma che può esse alimentata da una varietà
di espressioni ed esperienze personali molto più ricca
che in passato.

Per educare a questa cittadinanza
unitaria e plurale a un tempo, una via privilegiata è proprio la conoscenza e
la trasmissione delle nostre tradizioni e memorie nazionali: non si possono
realizzare appieno le possibilità del presente senza una profonda memoria e
condivisione delle radici storiche. A tal fine sarà indispensabile una piena
valorizzazione dei beni culturali presenti sul territorio nazionale, proprio
per arricchire l’esperienza quotidiana dello studente con culture materiali,
espressioni artistiche, idee, valori che sono il lascito vitale di altri tempi
e di altri luoghi.

La nostra scuola, inoltre, deve
formare cittadini italiani che siano nello stesso
tempo cittadini dell’Europa e del mondo. I problemi più importanti che oggi toccano il nostro continente e l’umanità tutta
intera non possono essere affrontati e risolti all’interno dei confini
nazionali tradizionali, ma solo attraverso la comprensione di far parte di
grandi tradizioni comuni, di un’unica comunità di destino europea così come di
un’unica comunità di destino planetaria. Perché gli studenti acquisiscano una
tale comprensione, è necessario che la scuola li aiuti a mettere in relazione
le molteplici esperienze culturali emerse nei diversi spazi e nei diversi tempi
della storia europea e della storia dell’umanità. La scuola è luogo in cui il
presente è elaborato nell’intreccio tra passato e futuro, tra memoria e
progetto.

PER UN NUOVO UMANESIMO

Le relazioni fra il microcosmo
personale e il macrocosmo dell’umanità e del pianeta oggi devono essere intese
in un duplice senso. Da un lato tutto ciò che accade nel mondo influenza la
vita di ogni persona; dall’altro, ogni persona tiene nelle sue stesse mani una
responsabilità unica e singolare nei confronti del futuro dell’umanità.

La scuola può e deve educare a
questa consapevolezza e a questa responsabilità i bambini e gli adolescenti, in
tutte le fasi della loro formazione. A questo scopo il bisogno di conoscenze
degli studenti non si soddisfa con il semplice accumulo di tante informazioni
in vari campi, ma solo con il pieno dominio dei singoli ambiti disciplinari e,
contemporaneamente, con l’elaborazione delle loro molteplici connessioni. È
quindi decisiva una nuova alleanza fra scienza, storia, discipline umanistiche,
arti e tecnologia, in grado di delineare la prospettiva di un nuovo umanesimo.

In tale prospettiva, la scuola
potrà perseguire alcuni obiettivi, oggi prioritari:

– insegnare a ricomporre i grandi
oggetti della conoscenza – l’universo, il pianeta, la natura, la vita,
l’umanità, la società, il corpo, la mente, la storia – in una prospettiva
complessa, volta cioè a superare la frammentazione delle discipline e a
integrarle in nuovi quadri d’insieme.

– promuovere i
saperi propri di un nuovo umanesimo: la capacità di cogliere gli aspetti
essenziali dei problemi; la capacità di comprendere le implicazioni, per la
condizione umana, degli inediti sviluppi delle scienze e delle tecnologie; la
capacità di valutare i limiti e le possibilità delle conoscenze; la capacità di
vivere e di agire in un mondo in continuo cambiamento.

– diffondere la consapevolezza
che i grandi problemi dell’attuale condizione umana (il degrado ambientale, il
caos climatico, le crisi energetiche, la distribuzione ineguale delle risorse,
la salute e la malattia, l’incontro e il confronto di culture e di religioni, i
dilemmi bioetici, la ricerca di una nuova qualità della vita) possono essere
affrontati e risolti attraverso una stretta collaborazione
non solo fra le nazioni, ma anche fra le discipline e fra le culture.

Tutti questi obiettivi possono
essere realizzati sin dalle prime fasi della formazione degli alunni.
L’esperimento, la manipolazione, il gioco, la narrazione, le espressioni
artistiche e musicali sono infatti altrettante
occasioni privilegiate per apprendere per via pratica quello che
successivamente dovrà essere fatto oggetto di più elaborate conoscenze teoriche
e sperimentali. Nel contempo, lo studio dei contesti storici, sociali,
culturali nei quali si sono sviluppate le conoscenze è condizione di una loro
piena comprensione. Inoltre, le esperienze personali che i bambini e gli
adolescenti hanno degli aspetti a loro prossimi della natura, della cultura,
della società e della storia sono una via di accesso importante per la
sensibilizzazione ai problemi più generali e per la conoscenza di orizzonti più
estesi nello spazio e nel tempo. Ma condizione indispensabile per raggiungere
questo obiettivo è ricostruire insieme agli studenti le
coordinate spaziali e temporali necessarie per comprendere la loro
collocazione rispetto agli spazi e ai tempi assai ampi della geografia e della
storia umana, così come rispetto agli spazi e ai tempi ancora più ampi della
natura e del cosmo.

Definire un tale quadro d’insieme
è compito sia della formazione scientifica (chi sono e dove sono io
nell’universo, sulla terra, nell’evoluzione?) sia della formazione umanistica
(chi sono e dove sono io nelle culture umane, nelle società, nella storia?).
Negli ultimi decenni, infatti, discipline una volta distanti hanno collaborato
nel ricostruire un albero genealogico delle popolazioni umane e nel tracciare i
tempi e i percorsi delle grandi migrazioni con cui il pianeta è stato popolato.
La genetica, la linguistica, l’archeologia, l’antropologia, la climatologia, la
storia comparata dei miti e delle religioni hanno cominciato a delineare una
storia globale dell’umanità. Da parte loro, la filosofia, le arti, l’economia,
la storia delle idee, delle società, delle scienze e delle tecnologie stanno
mettendo in evidenza come le popolazioni umane abbiano sempre comunicato fra
loro e come le innovazioni materiali e culturali siano sempre state prodotte da
una lunga storia di scambi, interazioni, tradizioni. A loro volta, le scienze
del vivente oggi allargano ancora di più questo quadro: le collaborazioni fra
genetica, paleontologia, embriologia, ecologia, etologia, geologia, biochimica,
biofisica, ci danno per la prima volta un quadro delle grandi tappe della
storia della vita sulla terra e mostrano la stretta interdipendenza fra tutte
le forme viventi.

L’elaborazione dei saperi
necessari per comprendere l’attuale condizione dell’uomo planetario, definita
dalle molteplici interdipendenze fra locale e globale, è dunque la premessa
indispensabile per l’esercizio consapevole di una cittadinanza nazionale,
europea e planetaria. Oggi la scuola italiana può proporsi concretamente un
tale obiettivo, contribuendo con ciò a creare le condizioni propizie per
rivitalizzare gli aspetti più alti e fecondi della nostra tradizione. Questa,
infatti, è stata ricorrentemente caratterizzata da momenti di intensa
creatività – come la civiltà classica greca e latina, la Cristianità, il
Rinascimento e, più in generale, l’apporto degli artisti, dei musicisti, degli
scienziati, degli esploratori e degli artigiani in tutto il mondo e per tutta
l’età moderna – nei quali l’incontro fra culture diverse ha saputo generare
l’idea di un essere umano integrale, capace di concentrare nella singolarità
del microcosmo personale i molteplici aspetti del macrocosmo umano.

L’ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO

Nel rispetto e nella
valorizzazione dell’autonomia delle Istituzioni scolastiche, le Indicazioni
costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare
affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è
chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte
relative a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione. La costruzione del
curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e organizzano la ricerca
e l’innovazione educativa. Il curricolo si delinea con particolare attenzione
alla continuità del percorso educativo dai 3 ai 14 anni. Ogni scuola predispone
il curricolo, all’interno del Piano dell’offerta formativa, nel rispetto delle
finalità, dei traguardi per lo sviluppo delle competenze, degli obiettivi di
apprendimento posti dalle Indicazioni. Il curricolo si articola attraverso i
campi di esperienza nella scuola dell’infanzia e attraverso le discipline nella
scuola del primo ciclo.

Campi di esperienza

I campi di esperienza sono luoghi
del fare e dell’agire del bambino orientati dall’azione consapevole degli
insegnanti e introducono ai sistemi simbolico-culturali.
Le scuole, all’interno della loro autonomia didattica, articoleranno i campi di
esperienza al fine di favorire il percorso educativo di ogni bambino,
aiutandolo a orientarsi nella molteplicità e nella diversità degli stimoli e
delle attività.

Discipline e aree disciplinari

Nella scuola del primo ciclo la
progettazione didattica promuove l’organizzazione degli apprendimenti in
maniera progressivamente orientata ai saperi disciplinari; promuove inoltre la
ricerca delle connessioni fra i saperi disciplinari e la collaborazione fra i
docenti. Il raggruppamento delle discipline in aree indica una possibilità di
interazione e collaborazione fra le discipline (sia all’interno di una stessa
area, sia fra tutte le discipline) che le scuole potranno delineare nella loro
autonomia con peculiari modalità organizzative.

Nella scuola primaria, l’autonoma
progettualità delle scuole prevede e organizza l’affidamento degli insegnamenti
ai diversi docenti, con riferimento alla professionalità e alle inclinazioni,
mentre nella scuola secondaria di primo grado si opererà tenendo conto delle
classi di concorso.

L’insegnamento della Religione
Cattolica è disciplinato dagli accordi concordatari in vigore. I traguardi per
lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento saranno definiti
d’intesa con l’autorità ecclesiastica, come da disposizione concordataria.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze

Al termine della scuola
dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado,
per i campi di esperienza e per le discipline, vengono
individuati traguardi per lo sviluppo delle competenze. Tali traguardi, posti
al termine dei più significativi snodi del percorso curricolare, dai tre a
quattordici anni, rappresentano riferimenti per gli insegnanti, indicano piste
da percorrere e aiutano a finalizzare l’azione educativa allo sviluppo
integrale dell’alunno.

Obiettivi di apprendimento

Gli obiettivi di apprendimento
sono definiti in relazione al termine del terzo e del quinto anno della scuola
primaria e al termine del terzo anno della scuola secondaria di primo grado.
Sono obiettivi ritenuti strategici al fine di raggiungere i traguardi per lo
sviluppo delle competenze previsti dalle Indicazioni.

Valutazione

Agli insegnanti compete la
responsabilità della valutazione e la cura della documentazione didattica,
nonché la scelta dei relativi strumenti nel quadro dei criteri deliberati dai
competenti organi collegiali. La valutazione precede, accompagna e segue i
percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate,
promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una
preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento
e di stimolo al miglioramento continuo.

Alle singole istituzioni
scolastiche spetta poi la responsabilità dell’autovalutazione, che ha la
funzione di introdurre modalità riflessive sull’intera organizzazione
dell’offerta educativa e didattica della scuola, ai fini del suo continuo
miglioramento, anche attraverso dati di rendicontazione sociale o dati che
emergono da valutazioni esterne.

L’Istituto nazionale per la
valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione ha il compito di
rilevare la qualità dell’intero sistema scolastico nazionale, fornendo alle
scuole, alle famiglie e alla comunità sociale, al Parlamento e al Governo elementi di informazione essenziali circa la
salute e le criticità del nostro sistema di istruzione, e questo all’interno di
un confronto internazionale che oggi va assumendo sempre più rilevanza.

LA SCUOLA DELL’INFANZIA

La scuola dell’infanzia,
liberamente scelta dalle famiglie, si rivolge a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni
di età e è la risposta al loro diritto all’educazione.
Ha le sue origini nelle comunità locali (come i Comuni e le Parrocchie) e in esse è cresciuta. Oggi si esprime in una
pluralità di modelli istituzionali e organizzativi promossi da diversi
soggetti: lo Stato; gli Ordini religiosi, le Associazioni e le Comunità
parrocchiali; gli Enti Locali. Ciascuno di essi
ha apportato un contributo originale allo sviluppo della scuola dell’infanzia,
per la valorizzazione della collaborazione delle famiglie, per l’innovazione
pedagogica e la partecipazione sociale, per la generalizzazione e la
qualificazione del servizio.

La storia della scuola dei
piccoli, passando dalle iniziali forme di assistenza locale a una diffusione
nazionale, resa possibile dall’intervento dello Stato, riassume il percorso di
crescita e affermazione di una cultura che dà valore all’infanzia.

La scuola dell’infanzia è oggi un
sistema pubblico integrato in evoluzione, che rispetta le scelte educative
delle famiglie e realizza il senso nazionale e universale del diritto
all’istruzione. Nelle sue diverse espressioni, ha prodotto sperimentazioni,
ricerche e contributi che costituiscono un patrimonio pedagogico riconosciuto
in Europa e nel Mondo.

Per ogni bambino o bambina, la
scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo
dell’identità, dell’autonomia, della competenza, della cittadinanza.

Sviluppare l’identità significa
imparare a stare bene e a sentirsi sicuri nel-l’affrontare nuove esperienze in
un ambiente sociale allargato. Vuol dire imparare a conoscersi e a sentirsi
riconosciuti come persona unica e irripetibile, ma vuol dire anche sperimentare
diversi ruoli e diverse forme di identità: figlio, alunno, compagno, maschio o
femmina, abitante di un territorio, appartenente a una comunità.

Sviluppare
l’autonomia comporta l’acquisizione della capacità di interpretare e governare
il proprio corpo; partecipare alle attività nei diversi contesti; avere fiducia
in sé e fidarsi degli altri; realizzare le proprie attività senza scoraggiarsi;
provare piacere nel fare da sé e saper chiedere aiuto; esprimere con diversi
linguaggi i sentimenti e le emozioni; esplorare la realtà e comprendere le
regole della vita quotidiana; partecipare alle negoziazioni e alle decisioni
motivando le proprie opinioni, le proprie scelte e i propri comportamenti;
assumere atteggiamenti sempre più responsabili.

Sviluppare la
competenza significa imparare a riflettere sull’esperienza attraverso
l’esplorazione, l’osservazione e l’esercizio al confronto; descrivere la
propria esperienza e tradurla in tracce personali e condivise, rievocando,
narrando e rappresentando fatti significativi; sviluppare l’attitudine a fare
domande, riflettere, negoziare i significati.

Sviluppare il senso della
cittadinanza significa scoprire gli altri, i loro bisogni e la necessità di
gestire i contrasti attraverso regole condivise, che si definiscono attraverso
le relazioni, il dialogo, l’espressione del proprio pensiero, l’attenzione al
punto di vista dell’altro, il primo riconoscimento dei diritti e dei doveri;
significa porre le fondamenta di un abito democratico, eticamente orientato,
aperto al futuro e rispettoso del rapporto uomo-natura.

I BAMBINI, LE FAMIGLIE,
L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO

I bambini

I bambini sono attivi, amano
costruire, giocare, comunicare e fin dalla nascita intraprendono una ricerca di
senso che li sollecita a indagare la realtà. Oggi, però, la crescita di ciascun
bambino e di ciascuna bambina è resa ardua dalle innumerevoli e spesso
contrastanti sollecitazioni comunicative, dai riferimenti identitari e
relazionali plurimi, dai tempi contratti che caratterizzano gli ambienti di
vita e i rapporti familiari e sociali, dalla solitudine di molte famiglie e
dalla carenza per molti bambini di contatti con i coetanei.

Giungono alla
scuola dell’infanzia con una storia: hanno imparato a parlare e a muoversi con
autonomia; hanno sperimentato le prime e più importanti relazioni; hanno
appreso a esprimere emozioni e a interpretare ruoli attraverso il gioco; hanno
appreso i tratti fondamentali della loro cultura. Fra i tre e i sei anni
incontrano e sperimentano diversi linguaggi, scoprono attraverso il dialogo e
il confronto con gli altri bambini l’esistenza di diversi punti di vista,
pongono per la prima volta le grandi domande esistenziali, osservano e
interrogano la natura, elaborano le prime ipotesi sulla lingua, sui media e sui diversi sistemi simbolici.

Le loro potenzialità e
disponibilità possono essere sviluppate o inibite, possono evolvere in modo
armonioso o disarmonico, in ragione dell’impegno professionale degli
insegnanti, della collaborazione con le famiglie, dell’organizzazione e delle
risorse disponibili per costruire contesti di apprendimento ricchi e
significativi.

Le famiglie

Le famiglie, che rappresentano il
contesto più influente per lo sviluppo dei bambini, pur nella loro diversità –
perché molteplici sono gli ambienti di vita e i riferimenti, religiosi, etici,
comportamentali – sono sempre portatrici di risorse che possono essere
valorizzate, sostenute e condivise nella scuola, per consentire di creare una
rete solida di scambi e di responsabilità comuni.

Il primo incontro con la scuola e
con gli insegnanti, nonché l’esperienza scolastica dei figli aiutano i genitori
a prendere più chiaramente coscienza della responsabilità educativa che è loro
affidata. Essi sono così stimolati a partecipare a un dialogo intorno alle
finalità della scuola e agli orientamenti educativi, per rendere forti i loro
bambini e attrezzarli per un futuro che non è facile da prevedere e decifrare.

Alla scuola dell’infanzia si
affacciano genitori che provengono da altre nazioni e che costruiscono progetti
lunghi o brevi di vita per i loro figli nel nostro paese. Essi professano
religioni diverse, si ispirano spesso a modelli tradizionali di educazione, di
ruoli sociali e di genere appresi nei paesi di origine ed esprimono il bisogno
di rinfrancare la propria identità in una cultura per loro nuova. La scuola
dell’infanzia è per loro occasione di incontro con altri genitori, per
costruire rapporti di fiducia e nuovi legami di comunità.

Le famiglie dei bambini con
disabilità chiedono sostegno alla scuola per promuovere le risorse dei loro
figli, attraverso il riconoscimento sereno delle differenze e la costruzione di
ambienti educativi accoglienti e inclusivi, in modo che ciascun bambino possa
trovare attenzioni specifiche ai propri bisogni e condividere con gli altri il
proprio percorso di formazione.

L’ambiente di apprendimento

La scuola dell’infanzia si
propone come contesto di relazione, di cura e di apprendimento, nel quale
possono essere filtrate, analizzate ed elaborate le sollecitazioni che i
bambini sperimentano nelle loro esperienze. Promuove una pedagogia attiva e
delle relazioni che si manifesta nella capacità degli insegnanti di dare
ascolto e attenzione a ciascun bambino, nella cura dell’ambiente, dei gesti e
delle cose e nell’accompagnamento verso forme di conoscenza sempre più
elaborate e consapevoli. L’apprendimento avviene attraverso l’esperienza,
l’esplorazione, i rapporti tra i bambini, con la natura, gli oggetti, l’arte,
il territorio e le sue tradizioni, attraverso la rielaborazione individuale e
collettiva delle esperienze e attraverso attività ludiche. Con il gioco i
bambini si esprimono, raccontano, interpretano e combinano in modo creativo le
esperienze soggettive e sociali.

L’ambiente di apprendimento è
organizzato dagli insegnanti in modo che ogni bambino si senta riconosciuto,
sostenuto e valorizzato: il bambino con competenze forti, il bambino la cui
famiglia viene da lontano, il bambino con fragilità e difficoltà, il bambino
con bisogni educativi specifici, il bambino con disabilità, poiché tutti devono
saper coniugare il senso dell’incompiutezza con la tensione verso la propria
riuscita.

La vita di relazione è
caratterizzata da ritualità e da convivialità serena per incoraggiare il
bambino a ritrovarsi nell’ambiente e ad averne cura e responsabilità. Le
relazioni con gli insegnanti e fra i bambini sono un importante fattore
protettivo e di promozione dello sviluppo.

La scuola dell’infanzia organizza
le proposte educative e didattiche espandendo e dando forma alle prime
esplorazioni, intuizioni e scoperte dei bambini attraverso un curricolo
esplicito. A esso è sotteso un curricolo implicito
costituito da costanti che definiscono l’ambiente di apprendimento e lo rendono
specifico e immediatamente riconoscibile:

– Lo spazio accogliente, caldo,
curato, orientato dal gusto, espressione della pedagogia e delle scelte
educative di ciascuna scuola. È uno spazio che parla dei bambini, del loro
valore, dei loro bisogni di gioco, di movimento, di espressione, di intimità e
di socialità, attraverso l’ambiente fisico, la scelta di arredamenti e oggetti
volti a creare una funzionale e invitante disposizione a essere abitato dagli
stessi bambini.

– Il tempo disteso, nel quale è
possibile per il bambino giocare, esplorare, dialogare, osservare, ascoltare,
capire, crescere con sicurezza e nella tranquillità, sentirsi padrone di sé e
delle attività che sperimenta e nelle quali si esercita. In questo modo il
bambino può scoprire e vivere il proprio tempo esistenziale senza accelerazioni
e senza rallentamenti indotti dagli adulti.

– La documentazione, come
processo che produce tracce, memoria e riflessione, che rende visibili le
modalità e i percorsi di formazione e che permette di valutare i progressi
dell’apprendimento individuale e di gruppo.

– Lo stile educativo, fondato
sull’osservazione e sull’ascolto, sulla progettualità elaborata collegialmente,
sull’intervento indiretto e di regia.

– La partecipazione, come
dimensione che permette di stabilire e sviluppare legami di corresponsabilità,
di incoraggiare il dialogo e la cooperazione nella costruzione della
conoscenza.

La scuola dell’infanzia
sperimenta con libertà la propria organizzazione, la formazione dei gruppi,
delle sezioni e le attività di intersezione a seconda delle
scelte pedagogiche, dell’età e della numerosità dei bambini e delle risorse
umane e ambientali delle quali può disporre.

I CAMPI DI ESPERIENZA

Gli insegnanti accolgono,
valorizzano ed estendono le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini
e creano occasioni e progetti di apprendimento per favorire l’organizzazione di
ciò che i bambini vanno scoprendo. L’esperienza diretta, il gioco, il procedere
per tentativi ed errori permettono al bambino, opportunamente guidato, di
approfondire e sistematizzare gli apprendimenti e di avviare processi di
simbolizzazione e formalizzazione. Pur nell’approccio globale che caratterizza
la scuola dell’infanzia, gli insegnanti individuano, dietro ai vari campi di
esperienza, il delinearsi dei saperi disciplinari e dei loro alfabeti. In
particolare nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza
suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni e
responsabilità nel creare occasioni e possibilità di esperienze volte a
favorire lo sviluppo della competenza, che a questa età va inteso in modo
globale e unitario.

Il sé e l’altro

Le grandi domande, il senso
morale, il vivere insieme

I bambini formulano le grandi
domande esistenziali e sul mondo e cominciano a riflettere sul senso e sul
valore morale delle loro azioni, prendono coscienza della propria identità,
scoprono le diversità e apprendono le prime regole necessarie alla vita sociale.

Negli anni della scuola
dell’infanzia il bambino osserva la natura, la vita e il suo evolversi ed
estinguersi, l’ambiente che lo circonda, le relazioni tra le persone; ascolta
le narrazioni degli adulti, le espressioni delle loro opinioni e della loro
fede; è testimone degli eventi e ne vede la rappresentazione attraverso i media, partecipa alle tradizioni della famiglia e della
comunità. Sente di appartenere alla sua famiglia, alla sua comunità, alla sua
scuola; si accorge di essere uguale e diverso nella varietà delle situazioni,
di poter essere accolto o escluso, di poter accogliere o escludere. Si chiede
dove era prima di nascere e se e dove finirà la sua esistenza e quella di chi
gli è caro, quale sia l’origine del mondo; si interroga su Dio e si confronta
con l’esperienza religiosa.

La presenza di bambini che
parlano altre lingue e hanno tratti diversi e famiglie con tradizioni e
religioni diverse, apre nuovi orizzonti, suscita reazioni, curiosità,
preoccupazioni e sentimenti che non possono essere ignorati.

In questi anni, dunque, si
definisce e si articola l’identità di ciascun bambino e di ciascuna bambina
come consapevolezza del proprio corpo, della propria personalità e del proprio
stare con gli altri. Sono gli anni della scoperta degli adulti come fonte di
protezione e contenimento, degli altri bambini come compagni di giochi e come
limite alla propria volontà. Il bambino cerca di dare un nome agli stati
d’animo, sperimenta il piacere e le difficoltà della condivisione e i primi
conflitti, supera progressivamente l’egocentrismo e può cogliere altri punti di
vista. Esperienze, emozioni, pensieri e domande generano riflessioni, ipotesi,
discorsi, comportamenti sociali che hanno bisogno di spazi di incontro e di
elaborazione.

La scuola si pone come luogo di
dialogo, di approfondimento culturale e di reciproca formazione tra genitori e
insegnanti per affrontare insieme questi temi e proporre ai bambini un modello
di ascolto e di rispetto, per convenire come aiutare ciascun bambino a trovare
risposte alle grandi domande in coerenza con le scelte della sua famiglia e al
tempo stesso riconoscendo e comprendendo scelte diverse e mostrando per loro
rispetto. La scuola si confronta con le famiglie per condividere le regole che
consentono di realizzare le finalità educative e propone ai bambini prime forme
di dialogo sulle domande che essi pongono, sugli eventi della vita quotidiana,
sulle regole del vivere insieme. Traguardi per lo sviluppo della competenza Il
bambino sviluppa il senso dell’identità personale, è consapevole delle proprie
esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo
adeguato. Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni
della famiglia, della comunità e sviluppa un senso di appartenenza. Pone
domande sui temi esistenziali e religiosi, sulle diversità culturali, su ciò
che è bene o male, sulla giustizia, e ha raggiunto una prima consapevolezza dei
propri diritti e dei diritti degli altri, dei valori, delle ragioni e dei
doveri che determinano il suo comportamento. Riflette, si confronta, discute
con gli adulti e con gli altri bambini, si rende conto che esistono punti di
vista diversi e sa tenerne conto. È consapevole delle differenze e sa averne
rispetto. Ascolta gli altri e dà spiegazioni del proprio comportamento e del
proprio punto di vista. Dialoga, discute e progetta confrontando ipotesi e
procedure, gioca e lavora in modo costruttivo e creativo con gli altri bambini.
Comprende chi è fonte di autorità e di responsabilità nei diversi contesti, sa
seguire regole di comportamento e assumersi responsabilità.

Il corpo in movimento

Identità, autonomia, salute

I bambini prendono coscienza e
acquisiscono il senso del proprio sé fisico, il controllo del corpo, delle sue
funzioni, della sua immagine, delle possibilità sensoriali ed espressive e di
relazione e imparano ad averne cura attraverso l’educazione alla salute.

Il bambino che entra nella scuola
ha già acquisito il dominio delle principali funzioni del corpo, il senso della
propria identità e alcune conoscenze fondamentali riguardanti lo schema e il
linguaggio corporeo, attraverso le quali si esprime e organizza la sua presenza
attiva nel mondo circostante.

Sviluppa la conoscenza del
proprio corpo attraverso l’esperienza sensoriale e percettiva che gli permette
di sperimentarne le potenzialità, di affinarle e di rappresentarlo. I giochi e
le attività di movimento consolidano la sicurezza di sé e permettono ai bambini
e alle bambine di sperimentare le potenzialità e i limiti della propria fisicità,
i rischi dei movimenti incontrollati e violenti, le diverse sensazioni date dai
momenti di rilassamento e di tensione, il piacere del coordinare le attività
con quelle degli altri in modo armonico.

Il corpo ha potenzialità
espressive e comunicative che si realizzano in un linguaggio caratterizzato da
una propria struttura e da regole che il bambino apprende attraverso specifici
percorsi di apprendimento: i gesti mimici, sostituiscono o sottolineano la
parola, mantengono la conversazione o la sospendono, esprimono sentimenti ed
emozioni, accompagnano la fruizione musicale.

Le attività informali, di routine
e di vita quotidiana, la vita e i giochi all’aperto sono altrettanto importanti
delle attività espressive e di movimento libero o guidato e possono essere
occasione per l’educazione alla salute attraverso una sensibilizzazione alla
corretta alimentazione e all’igiene personale.

La scuola dell’infanzia mira a
sviluppare gradualmente nel bambino la capacità di leggere, capire e
interpretare i messaggi provenienti dal corpo proprio e altrui, di rispettarlo
e di averne cura, di esprimersi e di comunicare attraverso di esso per giungere ad affinarne la capacità percettive e di
conoscenza degli oggetti, la capacità di orientarsi nello spazio, di muoversi e
di comunicare secondo fantasia e creatività.

Traguardi per lo sviluppo della competenza

Il bambino raggiunge una buona
autonomia personale nell’alimentarsi e nel

vestirsi,
riconosce i segnali del corpo, sa che cosa fa bene e che cosa fa male, conosce

il
proprio corpo, le differenze sessuali e di sviluppo e consegue pratiche
corrette di

cura di
sé, di igiene e di sana alimentazione.

Prova piacere nel movimento e in
diverse forme di attività e di destrezza

quali
correre, stare in equilibrio, coordinarsi in altri giochi individuali e di
gruppo che richiedono l’uso di attrezzi e il rispetto di regole, all’interno
della scuola

e
all’aperto.

Controlla la forza del corpo,
valuta il rischio, si coordina con gli altri.

Esercita le potenzialità
sensoriali, conoscitive, relazionali, ritmiche ed espressive

del
corpo.

Conosce le diverse parti del
corpo e rappresenta il corpo in stasi e in movimento.

Linguaggi, creatività,
espressione

Gestualità, arte, musica,
multimedialità

I bambini sono portati a
esprimere con immaginazione e creatività le loro emozioni e i loro pensieri:
l’arte orienta questa propensione, educa al sentire estetico e al piacere del
bello. Lo sforzo di esplorare i materiali, di interpretare e creare sono
atteggiamenti che si manifestano nelle prime esperienze artistiche e che
possono estendersi e appassionare ad altri apprendimenti. I bambini possono
esprimersi in linguaggi differenti: con la voce, il gesto, la drammatizzazione,
i suoni, la musica, la manipolazione e la trasformazione dei
materiali più diversi, le esperienze grafico-pittoriche, i mass-media,
ecc. La fruizione di questi linguaggi educa al senso del bello, alla conoscenza
di se stessi, degli altri e della realtà.

L’incontro dei bambini con l’arte
è occasione per osservare con occhi diversi il mondo che li circonda. I diversi
materiali esplorati con tutti i sensi, le tecniche sperimentate, confrontate,
condivise ed esercitate, le osservazioni di quadri, sculture o architetture
aiuteranno a migliorare la capacità di osservare, coltivare il piacere della
fruizione e ad avvicinare alla cultura e al patrimonio artistico. I bambini che
si cimentano nelle diverse pratiche di pittura, di manipolazione, di
costruzione plastica e meccanica osservano, imitano, trasformano, interpretano,
inventano e raccontano.

La musica è un linguaggio
universale, carico di emozioni e ricco di tradizioni culturali. Il bambino,
interagendo con il paesaggio sonoro, svi34

16:42
Pagina 35 luppa le proprie capacità cognitive e relazionali, impara a
percepire, ascoltare, ricercare e discriminare i suoni all’interno di contesti
di apprendimento significativi. Esplora le proprie
possibilità sonoro-espressive e simbolico-rappresentative, accrescendo
la fiducia nelle proprie potenzialità. L’ascolto delle produzioni sonore
personali lo apre al piacere di fare musica e alla condivisione di repertori
appartenenti a vari generi musicali.

Il bambino si confronta con i
nuovi media e con i nuovi linguaggi della comunicazione, come spettatore e come
attore. La scuola può aiutarlo a familiarizzare con l’esperienza della
multimedialità, favorendo un contatto attivo con i media
e la ricerca delle loro possibilità espressive e creative. Traguardi per lo
sviluppo della competenza Il bambino segue con attenzione e con piacere
spettacoli di vario tipo (teatrali, musicali, cinematografici…); sviluppa
interesse per l’ascolto della musica e per la fruizione e l’analisi di opere
d’arte. Comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie possibilità
che il linguaggio del corpo consente. Inventa storie e si esprime attraverso
diverse forme di rappresentazione e drammatizzazione. Si esprime attraverso il
disegno, la pittura e altre attività manipolative e sa utilizzare diverse
tecniche espressive. Esplora i materiali che ha a disposizione e li utilizza con
creatività. Formula piani di azione, individualmente e in gruppo, e sceglie con cura materiali e strumenti in relazione al progetto da
realizzare. È preciso, sa rimanere concentrato, si appassiona e sa portare a
termine il proprio lavoro. Ricostruisce le fasi più significative per
comunicare quanto realizzato. Scopre il paesaggio sonoro attraverso attività di
percezione e produzione musicale utilizzando voce, corpo e oggetti. Sperimenta
e combina elementi musicali di base, producendo semplici
sequenze sonoro-musicali. Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando
i simboli di una notazione informale per codificare i suoni percepiti e
riprodurli. Esplora le possibilità offerte dalle tecnologie per fruire delle
diverse forme artistiche, per comunicare e per esprimersi attraverso di esse.

I discorsi e le parole

Comunicazione, lingua, cultura

I bambini apprendono a comunicare
verbalmente, a descrivere le proprie esperienze e il mondo, a conversare e
dialogare, a riflettere sulla lingua, e si avvicinano alla lingua scritta.
Attraverso la conoscenza e la consapevolezza della lingua materna e di altre
lingue consolidano l’identità personale e culturale e si aprono verso altre
culture.

I bambini giungono alla scuola
dell’infanzia avendo acquisito le principali strutture linguistiche: hanno
appreso, nell’interazione con i familiari, la lingua materna, le sue
intonazioni e i ritmi, le principali regole del discorso; sanno usare la lingua
per esprimere le proprie intenzioni e i propri desideri e per interagire con gli
altri; hanno osservato e appreso come le diverse persone comunicano tra loro;
hanno avuto contatti con i messaggi prodotti dai media.
Spesso hanno già incontrato lingue diverse.

La lingua
diventa via via uno strumento con il quale giocare ed esprimersi in modi
personali, creativi e sempre più articolati; sul quale riflettere per
comprenderne il funzionamento; attraverso il quale raccontare e dialogare,
pensare logicamente, approfondire le conoscenze, chiedere spiegazioni e
spiegare il proprio punto di vista, progettare, lasciare tracce.

Se opportunamente guidati, i
bambini estendono il patrimonio lessicale, le competenze grammaticali,
conversazionali, logiche e argomentative, confrontano la propria lingua materna
con altre lingue, formulano ipotesi e si cimentano con l’esplorazione della
lingua scritta. Possono apprendere efficacemente una seconda lingua purché il
contesto sia dotato di senso, l’apprendimento avvenga in modo naturale, sia
inserito nelle attività quotidiane e diventi esso stesso
occasione di riflessione e di dialogo.

La scuola dell’infanzia ha il
compito di promuovere in tutti i bambini la padronanza della lingua italiana e
la consapevolezza dell’importanza dell’uso della propria lingua materna da
parte dei bambini di origini culturali diverse. Offre la possibilità di vivere
contesti di espressione-comunicazione nei quali il bambino possa
imparare a utilizzare la lingua in tutte le sue funzioni e nelle forme
necessarie per addentrarsi nei diversi campi di esperienza. Sollecita le
pratiche linguistiche che mettano i bambini in
condizione di scambiare punti di vista, confrontare le proprie interpretazioni
attorno a fatti ed eventi, esprimere i propri pensieri, negoziare e condividere
con gli altri le proprie opinioni. Incoraggia il progressivo avvicinarsi dei
bambini alla lingua scritta, che potenzia e dilata gli orizzonti della
comunicazione, attraverso la lettura di libri illustrati e l’analisi dei
messaggi presenti nell’ambiente.

Traguardi per lo sviluppo della competenza

Il bambino sviluppa la padronanza
d’uso della lingua italiana e arricchisce e precisa il proprio lessico.

Sviluppa fiducia e motivazione
nell’esprimere e comunicare agli altri le proprie

emozioni,
le proprie domande, i propri ragionamenti e i propri pensieri attraverso il

linguaggio
verbale, utilizzandolo in modo differenziato e appropriato nelle diverse

attività.

Racconta, inventa, ascolta e
comprende le narrazioni e la lettura di storie, dialoga, discute, chiede
spiegazioni e spiega, usa il linguaggio per progettare le attività e per

definirne
le regole.

Sviluppa un repertorio
linguistico adeguato alle esperienze e agli apprendimenti

compiuti
nei diversi campi di esperienza.

Riflette sulla lingua, confronta
lingue diverse, riconosce, apprezza e sperimenta la

pluralità
linguistica e il linguaggio poetico.

È consapevole della propria
lingua materna.

Formula ipotesi sulla lingua
scritta e sperimenta le prime forme di comunicazione attraverso la scrittura,
anche utilizzando le tecnologie.

La conoscenza del mondo

Ordine, misura, spazio, tempo,
natura

I bambini esplorano la realtà,
imparando a organizzare le proprie esperienze attraverso azioni consapevoli
quali il raggruppare, il comparare, il contare, l’ordinare, l’orientarsi e il
rappresentare con disegni e con parole.

Attraverso le attività proposte,
le organizzazioni dei fenomeni naturali e degli organismi viventi, le
conversazioni, le attività ludiche, costruttive o progettuali, il bambino
comincia a capire l’importanza di guardare sempre meglio i fatti del mondo,
confrontando le proprie idee con le idee proposte dagli adulti e dagli altri
bambini.

Partendo da situazioni di vita
quotidiana, dal gioco, dalle domande e dai problemi che nascono dall’esperienza
concreta il bambino comincia a costruire competenze trasversali quali:
osservare, manipolare, interpretare i simboli per rappresentare significati; chiedere
spiegazioni, riflettere, ipotizzare e discutere soluzioni; cogliere il punto di
vista degli altri in relazione al proprio, nelle azioni e nelle comunicazioni;
prevedere, anticipare, osservare, organizzare, ordinare gli oggetti e le
esperienze; interagire con lo spazio in modo consapevole e compiere i primi
tentativi per rappresentarlo; avvicinarsi al numero come segno e strumento per
interpretare la realtà e interagire con essa;
riflettere sulla misura, sull’ordine e sulla relazione; osservare i viventi,
sempre in relazione con aspetti del mondo fisico, mossi dalla curiosità verso
di sé e verso l’ambiente naturale nonché verso le sue continue trasformazioni;
progettare e perseguire progetti nel tempo documentandone gli sviluppi.

Nella scuola dell’infanzia i
bambini apprendono a organizzarsi gradualmente nel tempo e nello spazio, a
partire dai loro vissuti quotidiani di vita familiare, scolastica, ludica e
facendo riferimento alle attività degli adulti e agli eventi naturali e culturali.
Spazio e tempo sono legati tra loro nell’esperienza fondamentale del movimento,
le cui caratteristiche di durata, estensione e rapidità costituiscono per i
bambini sia elementi di analisi degli stessi movimenti direttamente osservati,
sia criteri di interpretazione del cambiamento in generale.

I bambini acquisiscono
consapevolezza del proprio corpo attraverso una corrispondente consapevolezza
del mondo e viceversa: la prima "organizzazione fisica" del mondo
esterno (forma, movimento, luce, calore, ecc.) si sviluppa in stretta e
reciproca corrispondenza con i canali di percezione e motricità. In modo
analogo il bambino mette in relazione le funzioni interne e le funzionalità
esterne di qualunque organismo vivente e si accosta alla consapevolezza delle
trasformazioni della materia mettendole in relazione con le esperienze del
proprio corpo.

Il bambino può interpretare
qualunque macchina, meccanismo, strumento, artefatto tecnologico che fa parte
della sua esperienza mediante un contrappunto fra "come è fatto" e
"cosa fa". L’intreccio fra linguaggio e azione nell’attività di
conoscenza del bambino favorisce la scoperta della varietà degli aspetti del
mondo e, al tempo stesso, promuove l’organizzazione culturale.

Il compito
degli insegnanti è quello di rendere i bambini gradualmente consapevoli della
ricchezza potenziale della loro esperienza quotidiana e dei modi in cui la
cultura dà forma a tale esperienza; di assecondarli e sostenerli nel processo
dello sviluppo della competenza e nei loro primi tentativi di simbolizzare e
formalizzare le conoscenze del mondo; di aiutarli e indirizzarli nel costruire
le prime immagini del mondo e di sé che siano coerenti e significative, a
percepire e coltivare il benessere che deriva dallo stare nel-l’ambiente
naturale.

Traguardi per lo sviluppo della
competenza

Il bambino
raggruppa e ordina secondo criteri diversi, confronta e valuta quantità;
utilizza semplici simboli per registrare; compie misurazioni mediante semplici
strumenti. Colloca correttamente nello spazio se stesso, oggetti,
persone; segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali. Si
orienta nel tempo della vita quotidiana. Riferisce eventi del passato recente
dimostrando consapevolezza della loro collocazione temporale; formula correttamente
riflessioni e considerazioni relative al futuro immediato e prossimo. Coglie le
trasformazioni naturali. Osserva i fenomeni naturali e gli organismi viventi
sulla base di criteri o ipotesi, con attenzione e sistematicità. Prova
interesse per gli artefatti tecnologici, li esplora e sa scoprirne funzioni e
possibili usi. È curioso, esplorativo, pone domande, discute, confronta
ipotesi, spiegazioni, soluzioni e azioni. Utilizza un linguaggio appropriato
per descrivere le osservazioni o le esperienze.

LA SCUOLA DEL PRIMO CICLO

Il primo ciclo d’istruzione
comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, già
elementare e media. Esso ricopre un arco di tempo fondamentale per
l’apprendimento e per la costruzione dell’identità degli alunni, nel quale si
pongono le basi e si sviluppano le competenze indispensabili per continuare ad
apprendere a scuola e lungo l’intero arco della vita.

La finalità del primo ciclo è la
promozione del pieno sviluppo della persona. Per realizzarla
la scuola concorre con altre istituzioni alla rimozione di ogni ostacolo alla
frequenza; cura l’accesso facilitato per gli alunni con disabilità, previene
l’evasione dell’obbligo scolastico e contrasta la dispersione; persegue con
ogni mezzo il miglioramento della qualità del sistema di istruzione.

In questa prospettiva la scuola
accompagna gli alunni nell’elaborare il senso della propria esperienza,
promuove la pratica consapevole della cittadinanza attiva e l’acquisizione
degli alfabeti di base della cultura.

IL SENSO DELL’ESPERIENZA

Fin dai primi anni del percorso
formativo, la scuola svolge un fondamentale ruolo educativo e di orientamento,
fornendo all’alunno le occasioni per capire se stesso, per prendere
consapevolezza delle sue potenzialità e risorse, per progettare percorsi
esperienziali e verificare gli esiti conseguiti in relazione alle attese.

La scuola favorisce lo sviluppo
delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a
gestirle, per rappresentarsi obiettivi non immediati e perseguirli.

Promuove inoltre quel primario
senso di responsabilità che si traduce nel fare bene il proprio lavoro e nel
portarlo a termine, nell’avere cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che si
frequentano, sia naturali sia sociali.

Sollecita gli alunni a un’attenta
riflessione sui comportamenti di gruppo al fine di individuare quegli
atteggiamenti che violano la dignità della persona e il rispetto reciproco, li
orienta a sperimentare contesti di relazione dove sviluppare atteggiamenti
positivi e realizzare pratiche collaborative.

Segue con attenzione le diverse
condizioni di sviluppo e di elaborazione dell’identità di genere, che nella
preadolescenza ha la sua stagione cruciale.Facilita le condizioni di fruizione
e produzione della comunicazione tra coetanei e dei messaggi provenienti dalla
società nelle loro molteplici forme.

Crea contesti in cui gli alunni
sono indotti a riflettere per comprendere la realtà e se
stessi, diventano consapevoli che il proprio corpo è un bene da
rispettare e tutelare, trovano stimoli al pensare analitico e critico,
coltivano la fantasia e il pensiero divergente, si confrontano per ricercare
significati ed elaborare mappe cognitive.

Di fronte alla complessa realtà
sociale, la scuola ha bisogno di stabilire con i genitori rapporti non
episodici o dettati dall’emergenza, ma costruiti dentro un progetto educativo
condiviso e continuo. La consapevolezza dei cambiamenti intervenuti nella
società e nella scuola richiede la messa in atto di un rinnovato rapporto di
corresponsabilità formativa con le famiglie, in cui con il dialogo si costruiscano cornici di riferimento condivise e si dia corpo
a una progettualità comune.

L’ALFABETIZZAZIONE CULTURALE DI
BASE

Il compito specifico del primo
ciclo è quello di promuovere l’alfabetizzazione di base attraverso l’acquisizione
dei linguaggi simbolici che costituiscono la struttura della nostra cultura, in
un orizzonte allargato alle altre culture con cui conviviamo.

Si tratta di una
alfabetizzazione culturale e sociale, che include quella strumentale e
la potenzia con un ampliamento e un approfondimento della prospettiva
attraverso i linguaggi delle varie discipline.

La scuola primaria mira
all’acquisizione degli apprendimenti di base, come primo esercizio dei diritti
costituzionali. Ai bambini e alle bambine che la frequentano va offerta
l’opportunità di sviluppare le dimensioni cognitive, emotive, affettive,
sociali, corporee, etiche e religiose, e di acquisire i saperi irrinunciabili.
Si pone come scuola formativa che, attraverso gli alfabeti delle discipline, permette
di esercitare differenti potenzialità di pensiero, ponendo così le premesse per
lo sviluppo del pensiero riflessivo e critico. Per questa via si formano
cittadini consapevoli e responsabili a tutti i livelli, da quello locale a
quello europeo.

La padronanza degli alfabeti di
base è ancor più importante per bambini che vivono in situazioni di svantaggio:
più solide saranno le strumentalità apprese nella scuola primaria, maggiori
saranno le probabilità di inclusione sociale e culturale attraverso il sistema
dell’istruzione. La scuola secondaria di primo grado rappresenta la fase in cui
si realizza l’accesso alle discipline come punti di vista sulla realtà e come
modalità di interpretazione, simbolizzazione e rappresentazione del mondo.

La valorizzazione delle
discipline avviene pienamente quando si evitano due
rischi: sul piano culturale, quello della frammentazione dei saperi; sul piano
didattico, quello della impostazione trasmissiva. Rispetto al primo, le
discipline non vanno presentate come territori da proteggere definendo confini
rigidi, ma come chiavi interpretative. I problemi complessi richiedono, per
essere esplorati, che i diversi punti di vista disciplinari interessati
dialoghino e che si presti attenzione alle zone di
confine e di cerniera fra discipline. Le esperienze interdisciplinari sono
finalizzate a trovare interconnessioni e raccordi fra le indispensabili
conoscenze disciplinari e a formulare in modo adeguato i problemi complessi
posti dalla condizione umana nel mondo odierno e dallo stesso sapere. La
comprensione di specifici temi e problemi, infatti, non si realizza soltanto
con l’introduzione ai quadri teorici e metodologici propri di ciascuna
disciplina, ma anche mediante approcci integrati, atti a meglio focalizzare la
complessità del reale e a promuovere modalità di elaborazione progressivamente
più complesse.

Nella scuola secondaria di primo
grado vengono favorite una più approfondita padronanza
delle discipline e una articolata organizzazione delle conoscenze, nella
prospettiva della elaborazione di un sapere integrato.

Le competenze sviluppate
nell’ambito delle singole discipline concorrono a loro volta alla promozione di
competenze più ampie e trasversali, che rappresentano una condizione essenziale
per la piena realizzazione personale e per la partecipazione attiva alla vita
sociale, nella misura in cui sono orientate ai valori della convivenza civile e
del bene comune. Le competenze per l’esercizio della cittadinanza attiva sono
promosse continuamente nell’ambito di tutte le attività di apprendimento,
utilizzando e finalizzando opportunamente i contributi che ciascuna disciplina
può offrire.

LA CITTADINANZA

È compito peculiare di questo
ciclo scolastico porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva,
potenziando e ampliando gli apprendimenti promossi nella scuola dell’infanzia.

L’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che
consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e
dell’ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà. Questa
fase del processo formativo è il terreno favorevole per lo sviluppo di
un’adesione consapevole a valori condivisi e di atteggiamenti cooperativi e
collaborativi che costituiscono la condizione per praticare la convivenza
civile.

Obiettivi irrinunciabili
dell’educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e
lo sviluppo di un’etica della responsabilità, che si realizzano nel dovere di
scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l’impegno a elaborare
idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio
contesto di vita.

Gli allievi imparano a
riconoscere e a rispettare i valori sanciti nella Costituzione della Repubblica
Italiana, in particolare i diritti inviolabili di ogni essere umano (art. 2),
il riconoscimento della pari dignità sociale (art. 3), il dovere di contribuire
in modo concreto alla qualità della vita della società (art. 4), la libertà di
religione (art. 8), le varie forme di libertà (articoli 13-21).

Parte integrante dei diritti
costituzionali e di cittadinanza è il diritto alla parola (art. 21). Attraverso
la parola si negoziano i significati e si opera per sanare le
divergenze prima che sfocino in conflitti.

È compito ineludibile del primo
ciclo garantire un adeguato livello di uso e di controllo della lingua
italiana, in rapporto di complementarità con gli idiomi nativi e le lingue
comunitarie. La lingua italiana costituisce il primo strumento di comunicazione
e di accesso ai saperi. La lingua scritta, in particolare, rappresenta un mezzo
importante per l’organizzazione del pensiero e della riflessione e per
l’accesso ai beni culturali.

Così intesa, la scuola diventa
luogo privilegiato di confronto libero e pluralistico.

L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO

Il primo ciclo, nella sua
articolazione di scuola primaria e secondaria di primo grado, persegue
efficacemente le finalità che le sono assegnate nella misura in cui si
costituisce come un contesto idoneo a promuovere apprendimenti significativi e
a garantire il successo formativo per tutti gli alunni.

A tal fine è possibile
individuare, nel rispetto della libertà di insegnamento, alcune impostazioni
metodologiche di fondo.

Valorizzare l’esperienza e le
conoscenze degli alunni, per ancorarvi nuovi contenuti. Nel processo di
apprendimento l’alunno porta la ricchezza di esperienze e conoscenze, mette in
gioco aspettative ed emozioni, si presenta con una dotazione di informazioni,
abilità, modalità di apprendere, che l’azione didattica può opportunamente
richiamare, esplorare, problematizzare. In questo modo l’allievo riesce a dare
senso e significato a quello che va imparando.

Attuare interventi adeguati nei
riguardi delle diversità, per fare in modo che non diventino disuguaglianze. Le
classi scolastiche sono oggi caratterizzate da molteplici diversità, legate
alle differenze nei modi di apprendere, ai livelli di apprendimento raggiunti,
alle specifiche inclinazioni e ai personali interessi, ma anche a condizioni
particolari, che possono essere causa di difficoltà nell’apprendimento, oppure
a particolari stati emotivi e affettivi. La scuola deve progettare e realizzare
percorsi didattici specifici per rispondere ai bisogni educativi degli allievi.
Particolare attenzione va rivolta agli alunni con cittadinanza non italiana i quali, al di là dell’integrazione sociale, devono
affrontare sia il problema di acquisire un primo livello di padronanza della
lingua italiana per comunicare, sia un livello più avanzato per proseguire nel
proprio itinerario di istruzione. L’integrazione degli alunni con disabilità
nelle scuole comuni, inoltre, anche se è da tempo un fatto culturalmente e
normativamente acquisito e un’esperienza consolidata nella pratica, richiede
maggiori attenzioni e una rinnovata progettualità, utilizzando anche le varie
forme di flessibilità previste dall’autonomia e le opportunità offerte dalle
tecnologie.

Favorire l’esplorazione e la
scoperta, al fine di promuovere la passione per la ricerca di nuove conoscenze.
In questa prospettiva, la problematizzazione svolge una funzione
insostituibile: sollecita gli alunni a individuare problemi, a sollevare
domande, a mettere in discussione le mappe cognitive già elaborate, a trovare
piste d’indagine adeguate ai problemi, a cercare soluzioni anche originali
attraverso un pensiero divergente e creativo.

Incoraggiare l’apprendimento
collaborativo. Imparare non è solo un processo individuale. La dimensione
comunitaria dell’apprendimento svolge un ruolo significativo. In tal senso,
molte sono le forme di interazione e collaborazione che possono essere
introdotte (dall’aiuto reciproco all’apprendimento nel gruppo cooperativo,
all’apprendimento tra pari…), sia all’interno della classe, sia attraverso la
formazione di gruppi di lavoro con alunni di classi e di età diverse.

Promuovere la consapevolezza del
proprio modo di apprendere, al fine di "imparare ad apprendere".
Riconoscere le difficoltà incontrate e le strategie adottate per superarle,
prendere atto degli errori commessi, ma anche comprendere le ragioni di un insuccesso,
conoscere i propri punti di forza, sono tutte competenze necessarie a rendere
l’alunno consapevole del proprio stile di apprendimento e capace di sviluppare
autonomia nello studio. Occorre che l’alunno sia attivamente impegnato nella
costruzione del suo sapere, sia sollecitato a riflettere su quanto impara, sia
incoraggiato a esplicitare i suoi modi di comprendere e a comunicare ad altri i
traguardi raggiunti. Ogni alunno va posto nelle condizioni di capire il compito
assegnato, valutare le difficoltà e stimare le proprie abilità, imparando così
a riflettere sul proprio comportamento, valutare gli esiti delle proprie azioni
e trarne considerazioni per migliorare.

Realizzare percorsi in forma di
laboratorio, per favorire l’operatività e allo stesso tempo il dialogo e la
riflessione su quello che si fa. Il laboratorio è una modalità di lavoro che
incoraggia la sperimentazione e la progettualità, coinvolge gli
alunni nel pensare-realizzare-valutare attività vissute in modo
condiviso e partecipato con altri, e che può essere attivata sia all’interno
sia all’esterno della scuola, valorizzando il territorio come risorsa per
l’apprendimento.

L’acquisizione dei saperi
richiede un uso flessibile e polivalente degli spazi usuali della scuola, ma
anche la disponibilità di luoghi attrezzati che facilitino
il processo di esplorazione e di ricerca: per le scienze, l’informatica, le
lingue comunitarie, la produzione musicale, il teatro, le attività pittoriche,
la motricità….

Particolare importanza assume la
biblioteca scolastica, da intendersi come luogo deputato alla lettura ma anche
all’ascolto e alla scoperta di libri, che sostiene l’apprendimento autonomo e
continuo; un luogo pubblico, fra scuola e territorio, che favorisce la
partecipazione delle famiglie, agevola i percorsi di integrazione delle
famiglie immigrate, crea ponti tra lingue, linguaggi, religioni e culture.

DISCIPLINE E AREE DISCIPLINARI

AREA LINGUISTICO-ARTISTICO-ESPRESSIVA

L’apprendimento
delle lingue e dei linguaggi non verbali si realizza con il concorso di più
discipline: lingua italiana; lingue comunitarie; musica; arte-immagine;
corpo-movimento-sport.

Tutte queste discipline, pur
mantenendo un ambito di apprendimento proprio, storicamente e convenzionalmente
organizzato intorno a specifici temi e problemi, a metodi e a linguaggi propri,
concorrono a definire un’area sovradisciplinare, in cui esse ritrovano una
comune matrice antropologica nell’esigenza comunicativa dell’uomo e
nell’esplicazione di facoltà uniche e peculiari del pensiero umano. Gli esseri
umani, infatti, con i linguaggi verbali, iconici, sonori e corporei hanno da
sempre attuato la loro propensione a narrare e a descrivere spazi, personaggi e
situazioni sia reali sia virtuali, a elaborare idee e a rappresentare
sentimenti comuni creando l’immaginario collettivo, attraverso il quale è stato
elaborato e trasmesso il patrimonio di valori estetici, culturali, religiosi,
etici e civili di una comunità. Nel delineare un curricolo dell’area, la
dimensione trasversale e quella specifica di ogni disciplina vanno tenute
entrambe presenti; si devono favorire gli apprendimenti disciplinari specifici
e l’integrazione dei linguaggi per ampliare la gamma di possibilità espressive.

L’alunno sarà guidato alla
scoperta delle potenzialità comunicative ed espressive che le discipline
offrono e all’apprendimento sempre più autonomo delle forme utili a
rappresentare la sua personalità e il mondo che lo circonda. È utile che egli
abbia l’occasione di riflettere sul diverso significato che messaggi simili
possono assumere, privilegiando i codici tipici di una disciplina o quelli di
un’altra, allo scopo di apprezzare, valutare e utilizzare la varietà di
espressioni a sua disposizione.

Il linguaggio del corpo collabora
alla comunicazione artistica (nella mimica, nelle gestualità
teatrale, nel balletto) e alla comunicazione quotidiana, con la
gestualità, ma anche con le diverse modalità attraverso le quali il corpo
occupa lo spazio.

La realizzazione guidata di operazioni
di traduzione da un codice a un altro darà la possibilità all’alunno di
conoscere sia gli elementi comuni dei vari linguaggi sia nello stesso tempo la
specificità da loro assunta all’interno di un particolare codice. L’alunno
apprenderà, altresì, a sperimentare le possibilità espressive della commistione
di più linguaggi attraverso la comprensione e la produzione di ipertesti.
L’alunno sarà guidato a riflettere sul fatto che nella realtà quotidiana
raramente un solo linguaggio assolve il compito di realizzare una comunicazione
efficace. Infatti, non solo nella comunicazione espressiva, ma anche in quella
funzionale, propria della realtà quotidiana, i vari linguaggi si supportano e
si integrano a vicenda, allo scopo di creare forme di comunicazione potenziata.

La presenza delle lingue
comunitarie nella stessa area della lingua italiana darà l’occasione all’alunno
di esplorare i caratteri specifici del linguaggio verbale e di avviare
riflessioni sulla lingua che sfruttino le conoscenze e
le competenze linguistiche già acquisite, individuando omogeneità e differenze,
stabilità e variabilità delle lingue. Le lingue, quella nativa e le altre,
valorizzano le possibilità specifiche del linguaggio verbale di essere usato
come strumento di riflessione e di metacognizione.

Nel progettare le attività di
apprendimento si terrà conto nel tempo che le diverse esperienze culturali
degli alunni condizionano la percezione, la sensibilità, la gestione del corpo
e la gestione dello spazio. È necessario quindi che i curricoli siano sempre
pensati in una prospettiva interculturale e comunque attenta ai reali punti di
partenza degli alunni.

Nella crescita delle capacità
espressive giocano un ruolo importante le nuove tecnologie, il cui sviluppo
rappresenta uno dei caratteri originali della società dell’informazione. Esse
forniscono nuovi linguaggi multimediali per l’espressione, la costruzione e la
rappresentazione delle conoscenze, sui quali è necessario che lo studente
maturi competenze specifiche.

Italiano

Lo sviluppo di competenze
linguistiche ampie e sicure è una condizione indispensabile per la crescita
della persona e per l’esercizio pieno della cittadinanza, per l’accesso critico
a tutti gli ambiti culturali e per il raggiungimento del successo scolastico in
ogni settore di studio. Per realizzare queste finalità estese e trasversali, è
necessario che l’apprendimento della lingua sia oggetto di specifiche
attenzioni da parte di tutti i docenti, che in questa prospettiva coordineranno
le loro attività.

Nel nostro paese,
l’apprendimento della lingua avviene oggi in uno spazio antropologico
caratterizzato da un varietà di elementi: la persistenza, anche se quanto mai
ineguale e diversificata, della dialettofonia; la ricchezza e la varietà delle
lingue minoritarie; la compresenza di più lingue anche extracomunitarie.
Tutto questo comporta che nell’esperienza di molti studenti l’italiano
rappresenti una seconda lingua. È necessario, pertanto, che l’apprendimento
della lingua italiana avvenga sempre a partire dalle competenze linguistiche e
comunicative che gli alunni hanno già maturato nell’idioma nativo.

Nel primo ciclo grande importanza
ha lo sviluppo del linguaggio orale in forme via via più controllate. La
pratica delle abilità linguistiche orali nella comunità scolastica passa
attraverso la predisposizione di ambienti sociali di apprendimento idonei allo
scambio linguistico, all’interazione, alla costruzione di significati, alla
condivisione di conoscenze, alla negoziazione di punti di vista. È
nell’interazione che si sviluppa l’identità linguistica di ogni soggetto e si
creano le premesse per elaborare significati accettati dall’intera comunità.

La lettura va praticata su una
grande varietà di testi, per scopi diversi e con strategie funzionali al
compito, per permettere all’alunno l’accesso ai testi anche in modo autonomo.
La consuetudine con i libri pone le basi per una pratica di lettura come
attività autonoma e personale che duri per tutta la vita. Per questo occorre
assicurare le condizioni (biblioteche scolastiche, accesso ai libri, itinerari
di ricerca, ecc.) da cui sorgono bisogni e gusto di esplorazione dei testi
scritti.

La pratica della lettura è
proposta come momento di socializzazione e di discussione dell’apprendimento di
contenuti, ma anche come momento di ricerca autonoma e individuale, in grado di
sviluppare la capacità di concentrazione e di riflessione critica, quindi come
attività particolarmente utile per favorire il processo di maturazione
dell’alunno.

Obiettivo strategico per la
scuola primaria diviene non soltanto insegnare la strumentalità del leggere, ma attivare i numerosi e complessi processi
cognitivi sottesi al comprendere. Ogni insegnante favorirà con apposite
attività il superamento degli ostacoli alla comprensione dei testi che possono
annidarsi a livello lessicale o sintattico oppure al livello della
strutturazione logico-concettuale.

Ruolo primario assume il leggere per soddisfare il piacere estetico dell’incontro
con il testo letterario e il gusto intellettuale della ricerca di risposte a
domande di senso. La lettura connessa con lo studio e l’apprendimento e la
lettura più spontanea, legata ad aspetti estetici o emotivi, vanno parimenti
praticate in quanto rispondono a bisogni presenti nella persona.

L’alunno apprenderà la scrittura
attraverso la lettura e la produzione, prima guidata poi autonoma, di una grande varietà di testi funzionali e creativi, sempre
finalizzati ai bisogni comunicativi degli alunni e inseriti in contesti
motivanti. L’acquisizione della competenza strumentale della scrittura, entro i
primi due anni di scuola, non esaurisce la complessità dell’insegnare e
dell’imparare a scrivere testi. Vista nel suo compiersi, la scrittura di un
testo si presenta come un processo complesso nel quale si riconoscono fasi,
dall’ideazione agli abbozzi di pianificazione, alla prima stesura, alla
revisione, ecc.. Ogni fase richiede specifiche
strategie di apprendimento – sempre aperte alla creatività e
all’imprevedibilità degli apporti individuali degli allievi – e pratica.

L’obiettivo primario (che non
esclude il raggiungimento di traguardi più complessi, sempre possibili) sarà
quello di portare gli allievi a scrivere in modo chiaro, preciso e semplice;
gli allievi dovrebbero poter controllare, oltre alle scelte lessicali e
sintattiche, anche gli elementi relativi all’organizzazione
logico-concettuale del testo, e quindi sviluppare la capacità di
ordinare, raggruppare, esplicitare tutte le informazioni necessarie al
raggiungimento dello scopo.

La scrittura sarà appresa con
gradualità, dalla produzione iniziale di testi brevi e semplici, fino alla
realizzazione di frasi complesse. Particolare cura sarà dedicata
all’apprendimento della scrittura come strumento per conoscere e rappresentare
gli aspetti della propria personalità e del mondo circostante, individuando
nelle forme di scrittura narrative e autobiografiche un modo per ordinare e
dare un senso alle proprie esperienze.

Lo sviluppo del senso estetico e
del gusto letterario avverrà sin dai primi anni della scuola primaria su testi
scelti tra esempi culturalmente validi della letteratura per l’infanzia.
L’acquisizione precoce della capacità di interrogare i testi, per cercare in essi risposte che contribuiscano all’arricchimento culturale
e alla maturazione della personalità dell’alunno, sarà la premessa di una buona
educazione linguistica e letteraria, che dovrà consolidarsi nel tempo.

Nella scuola secondaria di primo
grado la lettura di alcuni testi del patrimonio letterario italiano e
dialettale, opportunamente selezionati in ragione dell’età e della maturità dei
ragazzi, deve indurre alla discussione, a ipotesi interpretative, al confronto
dei punti di vista. Si attingerà alle opere della nostra più alta tradizione
letteraria, come a esempio alcuni versi tratti da Dante, per costruire una
solida base culturale.

La frequentazione assidua di
testi di diverso genere permetterà all’alunno di individuare i modelli che ne
sono alla base e di assumerli come riferimenti nelle proprie produzioni
comunicative. Ogni tipo testuale sarà appreso come una forma comunicativa
storicamente determinata dalle convenzioni, dalle tradizioni culturali,
letterarie e linguistiche, quindi variabile nel tempo. Attenzione va posta
all’arricchimento del patrimonio lessicale dell’alunno, il cui ampliamento è
obiettivo condiviso da tutti i docenti per la parte di vocabolario di base e di
parole comuni alle varie discipline; inoltre, gradualmente e in stretto
raccordo con i contenuti, ogni area curerà l’apprendimento dei termini
specifici di ogni disciplina come chiave per il possesso dei concetti.

La riflessione sulla lingua
partirà dall’osservazione degli usi linguistici per giungere a generalizzazioni
astratte. Essa contribuirà ad apprendere a riformulare frasi e testi e a una
maggiore duttilità nel capire e produrre enunciati e testi; contribuirà altresì
all’apprendimento di altre lingue europee, fornendo la base per riferimenti e
per confronti che hanno lo scopo di individuare similitudini e differenze,
relazioni. Essa si concreterà nella progressiva capacità di nominare e
riconoscere nei testi le diverse categorie grammaticali presenti in italiano
(articolo, sostantivo, aggettivo, verbo, avverbio, ecc.), e infine le categorie
sintattiche essenziali (frasi semplici e complesse, soggetto, predicato,
oggetto diretto, ecc.).

La lettura di testi e la
riflessione sulle forme espressive porteranno l’alunno a cogliere lo sviluppo
storico della lingua italiana, a interessarsi alla sua evoluzione nel tempo e
nello spazio determinata dai suoi forti legami con le trasformazioni sociali e
culturali, con gli sviluppi scientifici, economici, tecnologici. Una sensibilizzazione
agli apporti che all’italiano provengono da altre lingue e culture, europee in
primo luogo, ma anche della più vasta area del Mediterraneo, costituisce
un’importante risorsa per l’educazione inter-culturale. La percezione dei
tratti più caratteristici della propria varietà regionale della lingua italiana
agevolerà il legame con i dialetti e ne farà scoprire la vitalità espressiva.
L’alunno sarà guidato al riconoscimento della ricchezza idiomatica presente sul
suo territorio come premessa alla scoperta delle lingue minoritarie presenti in
Italia.

Incanalando la naturale
disposizione dell’alunno al gioco e all’invenzione, si avrà cura di favorire la
scoperta graduale dei mezzi di cui la lingua dispone per sviluppare una sempre
più piena consapevolezza della ricchezza, della flessibilità e della creatività
della lingua stessa. Attraverso la fruizione e la produzione di testi
fantastici e ludici, l’alunno sperimenterà fin dai primi anni le potenzialità
espressive della lingua italiana (e più in generale del linguaggio verbale).
Egli apprenderà inoltre le possibilità della lingua di fondersi con altri
linguaggi e con altri mezzi, in forme di comunicazione interdisciplinari e
multimediali. Una particolare attenzione sarà dedicata, per la rilevanza
assunta nella nostra cultura, al legame fra la lingua e la musica in ambito
artistico.

L’uso della lingua è espressione
delle facoltà intellettive e aiuterà l’alunno a rendere rigoroso il suo
pensiero. In questa prospettiva metacognitiva, anche la riflessione sulla
lingua servirà per sviluppare le capacità di categorizzare, di connettere, di
analizzare. Nel curare l’apprendimento della lingua, gli insegnanti terranno
conto delle fasi dello sviluppo cognitivo dell’alunno, impegnandolo con
gradualità in attività adeguate alla sua età.

L’eventuale presenza di alunni
con disabilità sarà l’occasione per accrescere la qualità dell’apprendimento
dell’intero gruppo classe. Le nuove strategie adottate possono diventare un
contributo straordinario perché tutti maturino competenze metacognitive e
organizzative.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria L’alunno partecipa a scambi
comunicativi con compagni e docenti (conversazione, discussione, scambi
epistolari…) attraverso messaggi semplici, chiari e pertinenti, formulati in un
registro il più possibile adeguato alla situazione. Comprende testi di tipo
diverso in vista di scopi funzionali, di intrattenimento e/o svago, di studio,
ne individua il senso globale e/o le informazioni principali, utilizza
strategie di lettura funzionali agli scopi. Legge testi letterari di vario
genere appartenenti alla letteratura dell’infanzia, sia a voce alta, con tono
di voce espressivo, sia con lettura silenziosa e autonoma, riuscendo a
formulare su di essi semplici pareri personali.
Produce testi (di invenzione, per lo studio, per comunicare) legati alle
diverse occasioni di scrittura che la scuola offre, rielabora testi
manipolandoli, parafrasandoli, completandoli, trasformandoli (parafrasi e
riscrittura). Sviluppa gradualmente abilità funzionali allo studio estrapolando
dai testi scritti informazioni su un dato argomento utili per
l’esposizione orale e la memorizzazione, acquisendo un primo nucleo di
terminologia specifica, raccogliendo impressioni personali e/o collettive,
registrando opinioni proprie o altrui. Svolge attività esplicite di riflessione
linguistica su ciò che si dice o si scrive, si ascolta o si legge, mostra di
cogliere le operazioni che si fanno quando si comunica
e le diverse scelte determinate dalla varietà di situazioni in cui la lingua si
usa.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Ascoltare e parlare

– Interagire in una conversazione
formulando domande e dando risposte pertinenti su argomenti di esperienza
diretta.

– Comprendere l’argomento e le
informazioni principali di discorsi affrontati in classe.

– Seguire la narrazione di testi
ascoltati o letti mostrando di saperne cogliere il senso globale.

– Raccontare oralmente una storia
personale o fantastica rispettando l’ordine cronologico e/o logico.

– Comprendere e dare semplici
istruzioni su un gioco o un’attività che conosce bene.

Leggere

– Leggere testi (narrativi,
descrittivi, informativi) cogliendo l’argomento centrale, le informazioni
essenziali, le intenzioni comunicative di chi scrive.

– Comprendere testi di tipo
diverso in vista di scopi funzionali, pratici, di intrattenimento e/o di svago.

– Leggere semplici e brevi testi letterari sia poetici sia narrativi, mostrando
di saperne cogliere il senso globale.

Scrivere

– Produrre semplici
testi di vario tipo legati a scopi concreti (per utilità personale, per
stabilire rapporti interpersonali) e connessi con situazioni quotidiane
(contesto scolastico e/o familiare).

– Produrre testi legati a scopi
diversi (narrare, descrivere, informare).

– Comunicare per iscritto con
frasi semplici e compiute, strutturate in un breve testo che rispetti le
fondamentali convenzioni ortografiche.

Riflettere sulla lingua

– Compiere semplici osservazioni
su testi e discorsi per rilevarne alcune regolarità.

– Attivare semplici ricerche su
parole ed espressioni presenti nei testi.

– Conoscere le parti variabili
del discorso e gli elementi principali della frase semplice.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Ascoltare e parlare

– Cogliere l’argomento principale
dei discorsi altrui.

– Prendere la parola negli scambi
comunicativi (dialogo, conversazione, discussione) rispettando i turni di parola,
ponendo domande pertinenti e chiedendo chiarimenti.

– Riferire su esperienze
personali organizzando il racconto in modo essenziale e chiaro, rispettando
l’ordine cronologico e/o logico e inserendo elementi descrittivi funzionali al
racconto.

– Cogliere in una discussione le
posizioni espresse dai compagni ed esprimere la propria opinione su un
argomento con un breve intervento preparato in precedenza.

– Comprendere le informazioni
essenziali di un’esposizione, di istruzioni per l’esecuzione di compiti, di
messaggi trasmessi dai media (annunci, bollettini…).

– Organizzare un breve discorso
orale su un tema affrontato in classe o una breve esposizione su un argomento
di studio utilizzando una scaletta.

Leggere

– Leggere testi
narrativi e descrittivi, sia realistici sia fantastici, distinguendo
l’invenzione letteraria dalla realtà.

– Sfruttare le informazioni della
titolazione, delle immagini e delle didascalie per farsi un’idea del testo che
si intende leggere.

– Leggere e confrontare
informazioni provenienti da testi diversi per farsi un’idea di un argomento,
per trovare spunti a partire dai quali parlare o scrivere.

– Ricercare informazioni in testi
di diversa natura e provenienza per scopi pratici e/o conoscitivi applicando
semplici tecniche di supporto alla comprensione (come, ad esempio,
sottolineare, annotare informazioni, costruire mappe e schemi ecc.).

– Seguire istruzioni scritte per
realizzare prodotti, per regolare comportamenti, per
svolgere un’attività, per realizzare un procedimento.

– Leggere semplici e brevi testi
letterari sia poetici sia narrativi mostrando di riconoscere le caratteristiche
essenziali che li contraddistinguono (versi, strofe, rime, ripetizione di
suoni, uso delle parole e dei significati) ed esprimendo semplici pareri
personali su di essi.

– Leggere ad alta voce un testo
noto e, nel caso di testi dialogati letti a più voci, inserirsi opportunamente
con la propria battuta, rispettando le pause e variando il tono della voce.

Scrivere

– Raccogliere le idee,
organizzarle per punti, pianificare la traccia di un racconto o di
un’esperienza.

– Produrre racconti scritti di
esperienze personali o vissute da altri e che contengano le informazioni
essenziali relative a persone, luoghi, tempi, situazioni, azioni.

– Produrre testi creativi sulla
base di modelli dati (filastrocche, racconti brevi, poesie).

– Scrivere una lettera
indirizzata a destinatari noti, adeguando le forme espressive al destinatario e
alla situazione di comunicazione.

– Esprimere per iscritto
esperienze, emozioni, stati d’animo sotto forma di diario.

– Realizzare testi collettivi in
cui si fanno resoconti di esperienze scolastiche, si illustrano procedimenti
per fare qualcosa, si registrano opinioni su un argomento trattato in classe.

– Compiere operazioni di
rielaborazione sui testi (parafrasare un racconto, riscrivere apportando
cambiamenti di caratteristiche, sostituzioni di personaggi, punti di vista,
riscrivere in funzione di uno scopo dato…).

– Produrre testi corretti dal
punto di vista ortografico, morfosintattico, lessicale, in cui siano rispettate
le funzioni sintattiche e semantiche dei principali segni interpuntivi.

Riflettere sulla lingua

– Riconoscere e
denominare le parti principali del discorso e gli elementi basilari di una
frase; individuare e usare in modo consapevole modi e tempi del verbo;
riconoscere in un testo i principali connettivi (temporali, spaziali, logici);
analizzare la frase nelle sue funzioni (predicato e principali complementi
diretti e indiretti).

– Conoscere i principali
meccanismi di formazione e derivazione delle parole (parole semplici, derivate,
composte, prefissi e suffissi).

– Comprendere le principali
relazioni tra le parole (somiglianze, differenze) sul piano dei significati.

– Comprendere e utilizzare il
significato di parole e termini specifici legati alle discipline di studio.

– Utilizzare il dizionario come
strumento di consultazione per trovare una risposta ai propri dubbi
linguistici.

– Riconoscere la funzione dei
principali segni interpuntivi.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno è capace di interagire
in modo efficace in diverse situazioni comunicative, sostenendo le proprie idee
con testi orali e scritti, che siano sempre rispettosi
delle idee degli altri. Egli ha maturato la consapevolezza che il dialogo,
oltre a essere uno strumento comunicativo, ha anche un grande valore civile e
lo utilizza per apprendere informazioni ed elaborare opinioni su problemi
riguardanti vari ambiti culturali e sociali.

Usa in modo efficace la comunicazione
orale e scritta per collaborare con gli altri, per esempio nella realizzazione
di giochi, nell’elaborazione di progetti e nella valutazione dell’efficacia di
diverse soluzioni di un problema.

Nelle attività di studio,
personali e collaborative, usa i manuali delle discipline o altri testi di
studio, al fine di ricercare, raccogliere e rielaborare i dati, le
informazioni, i concetti e le esperienze necessarie, anche con l’utilizzo di
strumenti informatici.

Legge con interesse e con piacere
testi letterari di vario tipo e comincia a manifestare gusti personali per
quanto riguarda opere, autori e generi letterari, sui quali scambia opinioni
con compagni e con insegnanti.

Alla fine di un percorso
didattico produce con l’aiuto dei docenti e dei compagni semplici ipertesti,
utilizzando in modo efficace l’accostamento dei linguaggi verbali con quelli
iconici e sonori.

Ha imparato ad apprezzare la
lingua come strumento attraverso il quale può esprimere stati d’animo,
rielaborare esperienze ed esporre punti di vista personali. È capace di
utilizzare le conoscenze metalinguistiche per migliorare la comunicazione orale
e scritta. Varia opportunamente i registri informale e
formale in base alla situazione comunicativa e agli interlocutori;
riconosce e usa termini specialistici in base ai campi di discorso.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Ascoltare e parlare

– Utilizzare le proprie
conoscenze sui tipi di testo da ascoltare mettendo in atto
strategie differenziate (ad esempio se si tratta di una relazione, di
una conferenza o di una spiegazione cogliere le espressioni che segnalano le
diverse parti del testo).

– Ascoltare testi prodotti e/o
letti da altri, in situazioni scolastiche e/o trasmessi dai
media, riconoscendone la fonte e individuando: scopo, argomento e
informazioni principali, punto di vista dell’emittente.

– Ascoltare testi applicando
tecniche di supporto alla comprensione durante l’ascolto (prendere appunti per
seguire lo sviluppo di un discorso utilizzando abbreviazioni, parole-chiave,
brevi frasi riassuntive, segni convenzionali) e dopo l’ascolto (rielaborazione
degli appunti presi per riutilizzarli anche a distanza di tempo).

– Riconoscere, all’ascolto,
alcuni elementi ritmici e sonori del testo poetico.

– Intervenire in una
conversazione e/o in una discussione rispettando tempi e turni di parola,
tenendo conto del destinatario ed eventualmente riformulando il proprio
discorso in base alle reazioni altrui.

– Raccontare oralmente esperienze
personali selezionando informazioni significative in base allo scopo,
ordinandole in base a un criterio logico-cronologico, esplicitandole in modo
chiaro ed esauriente e usando un registro adeguato all’argomento e alla
situazione.

– Riferire oralmente su un
argomento di studio esplicitando lo scopo e presentando in modo chiaro
l’argomento: esporre le informazioni secondo un ordine prestabilito e coerente,
usare un registro adeguato all’argomento e alla situazione, controllare il
lessico specifico, precisando fonti e servendosi eventualmente di materiali di
supporto (cartine, tabelle, grafici).

Leggere

– Leggere ad alta voce in modo
espressivo testi noti raggruppando le parole legate dal significato e usando
pause e intonazioni per seguire lo sviluppo del testo e permettere a chi
ascolta di capire.

– Leggere in modalità silenziosa
testi di varia natura e provenienza applicando tecniche di supporto alla
comprensione (sottolineature, note a margine, appunti) e mettendo in atto strategie differenziate (lettura orientativa,
selettiva, analitica).

– Ricavare informazioni esplicite
e implicite da testi informativi ed espositivi per documentarsi su un argomento
specifico e/o per realizzare scopi pratici.

– Confrontare, su uno stesso
argomento, informazioni ricavabili da più fonti, selezionando quelle ritenute
più significative.

– Riformulare in modo sintetico
le informazioni selezionate da un testo e riorganizzarle in modo personale
(liste di argomenti, riassunti schematici, mappe, tabelle).

– Usare in modo funzionale le
varie parti di un manuale di studio: indice, capitoli, titoli, sommari, testi,
riquadri, immagini, didascalie, apparati grafici.

– Comprendere testi letterari di
vario tipo e forma (racconti, novelle, romanzi, poesie) individuando
personaggi, loro caratteristiche, ruoli, relazioni e motivazione delle loro
azioni; ambientazione spaziale e temporale; relazioni causali,
tema principale e temi di sfondo; il genere di appartenenza e le
tecniche narrative usate dall’autore.

– Comprendere testi descrittivi,
individuando gli elementi della descrizione, la loro collocazione nello spazio,
le caratteristiche essenziali, il punto di vista dell’osservatore.

– Comprendere
tesi centrale, argomenti a sostegno e intenzione comunicativa di
semplici testi argomentativi su temi affrontati in classe.

Scrivere

– Conoscere e
applicare le procedure di ideazione, pianificazione, stesura e revisione del
testo a partire dall’analisi del compito di scrittura: servirsi di strumenti
per la raccolta e l’organizzazione delle idee (liste di argomenti, mappe,
scalette); utilizzare criteri e strumenti per la revisione del testo in vista
della stesura definitiva; rispettare le convenzioni grafiche: utilizzo dello
spazio, rispetto dei margini, titolazione, impaginazione.

– Scrivere testi corretti dal
punto di vista ortografico, morfosintattico, lessicale.

– Scrivere testi dotati di coerenza
e organizzati in parti equilibrate fra loro.

– Scrivere testi di tipo diverso
(narrativo, descrittivo, espositivo, regolativo, argomentativo) adeguati a:
situazione, argomento, scopo, destinatario, registro.

– Scrivere testi di forma diversa
(avvisi, biglietti, istruzioni per l’uso, lettere private e pubbliche,
diari personali e di bordo, schede informative, relazioni su argomenti
di studio, trafiletti, articoli di cronaca, recensioni, commenti) sulla base di
modelli sperimentati.

– Realizzare forme diverse di
scrittura creativa, in prosa e in versi (ad esempio giochi linguistici,
riscritture con cambiamento del punto di vista).

– Utilizzare nei propri testi,
sotto forma di citazione esplicita e/o di parafrasi, parti di testi prodotti da
altri e tratti da fonti diverse.

– Scrivere sintesi (lineari e non
lineari, ad esempio sotto forma di schemi) di testi letti e ascoltati e saperle
poi riutilizzare per i propri scopi.

– Scrivere testi utilizzando
programmi di videoscrittura e curando l’impostazione grafica e concettuale.

Riflettere sulla lingua

– Conoscere la costruzione della
frase complessa (distinguere la principale dalle subordinate) e riconoscere i
principali tipi di proposizioni subordinate (relative,
temporali, finali, causali, consecutive, ecc.).

– Analizzare la frase complessa e
visualizzare i rapporti fra le singole proposizioni rappresentandoli anche
graficamente.

– Stabilire relazioni tra situazione di comunicazione, interlocutori e registri
linguistici.

– Stabilire relazioni tra campi
di discorso e forme di testo, lessico specialistico, ecc.

– Riconoscere in un testo i
principali connettivi e la loro funzione.

– Conoscere le principali
relazioni fra significati (sinonimia, contrarietà, polisemia, gradazione, inclusione).

– Conoscere i principali
meccanismi di derivazione per arricchire il lessico.

– Utilizzare strumenti di
consultazione (riconoscere e capire il tipo di informazioni fornite da un
dizionario per ogni voce).

– Riconoscere le caratteristiche
dei principali tipi testuali (narrativi, regolativi, descrittivi,
argomentativi) e dei generi.

– Applicare le conoscenze
metalinguistiche per monitorare e migliorare l’uso orale e scritto della
lingua.

Lingue Comunitarie

L’apprendimento di almeno due
lingue europee, oltre alla lingua materna, permette all’alunno di acquisire una
competenza plurilingue e pluriculturale e di esercitare la cittadinanza attiva
oltre i confini del territorio nazionale. Con la padronanza di più lingue,
l’alunno riconosce che esistono differenti sistemi linguistici e diviene
consapevole che i concetti veicolati attraverso lingue diverse possono essere, di volta in volta, analoghi oppure no.

È necessario che
all’apprendimento delle lingue venga assicurata sia
continuità in "verticale", dalla scuola primaria alla scuola
secondaria, sia trasversalità in "orizzontale" con l’integrazione tra
lingua materna e lingue straniere.

Con l’apprendimento di due lingue
europee, la prima a partire dalle prime classi della scuola primaria e la
seconda dal primo anno della scuola secondaria di primo grado, l’alunno
sviluppa non solo la capacità di imparare più lingue, ma anche di imparare con
le lingue a fare esperienze, ad affrontare temi e problemi e a studiare altre
discipline.

Nella scuola primaria
l’insegnante terrà conto della plasticità neurologica e della ricettività
sensoriale del bambino, sfrutterà la sua maggiore capacità di appropriarsi
spontaneamente di modelli di pronuncia e intonazione per attivare più
naturalmente un sistema plurilingue. Nella scuola secondaria di primo grado
aiuterà l’alunno a sviluppare il pensiero formale e a riconoscere gradualmente,
rielaborare e interiorizzare modalità di comunicazione e regole della lingua
che applicherà in modo sempre più autonomo e consapevole.

L’apprendimento delle lingue
straniere si innesta su un’iniziale motivazione intrinseca, sulla spontanea
propensione dell’alunno verso la comunicazione verbale, sul suo desiderio di
socializzare e interagire con l’ambiente circostante. Per l’apprendimento di
altre lingue sarà piuttosto necessario far leva sulla motivazione estrinseca a
"fare con la lingua", a giocare con i compagni e a simulare giochi di
ruolo. Canzoni, filastrocche, la risposta corporea a indicazioni verbali e il
gioco consentiranno all’alunno, sin dai primi stadi dell’apprendimento, di
esplorare suoni e significati e di appropriarsene per poi riutilizzarli in modo
creativo. La scoperta di storie e tradizioni di altri paesi, l’analisi di
materiali autentici (immagini, oggetti, testi, ecc.), l’interazione in forma di
corrispondenza epistolare o virtuale con coetanei stranieri, la partecipazione
a progetti con scuole di altri paesi possono contribuire ad aumentare la
motivazione ad apprendere le lingue. L’uso di tecnologie informatiche, inoltre,
consente di ampliare spazi, tempi e modalità di contatto e interazione sociale
tra individui, comunità scolastiche e territoriali. L’alunno potrà così più
facilmente passare progressivamente da una interazione
centrata essenzialmente sui propri bisogni a una comunicazione attenta
all’interlocutore fino a sviluppare competenze socio-relazionali adeguate a
interlocutori e contesti diversi.

In questa prospettiva alle
attività didattiche finalizzate a far acquisire all’alunno la capacità di usare
la lingua il docente affiancherà gradualmente attività di riflessione che lo
aiuteranno a riconoscere sia le convenzioni in uso in quella determinata
comunità linguistica sia le regole della lingua.

Per la progettazione didattica e
la valutazione degli apprendimenti è opportuno tenere presente il Quadro Comune
Europeo di Riferimento per le Lingue, del Consiglio d’Europa.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria per la lingua straniera

L’alunno riconosce se ha o meno capito messaggi verbali orali e semplici testi
scritti, chiede spiegazioni, svolge i compiti secondo le indicazioni date in
lingua straniera dall’insegnante, stabilisce relazioni tra elementi
linguistico-comunicativi e culturali appartenenti alla lingua materna e alla
lingua straniera.

Collabora attivamente con i
compagni nella realizzazione di attività collettive o di gruppo, dimostrando
interesse e fiducia verso l’altro; individua differenze culturali veicolate
dalla lingua materna e dalla lingua straniera senza avere atteggiamenti di
rifiuto.

Comprende frasi ed espressioni di
uso frequente, relative ad ambiti familiari (ad esempio informazioni di base
sulla persona e sulla famiglia, acquisti, geografia locale, lavoro).

Interagisce nel gioco e comunica
in modo comprensibile e con espressioni e frasi memorizzate in scambi di
informazioni semplici e di routine. Descrive in termini semplici, aspetti del
proprio vissuto e del proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni
immediati.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Ricezione orale
(ascolto)

– Comprendere istruzioni,
espressioni e frasi di uso quotidiano pronunciate chiaramente e lentamente.

Ricezione scritta (lettura)

– Comprendere cartoline,
biglietti di auguri, brevi messaggi, accompagnati preferibilmente da supporti
visivi, cogliendo parole e frasi con cui si è familiarizzato oralmente.

Interazione
orale

– Interagire con un compagno per
presentarsi, giocare e soddisfare bisogni di tipo concreto utilizzando
espressioni e frasi memorizzate adatte alla situazione, anche se formalmente
difettose.

Produzione scritta

– Copiare e scrivere parole e
semplici frasi attinenti alle attività svolte in classe.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Ricezione orale
(ascolto)

– Comprendere
istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano se pronunciate chiaramente e
lentamente (esempio: consegne brevi e semplici) e identificare il tema generale
di un discorso in cui si parla di argomenti conosciuti (esempio: la scuola, le
vacanze, i passatempi, i propri gusti…).

Ricezione scritta (lettura)

– Comprendere testi brevi e
semplici (esempio: cartoline, messaggi di posta elettronica, lettere personali,
storie per bambini…) accompagnati preferibilmente da supporti visi-vi,
cogliendo nomi familiari, parole e frasi basilari.

Interazione
orale

– Esprimersi linguisticamente in
modo comprensibile utilizzando espressioni e frasi adatte alla situazione e
all’interlocutore, anche se a volte non connesse e formalmente difettose, per
interagire con un compagno o un adulto con cui si ha familiarità.

– Scambiare semplici informazioni
afferenti alla sfera personale (gusti, amici, attività scolastica, giochi,
vacanze…), sostenendo ciò che si dice o si chiede con mimica e gesti e
chiedendo eventualmente all’interlocutore di ripetere.

Produzione scritta

– Scrivere messaggi semplici e
brevi, come biglietti e brevi lettere personali (per fare gli auguri, per
ringraziare o invitare qualcuno, per chiedere notizie, per raccontare proprie
esperienze…) anche se formalmente difettosi, purché siano comprensibili.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado per la prima e la
seconda lingua straniera

L’alunno
organizza il proprio apprendimento; utilizza lessico, strutture e conoscenze
apprese per elaborare i propri messaggi; individua analogie e differenze,
coerenze e incoerenze, cause ed effetti; rappresenta linguisticamente
collegamenti e relazioni fra fenomeni, eventi e concetti diversi; acquisisce e
interpreta informazioni valutandone l’attendibilità e l’utilità.

Individua e spiega le differenze
culturali veicolate dalla lingua materna e dalle lingue straniere, spiegandole
senza avere atteggiamenti di rifiuto.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado per la prima
lingua straniera

In contesti che gli sono
familiari e su argomenti noti, l’alunno discorre con uno o più interlocutori,
si confronta per iscritto nel racconto di avvenimenti ed esperienze personali e
familiari, espone opinioni e ne spiega le ragioni mantenendo la coerenza del
discorso.

Comprende i punti essenziali di
messaggi chiari in lingua standard su argomenti familiari che affronta
normalmente a scuola e nel tempo libero. Descrive esperienze e avvenimenti,
sogni, speranze, ambizioni; espone brevemente ragioni e dà spiegazioni di
opinioni e progetti. Nella conversazione, comprende i punti chiave del racconto
ed espone le proprie idee in modo inequivocabile anche se
può avere qualche difficoltà espositiva. Riconosce i propri errori e a volta
riesce a correggerli spontaneamente in base alle regole linguistiche e alle
convenzioni comunicative che ha interiorizzato.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado per la prima
lingua straniera

Ricezione orale
(ascolto)

– Capire i punti essenziali di un
discorso, a condizione che venga usata una lingua
chiara e che si parli di argomenti familiari, inerenti alla scuola, al tempo
libero, ecc.

– Individuare l’informazione
principale di programmi radiofonici o televisivi su avvenimenti di attualità o
su argomenti che riguardano la propria sfera di interessi, a condizione che il
discorso sia articolato in modo chiaro.

Ricezione scritta (lettura)

– Leggere e individuare
informazioni concrete e prevedibili in semplici testi di uso quotidiano (per
esempio un annuncio, un prospetto, un menu, un orario…) e in lettere personali.

– Leggere globalmente testi
relativamente lunghi (opuscoli, articoli di giornale…) per trovare informazioni
specifiche relative ai propri interessi.

– Leggere e capire testi
riguardanti istruzioni per l’uso di un oggetto.

Produzione
orale non interattiva

– Descrivere o presentare in modo
semplice persone, condizioni di vita o di studio, compiti quotidiani, indicare
che cosa piace o non piace, motivare un’opinione, ecc. con espressioni e frasi
connesse in modo semplice anche se con esitazioni e con errori formali che non
compromettano però la comprensibilità del messaggio.

Interazione
orale

– Interagire con uno o più
interlocutori, comprendere i punti chiave di una conversazione ed esporre le
proprie idee in modo chiaro e comprensibile, purché l’interlocutore aiuti se
necessario.

– Gestire senza sforzo
conversazioni di routine, facendo domande e scambiando idee e informazioni in
situazioni quotidiane prevedibili.

Produzione scritta

– Raccontare per iscritto
avvenimenti ed esperienze, esponendo opinioni e spiegandone le ragioni con
frasi semplici.

– Scrivere semplici biografie
immaginarie e lettere personali semplici, adeguate al destinatario, che si
avvalgano di lessico sostanzialmente appropriato e di sintassi elementare anche
se con errori formali che non compromettano però la comprensibilità del
messaggio.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado per la seconda
lingua straniera

L’alunno affronta situazioni
familiari per soddisfare bisogni di tipo concreto e riesce a comprendere frasi
ed espressioni di uso frequente relative ad ambiti di immediata rilevanza (ad
esempio informazioni di base sulla persona e sulla famiglia, acquisti,
geografia locale, lavoro).

Comunica in attività che
richiedono solo uno scambio di informazioni semplice e diretto su argomenti
familiari e abituali. Descrive in termini semplici aspetti del proprio vissuto
e del proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado per la
seconda lingua straniera

Ricezione orale
(ascolto)

– Comprendere
espressioni e frasi di uso quotidiano se pronunciate chiaramente e lentamente
(esempio: consegne brevi e semplici) e identificare il tema generale di un
discorso in cui si parla di argomenti conosciuti (esempio: la scuola, le
vacanze, i passatempi, gli amici, i propri gusti…).

Ricezione scritta (lettura)

– Comprendere testi semplici di
contenuto familiare e di tipo concreto (esempio: cartoline, messaggi di posta
elettronica, lettere personali, brevi articoli di cronaca …) e trovare
informazioni specifiche in materiali di uso corrente (menu, prospetti,
opuscoli…).

Interazione
orale

– Esprimersi linguisticamente in
modo comprensibile utilizzando espressioni e frasi adatte alla situazione e
all’interlocutore, anche se a volte formalmente difettose, per interagire con
un compagno o un adulto con cui ha familiarità per soddisfare bisogni di tipo
concreto, scambiare semplici informazioni afferenti alla sfera personale
(gusti, amici, attività scolastica, giochi, vacanze…), sostenendo ciò che si
dice o si chiede con mimica e gesti e chiedendo eventualmente all’interlocutore
di ripetere.

Produzione scritta

– Scrivere testi brevi e semplici
(biglietti, messaggi di posta elettronica, cartoline, promemoria, brevi lettere
personali per fare gli auguri, ringraziare o invitare qualcuno, per chiedergli
notizie, per parlare e raccontare le proprie esperienze…) anche se con errori
formali che non compromettano però la comprensibilità del messaggio.

Musica

La musica, componente
fondamentale e universale dell’esperienza e dell’intelligenza umana, offre uno
spazio simbolico e relazionale propizio all’attivazione di processi di
cooperazione e socializzazione, all’acquisizione di strumenti di conoscenza e
autodeterminazione, alla valorizzazione della creatività e della
partecipazione, allo sviluppo del senso di appartenenza a una comunità, nonché
all’interazione fra culture diverse.

L’apprendimento della musica
consta di pratiche e di conoscenze, e nella scuola si articola su due livelli
esperienziali: a) il livello della produzione, mediante l’azione diretta
(esplorativa, compositiva, esecutiva) con e sui materiali sonori, in
particolare attraverso l’attività corale e di musica d’insieme; b) quello della
fruizione consapevole, che implica la costruzione e l’elaborazione di
significati personali, sociali e culturali, relativamente a fatti, eventi,
opere del presente e del passato. Il canto, la pratica degli strumenti
musicali, la produzione creativa, l’ascolto e la riflessione critica
favoriscono lo sviluppo della musicalità che è in ciascuno; promuovono
l’integrazione delle componenti percettivo-motorie, cognitive
e affettivo-sociali della personalità; contribuiscono al benessere
psicofisico in una prospettiva di prevenzione del disagio, dando risposta a
bisogni, desideri, domande, caratteristiche delle diverse fasce d’età. In
particolare, attraverso l’esperienza del far musica insieme, ognuno apprenderà
a leggere e a scrivere musica, a comporla e a improvvisarla, laddove con
"improvvisazione" si intende quel gesto che sintetizza in un unico
istante-istinto creativo le diverse fasi del comporre: conoscenza, pensiero,
decisione.

L’apprendimento della musica
esplica specifiche funzioni formative, tra loro interdipendenti. Mediante la
funzione cognitivo-culturale gli alunni esercitano la capacità di
rappresentazione simbolica della realtà, sviluppano un pensiero flessibile,
intuitivo, creativo e partecipano al patrimonio di diverse culture musicali;
utilizzano le competenze specifiche della disciplina nella costruzione
dell’universo di significati che stanno alla base della concezione del mondo,
della mentalità, dei modi di vita e dei valori della comunità a cui fanno riferimento. Mediante la funzione
linguistico-comunicativa la musica educa gli alunni all’espressione e alla
comunicazione attraverso gli strumenti e le tecniche specifiche del proprio
linguaggio. Mediante la funzione emotivo-affettiva gli alunni, nel rapporto con
l’opera d’arte, sviluppano la riflessione sulla formalizzazione simbolica delle
emozioni e sono indotti a decentrarsi rispetto a esse.
Mediante la funzioni identitaria e interculturale la musica induce gli alunni a
prendere coscienza della loro appartenenza a una tradizione culturale e nel
contempo fornisce loro gli strumenti per la conoscenza, il confronto e il
rispetto di altre tradizioni culturali e religiose. Mediante la funzione
relazionale essa instaura relazioni interpersonali e di gruppo, fondate su
pratiche compartecipate e sull’ascolto condiviso. Mediante la funzione
critico-estetica essa sviluppa negli alunni una sensibilità artistica basata
sull’ascolto critico e sull’interpretazione sia di messaggi sonori sia di opere
d’arte, eleva la loro autonomia di giudizio e il livello di fruizione estetica
del patrimonio culturale.

In quanto mezzo di espressione e
di comunicazione, la musica interagisce costantemente con le altre arti e è aperta agli scambi e alle interazioni con i vari ambiti
del sapere.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria

L’alunno esplora, discrimina ed
elabora eventi sonori dal punto di vista qualitativo, spaziale e in riferimento alla loro fonte.

Gestisce diverse possibilità
espressive della voce, di oggetti sonori e strumenti musicali, imparando ad
ascoltare se stesso e gli altri; fa uso di forme di notazione analogiche o
codificate.

Articola
combinazioni timbriche, ritmiche e melodiche, applicando schemi elementari; le
esegue con la voce, il corpo e gli strumenti, ivi compresi quelli della
tecnologia informatica; le trasforma in brevi forme rappresentative.

Esegue, da solo e in gruppo,
semplici brani strumentali e vocali appartenenti a generi e culture differenti.

Riconosce gli
elementi linguistici costitutivi di un semplice brano musicale, sapendoli poi
utilizzare anche nelle proprie prassi esecutive; sa apprezzare la valenza
estetica e riconoscere il valore funzionale di ciò che si fruisce; applica
varie strategie interattive e descrittive (orali, scritte, grafiche)
all’ascolto di brani musicali, al fine di pervenire a una comprensione
essenziale delle strutture e delle loro funzioni, e di rapportarle al contesto
di cui sono espressione, mediante percorsi interdisciplinari.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

– Usare la voce, gli strumenti,
gli oggetti sonori per produrre, riprodurre, creare e improvvisare fatti sonori
ed eventi musicali di vario genere.

– Eseguire in gruppo semplici
brani vocali e strumentali curando l’espressività e l’accuratezza esecutiva in
relazione ai diversi parametri sonori.

– Riconoscere e discriminare gli
elementi di base all’interno di un brano musicale.

– Cogliere all’ascolto gli
aspetti espressivi e strutturali di un brano musicale, traducendoli con parola,
azione motoria e segno grafico.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

– Utilizzare voce, strumenti e
nuove tecnologie sonore in modo creativo e consapevole, ampliando le proprie
capacità di invenzione sonoro-musicale.

– Eseguire collettivamente e individualmente
brani vocali/strumentali anche polifonici, curando l’intonazione,
l’espressività e l’interpretazione.

– Valutare aspetti funzionali ed
estetici in brani musicali di vario genere e stile, in relazione al
riconoscimento di culture di tempi e luoghi diversi.

– Riconoscere e classificare gli
elementi costitutivi basilari del linguaggio musicale all’interno di brani
esteticamente rilevanti, di vario genere e provenienza.

– Rappresentare gli elementi
sintattici basilari di eventi sonori e musicali attraverso sistemi simbolici
convenzionali e non convenzionali.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria

di primo
grado

L’alunno partecipa in modo attivo
alla realizzazione di esperienze musicali attraverso l’esecuzione e
l’interpretazione di brani strumentali e vocali appartenenti a generi e culture
differenti. Fa uso di diversi sistemi di notazione funzionali alla lettura,
all’apprendimento e alla riproduzione di brani musicali. È in grado di ideare e
realizzare, anche attraverso modalità improvvisative o partecipando a processi
di elaborazione collettiva, messaggi musicali e multimediali, nel confronto
critico con modelli appartenenti al patrimonio musicale, utilizzando forme di
notazione e/o sistemi informatici.

Sa dare significato alle proprie
esperienze musicali, dimostrando la propria capacità di comprensione di eventi,
materiali, opere musicali riconoscendone i significati, anche in relazione al
contesto storico-culturale. Sa analizzare gli aspetti formali e strutturali
insiti negli eventi e nei materiali musicali, facendo uso di un lessico
appropriato e adottando codici rappresentativi diversi,
ponendo in interazione musiche di tradizione orale e scritta.

Valuta in modo funzionale ed
estetico ciò di cui fruisce, riesce a raccordare la propria esperienza alle
tradizioni storiche e alle diversità culturali contemporanee. Integra con altri
saperi e altre pratiche artistiche le proprie esperienze musicali,

servendosi
anche di appropriati codici e sistemi di codifica.

Orienta lo sviluppo delle proprie
competenze musicali, nell’ottica della costruzione di un’identità musicale che muova dalla consapevolezza delle proprie attitudini e
capacità, dalla conoscenza delle opportunità musicali offerte dalla scuola e
dalla fruizione dei contesti socio-culturali presenti sul territorio.

Per le competenze specifiche
relative allo studio dello strumento musicale nelle scuole secondarie di primo
grado, in attesa di una definitiva attuazione della
Riforma degli studi musicali, del conseguente avvio dei Liceo Coreutico e
Musicale e della definizione dei livelli di entrata e uscita di quel settore,
restano in vigore le indicazioni contenute nell’Allegato A del DM 201/99.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

– Eseguire in modo espressivo,
collettivamente e individualmente, brani vocali/strumentali di diversi generi e
stili, anche avvalendosi di strumentazioni elettroniche.

– Improvvisare, rielaborare,
comporre brani musicali vocali e/o strumentali, utilizzando sia strutture aperte, sia semplici schemi ritmico-melodici.

– Riconoscere e classificare
anche stilisticamente i più importanti elementi costitutivi del linguaggio
musicale.

– Conoscere e interpretare in
modo critico opere d’arte musicali e progettare/realizzare eventi sonori che
integrino altre forme artistiche, quali danza, teatro, arti plastiche e
multimediali.

– Decodificare e utilizzare la
notazione tradizionale e altri sistemi di scrittura.

– Orientare la costruzione della
propria identità musicale valorizzando le proprie esperienze, il percorso
svolto e le opportunità offerte dal contesto.

Arte e immagine

Lo studio della disciplina arte e
immagine ha la finalità di sviluppare e di potenziare nell’alunno la capacità
di leggere e comprendere le immagini e le diverse creazioni artistiche, di
esprimersi e comunicare in modo personale e creativo, di acquisire sensibilità
e consapevolezza nei confronti del patrimonio artistico.

Il percorso formativo della
disciplina dovrà di conseguenza riconoscere, valorizzare e ordinare l’insieme
di conoscenze acquisite e di esperienze precedentemente realizzate dall’alunno
nel campo espressivo e multimediale fuori dalla
scuola, anche in modo frammentario. La disciplina contribuisce così in modo
rilevante a far sì che la scuola si apra al mondo, portandola a confrontarsi
criticamente con "la cultura giovanile" e con le nuove modalità di
apprendimento proposte dalle tecnologie della comunicazione.

Attraverso il percorso formativo
di tutto il primo ciclo, l’alunno impara a fruire ed utilizzare il linguaggio visuale e dell’arte.

In particolare
il percorso permette all’alunno di leggere e interpretare in modo critico e
attivo i linguaggi delle immagini e quelli multimediali; di comprendere le
opere d’arte; di conoscere e apprezzare i beni culturali e il patrimonio
artistico; di esprimersi e comunicare sperimentando attivamente le tecniche e i
codici propri del linguaggio visuale e audiovisivo. L’alunno può così
sviluppare le proprie capacità creative attraverso l’utilizzo di codici e
linguaggi espressivi e la rielaborazione di segni visivi.

Con l’educazione all’arte e
all’immagine, soprattutto attraverso un approccio operativo di tipo
laboratoriale, l’alunno sviluppa le capacità di osservare e descrivere, di
leggere e comprendere criticamente le opere d’arte. Lo sviluppo di queste
capacità è una condizione necessaria per creare un atteggiamento di curiosità e
di interazione positiva con il mondo artistico. È importante
infatti che l’alunno apprenda, a partire dal primo ciclo, gli elementi
di base del linguaggio delle immagini (linea, colore, superficie, forma,
volume, composizione, ecc.) e allo stesso tempo sperimenti diversi metodi di
lettura delle opere d’arte, anche attraverso esperienze dirette nel territorio
e nei musei. È necessario inoltre che abbia una conoscenza dei luoghi e dei
contesti storici, degli stili e delle funzioni che caratterizzano la produzione
artistica.

Imparare a leggere le immagini e
le opere d’arte sensibilizza e potenzia nell’alunno le capacità estetiche ed
espressive, rafforza la preparazione culturale, ma serve anche a sviluppare il
senso civico. L’alunno, infatti, si educa alla salvaguardia e alla
conservazione del patrimonio artistico e ambientale e scopre i beni culturali
presenti nella realtà del proprio territorio, che impara a contestualizzare
nell’ambito nazionale, europeo ed extraeuropeo.

Le immagini, le opere d’arte e la
musica sono linguaggi universali che costituiscono strumenti potenti per
favorire e sviluppare processi di educazione interculturale, basata sulla
comunicazione, la conoscenza e il confronto tra culture diverse.

Per far sì che
la disciplina contribuisca allo sviluppo di tutti gli aspetti della personalità
dell’alunno è necessario che il suo apprendimento sia realizzato attraverso i
nuclei costituitivi del suo impianto epistemologico: sensoriale (sviluppo delle
dimensioni: tattile, olfattiva, uditiva, visiva intesa come vedere-osservare);
linguistico-comunicativo (il messaggio visivo, i segni dei codici iconici e non
iconici, le funzioni, ecc.); storico-culturale (l’arte come documento per
comprendere la storia, la società, la cultura, la religione di un’epoca);
espressivo/comunicativa (produzione e sperimentazione di tecniche, codici e
materiali diversificati, incluse le nuove tecnologie); patrimoniale (il museo,
i beni culturali e ambientali presenti nel territorio). Traguardi per lo
sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria

L’alunno utilizza gli elementi
grammaticali di base del linguaggio visuale per osservare, descrivere e leggere
immagini statiche (quali fotografie, manifesti, opere d’arte) e messaggi in
movimento (quali spot, brevi filmati, videoclip, ecc.).

Utilizza le conoscenze sul
linguaggio visuale per produrre e rielaborare in modo creativo le immagini
attraverso molteplici tecniche, di materiali e di strumenti diversificati (grafico-espressivi, pittorici e plastici, ma anche
audiovisivi e multimediali).

Legge gli aspetti formali di
alcune opere; apprezza opere d’arte e oggetti di artigianato provenienti da
altri paesi diversi dal proprio. Conosce i principali beni
artistico-culturali presenti nel proprio territorio, e mette in atto
pratiche di rispetto e salvaguardia.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Percettivo
visivi

– Esplorare immagini, forme e
oggetti presenti nell’ambiente utilizzando le capacità visive, uditive,
olfattive, gestuali, tattili e cinestetiche.

– Guardare con consapevolezza
immagini statiche e in movimento descrivendo verbalmente le emozioni e le impressioni
prodotte dai suoni, dai gesti e dalle espressioni dei personaggi, dalle forme,
dalle luci e dai colori e altro.

Leggere

– Riconoscere attraverso un
approccio operativo linee, colori, forme, volume e la struttura compositiva
presente nel linguaggio delle immagini e nelle opere d’arte.

– Individuare nel linguaggio del
fumetto, filmico e audiovisivo le diverse tipologie di codici, le sequenze
narrative e decodificare in forma elementare i diversi significati.

– Descrivere tutto ciò che vede
in un’opera d’arte, sia antica che moderna, dando spazio alle proprie
sensazioni, emozioni, riflessioni.

– Riconoscere nel proprio
ambiente i principali monumenti e beni artistico-culturali.

Produrre

– Esprimere sensazioni, emozioni,
pensieri in produzioni di vario tipo (grafiche, plastiche, multimediali…)
utilizzando materiali e tecniche adeguate e integrando diversi linguaggi.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Percettivo
visivi

– Guardare e osservare con consapevolezza
un’immagine e gli oggetti presenti nell’ambiente descrivendo gli elementi
formali e utilizzando le regole della percezione visiva e l’orientamento nello
spazio.

Leggere

– Riconoscere in un testo
iconico-visivo gli elementi grammaticali e tecnici del
linguaggio visuale (linee, colori, forme, volume, spazio) e del
linguaggio audiovisivo (piani, campi, sequenze, struttura narrativa, movimento
ecc.), individuando il loro significato espressivo.

– Leggere in alcune opere d’arte
di diverse epoche storiche e provenienti da diversi Paesi i principali elementi
compositivi, i significati simbolici, espressivi e comunicativi.

– Riconoscere e apprezzare i
principali beni culturali, ambientali e artigianali presenti nel proprio
territorio, operando una prima analisi e classificazione.

Produrre

– Utilizzare strumenti e regole
per produrre immagini grafiche, pittoriche, plastiche tridimensionali,
attraverso processi di manipolazione, rielaborazione e associazione di codici,
di tecniche e materiali diversi tra loro.

– Sperimentare l’uso delle
tecnologie della comunicazione audiovisiva per esprimere, con codici visivi,
sonori e verbali, sensazioni, emozioni e realizzare produzioni di vario tipo.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado L’alunno
padroneggia gli elementi della grammatica del linguaggio visuale, legge e
comprende i significati di immagini statiche e in movimento, di filmati
audiovisivi e di prodotti multimediali. Legge le opere più significative
prodotte nell’arte antica, medievale, moderna e contemporanea, sapendole
collocare nei rispettivi contesti storici, culturali e ambientali; riconosce il
valore culturale di immagini, di opere e di oggetti artigianali prodotti in
paesi diversi dal proprio. Riconosce gli elementi principali del patrimonio
culturale, artistico e ambientale del proprio territorio e
è sensibile ai problemi della sua tutela e conservazione. Realizza un elaborato
personale e creativo, applicando le regole del linguaggio visivo, utilizzando tecniche e materiali differenti anche con l’integrazione di
più media e codici espressivi. Descrive e commenta opere d’arte, beni
culturali, immagini statiche e multimediali, utilizzando il linguaggio verbale
specifico. Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della
scuola secondaria di primo grado

Percettivo visivo

– Osservare e descrivere, con
linguaggio verbale appropriato e utilizzando più metodi, tutti gli elementi
significativi formali presenti in opere d’arte, in immagini statiche e
dinamiche.

Leggere e comprendere

– Riconoscere i codici e le
regole compositive (linee, colori, forma, spazio, peso-equilibrio, movimento,
inquadrature, piani, sequenze, ecc.) presenti nelle
opere d’arte, nelle immagini statiche e in movimento e individuarne i
significati simbolici, espressivi e comunicativi.

– Conoscere e utilizzare gli
elementi della comunicazione visiva, i suoi codici e le funzioni per leggere a
livello denotativo e connotativo messaggi visivi, e in forma essenziale le
immagini e i linguaggi integrati.

– Leggere e interpretare
criticamente un’opera d’arte, mettendola in relazione con alcuni elementi del
contesto storico e culturale.

– Riconoscere e confrontare in
alcune opere gli elementi stilistici di epoche diverse.

– Possedere una conoscenza delle
linee fondamentali della produzione storico-artistica dell’arte antica,
paleocristiana, medioevale, rinascimentale, moderna e contemporanea.

– Individuare le tipologie dei
beni artistici, culturali e ambientali presenti nel proprio territorio, sapendo
leggerne i significati e i valori estetici e sociali.

– Elaborare ipotesi e strategie
di intervento per la tutela e la conservazione dei beni culturali coinvolgendo
altre discipline.

Produrre e rielaborare

– Rielaborare immagini
fotografiche, materiali di uso comune, elementi iconici e visivi,
scritte e parole per produrre immagini creative.

– Produrre elaborati, utilizzando
le regole della rappresentazione visiva, materiali e tecniche grafiche,
pittoriche e plastiche per creare composizioni espressive, creative e
personali.

– Sperimentare l’utilizzo
integrato di più codici, media, tecniche e strumenti
della comunicazione multimediale per creare messaggi espressivi e con precisi
scopi comunicativi.

Corpo movimento sport

Nel primo ciclo "corpo-movimento-sport" promuovono la conoscenza di sé,
dell’ambiente e delle proprie possibilità di movimento. Contribuiscono,
inoltre, alla formazione della personalità dell’alunno attraverso la conoscenza
e la consapevolezza della propria identità corporea, nonché della necessità di
prendersi cura della propria persona e del proprio benessere.

In particolare, lo "stare
bene con se stessi" richiama l’esigenza che nel curricolo dell’educazione
al movimento confluiscano esperienze che riconducono a
stili di vita corretti e salutari, che comprendono la prevenzione di patologie
connesse all’ipocinesia, la valorizzazione delle esperienze motorie e sportive
extrascolastiche, i principi essenziali di una corretta condotta alimentare,
nonché una puntuale informazione riguardante gli effetti sull’organismo umano
di sostanze che inducono dipendenza.

Le attività motorie e sportive
forniranno all’alunno le occasioni per riflettere sui cambiamenti
morfo-funzionali del proprio corpo, per accettarli come espressione della
crescita e del processo di maturazione di ogni persona; offriranno altresì
occasioni per riflettere sulle valenze che l’immagine di sé assume nel
confronto col gruppo dei pari. L’educazione motoria sarà quindi l’occasione per
promuovere esperienze cognitive, sociali, culturali e affettive.

Attraverso il movimento, con il
quale si realizza una vastissima gamma di gesti che vanno dalla mimica del
volto alle più svariate performance sportive, l’alunno potrà esplorare lo
spazio, conoscere il suo corpo, comunicare e relazionarsi con gli altri.

La conquista di abilità motorie e
la possibilità di sperimentare il successo delle proprie azioni sono fonte di
gratificazione che incentivano l’autostima dell’alunno e l’ampliamento
progressivo della sua esperienza, arricchendola di stimoli sempre nuovi.

L’attività motoria e sportiva,
soprattutto nelle occasioni in cui fa sperimentare la vittoria o la sconfitta,
contribuisce all’apprendimento della capacità di modulare e controllare le
proprie emozioni.

Attraverso la dimensione
corporeo-motoria l’alunno esprime istanze comunicative e, a
volte, manifesta disagi di varia natura che non riesce a comunicare con
il linguaggio verbale.

Partecipare alle attività motorie
e sportive significa condividere con altre persone esperienze di gruppo,
promuovendo l’inserimento anche di alunni con varie forme di diversità ed
esaltando il valore della cooperazione e del lavoro di squadra. Il gioco e lo
sport sono, infatti, mediatori e facilitatori di relazioni e
"incontri". In questo modo le varie forme di diversità individuali vengono riconosciute e valorizzate e si evita che le
differenze si trasformino in disuguaglianze.

L’attività sportiva promuove il
valore del rispetto di regole concordate e condivise e i valori etici che sono
alla base della convivenza civile. I docenti sono impegnati a trasmettere e a
far vivere ai ragazzi i principi di una cultura sportiva portatrice di rispetto
per sé e per l’avversario, di lealtà, di senso di appartenenza e di
responsabilità, di controllo dell’aggressività, di negazione di qualunque forma
di violenza.

L’esperienza motoria deve
connotarsi come "vissuto positivo", mettendo in risalto la capacità
di fare dell’alunno, rendendolo costantemente protagonista e progressivamente
consapevole delle competenze motorie via via acquisite. Deve inoltre
realizzarsi come un’attività che non discrimina, non annoia, non seleziona,
permettendo a tutti gli alunni la più ampia partecipazione nel rispetto delle
molteplici diversità.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria

L’alunno acquisisce
consapevolezza di sé attraverso l’ascolto e l’osservazione del proprio corpo,
la padronanza degli schemi motori e posturali, sapendosi adattare alle
variabili spaziali e temporali. Utilizza il linguaggio corporeo e motorio per
comunicare ed esprimere i propri stati d’animo, anche attraverso la drammatizzazione e le esperienze ritmico-musicali.
Sperimenta una pluralità di esperienze che permettono di conoscere e apprezzare
molteplici discipline sportive. Sperimenta, in forma semplificata e
progressivamente sempre più complessa, diverse gestualità tecniche. Si muove
nell’ambiente di vita e di scuola rispettando alcuni criteri di sicurezza per
sé e per gli altri. Riconosce alcuni essenziali principi relativi al proprio
benessere psico-fisico legati alla cura del proprio corpo e a un corretto
regime alimentare. Comprende all’interno delle varie occasioni di gioco e di
sport il valore delle regole e l’importanza di rispettarle, nella
consapevolezza che la correttezza e il rispetto reciproco sono aspetti
irrinunciabili nel vissuto di ogni esperienza ludico-sportiva.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Il corpo e le funzioni
senso-percettive

– Riconoscere e denominare le
varie parti del corpo su di sé e sugli altri e saperle rappresentare
graficamente; riconoscere, classificare, memorizzare e rielaborare le
informazioni provenienti dagli organi di senso (sensazioni visive, uditive,
tattili, cinestetiche).

Il movimento del corpo e la sua
relazione con lo spazio e il tempo

– Coordinare e utilizzare diversi
schemi motori combinati tra loro (correre / saltare, afferrare / lanciare,
ecc).

– Sapere controllare e gestire le
condizioni di equilibrio statico-dinamico del proprio corpo.

– Organizzare e gestire
l’orientamento del proprio corpo in riferimento alle
principali coordinate spaziali e temporali (contemporaneità, successione e
reversibilità) e a strutture ritmiche.

– Riconoscere e riprodurre
semplici sequenze ritmiche con il proprio corpo e con attrezzi.

Il linguaggio del corpo come
modalità comunicativo-espressiva

– Utilizzare in modo personale il
corpo e il movimento per esprimersi, comunicare stati d’animo, emozioni e
sentimenti, anche nelle forme della drammatizzazione e della danza.

– Assumere e controllare in forma
consapevole diversificate posture del corpo con finalità espressive.

Il gioco, lo sport, le regole e
il fair play

– Conoscere e applicare
correttamente modalità esecutive di numerosi giochi di movimento e presportivi,
individuali e di squadra, e nel contempo assumere un atteggiamento positivo di
fiducia verso il proprio corpo, accettando i propri limiti, cooperando e
interagendo positivamente con gli altri, consapevoli del "valore"
delle regole e dell’importanza di rispettarle.

Sicurezza e prevenzione, salute e
benessere

– Conoscere e utilizzare in modo
corretto e appropriato gli attrezzi e gli spazi di
attività.

– Percepire e riconoscere
"sensazioni di benessere" legate all’attività ludico-motoria.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Il corpo e le funzioni
senso-percettive

– Acquisire consapevolezza delle
funzioni fisiologiche (cardio-respiratorie e muscolari) e dei loro cambiamenti
in relazione e conseguenti all’esercizio fisico, sapendo anche modulare e
controllare l’impiego delle capacità condizionali (forza, resistenza, velocità)
adeguandole all’intensità e alla durata del compito motorio.

Il movimento del corpo e la sua
relazione con lo spazio e il tempo

– Organizzare condotte motorie
sempre più complesse, coordinando vari schemi di movimento in simultaneità e
successione.

– Riconoscere e valutare
traiettorie, distanze, ritmi esecutivi e successioni temporali delle azioni
motorie, sapendo organizzare il proprio movimento nello spazio in relazione a
sé, agli oggetti, agli altri.

Il linguaggio del corpo come
modalità comunicativo-espressiva

– Utilizzare in forma originale e
creativa modalità espressive e corporee anche
attraverso forme di drammatizzazione, sapendo trasmettere nel contempo
contenuti emozionali.

– Elaborare semplici coreografie
o sequenze di movimento utilizzando band musicali o strutture ritmiche.

Il gioco, lo sport, le regole e
il fair play

– Conoscere e applicare i
principali elementi tecnici semplificati di molteplici discipline sportive.

– Saper scegliere azioni e
soluzioni efficaci per risolvere problemi motori, accogliendo suggerimenti e
correzioni.

– Saper utilizzare numerosi
giochi derivanti dalla tradizione popolare applicandone indicazioni e regole.

– Partecipare attivamente ai giochi
sportivi e non, organizzati anche in forma di gara, collaborando con gli altri,
accettando la sconfitta, rispettando le regole, accettando le diversità,
manifestando senso di responsabilità.

Sicurezza e prevenzione, salute e
benessere

– Assumere comportamenti adeguati
per la prevenzione degli infortuni e per la sicurezza nei vari ambienti di
vita.

– Riconoscere il rapporto tra
alimentazione, esercizio fisico e salute, assumendo adeguati comportamenti e
stili di vita salutistici.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno, attraverso le attività
di gioco motorio e sportivo, che sono esperienze privilegiate dove si coniuga
il sapere, il saper fare e il saper essere, ha costruito la propria identità
personale e la consapevolezza delle proprie competenze motorie e dei propri
limiti.

Utilizza gli
aspetti comunicativo-relazionali del linguaggio
corporeo-motoriosportivo, oltre allo specifico della corporeità, delle sue
funzioni e del consolidamento e dello sviluppo delle abilità motorie e
sportive.

Possiede conoscenze e competenze
relative all’educazione alla salute, alla prevenzione e alla promozione di
corretti stili di vita. È capace di integrarsi nel gruppo, di cui condivide e
rispetta le regole, dimostrando di accettare e rispettare l’altro. È capace di
assumersi responsabilità nei confronti delle proprie azioni e di impegnarsi per
il bene comune. Sperimenta i corretti valori dello sport (fair play) e la
rinuncia a qualunque forma di violenza, attraverso il riconoscimento e
l’esercizio di tali valori in contesti diversificati.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Il corpo e le funzioni
senso-percettive

– Essere in grado di rilevare i
principali cambiamenti morfologici del corpo e applicare conseguenti piani di
lavoro per raggiungere una ottimale efficienza fisica,
migliorando le capacità condizionali (forza, resistenza, rapidità, mobilità
articolare).

– Mantenere un impegno motorio
prolungato nel tempo, manifestando autocontrollo del proprio corpo nella sua
funzionalità cardio-respiratoria e muscolare.

Il movimento del corpo e la sua
relazione con lo spazio e il tempo

– Saper utilizzare e trasferire
le abilità coordinative acquisite per la realizzazione dei gesti tecnici dei
vari sport.

– Saper applicare schemi e azioni
di movimento per risolvere in forma originale e creativa un determinato
problema motorio, riproducendo anche nuove forme di movimento.

– Utilizzare e correlare le
variabili spazio-temporali funzionali alla realizzazione del gesto tecnico in
ogni situazione sportiva.

– Sapersi orientare nell’ambiente
naturale attraverso la lettura e decodificazione di mappe.

Il linguaggio del corpo come
modalità comunicativo-espressiva

– Conoscere e applicare semplici
tecniche di espressione corporea.

– Rappresentare idee, stati
d’animo e storie mediante gestualità e posture svolte in forma individuale, a
coppie, in gruppo.

– Saper decodificare i gesti
arbitrali in relazione all’applicazione del regolamento di gioco.

Il gioco, lo sport, le regole e
il fair play

– Padroneggiare molteplici
capacità coordinative adattandole alle situazioni richieste dal gioco in forma
originale e creativa, proponendo anche varianti.

– Partecipare in forma
propositiva alla scelta di strategie di gioco e alla loro realizzazione
(tattica) adottate dalla squadra mettendo in atto
comportamenti collaborativi.

– Conoscere e applicare
correttamente il regolamento tecnico dei giochi sportivi, assumendo anche il
ruolo di arbitro e/o funzioni di giuria.

– Saper gestire in modo
consapevole gli eventi della gara (le situazioni competitive) con autocontrollo
e rispetto per l’altro, accettando la "sconfitta".

Sicurezza e prevenzione, salute e
benessere

– Acquisire consapevolezza delle
funzioni fisiologiche e dei loro cambiamenti conseguenti all’attività motoria,
in relazione ai cambiamenti fisici e psicologici tipici della preadolescenza.

Assumere consapevolezza della
propria efficienza fisica sapendo applicare principi metodologici utili e
funzionali per mantenere un buono stato di salute (metodiche di allenamento,
principi alimentari, ecc).

AREA STORICO-GEOGRAFICA

L’area storico-geografica è
composta dalle scienze che si occupano dello studio delle società umane, nello
spazio e nel tempo: la storia e la geografia, strettamente collegate fra loro e
in continuità fra primaria e secondaria.

Al loro interno, si articolano i
temi relativi agli studi sociali, il cui scopo è quello di consentire, anche ai
docenti della scuola primaria, di costruire percorsi strutturati su questioni
della modernità e della contemporaneità, socialmente vive e spazialmente
differenziate. Questa apertura costante al mondo attuale è
necessaria, dal momento che uno degli obiettivi centrali di quest’area è lo
sviluppo delle competenze relative alla cittadinanza attiva, come la
comprensione del significato delle regole per la convivenza nella società e
della necessità di rispettarle; la consapevolezza di far parte di una comunità
territoriale organizzata a garanzia dei diritti delle persone; la conoscenza
dei principi fondamentali della Costituzione e dei principali aspetti
dell’ordinamento dello Stato; la conoscenza dei diritti della persona
riconosciuti dal consesso internazionale.

Per altro verso, il continuo
legame con il mondo antico è assicurato dallo studio del patrimonio storico,
artistico e culturale. Questa risorsa permette, anche nella scuola secondaria
di primo grado, la possibilità di riprendere momenti di preistoria e di storia
antica.

L’area storico-geografica è
aperta alla collaborazione con le altre discipline. Infatti, oltre ai linguaggi
verbali, numerici e artistici che le discipline dell’area condividono con tutte
le altre, gli alunni imparano a utilizzare il linguaggio della geo-graficità,
che è l’espressione grafica dell’intelligenza visivo-spaziale
e, quindi, apprendono a usare grafici e modelli, per la descrizione e l’interpretazione
sia di sistemi territoriali, sia di fenomeni storico/sociali.

Il processo di
insegnamento/apprendimento è concepito come coinvolgente, spinge l’alunno a
interrogarsi, è basato su questioni inerenti l’attualità
e su conoscenze significative. Esso tiene conto del sapere e dell’esperienza
degli alunni come punto di partenza e di arrivo dei percorsi di apprendimento.
Si sviluppa grazie a uno strumentario diversificato: manuali, fonti di genere
diverso, atlanti, testi storici divulgativi e scientifici, i
media, strumenti multimediali, l’ambiente e il territorio, il patrimonio
storico/artistico. In questo processo di formazione, la lezione, lo strumento
tradizionale di insegnamento, si combina con i momenti di labora78

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Pagina 79 torio, frutto di una tradizione più recente, ma ugualmente ricca di
esempi e "buone pratiche". Questo insegnamento/apprendimento, intenso
e partecipato, guida gli allievi ad apprezzare il valore e i prodotti del
lavoro scientifico professionale. Così, essi cominciano a rendersi conto del
fatto che la conoscenza della storia, nazionale, europea e mondiale, aiuta a
capire e ad affrontare molte questioni della vita sociale odierna.

Storia

Obiettivo della storia è
comprendere e spiegare il passato dell’uomo, partendo dallo studio delle
testimonianze e dei resti che il passato stesso ci ha lasciato. La conoscenza
storica si forma e progredisce attraverso un incessante confronto fra punti di
vista e approcci metodologici diversi (storici, archeologici, geografici, ecc).
L’apprendimento della storia contribuisce all’educazione civica della nazione,
perché permette agli allievi di conoscere il processo di formazione della
storia italiana, europea e mondiale e di capire come si sono formati la memoria
e il patrimonio storici nazionali. Al tempo stesso, la storia favorisce negli
alunni la formazione di un "abito critico", fondato sulla capacità di
interpretare le fonti e le conoscenze acquisite.

Nei tempi più recenti, infatti,
il passato e in particolare i temi della memoria, dell’identità e delle radici
hanno fortemente caratterizzato il discorso pubblico e dei
media sulla storia. In tale contesto, la padronanza degli strumenti
critici permette di evitare che la storia venga usata
strumentalmente e in modo improprio. Inoltre, la formazione di una società
multietnica e multiculturale ha portato con sé la tendenza a trasformare la
storia da disciplina di studio a luogo di rappresentanza delle diverse identità,
con il rischio di comprometterne il carattere scientifico e, conseguentemente,
di diminuire la stessa efficacia formativa del curricolo. Per tale motivo, è
opportuno sottolineare come proprio la storia offra
una base solida per ragionare sulle diversità dei gruppi umani che hanno
popolato il pianeta, a partire dall’unità del genere umano. In questo ambito
acquisisce un rilievo centrale la trattazione di argomenti la cui conoscenza è
imprescindibile per tutti gli alunni, da qualsiasi luogo provengano: dal
Neolitico alla Rivoluzione industriale, dalla storia dell’ambiente a quella dei
processi di globalizzazione.

Ma anche il ragionamento critico
sui fatti essenziali relativi alla storia italiana ed europea, in questo
contesto, si rivela altamente positivo e costituisce
una buona base per avviare il dialogo fra le diverse componenti di una società
multiculturale e multietnica e permette di aprire la scuola a un confronto
sereno ed educativo sui temi delle identità e delle differenze culturali.

Infatti, la storia europea e
italiana mostrano, fin dalle fasi più antiche del popolamento, un continuo
rimescolamento di genti e di culture. Questa dinamica, nel corso del suo
sviluppo – dalle prime società org nizzate del protostorico alla colonizzazione
greca e fenicia, al processo di unificazione del Mediterraneo, realizzato
dall’Impero Romano – consente di capire i profondi intrecci che si stabiliscono
fra le genti del Mediterraneo e le popolazioni dei continenti europei, asiatici
e africani. Gli studi più recenti sul Medioevo mettono in evidenza la
formazione di una società aperta, inclusiva, nella quale i diversi apporti
culturali ed etnici favoriscono l’emersione di modelli di controllo politico
del territorio particolarmente efficaci, come i domini signorili e gli stati
moderni. È su questa base che si sviluppano le città, medievali e moderne, e i
processi culturali che hanno caratterizzato vicende che sono state prima
europee e poi mondiali: dalla nascita e dalla diffusione del Cristianesimo
all’esordio dell’Umanesimo e del Rinascimento, alla Rivoluzione scientifica e
all’Illuminismo.

In questo modo, l’Europa si
costituisce come un’area economica e culturale ben individuata, che, come
l’India e la
Cina, ha caratterizzato la dinamica, a volte pacifica
e di scambi, a volte violenta e di conquiste, del mondo moderno e
contemporaneo. La conoscenza degli aspetti fondamentali di questa storia è
dunque essenziale per orientarsi nella nostra società. E, fra questi aspetti,
va sottolineata l’importanza della formazione degli stati ottocenteschi e,
sicuramente con particolare attenzione, quella dello Stato italiano. Questo
modo di studiare la storia fornisce agli alunni l’opportunità di costruire un
fondamento storico a questioni che, altrimenti, sarebbero interamente
schiacciate nella dimensione del presente. I due poli – il passato e il
presente – devono entrambi avere il loro giusto peso nel curricolo e è opportuno che si richiamino continuamente.

Tuttavia,
l’analisi del mondo contemporaneo reclama un suo spazio educativo preciso: le
guerre mondiali, il fascismo, il comunismo, la liberaldemocrazia, la
decolonizzazione e le complesse vicende – economiche, sociali, politiche e
culturali – che caratterizzano il mondo attuale; la formazione dell’Unione
Europea; la nascita e le vicende della Repubblica italiana, sono da
considerarsi decisive, se osservate dal punto di vista del raggiungimento degli
obiettivi di cittadinanza e della capacità di orientarsi nella complessità del
mondo attuale e di progettare il futuro. Per questo motivo, l’ultimo
anno del primo ciclo viene riservato allo studio della
storia del

Novecento.

La complessità della storia è lo
sfondo ineludibile del curricolo. Essa dipende dalla diversa natura dei
soggetti che la costituiscono (il genere, il censo, i gruppi sociali, le
religioni, gli stati e così via), dall’intervento intenzionale degli individui,
dalla molteplicità delle scale e dei punti di vista a partire dai quali può
essere ricostruita. Una didattica plurale, che sappia praticare strade diverse
di insegnamento, sembra la risposta più corrispondente a questa fisionomia
della disciplina. L’alunno impara a confrontare società, a
studiare la portata di fatti di grande ampiezza temporale e geografica; si
sofferma su una biografia, emblematica per la comprensione di un’epoca; studia
eventi epocali, impara a usare la cronologia per scoprire l’andamento di una
guerra o di un ciclo economico oppure per dare sistematicità alle conoscenze
studiate. Apprende dai libri, ma anche dall’osservazione diretta di
elementi concreti: un castello, una piazza, una fabbrica, una chiesa. Ogni
volta deve imparare a usare scale temporali e spaziali diverse.

La disciplina, per questa sua
complessità, richiede la formulazione di un percorso ben articolato, con una
progressione di attività e di conoscenze adatta alle diverse fasi
dell’apprendimento e che permetta di distribuire lungo
tutto l’arco della primaria e della secondaria di primo grado i diversi compiti
di apprendimento. Nella fase del primo insegnamento, i docenti cureranno la
formazione dei concetti di base del ragionamento storico e si soffermeranno su
aspetti di storia locale, esperibili da vicino, ma anche su fatti e racconti di
storie lontane nel tempo e nello spazio, dalla preistoria ai giorni nostri,
purché presentati in forme comprensibili e utilizzabili dagli allievi. La
storiografia, infatti, ha accumulato, nella sua plurimillenaria tradizione,
racconti affascinanti che vanno considerati una risorsa preziosa per avvicinare
i bambini alla conoscenza del passato.

La conoscenza sistematica e
diacronica della storia verrà realizzata fra il
secondo biennio della primaria e la fine della secondaria di primo grado. Si
inizierà focalizzando l’attenzione degli alunni sugli aspetti della vita
sociale, culturale e materiale delle società preistoriche, protostoriche e del
mondo antico, e si passerà, man mano che le capacità degli allievi crescono,
allo studio di processi più complessi. La scansione fra primaria e secondaria
di primo grado è costituita dalla Caduta dell’impero Romano d’Occidente, mentre
nel primo biennio della scuola secondaria di primo grado il percorso sarà
compreso fra il Tardo Antico e la fine dell’Ottocento. L’ultimo anno della
scuola secondaria di primo grado viene dedicato allo
studio della storia del Novecento.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria

L’alunno conosce elementi
significativi del passato del suo ambiente di vita.

Conosce gli aspetti fondamentali
della preistoria, della protostoria e della storia antica.

Usa la linea del tempo, per
collocare un fatto o un periodo storico.

Conosce le società studiate, come
quella greca e romana, e individua le relazioni tra gruppi umani e contesti
spaziali.

Organizza la conoscenza,
tematizzando e usando semplici categorie (alimentazione, difesa, cultura).

Produce semplici
testi storici, comprende i testi storici proposti; sa usare carte

geo-storiche
e inizia a usare gli strumenti informatici con la guida dell’insegnante.

Sa raccontare i fatti studiati.

Riconosce le tracce storiche
presenti sul territorio e comprende l’importanza del

patrimonio
artistico e culturale.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Organizzazione delle informazioni

– Rappresentare graficamente e
verbalmente le attività, i fatti vissuti e narrati, definire durate temporali e
conoscere la funzione e l’uso degli strumenti convenzionali per la misurazione
del tempo.

– Riconoscere relazioni di successione
e di contemporaneità, cicli temporali, mutamenti, permanenze in fenomeni ed
esperienze vissute e narrate.

Uso dei documenti

– Individuare le tracce e usarle
come fonti per ricavare conoscenze sul passato personale, familiare e della
comunità di appartenenza.

– Ricavare da fonti di tipo
diverso conoscenze semplici su momenti del passato, locali
e non.

Strumenti concettuali e
conoscenze

– Avviare la costruzione dei
concetti fondamentali della storia: famiglia, gruppo, regole, agricoltura,
ambiente, produzione, ecc.

– Organizzare le conoscenze
acquisite in quadri sociali significativi (aspetti della vita
sociale, politico-istituzionale, economica, artistica, religiosa,…).

– Individuare analogie e
differenze fra quadri storico-sociali diversi, lontani
nello spazio e nel tempo (i gruppi umani preistorici, o le società di
cacciatori/raccoglitori oggi esistenti).

– Rappresentare conoscenze e
concetti appresi mediante grafismi, racconti orali, disegni.

Produzione

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Uso dei documenti

– Ricavare informazioni da
documenti di diversa natura utili alla comprensione di un fenomeno storico.

– Rappresentare in un quadro
storico-sociale il sistema di relazioni tra i segni e le testimonianze del
passato presenti sul territorio vissuto.

Organizzazione delle informazioni

– Confrontare i quadri storici
delle civiltà studiate.

– Usare cronologie e carte
storico/geografiche per rappresentare le conoscenze studiate.

Strumenti concettuali e
conoscenze

– Usare la cronologia storica
secondo la periodizzazione occidentale (prima e dopo Cristo) e conoscere altri
sistemi cronologici.

– Elaborare rappresentazioni
sintetiche delle società studiate, mettendo in rilievo le relazioni fra gli
elementi caratterizzanti.

Produzione

– Confrontare aspetti
caratterizzanti le diverse società studiate anche in rapporto al presente.

– Ricavare e produrre
informazioni da grafici, tabelle, carte storiche,
reperti iconografici e consultare testi di genere diverso, manualistici e non.

– Elaborare in forma di racconto
- orale e scritto – gli argomenti studiati.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno ha incrementato la
curiosità per la conoscenza del passato. Si informa in modo autonomo su fatti e
problemi storici.

Conosce i momenti fondamentali
della storia italiana dalle forme di insediamento e di potere medievali alla
formazione dello stato unitario, alla formazione della Repubblica.

Conosce i processi fondamentali
della storia europea medievale, moderna e contemporanea.

Conosce i processi fondamentali
della storia mondiale, dalla civilizzazione neolitica alla rivoluzione
industriale, alla globalizzazione.

Conosce gli aspetti essenziali
della storia del suo ambiente.

Conosce e apprezza aspetti del
patrimonio culturale, italiano e dell’umanità.

Ha elaborato un personale metodo
di studio, comprende testi storici, ricava informazioni storiche da fonti di
vario genere e le sa organizzare in testi.

Sa esporre le conoscenze storiche
acquisite operando collegamenti e sa argomentare le proprie riflessioni.

Usa le conoscenze e le abilità
per orientarsi nella complessità del presente, comprendere opinioni e culture
diverse, capire i problemi fondamentali del mondo contemporaneo.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Uso dei documenti

– Usare fonti di diverso tipo
(documentarie, iconografiche, narrative, materiali, orali, ecc.) per ricavare
conoscenze su temi definiti.

– Conoscere alcune procedure e
tecniche di lavoro nei siti archeologici, nelle biblioteche e negli archivi.

Organizzazione delle informazioni

– Formulare problemi sulla base
delle informazioni raccolte.

– Costruire
grafici e mappe spazio-temporali, per organizzare le conoscenze
studiate.

– Collocare la storia locale in
relazione alla storia italiana, europea, mondiale.

Strumenti concettuali e
conoscenze

– Selezionare, schedare e
organizzare le informazioni con mappe, schemi, tabelle e grafici.

– Conoscere aspetti e strutture
dei momenti storici italiani, europei e mondiali studiati.

– Conoscere il patrimonio
culturale collegato con i temi studiati.

– Usare le conoscenze apprese per
comprendere problemi ecologici, interculturali e di convivenza civile.

Produzione

– Produrre testi, utilizzando
conoscenze, selezionate e schedate da fonti di informazione diverse,
manualistiche e non.

Geografia

La geografia è scienza che studia
l’umanizzazione del nostro pianeta e, quindi, i processi attivati dalle
collettività nelle loro relazioni con la natura. Tali processi nel corso del
tempo hanno trasformato l’ambiente e hanno "costruito" il territorio
nel quale oggi viviamo. La storia della natura e quella dell’uomo si svolgono
con tempi diversi: i tempi lunghi della natura si intrecciano spesso con quelli
molto più brevi dell’uomo, con ritmi che a volte si fanno più serrati in
seguito a trasformazioni assai rapide, dovute a nuove prospettive culturali o
all’affermarsi di tecnologie innovative.

Per questi motivi la geografia è
attenta al presente, che studia nelle varie articolazioni spaziali e nei suoi
aspetti demografici, socio-culturali ed economici. Ma poiché lo spazio non è
statico, la geografia non può prescindere dalla dimensione del tempo, da cui
trae molte delle sue possibilità di leggere e interpretare i fatti che proprio
nel territorio hanno lasciato testimonianza. È importante partire, nei primi anni
di scuola primaria, dall’approccio senso-percettivo all’ambiente circostante,
attraverso un’esplorazione consapevole del contesto. In questa fase la
geografia opera in stretta connessione con le scienze motorie, per consolidare
il rapporto del corpo con lo spazio.

Dopo aver costruito le proprie
"geografie", anche attraverso le testimonianze di adulti nella veste
di referenti culturali (familiari, insegnanti, testimoni privilegiati), gli
allievi possono avvicinarsi alla dimensione sistematica della disciplina
gradualmente, dagli ultimi due anni della scuola primaria fino al terzo anno
della secondaria di primo grado. È soprattutto alla geografia, infatti, che
spetta il delicato compito di conferire il senso dello spazio, accanto a quello
del tempo: gli allievi devono attrezzarsi di coordinate spaziali per orientarsi
in un territorio. Occorre che, fin dalla scuola primaria, siano abituati ad
analizzare ogni elemento nel suo contesto spaziale, a partire da quello locale
fino ad arrivare ai contesti mondiali. Il raffronto della realtà locale con
quella globale, e viceversa, è possibile attraverso la continua comparazione di
spazi, letti e interpretati a scale diverse, servendosi anche di carte
geografiche, fotografie aeree e immagini da satellite.

Altra irrinunciabile opportunità
formativa che la geografia offre è quella di abituare a osservare la realtà da
diversi punti di vista.

Il rispetto del patrimonio
culturale ereditato da chi ci ha preceduto, che si traduce in una varietà di
"segni" leggibili sul territorio, è obiettivo che conduce agli
stretti legami della geografia con la storia e con le scienze sociali. Con
queste discipline, la geografia condivide anche la progettazione di azioni di
salvaguardia e di recupero del patrimonio naturale, affinché le generazioni
future possano giovarsi di una natura non avvelenata ed esaurita nelle sue
risorse non rinnovabili. Riciclaggio e smaltimento dei rifiuti, lotta
all’inquinamento, sviluppo delle tecniche di produzione delle energie
rinnovabili, tutela della biodiversità: sono tutti temi di forte rilevanza
geografica, in cui è essenziale il raccordo con altre discipline scientifiche e
tecniche. Il punto di convergenza sfocia necessariamente nell’educazione
all’ambiente e allo sviluppo, compatibile con le esigenze degli uomini e dei
popoli, purché queste si mantengano entro la capacità di carico degli
ecosistemi.

Fare geografia a scuola vuol dire
formare cittadini del mondo consapevoli, autonomi,
responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e
sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria

L’alunno si orienta nello spazio
circostante e sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici,
punti cardinali e coordinate geografiche.

Si rende conto che lo spazio
geografico è un sistema territoriale, costituito da elementi fisici e antropici
legati da rapporti di connessione e/o di interdipendenza.

Individua, conosce e descrive gli
elementi caratterizzanti dei paesaggi (di montagna, collina, pianura, costieri,
vulcanici, ecc.) con particolare attenzione a quelli italiani.

È in grado di conoscere e
localizzare i principali "oggetti" geografici fisici (monti, fiumi,
laghi,…) e antropici (città, porti e aeroporti,
infrastrutture…) dell’Italia.

Utilizza il linguaggio della
geo-graficità per interpretare carte geografiche e per realizzare semplici
schizzi cartografici e carte tematiche.

Ricava informazioni geografiche
da una pluralità di fonti (cartografiche e satellitari,
fotografiche, artistico-letterarie).

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Orientamento

– Muoversi consapevolmente nello
spazio circostante, sapendosi orientare attraverso punti di riferimento e
utilizzando gli organizzatori topologici (sopra, sotto, avanti, dietro,
sinistra, destra, ecc.).

Carte mentali

– Acquisire la consapevolezza di
muoversi e orientarsi nello spazio grazie alle proprie carte mentali, che si
strutturano e si ampliano man mano che si esplora lo spazio circostante.

Linguaggio della geo-graficità

– Rappresentare in prospettiva
verticale oggetti e ambienti noti (pianta dell’aula, di una stanza della
propria casa, del cortile della scuola, ecc.) e rappresentare percorsi esperiti
nello spazio circostante.

– Leggere e interpretare la
pianta dello spazio vicino, basandosi su punti di riferimento fissi.

Paesaggio

– Esplorare il territorio
circostante attraverso l’approccio senso-percettivo e l’osservazione diretta.

– Individuare gli elementi fisici
e antropici che caratterizzano i vari tipi di paesaggio.

– Conoscere e descrivere gli
elementi fisici e antropici che caratterizzano l’ambiente di residenza e la
propria regione.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Orientamento

– Orientarsi nello spazio e sulle
carte geografiche, utilizzando la bussola e i punti cardinali.

Carte mentali

– Estendere le proprie carte
mentali al territorio italiano e a spazi più lontani, attraverso gli strumenti
dell’osservazione indiretta (filmati e fotografie, documenti cartografici e
immagini da satellite, ecc.).

Linguaggio della geo-graficità

– Analizzare fatti e fenomeni
locali e globali, interpretando carte geografiche a diversa scala, carte
tematiche, grafici, immagini da satellite.

– Localizzare sulla carta
geografica dell’Italia la posizione delle regioni fisiche e amministrative.

Paesaggio

– Conoscere e descrivere gli
elementi caratterizzanti i principali paesaggi italiani, europei e mondiali,
individuando le analogie e le differenze (anche in relazione ai
quadri socio-storici del passato) e gli elementi di particolare valore
ambientale e culturale.

Regione

– Conoscere e applicare il
concetto polisemico di regione geografica (fisica, climatica,
storico-culturale, amministrativa), in particolar modo, allo studio del
contesto italiano.

Territorio e regione

– Comprendere che il territorio è
costituito da elementi fisici e antropici connessi e interdipendenti e che
l’intervento dell’uomo su uno solo di questi elementi si ripercuote a catena su
tutti gli altri.

– Individuare problemi relativi
alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, analizzando
le soluzioni adottate e proponendo soluzioni idonee nel contesto vicino.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno osserva, legge e
analizza sistemi territoriali vicini e lontani.

Utilizza opportunamente concetti
geografici (ad esempio: ubicazione, localizzazione, regione, paesaggio,
ambiente, territorio, sistema antropofisico…), carte geografiche, fotografie
e immagini dallo spazio, grafici, dati statistici per comunicare efficacemente
informazioni spaziali sull’ambiente che lo circonda.

È in grado di conoscere e
localizzare i principali "oggetti" geografici fisici (monti,

fiumi,
laghi,…) e antropici (città, porti e aeroporti, infrastrutture…) dell’Europa e
del

Mondo.

Sa agire e muoversi
concretamente, facendo ricorso a carte mentali, che implementa

in modo
significativo attingendo all’esperienza quotidiana e al bagaglio di conoscenze.
Sa aprirsi al confronto con l’altro, attraverso la conoscenza dei diversi contesti

ambientali
e socio-culturali, superando stereotipi e pregiudizi.

Riconosce nel paesaggio gli
elementi fisici significativi e le emergenze storiche,

estetiche,
artistiche e architettoniche, come patrimonio naturale e culturale da tutelare
e valorizzare.

Valuta i possibili effetti delle
decisioni e delle azioni dell’uomo sui sistemi territoriali alle diverse scale
geografiche.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Carte mentali

– Arricchire e organizzare in
modo significativo la carta mentale dell’ambiente vicino, della regione
amministrativa di appartenenza, dell’Italia, dell’Europa e del Mondo.

Concetti geografici e conoscenze

– Conoscere, comprendere e
utilizzare per comunicare e agire nel territorio alcuni concetti-cardine delle
strutture logiche della geografia: ubicazione, localizzazione, regione,
paesaggio, ambiente, territorio, sistema antropofisico.

Ragionamento spaziale

– Individuare nella complessità
territoriale, alle varie scale geografiche, i più evidenti collegamenti
spaziali e ambientali: interdipendenza di fatti e fenomeni e rapporti fra
elementi.

Linguaggio della geo-graficità

– Leggere e interpretare vari
tipi di carte geografiche (da quella topografica al planisfero), utilizzando
consapevolmente punti cardinali, scale e coordinate geografiche, simbologia.

– Leggere e comunicare
consapevolmente in relazione al sistema territoriale, attraverso il linguaggio
specifico della geo-graficità, ovvero attraverso termini geografici, carte,
grafici, immagini (anche da satellite), schizzi, dati statistici.

Immaginazione geografica

– "Vedere" in modo
geograficamente corretto e coerente, paesaggi e
sistemi territoriali lontani (anche nel tempo) nei diversi aspetti, utilizzando
carte, grafici, immagini, dati statistici, relazioni di viaggiatori, testi
descrittivi, ecc.

Metodi, tecniche, strumenti
propri della Geografia

– Leggere carte stradali e
piante, utilizzare orari di mezzi pubblici, calcolare distanze non solo
itinerarie, ma anche economiche (costo/tempo), per muoversi in modo coerente e
consapevole.

– Utilizzare nuovi strumenti e
metodi di rappresentazione dello spazio geografico (telerilevamento e
cartografia computerizzata).

AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO-TECNOLOGICA

Nella formazione di base, l’area matematico-scientifico-tecnologica comprende argomenti di
matematica, di scienze dell’uomo e della natura, di tecnologia sia tradizionale
sia informatica. Si tratta di discipline che studiano e propongono modi di
pensare, artefatti, esperienze, linguaggi, modi di
agire che oggi incidono profondamente su tutte le dimensioni della vita
quotidiana, individuale e collettiva: è perciò necessario che la formazione si
confronti in modo sistematico anche con l’esperienza comune (in senso lato) di
ragazzi e adulti.

Le conoscenze matematiche,
scientifiche e tecnologiche contribuiscono in modo determinante alla formazione
culturale delle persone e delle comunità, sviluppando le capacità di mettere in
stretto rapporto il "pensare" e il "fare" e offrendo
strumenti adatti a percepire, interpretare e collegare tra loro fenomeni
naturali, concetti e artefatti costruiti dall’uomo, eventi quotidiani. I
principi e le pratiche delle scienze, della matematica e delle tecnologie
sviluppano infatti le capacità di critica e di
giudizio, la consapevolezza che occorre motivare le proprie affermazioni,
l‘attitudine ad ascoltare, comprendere e valorizzare argomentazioni e punti di
vista diversi dai propri. Lo sviluppo di un’adeguata competenza scientifica,
matematica, tecnologica di base consente inoltre di leggere e valutare le
informazioni che la società di oggi offre in grande abbondanza. In questo modo
consente di esercitare la propria cittadinanza attraverso decisioni motivate,
intessendo relazioni costruttive fra le tradizioni culturali e i nuovi sviluppi
delle conoscenze.

L’area è articolata in tre filoni
curricolari – matematica, scienze naturali e sperimentali,
tecnologia – che dal punto di vista didattico si devono intendere
collegati e interagenti fra loro, ma anche con le altre aree culturali; e che
devono essere sviluppati in continuità costruttiva attraverso percorsi coerenti
tra scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria.

Tutte le discipline dell’area
hanno come elemento fondamentale il laboratorio, inteso sia come luogo fisico
(aula, o altro spazio specificamente attrezzato) sia come momento in cui
l’alunno è attivo, formula le proprie ipotesi e ne controlla le conseguenze,
progetta e sperimenta, discute e argomenta le proprie scelte, impara a
raccogliere dati e a confrontarli con le ipotesi formulate, negozia e
costruisce significati interindividuali, porta a conclusioni temporanee e a
nuove aperture la costruzione delle conoscenze personali e collettive. In tutte
le discipline dell’area, inclusa la matematica, avrà cura di ricorrere ad
attività pratiche e sperimentali e a osservazioni sul campo, con un carattere
non episodico e inserendole in percorsi di conoscenza.

A ogni livello scolastico, il
risolvere problemi, anche con strumenti e risorse digitali, offre occasioni per
acquisire nuovi concetti e abilità, per arricchire il significato di concetti
già appresi e per verificare l’operatività degli apprendimenti realizzati in
precedenza.

Componenti necessarie di questo
comune approccio sono l’impostare e il risolvere problemi, l’utilizzo delle
sensazioni e delle percezioni, la capacità di costruire storie e schemi
interpretativi e di sviluppare argomentazioni, l’affinare il linguaggio
naturale e la capacità di organizzare il discorso, con una speciale attenzione
all’uso della lingua, in particolare della lingua italiana.

Soprattutto nella scuola primaria
si potrà utilizzare il gioco, che ha un ruolo cruciale nella comunicazione,
nell’educazione al rispetto di regole condivise, nell’elaborazione di strategie
adatte ai contesti.

Riflettere sui
propri percorsi di conoscenza, sia in tempo reale sia a lungo termine; rendersi
conto che ogni percorso di apprendimento può essere precisato e approfondito da
passi successivi; apprezzare i nuovi strumenti di indagine e di
rappresentazione, anche in quanto potenziano e modificano le conoscenze che già
si possiedono: tutte queste dimensioni della relazione di insegnamento /
apprendimento permetteranno di approfondire la comprensione, sperimentandone in
prima persona l’aspetto dinamico, e di accrescere la motivazione ad apprendere
ancora. Al tempo stesso potranno anche aprire alla consapevolezza,
sollecitata da esempi adatti, che tutte le conoscenze scientifiche sono, al
pari di quelle delle arti e delle lettere, prodotti non statici della cultura
umana e, in quanto tali, in continua evoluzione; contribuirà, al pari delle
conoscenze relative alle discipline delle altre aree, a formare le basi per un
pensiero critico, che superi i vincoli dati da stereotipi e pregiudizi e in
grado di leggere il presente e di prevedere alternative future.

È importante che la competenza in
"discorsi" di scienza cresca in coerenza con altre competenze e ad
altri "discorsi". Il senso culturale di un’efficace separazione e
autonomia delle discipline si sviluppa infatti
gradualmente, attraverso la consapevolezza sia della comune origine radicata
nella complessità del mondo e della conoscenza, sia degli intrecci reciproci
che sono comunque necessari per dare senso a ogni nuovo ("creativo")
passo di interpretazione, intervento o progetto.

Matematica

In questo quadro, la matematica
ha uno specifico ruolo nello sviluppo della capacità generale di operare e
comunicare significati con linguaggi formalizzati e di utilizzare tali
linguaggi per rappresentare e costruire modelli di relazioni fra oggetti ed
eventi. In particolare, la matematica dà strumenti per la descrizione
scientifica del mondo e per affrontare problemi utili nella vita quotidiana;
inoltre contribuisce a sviluppare la capacità di comunicare e discutere, di
argomentare in modo corretto, di comprendere i punti di vista e le
argomentazioni degli altri. La costruzione del pensiero matematico è un
processo lungo e progressivo nel quale concetti, abilità, competenze e
atteggiamenti vengono ritrovati, intrecciati,
consolidati e sviluppati a più riprese; è un processo che comporta anche
difficoltà linguistiche e che richiede un’acquisizione graduale del linguaggio matematico.
Per questo motivo i traguardi per la terza classe della scuola secondaria di
primo grado sono presentati come un’evoluzione di quelli per la quinta classe
della scuola primaria e gli obiettivi per ciascun livello comprendono in ogni
caso anche quelli del livello precedente, naturalmente intesi con un grado
maggiore di complessità delle situazioni considerate e di padronanza da parte
dell’alunno.

Caratteristica della pratica
matematica è la risoluzione di problemi, che devono essere intesi come questioni
autentiche e significative, legate spesso alla vita quotidiana, e non solo
esercizi a carattere ripetitivo o quesiti ai quali si risponde semplicemente
ricordando una definizione o una regola. Gradualmente, stimolato dalla guida
dell’insegnante e dalla discussione con i pari, l’alunno imparerà ad affrontare
con fiducia e determinazione situazioni-problema, rappresentandole in diversi
modi, conducendo le esplorazioni opportune, dedicando il tempo necessario alla
precisa individuazione di ciò che è noto e di ciò che si intende trovare,
congetturando soluzioni e risultati, individuando possibili strategie
risolutive. Già nei primi anni di scuola l’alunno comincia ad avere un
controllo sul processo risolutivo e a confrontare i risultati con gli obiettivi.

In particolare nella scuola
secondaria di primo grado si svilupperà un’attività più propriamente di
matematizzazione, formalizzazione, generalizzazione. L’alunno analizza le
situazioni per tradurle in termini matematici, riconosce schemi ricorrenti, stabilisce
analogie con modelli noti, sceglie le azioni da compiere (operazioni,
costruzioni geometriche, grafici, formalizzazioni,
scrittura e risoluzione di equazioni,…) e le concatena in modo efficace al fine
di produrre una risoluzione del problema. Una attenzione
particolare andrà dedicata allo sviluppo della capacità di esporre e di
discutere con i compagni le soluzioni e i procedimenti seguiti.

L’uso consapevole e motivato di
calcolatrici e del computer deve essere incoraggiato opportunamente fin dai
primi anni della scuola primaria, ad esempio per verificare la correttezza di
calcoli mentali e scritti e per esplorare i fenomeni del mondo dei numeri e
delle forme.

Di estrema importanza è lo
sviluppo di un atteggiamento corretto verso la matematica, inteso anche come una adeguata visione della disciplina, non ridotta a un
insieme di regole da memorizzare e applicare, ma riconosciuta e apprezzata come
contesto per affrontare e porsi problemi significativi e per esplorare e
percepire affascinanti relazioni e strutture che si ritrovano e ricorrono in
natura e nelle creazioni dell’uomo. Traguardi per lo sviluppo delle competenze
al termine della scuola primaria

L’alunno sviluppa un
atteggiamento positivo rispetto alla matematica, anche grazie a molte esperienze
in contesti significativi, che gli hanno fatto intuire come gli strumenti
matematici che ha imparato siano utili per operare nella realtà.

Si muove con sicurezza nel
calcolo scritto e mentale con i numeri naturali e sa valutare l’opportunità di
ricorrere a una calcolatrice.

Percepisce e rappresenta forme,
relazioni e strutture che si trovano in natura o che sono state create
dall’uomo, utilizzando in particolare strumenti per il
disegno geometrico (riga, compasso, squadra) e i più comuni strumenti di
misura.

Utilizza rappresentazioni di dati
adeguate e le sa utilizzare in situazioni significative per ricavare
informazioni. Riconosce che gli oggetti possono apparire diversi a seconda dei punti vista. Descrivere e classifica figure in
base a caratteristiche geometriche e utilizza modelli concreti di vario tipo
anche costruiti o progettati con i suoi compagni. Affronta i problemi con
strategie diverse e si rende conto che in molti casi possono ammettere più
soluzioni.

Riesce a risolvere facili
problemi (non necessariamente ristretti a un unico ambito) mantenendo il
controllo sia sul processo risolutivo, sia sui risultati e spiegando a parole
il procedimento seguito.

Impara a costruire ragionamenti
(se pure non formalizzati) e a sostenere le proprie tesi, grazie ad attività
laboratoriali, alla discussione tra pari e alla manipolazione di modelli
costruiti con i compagni.

Impara a riconoscere situazioni
di incertezza e ne parla con i compagni iniziando a usare le espressioni
"è più probabile", "è meno probabile" e, nei casi più
semplici, dando una prima quantificazione.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Numeri

– Contare
oggetti o eventi, con la voce e mentalmente, in senso progressivo e
regressivo e per salti di due, tre.

– Leggere e scrivere i numeri
naturali in notazione decimale, con la consapevolezza del valore che le cifre
hanno a seconda della loro posizione; confrontarli e
ordinarli, anche rappresentandoli sulla retta.

– Eseguire mentalmente semplici
operazioni con i numeri naturali e verbalizzare le procedure di calcolo.

– Conoscere con sicurezza le
tabelline della moltiplicazione dei numeri fino a 10. Eseguire le operazioni
con i numeri naturali con gli algoritmi scritti usuali.

– Leggere, scrivere, confrontare
numeri decimali, rappresentarli sulla retta ed eseguire semplici addizioni e
sottrazioni, anche con riferimento alle monete o ai risultati di semplici
misure.

Spazio e figure

– Comunicare la posizione di
oggetti nello spazio fisico, sia rispetto al soggetto, sia rispetto ad altre
persone o oggetti, usando termini adeguati (sopra/sotto, davanti/dietro,
destra/sinistra, dentro/fuori).

– Eseguire un semplice percorso
partendo dalla descrizione verbale o dal disegno, descrivere un percorso che si
sta facendo e dare le istruzioni a qualcuno perché compia un percorso
desiderato.

– Riconoscere, denominare e
descrivere figure geometriche.

– Disegnare figure geometriche e
costruire modelli materiali anche nello spazio, utilizzando strumenti
appropriati.

Relazioni, misure, dati e previsioni

– Classificare numeri, figure,
oggetti in base a una o più proprietà, utilizzando rappresentazioni opportune, a seconda dei contesti e dei fini.

– Argomentare sui criteri che
sono stati usati per realizzare classificazioni e ordinamenti assegnati.

– Rappresentare relazioni e dati
con diagrammi, schemi e tabelle.

– Misurare segmenti utilizzando
sia il metro, sia unità arbitrarie e collegando le pratiche di misura alle
conoscenze sui numeri e sulle operazioni.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Numeri

– Conoscere la divisione con
resto fra numeri naturali; individuare multipli e divisori di un numero.

– Leggere, scrivere, confrontare
numeri decimali ed eseguire le quattro operazioni con sicurezza, valutando
l’opportunità di ricorrere al calcolo mentale, scritto o con la calcolatrice a seconda delle situazioni.

– Dare stime per il risultato di una operazione.

– Conoscere il concetto di
frazione e di frazioni equivalenti.

– Utilizzare numeri decimali,
frazioni e percentuali per descrivere situazioni quotidiane.

– Interpretare i numeri interi
negativi in contesti concreti.

– Rappresentare i numeri
conosciuti sulla retta e utilizzare scale graduate in contesti significativi
per le scienze e per la tecnica.

– Conoscere sistemi di notazioni
dei numeri che sono o sono stati in uso in luoghi, tempi e culture diverse
dalla nostra.

Spazio e figure

– Descrivere e classificare
figure geometriche, identificando elementi significativi e simmetrie, anche al
fine di farle riprodurre da altri.

– Riprodurre una figura in base a
una descrizione, utilizzando gli strumenti opportuni (carta a quadretti, riga e
compasso, squadre, software di geometria).

– Utilizzare il piano cartesiano
per localizzare punti.

– Costruire e utilizzare modelli
materiali nello spazio e nel piano come supporto a una prima capacità di
visualizzazione.

– Riconoscere figure ruotate,
traslate e riflesse.

– Riprodurre in scala una figura
assegnata (utilizzando ad esempio la carta a quadretti).

– Determinare il perimetro di una
figura.

– Determinare l’area di
rettangoli e triangoli e di altre figure per scomposizione.

Relazioni, misure, dati e previsioni

– Rappresentare relazioni e dati
e, in situazioni significative, utilizzare le rappresentazioni per ricavare
informazioni, formulare giudizi e prendere decisioni.

– Usare le nozioni di media
aritmetica e di frequenza.

– Rappresentare problemi con
tabelle e grafici che ne esprimono la struttura.

– Conoscere le principali unità
di misura per lunghezze, angoli, aree, volumi/capacità, intervalli temporali,
masse/pesi e usarle per effettuare misure e stime.

– Passare da un’unità di misura a
un’altra, limitatamente alle unità di uso più comune, anche nel contesto del
sistema monetario.

– In situazioni concrete, di una
coppia di eventi intuire e cominciare ad argomentare qual è il più probabile,
dando una prima quantificazione, oppure riconoscere se si tratta di eventi
ugualmente probabili.

– Riconoscere e descrivere
regolarità in una sequenza di numeri o di figure.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria

di primo
grado

L’alunno ha rafforzato un
atteggiamento positivo rispetto alla matematica e, attraverso esperienze in
contesti significativi, ha capito come gli strumenti matematici

appresi
siano utili in molte situazioni per operare nella realtà.

Percepisce, descrive e
rappresenta forme relativamente complesse, relazioni e strutture che si trovano
in natura o che sono state create dall’uomo.

Ha consolidato le conoscenze
teoriche acquisite e sa argomentare (ad esempio sa utilizzare i concetti di
proprietà caratterizzante e di definizione), grazie ad attività laboratoriali,
alla discussione tra pari e alla manipolazione di modelli costruiti con i
compagni.

Rispetta punti di vista diversi
dal proprio; è capace di sostenere le proprie convinzioni, portando esempi e
controesempi adeguati e argomentando attraverso concatenazioni di affermazioni;
accetta di cambiare opinione riconoscendo le conseguenze logiche di una argomentazione corretta.

Valuta le informazioni che ha su
una situazione, riconosce la loro coerenza interna e la coerenza tra esse e le conoscenze che ha del contesto, sviluppando senso
critico.

Riconosce e risolve problemi di
vario genere analizzando la situazione e traducendola in termini matematici,
spiegando anche in forma scritta il procedimento seguito, mantenendo il
controllo sia sul processo risolutivo, sia sui risultati.

Confronta procedimenti diversi e
produce formalizzazioni che gli consentono di passare da un problema specifico
a una classe di problemi.

Usa correttamente i connettivi
(e, o, non, se… allora) e i quantificatori (tutti,

qualcuno,
nessuno) nel linguaggio naturale, nonché le espressioni: è possibile, è
probabile, è certo, è impossibile.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Numeri

– Eseguire addizioni,
sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni e confronti tra i numeri conosciuti
(numeri naturali, numeri interi, frazioni e numeri decimali), quando possibile
a mente oppure utilizzando gli usuali algoritmi scritti, le calcolatrici e i
fogli di calcolo e valutando quale strumento può essere più opportuno, a seconda della situazione e degli obiettivi.

– Dare stime approssimate per il
risultato di una operazione, anche per controllare la plausibilità
di un calcolo già fatto.

– Rappresentare i numeri
conosciuti sulla retta.

– Utilizzare scale graduate in
contesti significativi per le scienze e per la tecnica.

– Descrivere rapporti e quozienti
mediante frazioni.

– Utilizzare frazioni equivalenti
e numeri decimali per denotare uno stesso numero razionale in diversi modi,
essendo consapevoli di vantaggi e svantaggi che le diverse rappresentazioni
danno a seconda degli obiettivi.

– Calcolare
percentuali.

– Interpretare un aumento
percentuale di una quantità data come una moltiplicazione per un numero
maggiore di 1.

– Individuare
multipli e divisori di un numero naturale e multipli e divisori comuni a
più numeri.

– Comprendere il significato e
l’utilità del multiplo comune più piccolo e del divisore comune più grande, in
matematica e in diverse situazioni concrete.

– Scomporre numeri naturali in
fattori primi e conoscere l’utilità di tale scomposizione per diversi fini.

– Utilizzare la notazione usuale
per le potenze con esponente intero positivo, consapevoli del significato.

– Usare le proprietà delle
potenze anche per semplificare calcoli e notazioni.

– Conoscere la radice quadrata
come operatore inverso dell’elevamento al quadrato.

– Dare stime della radice
quadrata utilizzando solo la moltiplicazione.

– Sapere che non si può trovare
una frazione o un numero decimale che elevato al quadrato dà 2.

– Eseguire mentalmente semplici
calcoli, utilizzando le proprietà associativa e distributiva
per raggruppare e semplificare le operazioni.

– Descrivere con una espressione numerica la sequenza di operazioni che
fornisce la soluzione di un problema.

– Eseguire semplici espressioni
di calcolo con i numeri conosciuti, essendo consapevoli del significato delle
parentesi e delle convenzioni sulla precedenza delle operazioni.

Spazio e figure

– Riprodurre figure e disegni
geometrici, utilizzando in modo appropriato e con accuratezza opportuni
strumenti (riga, squadra, compasso, software di geometria).

– In particolare, rappresentare
punti, segmenti e figure sul piano cartesiano.

– Conoscere definizioni e
proprietà significative delle principali figure piane (triangoli, quadrilateri,
poligoni regolari, cerchio).

– Descrivere figure complesse e
costruzioni geometriche al fine di comunicarle ad altri.

– Riprodurre figure e disegni
geometrici in base a una descrizione e codificazione fatta da altri.

– Riconoscere figure piane simili
in vari contesti e riprodurre in scala una figura assegnata.

– Conoscere il Teorema di
Pitagora e le sue applicazioni in matematica e in situazioni concrete.

– Calcolare l’area di semplici
figure scomponendole in figure elementari, ad esempio triangoli.

– Stimare per difetto e per eccesso
l’area di una figura delimitata da linee curve.

– Conoscere il numero π, ad
esempio come area del cerchio di raggio 1, e alcuni modi per approssimarlo.

– Conoscere le formule per
trovare l’area del cerchio e la lunghezza della circonferenza, conoscendo il
raggio.

– Rappresentare
oggetti e figure tridimensionali in vario modo tramite disegni sul
piano.

– Visualizzare oggetti
tridimensionali a partire da rappresentazioni bidimensionali.

– Calcolare il volume delle
figure tridimensionali più comuni e dare stime di quello degli oggetti della
vita quotidiana.

– Risolvere problemi utilizzando
le proprietà geometriche delle figure.

Relazioni e funzioni

– Costruire, interpretare e
trasformare formule che contengono lettere per esprimere in forma generale
relazioni e proprietà.

– Esprimere la relazione di
proporzionalità con una uguaglianza di frazioni e
viceversa.

– Usare il piano cartesiano per
rappresentare relazioni e funzioni, e per conoscere in particolare le funzioni
del tipo y=ax, y=a/x, y=ax2, y=2n e i loro grafici.

– Collegare le prime due al
concetto di proporzionalità.

– Esplorare e risolvere problemi
utilizzando equazioni di primo grado.

Misure, dati
e previsioni

– Rappresentare insiemi di dati,
anche facendo uso di un foglio elettronico. In situazioni significative,
confrontare dati al fine di prendere decisioni, utilizzando le distribuzioni
delle frequenze e delle frequenze relative e le nozioni di media aritmetica e
mediana.

– In semplici situazioni
aleatorie, individuare gli eventi elementari, discutere i modi per assegnare a essi una probabilità, calcolare la probabilità di qualche
evento, decomponendolo in eventi elementari disgiunti.

– Riconoscere coppie di eventi
complementari, incompatibili, indipendenti.

Scienze naturali e sperimentali

Presupposto di un efficace
insegnamento/apprendimento delle scienze è un’interazione diretta degli alunni
con gli oggetti e le idee coinvolti nell’osservazione e nello studio, che ha
bisogno sia di spazi fisici adatti alle esperienze concrete e alle
sperimentazioni, sia di tempi e modalità di lavoro che diano
ampio margine alla discussione e al confronto. Infatti
il coinvolgimento diretto, individuale e in gruppo con i fenomeni rafforza e
sviluppa la comprensione e la motivazione, attiva il lavoro operativo e mentale
che deve essere prima progettato e poi valutato; aiuta a individuare problemi
significativi a partire dal contesto esplorato e a prospettarne soluzioni;
sollecita il desiderio di continuare ad apprendere. Al tempo stesso, in questo
modo si stimola e sostiene la riflessione metacognitiva. È opportuno darsi il
tempo necessario per riflettere sul percorso compiuto, sulle competenze
acquisite, sulle strategie poste in atto, sulle scelte effettuate e su quelle
da compiere.

Particolare cura dovrà essere
dedicata all’acquisizione di linguaggi e strumenti appropriati, funzionali a
dare adeguata forma al pensiero scientifico e necessari per descrivere,
argomentare, organizzare, rendere operanti conoscenze e competenze. I processi
di apprendimento delle scienze naturali e sperimentali procederanno quindi
attraverso percorsi, progressivi e ricorrenti, fatti di esperienze, riflessioni
e formalizzazioni: percorsi progettati in modo da guidare i ragazzi dal
pensiero spontaneo fino a forme di conoscenza sempre più coerenti e
organizzate, di cui i ragazzi stessi possano verificare concretamente efficacia
ed efficienza.

Le scienze
naturali e sperimentali sono fra loro profondamente diverse: per i loro
"oggetti" di studio (che peraltro in tempi recenti si stanno
rivelando sempre più interconnessi); per il peso che vi hanno diversi metodi di
indagine e diversi strumenti tecnologici; per il tipo e il livello di
linguaggio simbolico e formale utilizzato per rappresentare e interpretare i
fenomeni. D’altra parte, molte altre dimensioni sono
comuni alle diverse discipline scientifiche: osservare i fenomeni nel loro
verificarsi, sia nell’esperienza quotidiana sia in situazioni controllate di
laboratorio (imparare a guardare – imparare a vedere); descrivere e registrare
quanto si vede e si fa accadere, dandogli forma attraverso linguaggi
appropriati; interpretare fatti e processi attraverso modelli e quadri teorici,
anche schematici; fare previsioni riguardo a quanto può (esser fatto) accadere
e controllare la loro attendibilità; arricchire e rivedere le interpretazioni
in base a nuovi strumenti sperimentali e interpretativi.

Inoltre le diverse discipline
scientifiche condividono un approccio alla conoscenza che, pur assumendo forme
e significati specifici nei diversi ambiti, caratterizza fin dall’inizio i
percorsi di apprendimento. Per questo è importante che i
ragazzi siano gradualmente avviati e aiutati a padroneggiare alcuni grandi
organizzatori concettuali che si possono riconoscere in ogni contesto
scientificamente significativo: le dimensioni spazio-temporali e le dimensioni
materiali; la distinzione tra stati (come le cose sono) e trasformazioni (come
le cose cambiano); le interazioni, relazioni, correlazioni tra parti di sistemi
e/o tra proprietà variabili; la discriminazione fra casualità e causalità… In
questo modo si può giungere a far emergere esplicitamente, al termine della
scuola di base, alcuni organizzatori cognitivi di grande impatto concettuale e
culturale, quali energia, informazione, trasduzione e trasformazione, stabilità
e instabilità di strutture e processi, e così via.

È importante infine guidare i
ragazzi ad apprezzare, sulla base sia della propria esperienza di sviluppo
cognitivo sia di esempi adeguati, affinità e diversità significative
nell’evoluzione storica di saperi così diversi, eppure fra loro
interdipendenti.

Si prospetta, in definitiva, un
percorso di avvio alla conoscenza scientifica di base che parte fin dai primi
anni. All’inizio si evidenzieranno, in situazioni concretamente accessibili,
gli aspetti comuni alle diverse scienze, come pure i primi elementi
caratterizzanti. Negli anni successivi si guideranno gli alunni alla
appropriazione graduale di contenuti esemplari e metodi di indagine via via più
specifici. Il percorso dovrà comunque mantenere un costante riferimento ai
fenomeni, sia dell’esperienza quotidiana sia scelti come casi emblematici, nel
loro realizzarsi a diverse scale spaziali, temporali e causali. La necessità
del concorso di molteplici modi di guardare reciprocamente integrati (sguardo
da fisico, da biologo, da chimico…), per interpretare se stessi e il mondo
attraverso modelli sempre più raffinati, condurrà alla consapevolezza
metacognitiva della necessità di procedere sempre per separazioni e
ricomposizioni degli aspetti diversi dei fenomeni.

D’altra parte, poiché i saperi
caratteristici delle scienze naturali e speri-mentali sono di per sé a
carattere enciclopedico, è opportuno selezionare alcuni temi (campi di
esperienza) sui quali lavorare a scuola in modo diretto e progressivamente
approfondito, in continuità attraverso gli anni della scuola. A questi
temi-guida si potranno affiancare argomenti trattati in modo indiretto, ma in
cui sia sempre possibile riconoscere sia le idee caratteristiche delle diverse
discipline sia quelle più generali e da tutte condivise. Pertanto i contenuti
specifici che in seguito saranno suggeriti vanno intesi come esempi di scelte
possibili, da effettuarsi nell’ambito dell’autonomia scolastica e di una
progettazione complessiva e a lungo termine del percorso di apprendimento.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria L’alunno ha capacità operative,
progettuali e manuali, che utilizza in contesti di esperienza-conoscenza per un
approccio scientifico ai fenomeni. Fa riferimento in modo pertinente alla
realtà, e in particolare all’esperienza che fa in classe, in laboratorio, sul
campo, nel gioco, in famiglia, per dare supporto alle sue considerazioni e
motivazione alle proprie esigenze di chiarimenti. Impara a identificarne anche
da solo gli elementi, gli eventi e le relazioni in gioco, senza banalizzare la
complessità dei fatti e dei fenomeni. Si pone domande esplicite e individua
problemi significativi da indagare a partire dalla propria esperienza, dai
discorsi degli altri, dai mezzi di comunicazione e dai testi letti. Con la
guida dell’insegnante e in collaborazione con i compagni, ma anche da solo,
formula ipotesi e previsioni, osserva, registra, classifica, schematizza,
identifica relazioni spazio/temporali, misura, utilizza concetti basati su
semplici relazioni con altri concetti, argomenta, deduce, prospetta soluzioni e
interpretazioni, prevede alternative, ne produce rappresentazioni grafiche e
schemi di livello adeguato. Analizza e racconta in forma chiara ciò che ha
fatto e imparato. Ha atteggiamenti di cura, che condivide con gli altri, verso
l’ambiente scolastico in quanto ambiente di lavoro cooperativo e finalizzato, e
di rispetto verso l’ambiente sociale e naturale, di cui conosce e apprezza il
valore. Ha cura del proprio corpo con scelte adeguate di comportamenti e di
abitudini alimentari. Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza
di scuola primaria

Sperimentare con oggetti e
materiali

– Attraverso interazioni e
manipolazioni individuare qualità e proprietà di oggetti e materiali e
caratterizzarne le trasformazioni, riconoscendovi sia grandezze da misurare sia
relazioni qualitative tra loro (all’aumentare di …, ….aumenta o diminuisce);
provocare trasformazioni variandone le modalità, e costruire storie per darne
conto: "che cosa succede se…", "che
cosa succede quando…"; leggere analogie nei fatti al variare delle forme e
degli oggetti, riconoscendo "famiglie" di accadimenti e regolarità
("è successo come…") all’interno di campi di esperienza.

Osservare e sperimentare sul
campo

– Osservare, descrivere,
confrontare, correlare elementi della realtà circostante: per esempio imparando
a distinguere piante e animali, terreni e acque, cogliendone somiglianze e
differenze e operando classificazioni secondo criteri
diversi; acquisire familiarità con la variabilità dei fenomeni atmosferici
(venti, nuvole, pioggia, ecc.) e con la periodicità su diverse scale temporali
dei fenomeni celesti (dì/notte, percorsi del sole, fasi della luna, stagioni,
ecc.).

- Riconoscere i diversi elementi
di un ecosistema naturale o controllato e modificato dall’intervento umano, e
coglierne le prime relazioni (uscite esplorative; allevamento di piccoli
animali in classe, orticelli, costruzione di reti alimentari).

– Riconoscere la diversità dei
viventi (intraspecifica e interspecifica), differenze/somiglianze tra piante,
animali, altri organismi.

L’uomo i viventi e l’ambiente

– Percepire la presenza e il
funzionamento degli organi interni e della loro organizzazione nei principali
apparati (respirazione, movimento, articolazioni, senso della fame e della
sete, ecc.) fino alla realizzazione di semplici modelli.

– Individuare il rapporto tra
strutture e funzioni negli organismi osservati/osservabili, in quanto
caratteristica peculiare degli organismi viventi in stretta relazione con il
loro ambiente.

– Osservare e interpretare le
trasformazioni ambientali sia di tipo stagionale, sia in seguito all’azione
modificatrice dell’uomo.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Oggetti, materiali e
trasformazioni

– Costruire operativamente in
connessione a contesti concreti di esperienza quotidiana i concetti geometrici
e fisici fondamentali, in particolare: lunghezze, angoli, superfici,
capacità/volume, peso, temperatura, forza, luce, ecc.

– Passare gradualmente dalla
seriazione in base a una proprietà (ad esempio ordinare oggetti per peso
crescente in base ad allungamenti crescenti di una molla), alla costruzione,
taratura e utilizzo di strumenti anche di uso comune (ad esempio molle per
misure di peso, recipienti della vita quotidiana per misure di
volumi/capacità), passando dalle prime misure in unità arbitrarie (spanne,
piedi, …) alle unità convenzionali.

– Indagare i comportamenti di
materiali comuni in molteplici situazioni sperimentabili per individuarne proprietà
(consistenza, durezza, trasparenza, elasticità, densità, …); produrre miscele
eterogenee e soluzioni, passaggi di stato e combustioni; interpretare i
fenomeni osservati in termini di variabili e di relazioni tra esse, espresse in forma grafica e aritmetica.

– Riconoscere invarianze e
conservazioni, in termini proto-fisici e proto-chimici, nelle trasformazioni
che caratterizzano l’esperienza quotidiana.

– Riconoscere la plausibilità di
primi modelli qualitativi, macroscopici e microscopici, di trasformazioni
fisiche e chimiche. Avvio esperienziale alle idee di irreversibilità e di
energia.

Osservare e sperimentare sul
campo

– Proseguire con osservazioni
frequenti e regolari a occhio nudo, con la lente di ingrandimento e con lo
stereomicroscopio, con i compagni e da solo di una porzione dell’ambiente nel
tempo: un albero, una siepe, una parte di giardino, per individuare elementi,
connessioni e trasformazioni.

– Indagare strutture del suolo,
relazione tra suoli e viventi; acque come fenomeno e come risorsa.

– Distinguere e ricomporre le
componenti ambientali, anche grazie all’esplorazione dell’ambiente naturale e
urbano circostante.

– Cogliere la diversità tra
ecosistemi (naturali e antropizzati, locali e di altre aree geografiche).

– Individuare la diversità dei
viventi (intraspecifica e interspecifica) e dei loro comportamenti (differenze
/ somiglianze tra piante, animali, funghi e batteri).

– Accedere alla classificazione
come strumento interpretativo statico e dinamico delle somiglianze e delle
diversità.

– Proseguire le osservazioni del
cielo diurno e notturno su scala mensile e annuale avviando, attraverso giochi
col corpo e costruzione di modelli tridimensionali, all’interpretazione dei
moti osservati, da diversi punti di vista, anche in connessione con
l’evoluzione storica dell’astronomia.

L’uomo i viventi e l’ambiente

– Studiare percezioni umane
(luminose, sonore, tattili, di equilibrio, …) e le loro basi biologiche.

– Indagare le relazioni tra
organi di senso, fisiologia complessiva e ambienti di vita (anche confrontando
diversi animali appartenenti a gruppi diversi, quali vermi, insetti, anfibi,
ecc).

– Confrontare con i sensori
artificiali e il loro utilizzo nella vita quotidiana.

– Proseguire lo studio del
funzionamento degli organismi e comparare la riproduzione dell’uomo, degli
animali e delle piante.

– Rispettare il proprio corpo in
quanto entità irripetibile (educazione alla salute, alimentazione, rischi per la
salute).

– Proseguire l’osservazione e
l’interpretazione delle trasformazioni ambientali, ivi comprese quelle globali,
in particolare quelle conseguenti all’azione modificatrice dell’uomo.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno ha padronanza di
tecniche di sperimentazione, di raccolta e di analisi

dati,
sia in situazioni di osservazione e monitoraggio sia in situazioni controllate
di

laboratorio.

Utilizza in contesti diversi uno
stesso strumento matematico o informatico e più strumenti
insieme in uno stesso contesto.

Esplicita,
affronta e risolve situazioni problematiche sia in ambito scolastico che
nell’esperienza quotidiana; interpreta lo svolgersi di fenomeni ambientali o
sperimentalmente controllati; è in grado di decomporre e ricomporre la
complessità di contesto in elementi, relazioni e sottostrutture pertinenti a
diversi campi disciplinari; pensa e interagisce per relazioni e per analogie,
formali e/o fattuali.

Sviluppa semplici schematizzazioni,
modellizzazioni, formalizzazioni logiche e matematiche dei fatti e fenomeni,
applicandoli anche ad aspetti della vita quotidiana.

È in grado di riflettere sul
percorso di esperienza e di apprendimento compiuto,

sulle
competenze in via di acquisizione, sulle strategie messe in atto, sulle scelte
effettuate e su quelle da compiere.

Ha una visione organica del
proprio corpo come identità giocata tra permanenza e cambiamento, tra livelli
macroscopici e microscopici, tra potenzialità e limiti.

Ha una visione dell’ambiente di
vita, locale e globale, come sistema dinamico di specie viventi che
interagiscono fra loro, rispettando i vincoli che regolano le strutture del
mondo inorganico; comprende il ruolo della comunità umana nel sistema, il
carattere finito delle risorse, nonché l’ineguaglianza dell’accesso a esse, e adotta atteggiamenti responsabili verso i modi di
vita e l’uso delle risorse.

Conosce i principali problemi
legati all’uso delle scienza nel campo dello sviluppo
tecnologico e è disposto a confrontarsi con curiosità e interesse.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Fisica e chimica

– Affrontare concetti fisici
quali: velocità, densità, concentrazione, forza ed energia, temperatura e
calore, effettuando esperimenti e comparazioni, raccogliendo e correlando dati
con strumenti di misura e costruendo reti e modelli concettuali e
rappresentazioni formali di tipo diverso (fino a quelle
geometriche-algebriche).

– Completare la costruzione del
concetto di trasformazione chimica, effettuando esperienze pratiche
diversificate, utilizzando alcuni indicatori, ponendo l’attenzione anche sulle
sostanze di impiego domestico (ad esempio: reazioni di acidi e basi con
metalli, soluzione del carbonato di calcio, alcune reazioni di
neutralizzazione, combustione di materiali diversi, ecc.).

Astronomia e Scienze della Terra

– Proseguire l’elaborazione di
idee e modelli interpretativi dei più evidenti fenomeni celesti attraverso
l’osservazione del cielo diurno e notturno nel corso dell’anno.

– Interpretarne i fenomeni
osservati anche con l’aiuto di planetari e/o simulazioni al computer. In
particolare precisare l’osservabilità e l’interpretazione di latitudine e
longitudine, punti cardinali, sistemi di riferimento e movimenti della Terra,
durata del dì e della notte, fasi della luna, eclissi, visibilità e moti
osservati di pianeti e costellazioni.

– Continuare ad approfondire la
conoscenza, sul campo e con esperienze concrete, di rocce, minerali, fossili
per comprenderne la storia geologica ed elaborare idee e modelli interpretativi
della struttura terrestre. Considerare il suolo come ecosistema come una
risorsa e comprendere altresì che la sua formazione è il risultato dei climi e
della vita sulla terra, dei processi di erosione-trasporto-deposizione.
Correlare queste conoscenze alle valutazioni sul rischio geomorfologico,
idrogeologico, vulcanico e sismico della propria regione e comprendere la
conseguente pianificazione della protezione da questo rischio.

– Conoscere i meccanismi
fondamentali dei cambiamenti globali nei sistemi naturali e nel sistema Terra
nel suo complesso, e il ruolo dell’intervento umano nella trasformazione degli
stessi.

Biologia

– Individuare
la rete di relazioni e i processi di cambiamento del vivente introducendo il
concetto di organizzazione microscopica a livello di cellula (per esempio:
respirazione cellulare, alimentazione, fotosintesi; crescita e sviluppo;
coevoluzione tra specie).

– Individuare l’unità e la
diversità dei viventi, effettuando attività a scuola, in laboratorio, sul campo
e in musei scientifico-naturalistici.

– Comprendere il senso delle
grandi classificazioni.

– Riconoscere gli adattamenti e
la dimensione storica della vita, intrecciata con la storia della Terra e
dell’uomo.

– Comparare le idee di storia
naturale e di storia umana.

– Apprendere
una gestione corretta del proprio corpo; interpretare lo stato di benessere e
di malessere che può derivare dalle sue alterazioni; vivere la sessualità in
modo equilibrato; attuare scelte per affrontare i rischi connessi con una
cattiva alimentazione, con il fumo, con le droghe.

– Condurre a un primo livello
l’analisi di rischi ambientali e di scelte sostenibili (per esempio nei
trasporti, nell’organizzazione delle città, nell’agricoltura, nell’industria,
nello smaltimento dei rifiuti e nello stile di vita).

– Comprendere la funzione
fondamentale della biodiversità nei sistemi ambientali.

Tecnologia

La tecnologia da un lato studia e
progetta i dispositivi, le macchine e gli apparati che sostengono
l’organizzazione della vita sociale; dall’altro studia e progetta nuove forme
di controllo e gestione dell’informazione e della comunicazione (informatica in
senso lato).

Nella prima accezione, dispositivi, macchine e apparati (dai computer alle
abitazioni, alle reti dell’energia) vengono esplorati e studiati nei loro
aspetti costruttivi e progettuali: per questo si fa ricorso a concetti,
elementi e processi che sono singolarmente desunti dalle diverse discipline
scientifiche, ma che vengono di volta in volta riorganizzati e riconfigurati
per assolvere in modo efficace ed efficiente a specifiche funzioni.

Nella seconda accezione, la
tecnologia esplora le potenzialità dell’informatica (in senso lato) come
strumento culturale transdisciplinare che introduce nuove dimensioni e nuove
possibilità nella realizzazione, nella comunicazione e nel controllo di ogni
tipo di lavoro umano, compreso l’insegnamento/apprendimento di tutte le
discipline (matematico-scientifiche e non). In particolare il supporto
informatico agisce sia facilitando diverse
rappresentazioni della conoscenza, sia facilitando l’accesso ad ambienti di
"realtà virtuale". In un tale contesto, attraverso la simulazione
esplicita delle conseguenze di un modello interpretativo diviene possibile
realizzare nuovi tipi di "esperienza" diretta, dando concretezza
operativa, rappresentativa e comunicativa anche a concetti altrimenti recepiti
come puramente astratti.

In questa doppia accezione gli
ambiti di applicazione della tecnologia sono potenzialmente assai vasti e i
percorsi formativi che vi si possono riferire sono i più diversi. Infatti una selezione e un reciproco intreccio di fenomeni
fisici e chimici di base permette di progettare e costruire strumenti e
macchine, catene di produzione e di trasporto, e così via. Ma altrettanto si
può dire rispetto alle strutture biologiche di base: queste
infatti costituiscono l’ossatura concettuale e operativa di tutti i
sistemi di agricoltura, allevamento e produzione alimentare, di mantenimento e
cura della salute umana, di monitoraggio e controllo ambientale, e così via.

Al tempo stesso è particolarmente
rilevante, dal punto di vista didattico, il fatto che i primi, incisivi
contatti-interazioni fra conoscenze comuni e conoscenze scientifiche
organizzate vengano sempre più mediate da realizzazioni tecnologiche; e che
queste tanto più incidono sull’immaginario dei ragazzi (come del resto degli
adulti) quanto più oggettivamente complesse si presentano nella loro
interpretazione e realizzazione (dai viaggi interplanetari agli organismi
transgenici).

È necessario perciò che anche in
questo ambito siano compiute scelte di metodo e contenuto che facciano parte di
progetti didattici e culturali ampi e a lungo termine, basati su esempi
significativi e accessibili, coerentemente sviluppati, attraverso i diversi livelli
di scolarità.

Per esempio, è importante offrire
agli alunni, fin dai primi anni, significative opportunità di progettazione,
costruzione e utilizzazione di oggetti e procedimenti operativi, sottoposti a
vincoli via via più stringenti di efficacia e funzionalità. All’inizio saranno
coinvolti materiali e strumenti di lavoro di facile reperibilità, nell’ambito
della vita quotidiana, e in questo modo i ragazzi saranno avviati all’uso della
manualità, al passaggio continuo e non artificioso tra pratica e teoria,
all’applicazione di competenze acquisite anche in contesti diversi dal lavoro
in aula. È altrettanto importante avviare gli alunni a comprendere, anche in
modo inizialmente semplice, i principi di funzionamento di apparecchiature di
uso quotidiano, sulla base delle competenze "scientifiche" via via
acquisite: a partire dagli schemi operativi e costruttivi dei distributori
automatici fino a quelli di un computer, da un metodo di cura del corpo a una
tecnica di coltivazione.

In tutti questi contesti, la
graduale competenza nell’uso di specifici strumenti informatici e di
comunicazione potrà consentire agli alunni di sviluppare le proprie idee
presentandole con accuratezza a sé e agli altri, di trovare, interpretare e
scambiare informazioni, di organizzarle, di elaborarle, di ritrovarle, di
archiviarle e riutilizzarle. Lo sviluppo di capacità di critica e di
valutazione, obiettivo di validità generale, sarà poi particolarmente
importante anche rispetto alle informazioni che sono sempre più disponibili
nella rete, ma che richiedono, per un loro uso significativo e pertinente, di
essere inserite in adeguati quadri di riferimento e di organizzazione.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria

L’alunno esplora e interpreta il
mondo fatto dall’uomo, individua le funzioni di un artefatto e di una semplice
macchina, usa oggetti e strumenti coerentemente con le loro funzioni e ha
acquisito i fondamentali principi di sicurezza.

Realizza oggetti seguendo una
definita metodologia progettuale cooperando con i compagni e valutando il tipo
di materiali in funzione dell’impiego. Esamina oggetti e processi in relazione
all’impatto con l’ambiente e rileva segni e simboli comunicativi analizzando i
prodotti commerciali. Rileva le trasformazioni di utensili e processi
produttivi e li inquadra nelle tappe più significative della storia della
umanità, osservando oggetti del passato.

È in grado di usare le nuove
tecnologie e i linguaggi multimediali per sviluppare il proprio lavoro in più
discipline, per presentarne i risultati e anche per potenziare le proprie
capacità comunicative.

Utilizza strumenti informatici e
di comunicazione in situazioni significative di gioco e di relazione con gli
altri.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Esplorare il mondo fatto
dall’uomo

– Distinguere, descrivere con le
parole e rappresentare con disegni e schemi elementi del mondo artificiale,
cogliendone le differenze per forma, materiali, funzioni e saperli collocare
nel contesto d’uso riflettendo sui vantaggi che ne trae la persona che li
utilizza.

– Usare oggetti,
strumenti e materiali coerentemente con le funzioni e i principi di sicurezza
che gli vengono dati.

– Prevedere lo svolgimento e il
risultato di semplici processi o procedure in contesti conosciuti e
relativamente a oggetti e strumenti esplorati.

– Seguire istruzioni d’uso e
saperle fornire ai compagni.

– Conoscere e raccontare storie
di oggetti e processi inseriti in contesti di storia personale.

– Utilizzare semplici materiali
digitali per l’apprendimento e conoscere a livello generale le caratteristiche
dei nuovi media e degli strumenti di comunicazione.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Interpretare il mondo fatto
dall’uomo

– Individuare le funzioni di un
artefatto e di una semplice macchina, rilevare le caratteristiche e distinguere
la funzione dal funzionamento.

– Esaminare
oggetti e processi rispetto all’impatto con l’ambiente.

– Comporre e scomporre oggetti
nei loro elementi.

– Riconoscere il rapporto fra il
tutto e una parte e la funzione di una certa parte in un oggetto.

– Rappresentare
oggetti e processi con disegni e modelli.

– Riconoscere le caratteristiche
di dispositivi automatici.

– Elaborare semplici progetti
individualmente o con i compagni valutando il tipo di materiali in funzione
dell’impiego, realizzare oggetti seguendo una definita metodologia progettuale.

– Osservando oggetti del passato,
rilevare le trasformazioni di utensili e processi produttivi e inquadrarli
nelle tappe evolutive della storia della umanità.

– Comprendere che con molti
dispositivi di uso comune occorre interagire attraverso segnali e istruzioni ed
essere in grado di farlo.

– Utilizzare le Tecnologie della
Informazione e della Comunicazione (TIC) nel proprio lavoro.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno è in grado di descrivere
e classificare utensili e macchine cogliendone le
diversità in relazione al funzionamento e al tipo di energia e di controllo che
richiedono per il funzionamento.

Conosce le relazioni
forma/funzione/materiali attraverso esperienze personali, anche se molto
semplici, di progettazione e realizzazione. È in grado di realizzare un
semplice progetto per la costruzione di un oggetto coordinando risorse
materiali e organizzative per raggiungere uno scopo. Esegue la rappresentazione
grafica in scala di pezzi meccanici o di oggetti usando il disegno tecnico.

Inizia a capire i problemi legati
alla produzione di energia e ha sviluppato sensibilità per i problemi
economici, ecologici e della salute legati alle varie forme e modalità di
produzione.

È in grado di usare le nuove
tecnologie e i linguaggi multimediali per supportare il proprio lavoro,
avanzare ipotesi e validarle, per autovalutarsi e per presentare i risultati
del lavoro.

Ricerca informazioni e è in grado di selezionarle e di sintetizzarle, sviluppa le
proprie idee utilizzando le TIC e è in grado di condividerle con gli altri.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

– Riflettere sui contesti e i
processi di produzione in cui trovano impiego utensili
e macchine, con particolare riferimento a quelli per la produzione alimentare,
l’edilizia, la medicina, l’agricoltura.

– Coglierne l’evoluzione nel
tempo nonché i vantaggi e gli eventuali problemi ecologici.

Rilevare le proprietà
fondamentali dei principali materiali e il ciclo produttivo con cui sono
ottenuti.

– Partendo dall’osservazione,
eseguire la rappresentazione grafica idonea di pezzi meccanici o di oggetti,
applicando anche le regole della scala di proporzione e di quotatura.

– Usando il disegno tecnico,
seguire le regole dell’assonometria e successivamente quelle delle proiezioni
ortogonali, nella progettazione di oggetti semplici, da realizzare in
laboratorio con materiali di facile reperibilità.

– Iniziare a comprendere i
problemi legati alla produzione di energia utilizzando appositi schemi e
indagare sui benefici e sui problemi economici ed ecologici legati alle varie
forme e modalità di produzione.

– Eseguire rilievi sull’ambiente
scolastico o sulla propria abitazione.

– In relazione alla propria
abitazione, a un ufficio o a un’azienda produttiva, rilevare come viene distribuita, utilizzata e quali trasformazioni subisce
l’energia elettrica.

– Utilizzare strumenti
informatici e di comunicazione per elaborare dati, testi e immagini e produrre
documenti in diverse situazioni.

– Descrivere segnali, istruzioni
e brevi sequenze di istruzioni da dare a un dispositivo per ottenere un
risultato voluto.

– Comprendere alcune idee base,
ad esempio feedback, nel caso di dispositivi dotati di sensori/attuatori.

– Conoscere gli elementi basilari
che compongono un computer e le relazioni essenziali fra di
essi.

– Collegare le modalità di
funzionamento dei dispositivi elettronici con le conoscenze scientifiche e
tecniche che ha acquisito.

– Conoscere l’utilizzo della rete
sia per la ricerca che per lo scambio delle informazioni.

La scuola cambia. Nelle nuove
Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di
istruzione, il ministro della Pubblica Istruzione, Fioroni, ha tracciato le
linee e i criteri per il conseguimento delle finalità formative e degli
obiettivi di apprendimento per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo. Sulla
base del documento le scuole sono chiamate da quest’anno alla elaborazione dei
curricoli di studio, tenendo conto delle nuove Indicazioni, secondo una
metodologia operativa di studio e di approfondimento, accompagnata da
flessibilità e gradualità di applicazione. La prima fase sperimentale di
attuazione durerà fino al 2009.Le singole discipline sono considerate nella
loro specificità ma vengono proposte all’interno di
tre grandi aree disciplinari: area linguistico-artisticoespressiva; area
storico-geografica; area matematico-scientifico-tecnologica. Viene
così sottolineata l’importanza di un insegnamento disciplinare non frammentato,
ma capace di far cogliere le interconnessioni tra i diversi saperi e di avviare
gli alunni ad una visione unitaria della conoscenza. Si favorisce
l’interdisciplinarietà e il lavoro collegiale tra insegnanti di discipline
diverse. Si tratta di proposte culturali che non toccano l’organizzazione
oraria degli insegnanti. Le Indicazioni tengono conto degli orientamenti
europei, definendo criteri che una buona proposta didattica deve rispettare,
fissando i livelli di competenze che gli alunni debbono raggiungere al termine
di ciascun ciclo scolastico. Nella primavera del 2008, dopo la fase di iniziale
accompagnamento, è prevista una Consultazione nazionale nelle scuole per la
raccolta sistematica e ragionata di commenti, riflessioni e proposte scaturite
direttamente dall’esperienza degli insegnanti.

Ministero della Pubblica
Istruzione – INDICAZIONI PER IL CURRICOLO Per la scuola dell’infanzia e per il
primo ciclo d’istruzione

CULTURA SCUOLA PERSONA

LA SCUOLA NEL NUOVO
SCENARIO

In un tempo molto breve, abbiamo
vissuto il passaggio da una società relativamente stabile a una società
caratterizzata da molteplici cambiamenti e discontinuità. Questo nuovo scenario
è ambivalente: per ogni persona, per ogni comunità, per ogni società si moltiplicano
sia i rischi che le opportunità.

Gli ambienti in cui la scuola è
immersa sono più ricchi di stimoli culturali, ma anche più contraddittori. Oggi
l’apprendimento scolastico è solo una delle tante esperienze di formazione che
i bambini 1 e gli adolescenti vivono e per acquisire competenze specifiche
spesso non vi è bisogno dei contesti scolastici. Ma proprio per questo la
scuola non può abdicare al compito di promuovere la capacità degli studenti di
dare senso alla varietà delle loro esperienze, al fine di ridurre la
frammentazione e il carattere episodico che rischiano di caratterizzare la vita
dei bambini e degli adolescenti.

L’orizzonte territoriale della
scuola si allarga. Ogni specifico territorio possiede legami con le varie aree
del mondo e con ciò stesso costituisce un microcosmo che su scala locale
riproduce opportunità, interazioni, tensioni, convivenze globali. Anche ogni
singola persona, nella sua esperienza quotidiana, deve tener conto di
informazioni sempre più numerose ed eterogenee e si confronta con la pluralità
delle culture. Nel suo itinerario formativo ed esistenziale lo studente si
trova a interagire con culture diverse, senza tuttavia avere strumenti adatti
per comprenderle e metterle in relazione con la propria. Alla scuola spetta il
compito di fornire supporti adeguati affinché ogni persona sviluppi un’identità
consapevole e aperta.

La piena attuazione del
riconoscimento e della garanzia della libertà e dell’uguaglianza (articoli 2 e
3 della Costituzione), nel rispetto delle differenze di tutti e dell’identità
di ciascuno, richiede oggi, in modo ancor più attento e mirato, l’impegno dei
docenti e di tutti gli operatori della scuola, ma richiede altresì la
collaborazione delle formazioni sociali, in una nuova dimensione di integrazione
fra scuola e territorio, per far sì che ognuno possa "svolgere, secondo le
proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che
concorra al progresso materiale e spirituale della società" (art. 4 della
Costituzione).

Non dobbiamo però dimenticare che
in questa situazione di potenziale ricchezza formativa permangono vecchie forme
di analfabetismo e di emarginazione culturale. Queste si intrecciano con
analfabetismi di ritorno, che rischiano di impedire a molti l’esercizio di una
piena cittadinanza. Inoltre, la diffusione delle tecnologie di informazione e
di comunicazione, insieme a grandi opportunità, rischia di introdurre anche
serie penalizzazioni nelle possibilità di espressione di chi non ha ancora
accesso a tali tecnologie. Questa situazione nella scuola è ancora più
evidente. Allo stato attuale delle cose, infatti, le relazioni con gli
strumenti informatici sono assai diseguali fra gli studenti come fra gli
insegnanti.

Anche le relazioni fra il sistema
formativo e il mondo del lavoro stanno rapidamente cambiando. Ogni persona si
trova ricorrentemente nella necessità di riorganizzare e reinventare i propri
saperi, le proprie competenze e persino il proprio stesso lavoro. Le tecniche e
le competenze diventano obsolete nel volgere di pochi anni. Per questo
l’obiettivo della scuola non può essere soprattutto quello di inseguire lo
sviluppo di singole tecniche e competenze; piuttosto, è quello di formare
saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale, affinché possa affrontare
positivamente l’incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e
professionali, presenti e futuri. Le trasmissioni standardizzate e normative
delle conoscenze, che comunicano contenuti invarianti pensati per individui
medi, non sono più adeguate. Al contrario, la scuola è chiamata a realizzare
percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli
studenti, nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della
personalità di ognuno.

In tale
scenario, alla scuola spettano alcune finalità specifiche: offrire agli
studenti occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di
base; far sì che gli studenti acquisiscano gli strumenti di pensiero necessari
per apprendere a selezionare le informazioni; promuovere negli studenti la
capacità di elaborare metodi e categorie che siano in grado di fare da bussola
negli itinerari personali; favorire l’autonomia di pensiero degli studenti,
orientando la propria didattica alla costruzione di saperi a partire da
concreti bisogni formativi.

La scuola realizza appieno la
propria funzione pubblica impegnandosi, in questa prospettiva, per il successo
scolastico di tutti gli studenti, con una particolare attenzione al sostegno
delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio. Questo comporta
saper accettare la sfida che la diversità pone: innanzi tutto nella classe,
dove le diverse situazioni individuali vanno riconosciute e valorizzate,
evitando che la differenza si trasformi in disuguaglianza; inoltre nel Paese,
affinché le situazioni di svantaggio sociale, economiche, culturali non
impediscano il raggiungimento degli essenziali obiettivi di qualità che è
doveroso garantire.

In entrambi i casi con la
finalità sancita dalla nostra Costituzione di garantire e di promuovere la
dignità e l’uguaglianza di tutti gli studenti "senza distinzione di sesso,
di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni
personali e sociali" e impegnandosi a rimuovere gli ostacoli di qualsiasi
natura che possano impedire "il pieno sviluppo della persona umana".

CENTRALITÀ DELLA PERSONA

Le finalità della scuola devono
essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo
percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la
legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la realizzazione
delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della
singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle
sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e
di formazione.

Lo studente è posto al centro
dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi,
relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. In questa
prospettiva, i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi
e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora,
che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti
di significato.

Sin dai primi anni di
scolarizzazione è importante che i docenti definiscano le loro proposte in una
relazione costante con i bisogni fondamentali e i desideri dei bambini e degli
adolescenti. È altrettanto importante valorizzare simbolicamente i momenti di
passaggio che segnano le tappe principali di apprendimento e di crescita di
ogni studente.

Particolare cura è necessario
dedicare alla formazione della classe come gruppo, alla promozione dei legami
cooperativi fra i suoi componenti, alla gestione degli inevitabili conflitti
indotti dalla socializzazione. La scuola si deve costruire come luogo
accogliente, coinvolgendo in questo compito gli studenti stessi. Sono, infatti,
importanti le condizioni che favoriscono lo star bene a scuola, al fine di
ottenere la partecipazione più ampia dei bambini e degli adolescenti a un
progetto educativo condiviso. La formazione di importanti legami di gruppo non
contraddice la scelta di porre la persona al centro dell’azione educativa, ma è
al contrario condizione indispensabile per lo sviluppo
della personalità di ognuno.

La scuola deve porre le basi del
percorso formativo dei bambini e degli adolescenti sapendo che esso proseguirà
in tutte le fasi successive della vita. In tal modo la scuola fornisce le
chiavi per apprendere ad apprendere, per costruire e per trasformare le mappe
dei saperi rendendole continuamente coerenti con la rapida e spesso
imprevedibile evoluzione delle conoscenze e dei loro oggetti. Si tratta di
elaborare gli strumenti di conoscenza necessari per comprendere i contesti
naturali, sociali, culturali, antropologici nei quali gli studenti si
troveranno a vivere e a operare.

PER UNA NUOVA CITTADINANZA

La scuola persegue una doppia
linea formativa: verticale e orizzontale. La linea verticale esprime l’esigenza
di impostare una formazione che possa poi continuare
lungo l’intero arco della vita; quella orizzontale indica la necessità di
un’attenta collaborazione fra la scuola e gli attori extrascolastici con
funzioni a vario titolo educative: la famiglia in primo luogo.

Insegnare le regole del vivere e
del convivere è per la scuola un compito oggi ancora più ineludibile rispetto
al passato, perché sono molti i casi nei quali le famiglie incontrano
difficoltà più o meno grandi nello svolgere il loro ruolo educativo.

La scuola non può interpretare
questo compito come semplice risposta a un’emergenza. Non è opportuno
trasformare le sollecitazioni che le provengono da vari ambiti della società in
un moltiplicarsi di microprogetti che investano gli aspetti più disparati della
vita degli studenti, con l’intento di definire norme di comportamento
specifiche per ogni situazione. L’obiettivo non è di accompagnare passo dopo
passo lo studente nella quotidianità di tutte le sue esperienze, bensì di
proporre un’educazione che lo spinga a fare scelte autonome e feconde, quale
risultato di un confronto continuo della sua progettualità con i valori che
orientano la società in cui vive.

La scuola perseguirà
costantemente l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i genitori.
Non si tratta di rapporti da stringere solo in momenti critici, ma di relazioni
costanti che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente
nelle comuni finalità educative.

La scuola si apre alle famiglie e
al territorio circostante, facendo perno sugli strumenti forniti dall’autonomia
scolastica, che prima di essere un insieme di norme è un modo di concepire il
rapporto delle scuole con le comunità di appartenenza, locali e nazionali.
L’acquisizione dell’autonomia rappresenta un momento decisivo per le
istituzioni scolastiche. Grazie a essa si è già
avviato un processo di sempre maggiore responsabilizzazione condiviso dai
docenti e dai dirigenti, che favorisce altresì la stretta connessione di ogni
scuola con il suo territorio.

In quanto comunità educante, la
scuola genera una diffusa convivialità relazionale, intessuta di linguaggi
affettivi ed emotivi, e è anche in grado di promuovere
la condivisione di quei valori che fanno sentire i membri della società come
parte di una comunità vera e propria. La scuola affianca al compito
"dell’insegnare ad apprendere" quello "dell’insegnare a
essere".

L’obiettivo è quello di
valorizzare l’unicità e la singolarità dell’identità culturale di ogni
studente. La presenza di bambini e adolescenti con radici culturali diverse è
un fenomeno ormai strutturale e non può più essere considerato episodico: deve
trasformarsi in un’opportunità per tutti. Non basta riconoscere e conservare le
diversità preesistenti, nella loro pura e semplice autonomia. Bisogna, invece,
sostenere attivamente la loro interazione e la loro integrazione attraverso la
conoscenza della nostra e delle altre culture, in un confronto che non eluda questioni quali le convinzioni religiose, i ruoli
familiari, le differenze di genere.

La promozione e lo sviluppo di
ogni persona stimola in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo delle
altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non basta
convivere nella società, ma questa stessa società
bisogna crearla continuamente insieme.

Il sistema educativo deve formare
cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di
collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea,
quella mondiale. Non dobbiamo dimenticare che fino a tempi assai recenti la
scuola ha avuto il compito di formare cittadini nazionali attraverso una
cultura omogenea. Oggi, invece, può porsi il compito più ampio di educare alla convivenza proprio attraverso la
valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente. La
finalità è una cittadinanza che certo permane coesa e vincolata ai valori
fondanti della tradizione nazionale, ma che può esse alimentata da una varietà
di espressioni ed esperienze personali molto più ricca
che in passato.

Per educare a questa cittadinanza
unitaria e plurale a un tempo, una via privilegiata è proprio la conoscenza e
la trasmissione delle nostre tradizioni e memorie nazionali: non si possono
realizzare appieno le possibilità del presente senza una profonda memoria e
condivisione delle radici storiche. A tal fine sarà indispensabile una piena
valorizzazione dei beni culturali presenti sul territorio nazionale, proprio
per arricchire l’esperienza quotidiana dello studente con culture materiali,
espressioni artistiche, idee, valori che sono il lascito vitale di altri tempi
e di altri luoghi.

La nostra scuola, inoltre, deve
formare cittadini italiani che siano nello stesso
tempo cittadini dell’Europa e del mondo. I problemi più importanti che oggi toccano il nostro continente e l’umanità tutta
intera non possono essere affrontati e risolti all’interno dei confini
nazionali tradizionali, ma solo attraverso la comprensione di far parte di
grandi tradizioni comuni, di un’unica comunità di destino europea così come di
un’unica comunità di destino planetaria. Perché gli studenti acquisiscano una
tale comprensione, è necessario che la scuola li aiuti a mettere in relazione
le molteplici esperienze culturali emerse nei diversi spazi e nei diversi tempi
della storia europea e della storia dell’umanità. La scuola è luogo in cui il
presente è elaborato nell’intreccio tra passato e futuro, tra memoria e
progetto.

PER UN NUOVO UMANESIMO

Le relazioni fra il microcosmo personale
e il macrocosmo dell’umanità e del pianeta oggi devono essere intese in un
duplice senso. Da un lato tutto ciò che accade nel mondo influenza la vita di
ogni persona; dall’altro, ogni persona tiene nelle sue stesse mani una
responsabilità unica e singolare nei confronti del futuro dell’umanità.

La scuola può e deve educare a
questa consapevolezza e a questa responsabilità i bambini e gli adolescenti, in
tutte le fasi della loro formazione. A questo scopo il bisogno di conoscenze
degli studenti non si soddisfa con il semplice accumulo di tante informazioni
in vari campi, ma solo con il pieno dominio dei singoli ambiti disciplinari e,
contemporaneamente, con l’elaborazione delle loro molteplici connessioni. È
quindi decisiva una nuova alleanza fra scienza, storia, discipline umanistiche,
arti e tecnologia, in grado di delineare la prospettiva di un nuovo umanesimo.

In tale prospettiva, la scuola
potrà perseguire alcuni obiettivi, oggi prioritari:

– insegnare a ricomporre i grandi
oggetti della conoscenza – l’universo, il pianeta, la natura, la vita,
l’umanità, la società, il corpo, la mente, la storia – in una prospettiva
complessa, volta cioè a superare la frammentazione delle discipline e a
integrarle in nuovi quadri d’insieme.

– promuovere i
saperi propri di un nuovo umanesimo: la capacità di cogliere gli aspetti
essenziali dei problemi; la capacità di comprendere le implicazioni, per la
condizione umana, degli inediti sviluppi delle scienze e delle tecnologie; la
capacità di valutare i limiti e le possibilità delle conoscenze; la capacità di
vivere e di agire in un mondo in continuo cambiamento.

– diffondere la consapevolezza
che i grandi problemi dell’attuale condizione umana (il degrado ambientale, il
caos climatico, le crisi energetiche, la distribuzione ineguale delle risorse,
la salute e la malattia, l’incontro e il confronto di culture e di religioni, i
dilemmi bioetici, la ricerca di una nuova qualità della vita) possono essere
affrontati e risolti attraverso una stretta collaborazione
non solo fra le nazioni, ma anche fra le discipline e fra le culture.

Tutti questi obiettivi possono
essere realizzati sin dalle prime fasi della formazione degli alunni.
L’esperimento, la manipolazione, il gioco, la narrazione, le espressioni
artistiche e musicali sono infatti altrettante
occasioni privilegiate per apprendere per via pratica quello che
successivamente dovrà essere fatto oggetto di più elaborate conoscenze teoriche
e sperimentali. Nel contempo, lo studio dei contesti storici, sociali, culturali
nei quali si sono sviluppate le conoscenze è condizione di una loro piena
comprensione. Inoltre, le esperienze personali che i bambini e gli adolescenti
hanno degli aspetti a loro prossimi della natura, della cultura, della società
e della storia sono una via di accesso importante per la sensibilizzazione ai
problemi più generali e per la conoscenza di orizzonti più estesi nello spazio
e nel tempo. Ma condizione indispensabile per raggiungere questo obiettivo è
ricostruire insieme agli studenti le coordinate spaziali e
temporali necessarie per comprendere la loro collocazione rispetto agli
spazi e ai tempi assai ampi della geografia e della storia umana, così come
rispetto agli spazi e ai tempi ancora più ampi della natura e del cosmo.

Definire un tale quadro d’insieme
è compito sia della formazione scientifica (chi sono e dove sono io
nell’universo, sulla terra, nell’evoluzione?) sia della formazione umanistica
(chi sono e dove sono io nelle culture umane, nelle società, nella storia?).
Negli ultimi decenni, infatti, discipline una volta distanti hanno collaborato
nel ricostruire un albero genealogico delle popolazioni umane e nel tracciare i
tempi e i percorsi delle grandi migrazioni con cui il pianeta è stato popolato.
La genetica, la linguistica, l’archeologia, l’antropologia, la climatologia, la
storia comparata dei miti e delle religioni hanno cominciato a delineare una
storia globale dell’umanità. Da parte loro, la filosofia, le arti, l’economia,
la storia delle idee, delle società, delle scienze e delle tecnologie stanno
mettendo in evidenza come le popolazioni umane abbiano sempre comunicato fra
loro e come le innovazioni materiali e culturali siano sempre state prodotte da
una lunga storia di scambi, interazioni, tradizioni. A loro volta, le scienze
del vivente oggi allargano ancora di più questo quadro: le collaborazioni fra
genetica, paleontologia, embriologia, ecologia, etologia, geologia, biochimica,
biofisica, ci danno per la prima volta un quadro delle grandi tappe della storia
della vita sulla terra e mostrano la stretta interdipendenza fra tutte le forme
viventi.

L’elaborazione dei saperi
necessari per comprendere l’attuale condizione dell’uomo planetario, definita
dalle molteplici interdipendenze fra locale e globale, è dunque la premessa
indispensabile per l’esercizio consapevole di una cittadinanza nazionale,
europea e planetaria. Oggi la scuola italiana può proporsi concretamente un
tale obiettivo, contribuendo con ciò a creare le condizioni propizie per
rivitalizzare gli aspetti più alti e fecondi della nostra tradizione. Questa,
infatti, è stata ricorrentemente caratterizzata da momenti di intensa
creatività – come la civiltà classica greca e latina, la Cristianità, il
Rinascimento e, più in generale, l’apporto degli artisti, dei musicisti, degli
scienziati, degli esploratori e degli artigiani in tutto il mondo e per tutta
l’età moderna – nei quali l’incontro fra culture diverse ha saputo generare
l’idea di un essere umano integrale, capace di concentrare nella singolarità
del microcosmo personale i molteplici aspetti del macrocosmo umano.

L’ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO

Nel rispetto e nella
valorizzazione dell’autonomia delle Istituzioni scolastiche, le Indicazioni
costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare
affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è
chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte
relative a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione. La costruzione del
curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e organizzano la
ricerca e l’innovazione educativa. Il curricolo si delinea con particolare
attenzione alla continuità del percorso educativo dai 3 ai 14 anni. Ogni scuola
predispone il curricolo, all’interno del Piano dell’offerta formativa, nel
rispetto delle finalità, dei traguardi per lo sviluppo delle competenze, degli
obiettivi di apprendimento posti dalle Indicazioni. Il curricolo si articola
attraverso i campi di esperienza nella scuola dell’infanzia e attraverso le
discipline nella scuola del primo ciclo.

Campi di esperienza

I campi di esperienza sono luoghi
del fare e dell’agire del bambino orientati dall’azione consapevole degli
insegnanti e introducono ai sistemi simbolico-culturali.
Le scuole, all’interno della loro autonomia didattica, articoleranno i campi di
esperienza al fine di favorire il percorso educativo di ogni bambino,
aiutandolo a orientarsi nella molteplicità e nella diversità degli stimoli e
delle attività.

Discipline e aree disciplinari

Nella scuola del primo ciclo la
progettazione didattica promuove l’organizzazione degli apprendimenti in
maniera progressivamente orientata ai saperi disciplinari; promuove inoltre la
ricerca delle connessioni fra i saperi disciplinari e la collaborazione fra i
docenti. Il raggruppamento delle discipline in aree indica una possibilità di
interazione e collaborazione fra le discipline (sia all’interno di una stessa
area, sia fra tutte le discipline) che le scuole potranno delineare nella loro
autonomia con peculiari modalità organizzative.

Nella scuola primaria, l’autonoma
progettualità delle scuole prevede e organizza l’affidamento degli insegnamenti
ai diversi docenti, con riferimento alla professionalità e alle inclinazioni,
mentre nella scuola secondaria di primo grado si opererà tenendo conto delle
classi di concorso.

L’insegnamento della Religione
Cattolica è disciplinato dagli accordi concordatari in vigore. I traguardi per
lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento saranno definiti
d’intesa con l’autorità ecclesiastica, come da disposizione concordataria.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze

Al termine della scuola
dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado,
per i campi di esperienza e per le discipline, vengono
individuati traguardi per lo sviluppo delle competenze. Tali traguardi, posti
al termine dei più significativi snodi del percorso curricolare, dai tre a
quattordici anni, rappresentano riferimenti per gli insegnanti, indicano piste
da percorrere e aiutano a finalizzare l’azione educativa allo sviluppo
integrale dell’alunno.

Obiettivi di apprendimento

Gli obiettivi di apprendimento
sono definiti in relazione al termine del terzo e del quinto anno della scuola
primaria e al termine del terzo anno della scuola secondaria di primo grado.
Sono obiettivi ritenuti strategici al fine di raggiungere i traguardi per lo
sviluppo delle competenze previsti dalle Indicazioni.

Valutazione

Agli insegnanti compete la
responsabilità della valutazione e la cura della documentazione didattica,
nonché la scelta dei relativi strumenti nel quadro dei criteri deliberati dai
competenti organi collegiali. La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi
curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove
il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente
funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di
stimolo al miglioramento continuo.

Alle singole istituzioni
scolastiche spetta poi la responsabilità dell’autovalutazione, che ha la
funzione di introdurre modalità riflessive sull’intera organizzazione
dell’offerta educativa e didattica della scuola, ai fini del suo continuo miglioramento,
anche attraverso dati di rendicontazione sociale o dati che emergono da
valutazioni esterne.

L’Istituto nazionale per la
valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione ha il compito di
rilevare la qualità dell’intero sistema scolastico nazionale, fornendo alle
scuole, alle famiglie e alla comunità sociale, al Parlamento e al Governo elementi di informazione essenziali circa la
salute e le criticità del nostro sistema di istruzione, e questo all’interno di
un confronto internazionale che oggi va assumendo sempre più rilevanza.

LA SCUOLA DELL’INFANZIA

La scuola dell’infanzia,
liberamente scelta dalle famiglie, si rivolge a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni
di età e è la risposta al loro diritto all’educazione.
Ha le sue origini nelle comunità locali (come i Comuni e le Parrocchie) e in esse è cresciuta. Oggi si esprime in una
pluralità di modelli istituzionali e organizzativi promossi da diversi
soggetti: lo Stato; gli Ordini religiosi, le Associazioni e le Comunità
parrocchiali; gli Enti Locali. Ciascuno di essi
ha apportato un contributo originale allo sviluppo della scuola dell’infanzia,
per la valorizzazione della collaborazione delle famiglie, per l’innovazione
pedagogica e la partecipazione sociale, per la generalizzazione e la
qualificazione del servizio.

La storia della scuola dei
piccoli, passando dalle iniziali forme di assistenza locale a una diffusione
nazionale, resa possibile dall’intervento dello Stato, riassume il percorso di
crescita e affermazione di una cultura che dà valore all’infanzia.

La scuola dell’infanzia è oggi un
sistema pubblico integrato in evoluzione, che rispetta le scelte educative
delle famiglie e realizza il senso nazionale e universale del diritto
all’istruzione. Nelle sue diverse espressioni, ha prodotto sperimentazioni,
ricerche e contributi che costituiscono un patrimonio pedagogico riconosciuto
in Europa e nel Mondo.

Per ogni bambino o bambina, la
scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo
dell’identità, dell’autonomia, della competenza, della cittadinanza.

Sviluppare l’identità significa
imparare a stare bene e a sentirsi sicuri nel-l’affrontare nuove esperienze in
un ambiente sociale allargato. Vuol dire imparare a conoscersi e a sentirsi
riconosciuti come persona unica e irripetibile, ma vuol dire anche sperimentare
diversi ruoli e diverse forme di identità: figlio, alunno, compagno, maschio o
femmina, abitante di un territorio, appartenente a una comunità.

Sviluppare
l’autonomia comporta l’acquisizione della capacità di interpretare e governare
il proprio corpo; partecipare alle attività nei diversi contesti; avere fiducia
in sé e fidarsi degli altri; realizzare le proprie attività senza scoraggiarsi;
provare piacere nel fare da sé e saper chiedere aiuto; esprimere con diversi
linguaggi i sentimenti e le emozioni; esplorare la realtà e comprendere le
regole della vita quotidiana; partecipare alle negoziazioni e alle decisioni
motivando le proprie opinioni, le proprie scelte e i propri comportamenti;
assumere atteggiamenti sempre più responsabili.

Sviluppare la
competenza significa imparare a riflettere sull’esperienza attraverso
l’esplorazione, l’osservazione e l’esercizio al confronto; descrivere la
propria esperienza e tradurla in tracce personali e condivise, rievocando,
narrando e rappresentando fatti significativi; sviluppare l’attitudine a fare
domande, riflettere, negoziare i significati.

Sviluppare il senso della
cittadinanza significa scoprire gli altri, i loro bisogni e la necessità di
gestire i contrasti attraverso regole condivise, che si definiscono attraverso
le relazioni, il dialogo, l’espressione del proprio pensiero, l’attenzione al
punto di vista dell’altro, il primo riconoscimento dei diritti e dei doveri;
significa porre le fondamenta di un abito democratico, eticamente orientato,
aperto al futuro e rispettoso del rapporto uomo-natura.

I BAMBINI, LE FAMIGLIE,
L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO

I bambini

I bambini sono attivi, amano
costruire, giocare, comunicare e fin dalla nascita intraprendono una ricerca di
senso che li sollecita a indagare la realtà. Oggi, però, la crescita di ciascun
bambino e di ciascuna bambina è resa ardua dalle innumerevoli e spesso
contrastanti sollecitazioni comunicative, dai riferimenti identitari e
relazionali plurimi, dai tempi contratti che caratterizzano gli ambienti di
vita e i rapporti familiari e sociali, dalla solitudine di molte famiglie e
dalla carenza per molti bambini di contatti con i coetanei.

Giungono alla
scuola dell’infanzia con una storia: hanno imparato a parlare e a muoversi con
autonomia; hanno sperimentato le prime e più importanti relazioni; hanno
appreso a esprimere emozioni e a interpretare ruoli attraverso il gioco; hanno
appreso i tratti fondamentali della loro cultura. Fra i tre e i sei anni
incontrano e sperimentano diversi linguaggi, scoprono attraverso il dialogo e
il confronto con gli altri bambini l’esistenza di diversi punti di vista,
pongono per la prima volta le grandi domande esistenziali, osservano e
interrogano la natura, elaborano le prime ipotesi sulla lingua, sui media e sui diversi sistemi simbolici.

Le loro potenzialità e
disponibilità possono essere sviluppate o inibite, possono evolvere in modo
armonioso o disarmonico, in ragione dell’impegno professionale degli
insegnanti, della collaborazione con le famiglie, dell’organizzazione e delle
risorse disponibili per costruire contesti di apprendimento ricchi e
significativi.

Le famiglie

Le famiglie, che rappresentano il
contesto più influente per lo sviluppo dei bambini, pur nella loro diversità –
perché molteplici sono gli ambienti di vita e i riferimenti, religiosi, etici,
comportamentali – sono sempre portatrici di risorse che possono essere
valorizzate, sostenute e condivise nella scuola, per consentire di creare una
rete solida di scambi e di responsabilità comuni.

Il primo incontro con la scuola e
con gli insegnanti, nonché l’esperienza scolastica dei figli aiutano i genitori
a prendere più chiaramente coscienza della responsabilità educativa che è loro
affidata. Essi sono così stimolati a partecipare a un dialogo intorno alle
finalità della scuola e agli orientamenti educativi, per rendere forti i loro
bambini e attrezzarli per un futuro che non è facile da prevedere e decifrare.

Alla scuola dell’infanzia si
affacciano genitori che provengono da altre nazioni e che costruiscono progetti
lunghi o brevi di vita per i loro figli nel nostro paese. Essi professano
religioni diverse, si ispirano spesso a modelli tradizionali di educazione, di
ruoli sociali e di genere appresi nei paesi di origine ed esprimono il bisogno
di rinfrancare la propria identità in una cultura per loro nuova. La scuola
dell’infanzia è per loro occasione di incontro con altri genitori, per
costruire rapporti di fiducia e nuovi legami di comunità.

Le famiglie dei bambini con
disabilità chiedono sostegno alla scuola per promuovere le risorse dei loro
figli, attraverso il riconoscimento sereno delle differenze e la costruzione di
ambienti educativi accoglienti e inclusivi, in modo che ciascun bambino possa
trovare attenzioni specifiche ai propri bisogni e condividere con gli altri il
proprio percorso di formazione.

L’ambiente di apprendimento

La scuola dell’infanzia si
propone come contesto di relazione, di cura e di apprendimento, nel quale
possono essere filtrate, analizzate ed elaborate le sollecitazioni che i
bambini sperimentano nelle loro esperienze. Promuove una pedagogia attiva e
delle relazioni che si manifesta nella capacità degli insegnanti di dare
ascolto e attenzione a ciascun bambino, nella cura dell’ambiente, dei gesti e
delle cose e nell’accompagnamento verso forme di conoscenza sempre più
elaborate e consapevoli. L’apprendimento avviene attraverso l’esperienza,
l’esplorazione, i rapporti tra i bambini, con la natura, gli oggetti, l’arte,
il territorio e le sue tradizioni, attraverso la rielaborazione individuale e
collettiva delle esperienze e attraverso attività ludiche. Con il gioco i
bambini si esprimono, raccontano, interpretano e combinano in modo creativo le
esperienze soggettive e sociali.

L’ambiente di apprendimento è
organizzato dagli insegnanti in modo che ogni bambino si senta riconosciuto,
sostenuto e valorizzato: il bambino con competenze forti, il bambino la cui
famiglia viene da lontano, il bambino con fragilità e difficoltà, il bambino
con bisogni educativi specifici, il bambino con disabilità, poiché tutti devono
saper coniugare il senso dell’incompiutezza con la tensione verso la propria
riuscita.

La vita di relazione è
caratterizzata da ritualità e da convivialità serena per incoraggiare il
bambino a ritrovarsi nell’ambiente e ad averne cura e responsabilità. Le
relazioni con gli insegnanti e fra i bambini sono un importante fattore protettivo
e di promozione dello sviluppo.

La scuola dell’infanzia organizza
le proposte educative e didattiche espandendo e dando forma alle prime
esplorazioni, intuizioni e scoperte dei bambini attraverso un curricolo
esplicito. A esso è sotteso un curricolo implicito
costituito da costanti che definiscono l’ambiente di apprendimento e lo rendono
specifico e immediatamente riconoscibile:

– Lo spazio accogliente, caldo,
curato, orientato dal gusto, espressione della pedagogia e delle scelte
educative di ciascuna scuola. È uno spazio che parla dei bambini, del loro
valore, dei loro bisogni di gioco, di movimento, di espressione, di intimità e
di socialità, attraverso l’ambiente fisico, la scelta di arredamenti e oggetti
volti a creare una funzionale e invitante disposizione a essere abitato dagli
stessi bambini.

– Il tempo disteso, nel quale è
possibile per il bambino giocare, esplorare, dialogare, osservare, ascoltare,
capire, crescere con sicurezza e nella tranquillità, sentirsi padrone di sé e
delle attività che sperimenta e nelle quali si esercita. In questo modo il
bambino può scoprire e vivere il proprio tempo esistenziale senza accelerazioni
e senza rallentamenti indotti dagli adulti.

– La documentazione, come
processo che produce tracce, memoria e riflessione, che rende visibili le
modalità e i percorsi di formazione e che permette di valutare i progressi
dell’apprendimento individuale e di gruppo.

– Lo stile educativo, fondato
sull’osservazione e sull’ascolto, sulla progettualità elaborata collegialmente,
sull’intervento indiretto e di regia.

– La partecipazione, come
dimensione che permette di stabilire e sviluppare legami di corresponsabilità,
di incoraggiare il dialogo e la cooperazione nella costruzione della
conoscenza.

La scuola dell’infanzia
sperimenta con libertà la propria organizzazione, la formazione dei gruppi,
delle sezioni e le attività di intersezione a seconda delle
scelte pedagogiche, dell’età e della numerosità dei bambini e delle risorse
umane e ambientali delle quali può disporre.

I CAMPI DI ESPERIENZA

Gli insegnanti accolgono, valorizzano
ed estendono le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano
occasioni e progetti di apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che
i bambini vanno scoprendo. L’esperienza diretta, il gioco, il procedere per
tentativi ed errori permettono al bambino, opportunamente guidato, di
approfondire e sistematizzare gli apprendimenti e di avviare processi di
simbolizzazione e formalizzazione. Pur nell’approccio globale che caratterizza
la scuola dell’infanzia, gli insegnanti individuano, dietro ai vari campi di
esperienza, il delinearsi dei saperi disciplinari e dei loro alfabeti. In
particolare nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo della
competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti,
attenzioni e responsabilità nel creare occasioni e possibilità di esperienze
volte a favorire lo sviluppo della competenza, che a questa età va inteso in
modo globale e unitario.

Il sé e l’altro

Le grandi domande, il senso
morale, il vivere insieme

I bambini formulano le grandi
domande esistenziali e sul mondo e cominciano a riflettere sul senso e sul
valore morale delle loro azioni, prendono coscienza della propria identità,
scoprono le diversità e apprendono le prime regole necessarie alla vita
sociale.

Negli anni della scuola dell’infanzia
il bambino osserva la natura, la vita e il suo evolversi ed estinguersi,
l’ambiente che lo circonda, le relazioni tra le persone; ascolta le narrazioni
degli adulti, le espressioni delle loro opinioni e della loro fede; è testimone
degli eventi e ne vede la rappresentazione attraverso i media,
partecipa alle tradizioni della famiglia e della comunità. Sente di appartenere
alla sua famiglia, alla sua comunità, alla sua scuola; si accorge di essere
uguale e diverso nella varietà delle situazioni, di poter essere accolto o
escluso, di poter accogliere o escludere. Si chiede dove era prima di nascere e
se e dove finirà la sua esistenza e quella di chi gli è caro, quale sia
l’origine del mondo; si interroga su Dio e si confronta con l’esperienza religiosa.

La presenza di bambini che
parlano altre lingue e hanno tratti diversi e famiglie con tradizioni e
religioni diverse, apre nuovi orizzonti, suscita reazioni, curiosità,
preoccupazioni e sentimenti che non possono essere ignorati.

In questi anni, dunque, si
definisce e si articola l’identità di ciascun bambino e di ciascuna bambina
come consapevolezza del proprio corpo, della propria personalità e del proprio
stare con gli altri. Sono gli anni della scoperta degli adulti come fonte di
protezione e contenimento, degli altri bambini come compagni di giochi e come
limite alla propria volontà. Il bambino cerca di dare un nome agli stati
d’animo, sperimenta il piacere e le difficoltà della condivisione e i primi
conflitti, supera progressivamente l’egocentrismo e può cogliere altri punti di
vista. Esperienze, emozioni, pensieri e domande generano riflessioni, ipotesi,
discorsi, comportamenti sociali che hanno bisogno di spazi di incontro e di
elaborazione.

La scuola si pone come luogo di
dialogo, di approfondimento culturale e di reciproca formazione tra genitori e
insegnanti per affrontare insieme questi temi e proporre ai bambini un modello
di ascolto e di rispetto, per convenire come aiutare ciascun bambino a trovare
risposte alle grandi domande in coerenza con le scelte della sua famiglia e al
tempo stesso riconoscendo e comprendendo scelte diverse e mostrando per loro
rispetto. La scuola si confronta con le famiglie per condividere le regole che
consentono di realizzare le finalità educative e propone ai bambini prime forme
di dialogo sulle domande che essi pongono, sugli eventi della vita quotidiana,
sulle regole del vivere insieme. Traguardi per lo sviluppo della competenza Il
bambino sviluppa il senso dell’identità personale, è consapevole delle proprie
esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo
adeguato. Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni
della famiglia, della comunità e sviluppa un senso di appartenenza. Pone
domande sui temi esistenziali e religiosi, sulle diversità culturali, su ciò
che è bene o male, sulla giustizia, e ha raggiunto una prima consapevolezza dei
propri diritti e dei diritti degli altri, dei valori, delle ragioni e dei
doveri che determinano il suo comportamento. Riflette, si confronta, discute
con gli adulti e con gli altri bambini, si rende conto che esistono punti di
vista diversi e sa tenerne conto. È consapevole delle differenze e sa averne
rispetto. Ascolta gli altri e dà spiegazioni del proprio comportamento e del proprio
punto di vista. Dialoga, discute e progetta confrontando ipotesi e procedure,
gioca e lavora in modo costruttivo e creativo con gli altri bambini. Comprende
chi è fonte di autorità e di responsabilità nei diversi contesti, sa seguire
regole di comportamento e assumersi responsabilità.

Il corpo in movimento

Identità, autonomia, salute

I bambini prendono coscienza e
acquisiscono il senso del proprio sé fisico, il controllo del corpo, delle sue
funzioni, della sua immagine, delle possibilità sensoriali ed espressive e di
relazione e imparano ad averne cura attraverso l’educazione alla salute.

Il bambino che entra nella scuola
ha già acquisito il dominio delle principali funzioni del corpo, il senso della
propria identità e alcune conoscenze fondamentali riguardanti lo schema e il
linguaggio corporeo, attraverso le quali si esprime e organizza la sua presenza
attiva nel mondo circostante.

Sviluppa la conoscenza del
proprio corpo attraverso l’esperienza sensoriale e percettiva che gli permette
di sperimentarne le potenzialità, di affinarle e di rappresentarlo. I giochi e
le attività di movimento consolidano la sicurezza di sé e permettono ai bambini
e alle bambine di sperimentare le potenzialità e i limiti della propria
fisicità, i rischi dei movimenti incontrollati e violenti, le diverse
sensazioni date dai momenti di rilassamento e di tensione, il piacere del
coordinare le attività con quelle degli altri in modo armonico.

Il corpo ha potenzialità
espressive e comunicative che si realizzano in un linguaggio caratterizzato da
una propria struttura e da regole che il bambino apprende attraverso specifici
percorsi di apprendimento: i gesti mimici, sostituiscono o sottolineano la
parola, mantengono la conversazione o la sospendono, esprimono sentimenti ed
emozioni, accompagnano la fruizione musicale.

Le attività informali, di routine
e di vita quotidiana, la vita e i giochi all’aperto sono altrettanto importanti
delle attività espressive e di movimento libero o guidato e possono essere
occasione per l’educazione alla salute attraverso una sensibilizzazione alla
corretta alimentazione e all’igiene personale.

La scuola dell’infanzia mira a
sviluppare gradualmente nel bambino la capacità di leggere, capire e
interpretare i messaggi provenienti dal corpo proprio e altrui, di rispettarlo
e di averne cura, di esprimersi e di comunicare attraverso di esso per giungere ad affinarne la capacità percettive e di
conoscenza degli oggetti, la capacità di orientarsi nello spazio, di muoversi e
di comunicare secondo fantasia e creatività.

Traguardi per lo sviluppo della competenza

Il bambino raggiunge una buona
autonomia personale nell’alimentarsi e nel

vestirsi,
riconosce i segnali del corpo, sa che cosa fa bene e che cosa fa male, conosce

il
proprio corpo, le differenze sessuali e di sviluppo e consegue pratiche
corrette di

cura di
sé, di igiene e di sana alimentazione.

Prova piacere nel movimento e in
diverse forme di attività e di destrezza

quali
correre, stare in equilibrio, coordinarsi in altri giochi individuali e di
gruppo che richiedono l’uso di attrezzi e il rispetto di regole, all’interno
della scuola

e
all’aperto.

Controlla la forza del corpo,
valuta il rischio, si coordina con gli altri.

Esercita le potenzialità
sensoriali, conoscitive, relazionali, ritmiche ed espressive

del
corpo.

Conosce le diverse parti del
corpo e rappresenta il corpo in stasi e in movimento.

Linguaggi, creatività,
espressione

Gestualità, arte, musica,
multimedialità

I bambini sono portati a
esprimere con immaginazione e creatività le loro emozioni e i loro pensieri:
l’arte orienta questa propensione, educa al sentire estetico e al piacere del
bello. Lo sforzo di esplorare i materiali, di interpretare e creare sono
atteggiamenti che si manifestano nelle prime esperienze artistiche e che
possono estendersi e appassionare ad altri apprendimenti. I bambini possono
esprimersi in linguaggi differenti: con la voce, il gesto, la drammatizzazione,
i suoni, la musica, la manipolazione e la trasformazione dei
materiali più diversi, le esperienze grafico-pittoriche, i mass-media,
ecc. La fruizione di questi linguaggi educa al senso del bello, alla conoscenza
di se stessi, degli altri e della realtà.

L’incontro dei bambini con l’arte
è occasione per osservare con occhi diversi il mondo che li circonda. I diversi
materiali esplorati con tutti i sensi, le tecniche sperimentate, confrontate,
condivise ed esercitate, le osservazioni di quadri, sculture o architetture
aiuteranno a migliorare la capacità di osservare, coltivare il piacere della
fruizione e ad avvicinare alla cultura e al patrimonio artistico. I bambini che
si cimentano nelle diverse pratiche di pittura, di manipolazione, di
costruzione plastica e meccanica osservano, imitano, trasformano, interpretano,
inventano e raccontano.

La musica è un linguaggio
universale, carico di emozioni e ricco di tradizioni culturali. Il bambino,
interagendo con il paesaggio sonoro, svi34

16:42
Pagina 35 luppa le proprie capacità cognitive e relazionali, impara a
percepire, ascoltare, ricercare e discriminare i suoni all’interno di contesti
di apprendimento significativi. Esplora le proprie
possibilità sonoro-espressive e simbolico-rappresentative, accrescendo
la fiducia nelle proprie potenzialità. L’ascolto delle produzioni sonore
personali lo apre al piacere di fare musica e alla condivisione di repertori
appartenenti a vari generi musicali.

Il bambino si confronta con i
nuovi media e con i nuovi linguaggi della comunicazione, come spettatore e come
attore. La scuola può aiutarlo a familiarizzare con l’esperienza della
multimedialità, favorendo un contatto attivo con i media
e la ricerca delle loro possibilità espressive e creative. Traguardi per lo
sviluppo della competenza Il bambino segue con attenzione e con piacere
spettacoli di vario tipo (teatrali, musicali, cinematografici…); sviluppa
interesse per l’ascolto della musica e per la fruizione e l’analisi di opere
d’arte. Comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie possibilità
che il linguaggio del corpo consente. Inventa storie e si esprime attraverso
diverse forme di rappresentazione e drammatizzazione. Si esprime attraverso il
disegno, la pittura e altre attività manipolative e sa utilizzare diverse
tecniche espressive. Esplora i materiali che ha a disposizione e li utilizza
con creatività. Formula piani di azione, individualmente e in gruppo, e sceglie
con cura materiali e strumenti in relazione al
progetto da realizzare. È preciso, sa rimanere concentrato, si appassiona e sa
portare a termine il proprio lavoro. Ricostruisce le fasi più significative per
comunicare quanto realizzato. Scopre il paesaggio sonoro attraverso attività di
percezione e produzione musicale utilizzando voce, corpo e oggetti. Sperimenta
e combina elementi musicali di base, producendo semplici
sequenze sonoro-musicali. Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando
i simboli di una notazione informale per codificare i suoni percepiti e
riprodurli. Esplora le possibilità offerte dalle tecnologie per fruire delle
diverse forme artistiche, per comunicare e per esprimersi attraverso di esse.

I discorsi e le parole

Comunicazione, lingua, cultura

I bambini apprendono a comunicare
verbalmente, a descrivere le proprie esperienze e il mondo, a conversare e
dialogare, a riflettere sulla lingua, e si avvicinano alla lingua scritta.
Attraverso la conoscenza e la consapevolezza della lingua materna e di altre
lingue consolidano l’identità personale e culturale e si aprono verso altre
culture.

I bambini giungono alla scuola
dell’infanzia avendo acquisito le principali strutture linguistiche: hanno
appreso, nell’interazione con i familiari, la lingua materna, le sue
intonazioni e i ritmi, le principali regole del discorso; sanno usare la lingua
per esprimere le proprie intenzioni e i propri desideri e per interagire con
gli altri; hanno osservato e appreso come le diverse persone comunicano tra
loro; hanno avuto contatti con i messaggi prodotti dai media.
Spesso hanno già incontrato lingue diverse.

La lingua
diventa via via uno strumento con il quale giocare ed esprimersi in modi
personali, creativi e sempre più articolati; sul quale riflettere per
comprenderne il funzionamento; attraverso il quale raccontare e dialogare,
pensare logicamente, approfondire le conoscenze, chiedere spiegazioni e
spiegare il proprio punto di vista, progettare, lasciare tracce.

Se opportunamente guidati, i
bambini estendono il patrimonio lessicale, le competenze grammaticali,
conversazionali, logiche e argomentative, confrontano la propria lingua materna
con altre lingue, formulano ipotesi e si cimentano con l’esplorazione della
lingua scritta. Possono apprendere efficacemente una seconda lingua purché il
contesto sia dotato di senso, l’apprendimento avvenga in modo naturale, sia
inserito nelle attività quotidiane e diventi esso stesso
occasione di riflessione e di dialogo.

La scuola dell’infanzia ha il
compito di promuovere in tutti i bambini la padronanza della lingua italiana e
la consapevolezza dell’importanza dell’uso della propria lingua materna da
parte dei bambini di origini culturali diverse. Offre la possibilità di vivere
contesti di espressione-comunicazione nei quali il bambino possa
imparare a utilizzare la lingua in tutte le sue funzioni e nelle forme necessarie
per addentrarsi nei diversi campi di esperienza. Sollecita le pratiche
linguistiche che mettano i bambini in condizione di
scambiare punti di vista, confrontare le proprie interpretazioni attorno a
fatti ed eventi, esprimere i propri pensieri, negoziare e condividere con gli
altri le proprie opinioni. Incoraggia il progressivo avvicinarsi dei bambini
alla lingua scritta, che potenzia e dilata gli orizzonti della comunicazione,
attraverso la lettura di libri illustrati e l’analisi dei messaggi presenti
nell’ambiente.

Traguardi per lo sviluppo della competenza

Il bambino sviluppa la padronanza
d’uso della lingua italiana e arricchisce e precisa il proprio lessico.

Sviluppa fiducia e motivazione
nell’esprimere e comunicare agli altri le proprie

emozioni,
le proprie domande, i propri ragionamenti e i propri pensieri attraverso il

linguaggio
verbale, utilizzandolo in modo differenziato e appropriato nelle diverse

attività.

Racconta, inventa, ascolta e
comprende le narrazioni e la lettura di storie, dialoga, discute, chiede
spiegazioni e spiega, usa il linguaggio per progettare le attività e per

definirne
le regole.

Sviluppa un repertorio
linguistico adeguato alle esperienze e agli apprendimenti

compiuti
nei diversi campi di esperienza.

Riflette sulla lingua, confronta
lingue diverse, riconosce, apprezza e sperimenta la

pluralità
linguistica e il linguaggio poetico.

È consapevole della propria
lingua materna.

Formula ipotesi sulla lingua
scritta e sperimenta le prime forme di comunicazione attraverso la scrittura,
anche utilizzando le tecnologie.

La conoscenza del mondo

Ordine, misura, spazio, tempo,
natura

I bambini esplorano la realtà,
imparando a organizzare le proprie esperienze attraverso azioni consapevoli
quali il raggruppare, il comparare, il contare, l’ordinare, l’orientarsi e il
rappresentare con disegni e con parole.

Attraverso le attività proposte,
le organizzazioni dei fenomeni naturali e degli organismi viventi, le
conversazioni, le attività ludiche, costruttive o progettuali, il bambino
comincia a capire l’importanza di guardare sempre meglio i fatti del mondo,
confrontando le proprie idee con le idee proposte dagli adulti e dagli altri
bambini.

Partendo da situazioni di vita
quotidiana, dal gioco, dalle domande e dai problemi che nascono dall’esperienza
concreta il bambino comincia a costruire competenze trasversali quali:
osservare, manipolare, interpretare i simboli per rappresentare significati;
chiedere spiegazioni, riflettere, ipotizzare e discutere soluzioni; cogliere il
punto di vista degli altri in relazione al proprio, nelle azioni e nelle
comunicazioni; prevedere, anticipare, osservare, organizzare, ordinare gli
oggetti e le esperienze; interagire con lo spazio in modo consapevole e
compiere i primi tentativi per rappresentarlo; avvicinarsi al numero come segno
e strumento per interpretare la realtà e interagire con essa;
riflettere sulla misura, sull’ordine e sulla relazione; osservare i viventi,
sempre in relazione con aspetti del mondo fisico, mossi dalla curiosità verso
di sé e verso l’ambiente naturale nonché verso le sue continue trasformazioni;
progettare e perseguire progetti nel tempo documentandone gli sviluppi.

Nella scuola dell’infanzia i
bambini apprendono a organizzarsi gradualmente nel tempo e nello spazio, a
partire dai loro vissuti quotidiani di vita familiare, scolastica, ludica e
facendo riferimento alle attività degli adulti e agli eventi naturali e
culturali. Spazio e tempo sono legati tra loro nell’esperienza fondamentale del
movimento, le cui caratteristiche di durata, estensione e rapidità
costituiscono per i bambini sia elementi di analisi degli stessi movimenti
direttamente osservati, sia criteri di interpretazione del cambiamento in
generale.

I bambini acquisiscono
consapevolezza del proprio corpo attraverso una corrispondente consapevolezza
del mondo e viceversa: la prima "organizzazione fisica" del mondo
esterno (forma, movimento, luce, calore, ecc.) si sviluppa in stretta e
reciproca corrispondenza con i canali di percezione e motricità. In modo
analogo il bambino mette in relazione le funzioni interne e le funzionalità
esterne di qualunque organismo vivente e si accosta alla consapevolezza delle
trasformazioni della materia mettendole in relazione con le esperienze del
proprio corpo.

Il bambino può interpretare
qualunque macchina, meccanismo, strumento, artefatto tecnologico che fa parte
della sua esperienza mediante un contrappunto fra "come è fatto" e
"cosa fa". L’intreccio fra linguaggio e azione nell’attività di
conoscenza del bambino favorisce la scoperta della varietà degli aspetti del
mondo e, al tempo stesso, promuove l’organizzazione culturale.

Il compito
degli insegnanti è quello di rendere i bambini gradualmente consapevoli della
ricchezza potenziale della loro esperienza quotidiana e dei modi in cui la
cultura dà forma a tale esperienza; di assecondarli e sostenerli nel processo
dello sviluppo della competenza e nei loro primi tentativi di simbolizzare e
formalizzare le conoscenze del mondo; di aiutarli e indirizzarli nel costruire
le prime immagini del mondo e di sé che siano coerenti e significative, a
percepire e coltivare il benessere che deriva dallo stare nel-l’ambiente
naturale.

Traguardi per lo sviluppo della
competenza

Il bambino
raggruppa e ordina secondo criteri diversi, confronta e valuta quantità;
utilizza semplici simboli per registrare; compie misurazioni mediante semplici
strumenti. Colloca correttamente nello spazio se stesso, oggetti,
persone; segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali. Si
orienta nel tempo della vita quotidiana. Riferisce eventi del passato recente
dimostrando consapevolezza della loro collocazione temporale; formula
correttamente riflessioni e considerazioni relative al futuro immediato e
prossimo. Coglie le trasformazioni naturali. Osserva i fenomeni naturali e gli
organismi viventi sulla base di criteri o ipotesi, con attenzione e
sistematicità. Prova interesse per gli artefatti tecnologici, li esplora e sa
scoprirne funzioni e possibili usi. È curioso, esplorativo, pone domande,
discute, confronta ipotesi, spiegazioni, soluzioni e azioni. Utilizza un
linguaggio appropriato per descrivere le osservazioni o le esperienze.

LA SCUOLA DEL PRIMO CICLO

Il primo ciclo d’istruzione
comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, già
elementare e media. Esso ricopre un arco di tempo fondamentale per
l’apprendimento e per la costruzione dell’identità degli alunni, nel quale si
pongono le basi e si sviluppano le competenze indispensabili per continuare ad
apprendere a scuola e lungo l’intero arco della vita.

La finalità del primo ciclo è la
promozione del pieno sviluppo della persona. Per realizzarla
la scuola concorre con altre istituzioni alla rimozione di ogni ostacolo alla
frequenza; cura l’accesso facilitato per gli alunni con disabilità, previene
l’evasione dell’obbligo scolastico e contrasta la dispersione; persegue con
ogni mezzo il miglioramento della qualità del sistema di istruzione.

In questa prospettiva la scuola
accompagna gli alunni nell’elaborare il senso della propria esperienza,
promuove la pratica consapevole della cittadinanza attiva e l’acquisizione
degli alfabeti di base della cultura.

IL SENSO DELL’ESPERIENZA

Fin dai primi anni del percorso
formativo, la scuola svolge un fondamentale ruolo educativo e di orientamento,
fornendo all’alunno le occasioni per capire se stesso, per prendere
consapevolezza delle sue potenzialità e risorse, per progettare percorsi
esperienziali e verificare gli esiti conseguiti in relazione alle attese.

La scuola favorisce lo sviluppo
delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a
gestirle, per rappresentarsi obiettivi non immediati e perseguirli.

Promuove inoltre quel primario
senso di responsabilità che si traduce nel fare bene il proprio lavoro e nel
portarlo a termine, nell’avere cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che si
frequentano, sia naturali sia sociali.

Sollecita gli alunni a un’attenta
riflessione sui comportamenti di gruppo al fine di individuare quegli
atteggiamenti che violano la dignità della persona e il rispetto reciproco, li
orienta a sperimentare contesti di relazione dove sviluppare atteggiamenti
positivi e realizzare pratiche collaborative.

Segue con attenzione le diverse
condizioni di sviluppo e di elaborazione dell’identità di genere, che nella
preadolescenza ha la sua stagione cruciale.Facilita le condizioni di fruizione
e produzione della comunicazione tra coetanei e dei messaggi provenienti dalla
società nelle loro molteplici forme.

Crea contesti in cui gli alunni
sono indotti a riflettere per comprendere la realtà e se
stessi, diventano consapevoli che il proprio corpo è un bene da
rispettare e tutelare, trovano stimoli al pensare analitico e critico,
coltivano la fantasia e il pensiero divergente, si confrontano per ricercare
significati ed elaborare mappe cognitive.

Di fronte alla complessa realtà
sociale, la scuola ha bisogno di stabilire con i genitori rapporti non
episodici o dettati dall’emergenza, ma costruiti dentro un progetto educativo
condiviso e continuo. La consapevolezza dei cambiamenti intervenuti nella
società e nella scuola richiede la messa in atto di un rinnovato rapporto di
corresponsabilità formativa con le famiglie, in cui con il dialogo si costruiscano cornici di riferimento condivise e si dia corpo
a una progettualità comune.

L’ALFABETIZZAZIONE CULTURALE DI
BASE

Il compito specifico del primo
ciclo è quello di promuovere l’alfabetizzazione di base attraverso l’acquisizione
dei linguaggi simbolici che costituiscono la struttura della nostra cultura, in
un orizzonte allargato alle altre culture con cui conviviamo.

Si tratta di una
alfabetizzazione culturale e sociale, che include quella strumentale e
la potenzia con un ampliamento e un approfondimento della prospettiva
attraverso i linguaggi delle varie discipline.

La scuola primaria mira
all’acquisizione degli apprendimenti di base, come primo esercizio dei diritti
costituzionali. Ai bambini e alle bambine che la frequentano va offerta
l’opportunità di sviluppare le dimensioni cognitive, emotive, affettive,
sociali, corporee, etiche e religiose, e di acquisire i saperi irrinunciabili.
Si pone come scuola formativa che, attraverso gli alfabeti delle discipline,
permette di esercitare differenti potenzialità di pensiero, ponendo così le
premesse per lo sviluppo del pensiero riflessivo e critico. Per questa via si
formano cittadini consapevoli e responsabili a tutti i livelli, da quello
locale a quello europeo.

La padronanza degli alfabeti di
base è ancor più importante per bambini che vivono in situazioni di svantaggio:
più solide saranno le strumentalità apprese nella scuola primaria, maggiori
saranno le probabilità di inclusione sociale e culturale attraverso il sistema
dell’istruzione. La scuola secondaria di primo grado rappresenta la fase in cui
si realizza l’accesso alle discipline come punti di vista sulla realtà e come
modalità di interpretazione, simbolizzazione e rappresentazione del mondo.

La valorizzazione delle
discipline avviene pienamente quando si evitano due
rischi: sul piano culturale, quello della frammentazione dei saperi; sul piano
didattico, quello della impostazione trasmissiva. Rispetto al primo, le
discipline non vanno presentate come territori da proteggere definendo confini
rigidi, ma come chiavi interpretative. I problemi complessi richiedono, per
essere esplorati, che i diversi punti di vista disciplinari interessati
dialoghino e che si presti attenzione alle zone di
confine e di cerniera fra discipline. Le esperienze interdisciplinari sono
finalizzate a trovare interconnessioni e raccordi fra le indispensabili
conoscenze disciplinari e a formulare in modo adeguato i problemi complessi
posti dalla condizione umana nel mondo odierno e dallo stesso sapere. La
comprensione di specifici temi e problemi, infatti, non si realizza soltanto
con l’introduzione ai quadri teorici e metodologici propri di ciascuna
disciplina, ma anche mediante approcci integrati, atti a meglio focalizzare la
complessità del reale e a promuovere modalità di elaborazione progressivamente
più complesse.

Nella scuola secondaria di primo
grado vengono favorite una più approfondita padronanza
delle discipline e una articolata organizzazione delle conoscenze, nella
prospettiva della elaborazione di un sapere integrato.

Le competenze sviluppate
nell’ambito delle singole discipline concorrono a loro volta alla promozione di
competenze più ampie e trasversali, che rappresentano una condizione essenziale
per la piena realizzazione personale e per la partecipazione attiva alla vita
sociale, nella misura in cui sono orientate ai valori della convivenza civile e
del bene comune. Le competenze per l’esercizio della cittadinanza attiva sono
promosse continuamente nell’ambito di tutte le attività di apprendimento,
utilizzando e finalizzando opportunamente i contributi che ciascuna disciplina
può offrire.

LA CITTADINANZA

È compito peculiare di questo
ciclo scolastico porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva,
potenziando e ampliando gli apprendimenti promossi nella scuola dell’infanzia.

L’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che
consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e
dell’ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà. Questa
fase del processo formativo è il terreno favorevole per lo sviluppo di
un’adesione consapevole a valori condivisi e di atteggiamenti cooperativi e
collaborativi che costituiscono la condizione per praticare la convivenza
civile.

Obiettivi irrinunciabili
dell’educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e
lo sviluppo di un’etica della responsabilità, che si realizzano nel dovere di
scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l’impegno a elaborare
idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio
contesto di vita.

Gli allievi imparano a
riconoscere e a rispettare i valori sanciti nella Costituzione della Repubblica
Italiana, in particolare i diritti inviolabili di ogni essere umano (art. 2),
il riconoscimento della pari dignità sociale (art. 3), il dovere di contribuire
in modo concreto alla qualità della vita della società (art. 4), la libertà di
religione (art. 8), le varie forme di libertà (articoli 13-21).

Parte integrante dei diritti
costituzionali e di cittadinanza è il diritto alla parola (art. 21). Attraverso
la parola si negoziano i significati e si opera per sanare le
divergenze prima che sfocino in conflitti.

È compito ineludibile del primo
ciclo garantire un adeguato livello di uso e di controllo della lingua
italiana, in rapporto di complementarità con gli idiomi nativi e le lingue
comunitarie. La lingua italiana costituisce il primo strumento di comunicazione
e di accesso ai saperi. La lingua scritta, in particolare, rappresenta un mezzo
importante per l’organizzazione del pensiero e della riflessione e per
l’accesso ai beni culturali.

Così intesa, la scuola diventa
luogo privilegiato di confronto libero e pluralistico.

L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO

Il primo ciclo, nella sua
articolazione di scuola primaria e secondaria di primo grado, persegue
efficacemente le finalità che le sono assegnate nella misura in cui si
costituisce come un contesto idoneo a promuovere apprendimenti significativi e
a garantire il successo formativo per tutti gli alunni.

A tal fine è possibile
individuare, nel rispetto della libertà di insegnamento, alcune impostazioni
metodologiche di fondo.

Valorizzare l’esperienza e le
conoscenze degli alunni, per ancorarvi nuovi contenuti. Nel processo di
apprendimento l’alunno porta la ricchezza di esperienze e conoscenze, mette in
gioco aspettative ed emozioni, si presenta con una dotazione di informazioni,
abilità, modalità di apprendere, che l’azione didattica può opportunamente richiamare,
esplorare, problematizzare. In questo modo l’allievo riesce a dare senso e
significato a quello che va imparando.

Attuare interventi adeguati nei
riguardi delle diversità, per fare in modo che non diventino disuguaglianze. Le
classi scolastiche sono oggi caratterizzate da molteplici diversità, legate
alle differenze nei modi di apprendere, ai livelli di apprendimento raggiunti,
alle specifiche inclinazioni e ai personali interessi, ma anche a condizioni
particolari, che possono essere causa di difficoltà nell’apprendimento, oppure
a particolari stati emotivi e affettivi. La scuola deve progettare e realizzare
percorsi didattici specifici per rispondere ai bisogni educativi degli allievi.
Particolare attenzione va rivolta agli alunni con cittadinanza non italiana i quali, al di là dell’integrazione sociale, devono
affrontare sia il problema di acquisire un primo livello di padronanza della
lingua italiana per comunicare, sia un livello più avanzato per proseguire nel
proprio itinerario di istruzione. L’integrazione degli alunni con disabilità
nelle scuole comuni, inoltre, anche se è da tempo un fatto culturalmente e
normativamente acquisito e un’esperienza consolidata nella pratica, richiede
maggiori attenzioni e una rinnovata progettualità, utilizzando anche le varie
forme di flessibilità previste dall’autonomia e le opportunità offerte dalle
tecnologie.

Favorire l’esplorazione e la
scoperta, al fine di promuovere la passione per la ricerca di nuove conoscenze.
In questa prospettiva, la problematizzazione svolge una funzione
insostituibile: sollecita gli alunni a individuare problemi, a sollevare
domande, a mettere in discussione le mappe cognitive già elaborate, a trovare
piste d’indagine adeguate ai problemi, a cercare soluzioni anche originali attraverso
un pensiero divergente e creativo.

Incoraggiare l’apprendimento
collaborativo. Imparare non è solo un processo individuale. La dimensione
comunitaria dell’apprendimento svolge un ruolo significativo. In tal senso,
molte sono le forme di interazione e collaborazione che possono essere
introdotte (dall’aiuto reciproco all’apprendimento nel gruppo cooperativo,
all’apprendimento tra pari…), sia all’interno della classe, sia attraverso la
formazione di gruppi di lavoro con alunni di classi e di età diverse.

Promuovere la consapevolezza del
proprio modo di apprendere, al fine di "imparare ad apprendere".
Riconoscere le difficoltà incontrate e le strategie adottate per superarle,
prendere atto degli errori commessi, ma anche comprendere le ragioni di un insuccesso,
conoscere i propri punti di forza, sono tutte competenze necessarie a rendere
l’alunno consapevole del proprio stile di apprendimento e capace di sviluppare
autonomia nello studio. Occorre che l’alunno sia attivamente impegnato nella
costruzione del suo sapere, sia sollecitato a riflettere su quanto impara, sia
incoraggiato a esplicitare i suoi modi di comprendere e a comunicare ad altri i
traguardi raggiunti. Ogni alunno va posto nelle condizioni di capire il compito
assegnato, valutare le difficoltà e stimare le proprie abilità, imparando così
a riflettere sul proprio comportamento, valutare gli esiti delle proprie azioni
e trarne considerazioni per migliorare.

Realizzare percorsi in forma di
laboratorio, per favorire l’operatività e allo stesso tempo il dialogo e la
riflessione su quello che si fa. Il laboratorio è una modalità di lavoro che
incoraggia la sperimentazione e la progettualità, coinvolge gli
alunni nel pensare-realizzare-valutare attività vissute in modo
condiviso e partecipato con altri, e che può essere attivata sia all’interno
sia all’esterno della scuola, valorizzando il territorio come risorsa per
l’apprendimento.

L’acquisizione dei saperi
richiede un uso flessibile e polivalente degli spazi usuali della scuola, ma
anche la disponibilità di luoghi attrezzati che facilitino
il processo di esplorazione e di ricerca: per le scienze, l’informatica, le
lingue comunitarie, la produzione musicale, il teatro, le attività pittoriche,
la motricità….

Particolare importanza assume la
biblioteca scolastica, da intendersi come luogo deputato alla lettura ma anche
all’ascolto e alla scoperta di libri, che sostiene l’apprendimento autonomo e
continuo; un luogo pubblico, fra scuola e territorio, che favorisce la
partecipazione delle famiglie, agevola i percorsi di integrazione delle
famiglie immigrate, crea ponti tra lingue, linguaggi, religioni e culture.

DISCIPLINE E AREE DISCIPLINARI

AREA LINGUISTICO-ARTISTICO-ESPRESSIVA

L’apprendimento
delle lingue e dei linguaggi non verbali si realizza con il concorso di più
discipline: lingua italiana; lingue comunitarie; musica; arte-immagine;
corpo-movimento-sport.

Tutte queste discipline, pur
mantenendo un ambito di apprendimento proprio, storicamente e convenzionalmente
organizzato intorno a specifici temi e problemi, a metodi e a linguaggi propri,
concorrono a definire un’area sovradisciplinare, in cui esse ritrovano una
comune matrice antropologica nell’esigenza comunicativa dell’uomo e
nell’esplicazione di facoltà uniche e peculiari del pensiero umano. Gli esseri
umani, infatti, con i linguaggi verbali, iconici, sonori e corporei hanno da
sempre attuato la loro propensione a narrare e a descrivere spazi, personaggi e
situazioni sia reali sia virtuali, a elaborare idee e a rappresentare
sentimenti comuni creando l’immaginario collettivo, attraverso il quale è stato
elaborato e trasmesso il patrimonio di valori estetici, culturali, religiosi,
etici e civili di una comunità. Nel delineare un curricolo dell’area, la
dimensione trasversale e quella specifica di ogni disciplina vanno tenute
entrambe presenti; si devono favorire gli apprendimenti disciplinari specifici
e l’integrazione dei linguaggi per ampliare la gamma di possibilità espressive.

L’alunno sarà guidato alla
scoperta delle potenzialità comunicative ed espressive che le discipline
offrono e all’apprendimento sempre più autonomo delle forme utili a
rappresentare la sua personalità e il mondo che lo circonda. È utile che egli
abbia l’occasione di riflettere sul diverso significato che messaggi simili
possono assumere, privilegiando i codici tipici di una disciplina o quelli di
un’altra, allo scopo di apprezzare, valutare e utilizzare la varietà di
espressioni a sua disposizione.

Il linguaggio del corpo collabora
alla comunicazione artistica (nella mimica, nelle gestualità
teatrale, nel balletto) e alla comunicazione quotidiana, con la
gestualità, ma anche con le diverse modalità attraverso le quali il corpo
occupa lo spazio.

La realizzazione guidata di
operazioni di traduzione da un codice a un altro darà la possibilità all’alunno
di conoscere sia gli elementi comuni dei vari linguaggi sia nello stesso tempo
la specificità da loro assunta all’interno di un particolare codice. L’alunno
apprenderà, altresì, a sperimentare le possibilità espressive della commistione
di più linguaggi attraverso la comprensione e la produzione di ipertesti.
L’alunno sarà guidato a riflettere sul fatto che nella realtà quotidiana
raramente un solo linguaggio assolve il compito di realizzare una comunicazione
efficace. Infatti, non solo nella comunicazione espressiva, ma anche in quella
funzionale, propria della realtà quotidiana, i vari linguaggi si supportano e
si integrano a vicenda, allo scopo di creare forme di comunicazione potenziata.

La presenza delle lingue
comunitarie nella stessa area della lingua italiana darà l’occasione all’alunno
di esplorare i caratteri specifici del linguaggio verbale e di avviare
riflessioni sulla lingua che sfruttino le conoscenze e
le competenze linguistiche già acquisite, individuando omogeneità e differenze,
stabilità e variabilità delle lingue. Le lingue, quella nativa e le altre,
valorizzano le possibilità specifiche del linguaggio verbale di essere usato
come strumento di riflessione e di metacognizione.

Nel progettare le attività di
apprendimento si terrà conto nel tempo che le diverse esperienze culturali
degli alunni condizionano la percezione, la sensibilità, la gestione del corpo
e la gestione dello spazio. È necessario quindi che i curricoli siano sempre
pensati in una prospettiva interculturale e comunque attenta ai reali punti di
partenza degli alunni.

Nella crescita delle capacità
espressive giocano un ruolo importante le nuove tecnologie, il cui sviluppo
rappresenta uno dei caratteri originali della società dell’informazione. Esse
forniscono nuovi linguaggi multimediali per l’espressione, la costruzione e la
rappresentazione delle conoscenze, sui quali è necessario che lo studente
maturi competenze specifiche.

Italiano

Lo sviluppo di competenze
linguistiche ampie e sicure è una condizione indispensabile per la crescita
della persona e per l’esercizio pieno della cittadinanza, per l’accesso critico
a tutti gli ambiti culturali e per il raggiungimento del successo scolastico in
ogni settore di studio. Per realizzare queste finalità estese e trasversali, è
necessario che l’apprendimento della lingua sia oggetto di specifiche
attenzioni da parte di tutti i docenti, che in questa prospettiva coordineranno
le loro attività.

Nel nostro
paese, l’apprendimento della lingua avviene oggi in uno spazio antropologico
caratterizzato da un varietà di elementi: la persistenza, anche se quanto mai
ineguale e diversificata, della dialettofonia; la ricchezza e la varietà delle
lingue minoritarie; la compresenza di più lingue anche extracomunitarie.
Tutto questo comporta che nell’esperienza di molti studenti l’italiano
rappresenti una seconda lingua. È necessario, pertanto, che l’apprendimento
della lingua italiana avvenga sempre a partire dalle competenze linguistiche e
comunicative che gli alunni hanno già maturato nell’idioma nativo.

Nel primo ciclo grande importanza
ha lo sviluppo del linguaggio orale in forme via via più controllate. La
pratica delle abilità linguistiche orali nella comunità scolastica passa
attraverso la predisposizione di ambienti sociali di apprendimento idonei allo
scambio linguistico, all’interazione, alla costruzione di significati, alla
condivisione di conoscenze, alla negoziazione di punti di vista. È
nell’interazione che si sviluppa l’identità linguistica di ogni soggetto e si
creano le premesse per elaborare significati accettati dall’intera comunità.

La lettura va praticata su una
grande varietà di testi, per scopi diversi e con strategie funzionali al
compito, per permettere all’alunno l’accesso ai testi anche in modo autonomo.
La consuetudine con i libri pone le basi per una pratica di lettura come
attività autonoma e personale che duri per tutta la vita. Per questo occorre
assicurare le condizioni (biblioteche scolastiche, accesso ai libri, itinerari
di ricerca, ecc.) da cui sorgono bisogni e gusto di esplorazione dei testi
scritti.

La pratica della lettura è
proposta come momento di socializzazione e di discussione dell’apprendimento di
contenuti, ma anche come momento di ricerca autonoma e individuale, in grado di
sviluppare la capacità di concentrazione e di riflessione critica, quindi come
attività particolarmente utile per favorire il processo di maturazione
dell’alunno.

Obiettivo strategico per la
scuola primaria diviene non soltanto insegnare la strumentalità del leggere, ma attivare i numerosi e complessi processi
cognitivi sottesi al comprendere. Ogni insegnante favorirà con apposite
attività il superamento degli ostacoli alla comprensione dei testi che possono
annidarsi a livello lessicale o sintattico oppure al livello della
strutturazione logico-concettuale.

Ruolo primario assume il leggere per soddisfare il piacere estetico dell’incontro
con il testo letterario e il gusto intellettuale della ricerca di risposte a
domande di senso. La lettura connessa con lo studio e l’apprendimento e la
lettura più spontanea, legata ad aspetti estetici o emotivi, vanno parimenti
praticate in quanto rispondono a bisogni presenti nella persona.

L’alunno apprenderà la scrittura
attraverso la lettura e la produzione, prima guidata poi autonoma, di una grande varietà di testi funzionali e creativi, sempre
finalizzati ai bisogni comunicativi degli alunni e inseriti in contesti
motivanti. L’acquisizione della competenza strumentale della scrittura, entro i
primi due anni di scuola, non esaurisce la complessità dell’insegnare e dell’imparare
a scrivere testi. Vista nel suo compiersi, la scrittura di un testo si presenta
come un processo complesso nel quale si riconoscono fasi, dall’ideazione agli
abbozzi di pianificazione, alla prima stesura, alla revisione, ecc.. Ogni fase richiede specifiche strategie di apprendimento
– sempre aperte alla creatività e all’imprevedibilità degli apporti individuali
degli allievi – e pratica.

L’obiettivo primario (che non
esclude il raggiungimento di traguardi più complessi, sempre possibili) sarà
quello di portare gli allievi a scrivere in modo chiaro, preciso e semplice;
gli allievi dovrebbero poter controllare, oltre alle scelte lessicali e
sintattiche, anche gli elementi relativi all’organizzazione
logico-concettuale del testo, e quindi sviluppare la capacità di
ordinare, raggruppare, esplicitare tutte le informazioni necessarie al
raggiungimento dello scopo.

La scrittura sarà appresa con
gradualità, dalla produzione iniziale di testi brevi e semplici, fino alla
realizzazione di frasi complesse. Particolare cura sarà dedicata
all’apprendimento della scrittura come strumento per conoscere e rappresentare
gli aspetti della propria personalità e del mondo circostante, individuando
nelle forme di scrittura narrative e autobiografiche un modo per ordinare e
dare un senso alle proprie esperienze.

Lo sviluppo del senso estetico e
del gusto letterario avverrà sin dai primi anni della scuola primaria su testi
scelti tra esempi culturalmente validi della letteratura per l’infanzia.
L’acquisizione precoce della capacità di interrogare i testi, per cercare in essi risposte che contribuiscano all’arricchimento culturale
e alla maturazione della personalità dell’alunno, sarà la premessa di una buona
educazione linguistica e letteraria, che dovrà consolidarsi nel tempo.

Nella scuola secondaria di primo
grado la lettura di alcuni testi del patrimonio letterario italiano e
dialettale, opportunamente selezionati in ragione dell’età e della maturità dei
ragazzi, deve indurre alla discussione, a ipotesi interpretative, al confronto
dei punti di vista. Si attingerà alle opere della nostra più alta tradizione
letteraria, come a esempio alcuni versi tratti da Dante, per costruire una
solida base culturale.

La frequentazione assidua di
testi di diverso genere permetterà all’alunno di individuare i modelli che ne
sono alla base e di assumerli come riferimenti nelle proprie produzioni
comunicative. Ogni tipo testuale sarà appreso come una forma comunicativa
storicamente determinata dalle convenzioni, dalle tradizioni culturali, letterarie
e linguistiche, quindi variabile nel tempo. Attenzione va posta
all’arricchimento del patrimonio lessicale dell’alunno, il cui ampliamento è
obiettivo condiviso da tutti i docenti per la parte di vocabolario di base e di
parole comuni alle varie discipline; inoltre, gradualmente e in stretto
raccordo con i contenuti, ogni area curerà l’apprendimento dei termini
specifici di ogni disciplina come chiave per il possesso dei concetti.

La riflessione sulla lingua
partirà dall’osservazione degli usi linguistici per giungere a generalizzazioni
astratte. Essa contribuirà ad apprendere a riformulare frasi e testi e a una
maggiore duttilità nel capire e produrre enunciati e testi; contribuirà altresì
all’apprendimento di altre lingue europee, fornendo la base per riferimenti e
per confronti che hanno lo scopo di individuare similitudini e differenze,
relazioni. Essa si concreterà nella progressiva capacità di nominare e
riconoscere nei testi le diverse categorie grammaticali presenti in italiano
(articolo, sostantivo, aggettivo, verbo, avverbio, ecc.), e infine le categorie
sintattiche essenziali (frasi semplici e complesse, soggetto, predicato,
oggetto diretto, ecc.).

La lettura di testi e la
riflessione sulle forme espressive porteranno l’alunno a cogliere lo sviluppo
storico della lingua italiana, a interessarsi alla sua evoluzione nel tempo e
nello spazio determinata dai suoi forti legami con le trasformazioni sociali e
culturali, con gli sviluppi scientifici, economici, tecnologici. Una
sensibilizzazione agli apporti che all’italiano provengono da altre lingue e
culture, europee in primo luogo, ma anche della più vasta area del
Mediterraneo, costituisce un’importante risorsa per l’educazione
inter-culturale. La percezione dei tratti più caratteristici della propria
varietà regionale della lingua italiana agevolerà il legame con i dialetti e ne
farà scoprire la vitalità espressiva. L’alunno sarà guidato al riconoscimento
della ricchezza idiomatica presente sul suo territorio come premessa alla
scoperta delle lingue minoritarie presenti in Italia.

Incanalando la naturale
disposizione dell’alunno al gioco e all’invenzione, si avrà cura di favorire la
scoperta graduale dei mezzi di cui la lingua dispone per sviluppare una sempre
più piena consapevolezza della ricchezza, della flessibilità e della creatività
della lingua stessa. Attraverso la fruizione e la produzione di testi
fantastici e ludici, l’alunno sperimenterà fin dai primi anni le potenzialità
espressive della lingua italiana (e più in generale del linguaggio verbale).
Egli apprenderà inoltre le possibilità della lingua di fondersi con altri
linguaggi e con altri mezzi, in forme di comunicazione interdisciplinari e
multimediali. Una particolare attenzione sarà dedicata, per la rilevanza
assunta nella nostra cultura, al legame fra la lingua e la musica in ambito
artistico.

L’uso della lingua è espressione
delle facoltà intellettive e aiuterà l’alunno a rendere rigoroso il suo
pensiero. In questa prospettiva metacognitiva, anche la riflessione sulla lingua
servirà per sviluppare le capacità di categorizzare, di connettere, di
analizzare. Nel curare l’apprendimento della lingua, gli insegnanti terranno
conto delle fasi dello sviluppo cognitivo dell’alunno, impegnandolo con
gradualità in attività adeguate alla sua età.

L’eventuale presenza di alunni
con disabilità sarà l’occasione per accrescere la qualità dell’apprendimento
dell’intero gruppo classe. Le nuove strategie adottate possono diventare un
contributo straordinario perché tutti maturino competenze metacognitive e
organizzative.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria L’alunno partecipa a scambi
comunicativi con compagni e docenti (conversazione, discussione, scambi
epistolari…) attraverso messaggi semplici, chiari e pertinenti, formulati in un
registro il più possibile adeguato alla situazione. Comprende testi di tipo
diverso in vista di scopi funzionali, di intrattenimento e/o svago, di studio,
ne individua il senso globale e/o le informazioni principali, utilizza
strategie di lettura funzionali agli scopi. Legge testi letterari di vario
genere appartenenti alla letteratura dell’infanzia, sia a voce alta, con tono
di voce espressivo, sia con lettura silenziosa e autonoma, riuscendo a
formulare su di essi semplici pareri personali.
Produce testi (di invenzione, per lo studio, per comunicare) legati alle
diverse occasioni di scrittura che la scuola offre, rielabora testi
manipolandoli, parafrasandoli, completandoli, trasformandoli (parafrasi e
riscrittura). Sviluppa gradualmente abilità funzionali allo studio estrapolando
dai testi scritti informazioni su un dato argomento utili per
l’esposizione orale e la memorizzazione, acquisendo un primo nucleo di
terminologia specifica, raccogliendo impressioni personali e/o collettive,
registrando opinioni proprie o altrui. Svolge attività esplicite di riflessione
linguistica su ciò che si dice o si scrive, si ascolta o si legge, mostra di
cogliere le operazioni che si fanno quando si comunica
e le diverse scelte determinate dalla varietà di situazioni in cui la lingua si
usa.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Ascoltare e parlare

– Interagire in una conversazione
formulando domande e dando risposte pertinenti su argomenti di esperienza
diretta.

– Comprendere l’argomento e le
informazioni principali di discorsi affrontati in classe.

– Seguire la narrazione di testi
ascoltati o letti mostrando di saperne cogliere il senso globale.

– Raccontare oralmente una storia
personale o fantastica rispettando l’ordine cronologico e/o logico.

– Comprendere e dare semplici
istruzioni su un gioco o un’attività che conosce bene.

Leggere

– Leggere testi (narrativi,
descrittivi, informativi) cogliendo l’argomento centrale, le informazioni
essenziali, le intenzioni comunicative di chi scrive.

– Comprendere testi di tipo
diverso in vista di scopi funzionali, pratici, di intrattenimento e/o di svago.

– Leggere semplici e brevi testi letterari sia poetici sia narrativi, mostrando
di saperne cogliere il senso globale.

Scrivere

– Produrre semplici
testi di vario tipo legati a scopi concreti (per utilità personale, per
stabilire rapporti interpersonali) e connessi con situazioni quotidiane
(contesto scolastico e/o familiare).

– Produrre testi legati a scopi
diversi (narrare, descrivere, informare).

– Comunicare per iscritto con
frasi semplici e compiute, strutturate in un breve testo che rispetti le
fondamentali convenzioni ortografiche.

Riflettere sulla lingua

– Compiere semplici osservazioni
su testi e discorsi per rilevarne alcune regolarità.

– Attivare semplici ricerche su
parole ed espressioni presenti nei testi.

– Conoscere le parti variabili
del discorso e gli elementi principali della frase semplice.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Ascoltare e parlare

– Cogliere l’argomento principale
dei discorsi altrui.

– Prendere la parola negli scambi
comunicativi (dialogo, conversazione, discussione) rispettando i turni di
parola, ponendo domande pertinenti e chiedendo chiarimenti.

– Riferire su esperienze
personali organizzando il racconto in modo essenziale e chiaro, rispettando
l’ordine cronologico e/o logico e inserendo elementi descrittivi funzionali al
racconto.

– Cogliere in una discussione le
posizioni espresse dai compagni ed esprimere la propria opinione su un
argomento con un breve intervento preparato in precedenza.

– Comprendere le informazioni
essenziali di un’esposizione, di istruzioni per l’esecuzione di compiti, di
messaggi trasmessi dai media (annunci, bollettini…).

– Organizzare un breve discorso
orale su un tema affrontato in classe o una breve esposizione su un argomento
di studio utilizzando una scaletta.

Leggere

– Leggere testi
narrativi e descrittivi, sia realistici sia fantastici, distinguendo
l’invenzione letteraria dalla realtà.

– Sfruttare le informazioni della
titolazione, delle immagini e delle didascalie per farsi un’idea del testo che
si intende leggere.

– Leggere e confrontare
informazioni provenienti da testi diversi per farsi un’idea di un argomento,
per trovare spunti a partire dai quali parlare o scrivere.

– Ricercare informazioni in testi
di diversa natura e provenienza per scopi pratici e/o conoscitivi applicando
semplici tecniche di supporto alla comprensione (come, ad esempio,
sottolineare, annotare informazioni, costruire mappe e schemi ecc.).

– Seguire istruzioni scritte per
realizzare prodotti, per regolare comportamenti, per
svolgere un’attività, per realizzare un procedimento.

– Leggere semplici e brevi testi
letterari sia poetici sia narrativi mostrando di riconoscere le caratteristiche
essenziali che li contraddistinguono (versi, strofe, rime, ripetizione di
suoni, uso delle parole e dei significati) ed esprimendo semplici pareri
personali su di essi.

– Leggere ad alta voce un testo
noto e, nel caso di testi dialogati letti a più voci, inserirsi opportunamente
con la propria battuta, rispettando le pause e variando il tono della voce.

Scrivere

– Raccogliere le idee,
organizzarle per punti, pianificare la traccia di un racconto o di
un’esperienza.

– Produrre racconti scritti di
esperienze personali o vissute da altri e che contengano le informazioni
essenziali relative a persone, luoghi, tempi, situazioni, azioni.

– Produrre testi creativi sulla
base di modelli dati (filastrocche, racconti brevi, poesie).

– Scrivere una lettera
indirizzata a destinatari noti, adeguando le forme espressive al destinatario e
alla situazione di comunicazione.

– Esprimere per iscritto
esperienze, emozioni, stati d’animo sotto forma di diario.

– Realizzare testi collettivi in
cui si fanno resoconti di esperienze scolastiche, si illustrano procedimenti
per fare qualcosa, si registrano opinioni su un argomento trattato in classe.

– Compiere operazioni di
rielaborazione sui testi (parafrasare un racconto, riscrivere apportando
cambiamenti di caratteristiche, sostituzioni di personaggi, punti di vista,
riscrivere in funzione di uno scopo dato…).

– Produrre testi corretti dal
punto di vista ortografico, morfosintattico, lessicale, in cui siano rispettate
le funzioni sintattiche e semantiche dei principali segni interpuntivi.

Riflettere sulla lingua

– Riconoscere e
denominare le parti principali del discorso e gli elementi basilari di una
frase; individuare e usare in modo consapevole modi e tempi del verbo;
riconoscere in un testo i principali connettivi (temporali, spaziali, logici);
analizzare la frase nelle sue funzioni (predicato e principali complementi
diretti e indiretti).

– Conoscere i principali
meccanismi di formazione e derivazione delle parole (parole semplici, derivate,
composte, prefissi e suffissi).

– Comprendere le principali
relazioni tra le parole (somiglianze, differenze) sul piano dei significati.

– Comprendere e utilizzare il
significato di parole e termini specifici legati alle discipline di studio.

– Utilizzare il dizionario come
strumento di consultazione per trovare una risposta ai propri dubbi
linguistici.

– Riconoscere la funzione dei
principali segni interpuntivi.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno è capace di interagire
in modo efficace in diverse situazioni comunicative, sostenendo le proprie idee
con testi orali e scritti, che siano sempre rispettosi
delle idee degli altri. Egli ha maturato la consapevolezza che il dialogo,
oltre a essere uno strumento comunicativo, ha anche un grande valore civile e lo
utilizza per apprendere informazioni ed elaborare opinioni su problemi
riguardanti vari ambiti culturali e sociali.

Usa in modo efficace la
comunicazione orale e scritta per collaborare con gli altri, per esempio nella
realizzazione di giochi, nell’elaborazione di progetti e nella valutazione
dell’efficacia di diverse soluzioni di un problema.

Nelle attività di studio,
personali e collaborative, usa i manuali delle discipline o altri testi di
studio, al fine di ricercare, raccogliere e rielaborare i dati, le
informazioni, i concetti e le esperienze necessarie, anche con l’utilizzo di
strumenti informatici.

Legge con interesse e con piacere
testi letterari di vario tipo e comincia a manifestare gusti personali per
quanto riguarda opere, autori e generi letterari, sui quali scambia opinioni
con compagni e con insegnanti.

Alla fine di un percorso
didattico produce con l’aiuto dei docenti e dei compagni semplici ipertesti,
utilizzando in modo efficace l’accostamento dei linguaggi verbali con quelli
iconici e sonori.

Ha imparato ad apprezzare la
lingua come strumento attraverso il quale può esprimere stati d’animo,
rielaborare esperienze ed esporre punti di vista personali. È capace di
utilizzare le conoscenze metalinguistiche per migliorare la comunicazione orale
e scritta. Varia opportunamente i registri informale e
formale in base alla situazione comunicativa e agli interlocutori;
riconosce e usa termini specialistici in base ai campi di discorso.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Ascoltare e parlare

– Utilizzare le proprie
conoscenze sui tipi di testo da ascoltare mettendo in atto
strategie differenziate (ad esempio se si tratta di una relazione, di
una conferenza o di una spiegazione cogliere le espressioni che segnalano le
diverse parti del testo).

– Ascoltare testi prodotti e/o
letti da altri, in situazioni scolastiche e/o trasmessi dai
media, riconoscendone la fonte e individuando: scopo, argomento e
informazioni principali, punto di vista dell’emittente.

– Ascoltare testi applicando
tecniche di supporto alla comprensione durante l’ascolto (prendere appunti per
seguire lo sviluppo di un discorso utilizzando abbreviazioni, parole-chiave,
brevi frasi riassuntive, segni convenzionali) e dopo l’ascolto (rielaborazione
degli appunti presi per riutilizzarli anche a distanza di tempo).

– Riconoscere, all’ascolto,
alcuni elementi ritmici e sonori del testo poetico.

– Intervenire in una
conversazione e/o in una discussione rispettando tempi e turni di parola,
tenendo conto del destinatario ed eventualmente riformulando il proprio
discorso in base alle reazioni altrui.

– Raccontare oralmente esperienze
personali selezionando informazioni significative in base allo scopo,
ordinandole in base a un criterio logico-cronologico, esplicitandole in modo
chiaro ed esauriente e usando un registro adeguato all’argomento e alla
situazione.

– Riferire oralmente su un
argomento di studio esplicitando lo scopo e presentando in modo chiaro
l’argomento: esporre le informazioni secondo un ordine prestabilito e coerente,
usare un registro adeguato all’argomento e alla situazione, controllare il
lessico specifico, precisando fonti e servendosi eventualmente di materiali di
supporto (cartine, tabelle, grafici).

Leggere

– Leggere ad alta voce in modo
espressivo testi noti raggruppando le parole legate dal significato e usando
pause e intonazioni per seguire lo sviluppo del testo e permettere a chi
ascolta di capire.

– Leggere in modalità silenziosa
testi di varia natura e provenienza applicando tecniche di supporto alla comprensione
(sottolineature, note a margine, appunti) e mettendo in atto
strategie differenziate (lettura orientativa, selettiva, analitica).

– Ricavare informazioni esplicite
e implicite da testi informativi ed espositivi per documentarsi su un argomento
specifico e/o per realizzare scopi pratici.

– Confrontare, su uno stesso
argomento, informazioni ricavabili da più fonti, selezionando quelle ritenute
più significative.

– Riformulare in modo sintetico
le informazioni selezionate da un testo e riorganizzarle in modo personale
(liste di argomenti, riassunti schematici, mappe, tabelle).

– Usare in modo funzionale le
varie parti di un manuale di studio: indice, capitoli, titoli, sommari, testi,
riquadri, immagini, didascalie, apparati grafici.

– Comprendere testi letterari di
vario tipo e forma (racconti, novelle, romanzi, poesie) individuando
personaggi, loro caratteristiche, ruoli, relazioni e motivazione delle loro
azioni; ambientazione spaziale e temporale; relazioni causali,
tema principale e temi di sfondo; il genere di appartenenza e le
tecniche narrative usate dall’autore.

– Comprendere testi descrittivi,
individuando gli elementi della descrizione, la loro collocazione nello spazio,
le caratteristiche essenziali, il punto di vista dell’osservatore.

– Comprendere
tesi centrale, argomenti a sostegno e intenzione comunicativa di
semplici testi argomentativi su temi affrontati in classe.

Scrivere

– Conoscere e
applicare le procedure di ideazione, pianificazione, stesura e revisione del testo
a partire dall’analisi del compito di scrittura: servirsi di strumenti per la
raccolta e l’organizzazione delle idee (liste di argomenti, mappe, scalette);
utilizzare criteri e strumenti per la revisione del testo in vista della
stesura definitiva; rispettare le convenzioni grafiche: utilizzo dello spazio,
rispetto dei margini, titolazione, impaginazione.

– Scrivere testi corretti dal
punto di vista ortografico, morfosintattico, lessicale.

– Scrivere testi dotati di
coerenza e organizzati in parti equilibrate fra loro.

– Scrivere testi di tipo diverso
(narrativo, descrittivo, espositivo, regolativo, argomentativo) adeguati a:
situazione, argomento, scopo, destinatario, registro.

– Scrivere testi di forma diversa
(avvisi, biglietti, istruzioni per l’uso, lettere private e pubbliche,
diari personali e di bordo, schede informative, relazioni su argomenti
di studio, trafiletti, articoli di cronaca, recensioni, commenti) sulla base di
modelli sperimentati.

– Realizzare forme diverse di
scrittura creativa, in prosa e in versi (ad esempio giochi linguistici,
riscritture con cambiamento del punto di vista).

– Utilizzare nei propri testi,
sotto forma di citazione esplicita e/o di parafrasi, parti di testi prodotti da
altri e tratti da fonti diverse.

– Scrivere sintesi (lineari e non
lineari, ad esempio sotto forma di schemi) di testi letti e ascoltati e saperle
poi riutilizzare per i propri scopi.

– Scrivere testi utilizzando
programmi di videoscrittura e curando l’impostazione grafica e concettuale.

Riflettere sulla lingua

– Conoscere la costruzione della
frase complessa (distinguere la principale dalle subordinate) e riconoscere i
principali tipi di proposizioni subordinate (relative,
temporali, finali, causali, consecutive, ecc.).

– Analizzare la frase complessa e
visualizzare i rapporti fra le singole proposizioni rappresentandoli anche
graficamente.

– Stabilire relazioni tra situazione di comunicazione, interlocutori e registri
linguistici.

– Stabilire relazioni tra campi
di discorso e forme di testo, lessico specialistico, ecc.

– Riconoscere in un testo i
principali connettivi e la loro funzione.

– Conoscere le principali
relazioni fra significati (sinonimia, contrarietà, polisemia, gradazione,
inclusione).

– Conoscere i principali
meccanismi di derivazione per arricchire il lessico.

– Utilizzare strumenti di
consultazione (riconoscere e capire il tipo di informazioni fornite da un
dizionario per ogni voce).

– Riconoscere le caratteristiche
dei principali tipi testuali (narrativi, regolativi, descrittivi,
argomentativi) e dei generi.

– Applicare le conoscenze
metalinguistiche per monitorare e migliorare l’uso orale e scritto della
lingua.

Lingue Comunitarie

L’apprendimento di almeno due
lingue europee, oltre alla lingua materna, permette all’alunno di acquisire una
competenza plurilingue e pluriculturale e di esercitare la cittadinanza attiva
oltre i confini del territorio nazionale. Con la padronanza di più lingue,
l’alunno riconosce che esistono differenti sistemi linguistici e diviene
consapevole che i concetti veicolati attraverso lingue diverse possono essere, di volta in volta, analoghi oppure no.

È necessario che
all’apprendimento delle lingue venga assicurata sia
continuità in "verticale", dalla scuola primaria alla scuola
secondaria, sia trasversalità in "orizzontale" con l’integrazione tra
lingua materna e lingue straniere.

Con l’apprendimento di due lingue
europee, la prima a partire dalle prime classi della scuola primaria e la
seconda dal primo anno della scuola secondaria di primo grado, l’alunno
sviluppa non solo la capacità di imparare più lingue, ma anche di imparare con
le lingue a fare esperienze, ad affrontare temi e problemi e a studiare altre
discipline.

Nella scuola primaria
l’insegnante terrà conto della plasticità neurologica e della ricettività
sensoriale del bambino, sfrutterà la sua maggiore capacità di appropriarsi
spontaneamente di modelli di pronuncia e intonazione per attivare più
naturalmente un sistema plurilingue. Nella scuola secondaria di primo grado
aiuterà l’alunno a sviluppare il pensiero formale e a riconoscere gradualmente,
rielaborare e interiorizzare modalità di comunicazione e regole della lingua
che applicherà in modo sempre più autonomo e consapevole.

L’apprendimento delle lingue
straniere si innesta su un’iniziale motivazione intrinseca, sulla spontanea
propensione dell’alunno verso la comunicazione verbale, sul suo desiderio di
socializzare e interagire con l’ambiente circostante. Per l’apprendimento di
altre lingue sarà piuttosto necessario far leva sulla motivazione estrinseca a
"fare con la lingua", a giocare con i compagni e a simulare giochi di
ruolo. Canzoni, filastrocche, la risposta corporea a indicazioni verbali e il
gioco consentiranno all’alunno, sin dai primi stadi dell’apprendimento, di
esplorare suoni e significati e di appropriarsene per poi riutilizzarli in modo
creativo. La scoperta di storie e tradizioni di altri paesi, l’analisi di
materiali autentici (immagini, oggetti, testi, ecc.), l’interazione in forma di
corrispondenza epistolare o virtuale con coetanei stranieri, la partecipazione
a progetti con scuole di altri paesi possono contribuire ad aumentare la
motivazione ad apprendere le lingue. L’uso di tecnologie informatiche, inoltre,
consente di ampliare spazi, tempi e modalità di contatto e interazione sociale
tra individui, comunità scolastiche e territoriali. L’alunno potrà così più
facilmente passare progressivamente da una interazione
centrata essenzialmente sui propri bisogni a una comunicazione attenta
all’interlocutore fino a sviluppare competenze socio-relazionali adeguate a
interlocutori e contesti diversi.

In questa prospettiva alle
attività didattiche finalizzate a far acquisire all’alunno la capacità di usare
la lingua il docente affiancherà gradualmente attività di riflessione che lo
aiuteranno a riconoscere sia le convenzioni in uso in quella determinata
comunità linguistica sia le regole della lingua.

Per la progettazione didattica e
la valutazione degli apprendimenti è opportuno tenere presente il Quadro Comune
Europeo di Riferimento per le Lingue, del Consiglio d’Europa.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria per la lingua straniera

L’alunno riconosce se ha o meno capito messaggi verbali orali e semplici testi
scritti, chiede spiegazioni, svolge i compiti secondo le indicazioni date in
lingua straniera dall’insegnante, stabilisce relazioni tra elementi
linguistico-comunicativi e culturali appartenenti alla lingua materna e alla lingua
straniera.

Collabora attivamente con i
compagni nella realizzazione di attività collettive o di gruppo, dimostrando
interesse e fiducia verso l’altro; individua differenze culturali veicolate
dalla lingua materna e dalla lingua straniera senza avere atteggiamenti di
rifiuto.

Comprende frasi ed espressioni di
uso frequente, relative ad ambiti familiari (ad esempio informazioni di base
sulla persona e sulla famiglia, acquisti, geografia locale, lavoro).

Interagisce nel gioco e comunica
in modo comprensibile e con espressioni e frasi memorizzate in scambi di
informazioni semplici e di routine. Descrive in termini semplici, aspetti del
proprio vissuto e del proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni
immediati.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Ricezione orale
(ascolto)

– Comprendere istruzioni,
espressioni e frasi di uso quotidiano pronunciate chiaramente e lentamente.

Ricezione scritta (lettura)

– Comprendere cartoline,
biglietti di auguri, brevi messaggi, accompagnati preferibilmente da supporti
visivi, cogliendo parole e frasi con cui si è familiarizzato oralmente.

Interazione
orale

– Interagire con un compagno per
presentarsi, giocare e soddisfare bisogni di tipo concreto utilizzando
espressioni e frasi memorizzate adatte alla situazione, anche se formalmente
difettose.

Produzione scritta

– Copiare e scrivere parole e
semplici frasi attinenti alle attività svolte in classe.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Ricezione orale
(ascolto)

– Comprendere
istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano se pronunciate chiaramente e
lentamente (esempio: consegne brevi e semplici) e identificare il tema generale
di un discorso in cui si parla di argomenti conosciuti (esempio: la scuola, le
vacanze, i passatempi, i propri gusti…).

Ricezione scritta (lettura)

– Comprendere testi brevi e
semplici (esempio: cartoline, messaggi di posta elettronica, lettere personali,
storie per bambini…) accompagnati preferibilmente da supporti visi-vi,
cogliendo nomi familiari, parole e frasi basilari.

Interazione
orale

– Esprimersi linguisticamente in
modo comprensibile utilizzando espressioni e frasi adatte alla situazione e
all’interlocutore, anche se a volte non connesse e formalmente difettose, per
interagire con un compagno o un adulto con cui si ha familiarità.

– Scambiare semplici informazioni
afferenti alla sfera personale (gusti, amici, attività scolastica, giochi,
vacanze…), sostenendo ciò che si dice o si chiede con mimica e gesti e
chiedendo eventualmente all’interlocutore di ripetere.

Produzione scritta

– Scrivere messaggi semplici e
brevi, come biglietti e brevi lettere personali (per fare gli auguri, per
ringraziare o invitare qualcuno, per chiedere notizie, per raccontare proprie
esperienze…) anche se formalmente difettosi, purché siano comprensibili.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado per la prima e la
seconda lingua straniera

L’alunno
organizza il proprio apprendimento; utilizza lessico, strutture e conoscenze
apprese per elaborare i propri messaggi; individua analogie e differenze, coerenze
e incoerenze, cause ed effetti; rappresenta linguisticamente collegamenti e
relazioni fra fenomeni, eventi e concetti diversi; acquisisce e interpreta
informazioni valutandone l’attendibilità e l’utilità.

Individua e spiega le differenze
culturali veicolate dalla lingua materna e dalle lingue straniere, spiegandole
senza avere atteggiamenti di rifiuto.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado per la prima
lingua straniera

In contesti che gli sono
familiari e su argomenti noti, l’alunno discorre con uno o più interlocutori,
si confronta per iscritto nel racconto di avvenimenti ed esperienze personali e
familiari, espone opinioni e ne spiega le ragioni mantenendo la coerenza del
discorso.

Comprende i punti essenziali di
messaggi chiari in lingua standard su argomenti familiari che affronta
normalmente a scuola e nel tempo libero. Descrive esperienze e avvenimenti,
sogni, speranze, ambizioni; espone brevemente ragioni e dà spiegazioni di
opinioni e progetti. Nella conversazione, comprende i punti chiave del racconto
ed espone le proprie idee in modo inequivocabile anche se
può avere qualche difficoltà espositiva. Riconosce i propri errori e a volta
riesce a correggerli spontaneamente in base alle regole linguistiche e alle
convenzioni comunicative che ha interiorizzato.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado per la prima
lingua straniera

Ricezione orale
(ascolto)

– Capire i punti essenziali di un
discorso, a condizione che venga usata una lingua
chiara e che si parli di argomenti familiari, inerenti alla scuola, al tempo
libero, ecc.

– Individuare l’informazione
principale di programmi radiofonici o televisivi su avvenimenti di attualità o
su argomenti che riguardano la propria sfera di interessi, a condizione che il
discorso sia articolato in modo chiaro.

Ricezione scritta (lettura)

– Leggere e individuare
informazioni concrete e prevedibili in semplici testi di uso quotidiano (per
esempio un annuncio, un prospetto, un menu, un orario…) e in lettere personali.

– Leggere globalmente testi
relativamente lunghi (opuscoli, articoli di giornale…) per trovare informazioni
specifiche relative ai propri interessi.

– Leggere e capire testi
riguardanti istruzioni per l’uso di un oggetto.

Produzione
orale non interattiva

– Descrivere o presentare in modo
semplice persone, condizioni di vita o di studio, compiti quotidiani, indicare
che cosa piace o non piace, motivare un’opinione, ecc. con espressioni e frasi
connesse in modo semplice anche se con esitazioni e con errori formali che non
compromettano però la comprensibilità del messaggio.

Interazione
orale

– Interagire con uno o più
interlocutori, comprendere i punti chiave di una conversazione ed esporre le
proprie idee in modo chiaro e comprensibile, purché l’interlocutore aiuti se
necessario.

– Gestire senza sforzo
conversazioni di routine, facendo domande e scambiando idee e informazioni in
situazioni quotidiane prevedibili.

Produzione scritta

– Raccontare per iscritto
avvenimenti ed esperienze, esponendo opinioni e spiegandone le ragioni con
frasi semplici.

– Scrivere semplici biografie
immaginarie e lettere personali semplici, adeguate al destinatario, che si
avvalgano di lessico sostanzialmente appropriato e di sintassi elementare anche
se con errori formali che non compromettano però la comprensibilità del
messaggio.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado per la seconda
lingua straniera

L’alunno affronta situazioni
familiari per soddisfare bisogni di tipo concreto e riesce a comprendere frasi
ed espressioni di uso frequente relative ad ambiti di immediata rilevanza (ad
esempio informazioni di base sulla persona e sulla famiglia, acquisti,
geografia locale, lavoro).

Comunica in attività che
richiedono solo uno scambio di informazioni semplice e diretto su argomenti
familiari e abituali. Descrive in termini semplici aspetti del proprio vissuto
e del proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado per la
seconda lingua straniera

Ricezione orale
(ascolto)

– Comprendere
espressioni e frasi di uso quotidiano se pronunciate chiaramente e lentamente
(esempio: consegne brevi e semplici) e identificare il tema generale di un
discorso in cui si parla di argomenti conosciuti (esempio: la scuola, le
vacanze, i passatempi, gli amici, i propri gusti…).

Ricezione scritta (lettura)

– Comprendere testi semplici di
contenuto familiare e di tipo concreto (esempio: cartoline, messaggi di posta
elettronica, lettere personali, brevi articoli di cronaca …) e trovare
informazioni specifiche in materiali di uso corrente (menu, prospetti,
opuscoli…).

Interazione
orale

– Esprimersi linguisticamente in
modo comprensibile utilizzando espressioni e frasi adatte alla situazione e
all’interlocutore, anche se a volte formalmente difettose, per interagire con
un compagno o un adulto con cui ha familiarità per soddisfare bisogni di tipo
concreto, scambiare semplici informazioni afferenti alla sfera personale
(gusti, amici, attività scolastica, giochi, vacanze…), sostenendo ciò che si
dice o si chiede con mimica e gesti e chiedendo eventualmente all’interlocutore
di ripetere.

Produzione scritta

– Scrivere testi brevi e semplici
(biglietti, messaggi di posta elettronica, cartoline, promemoria, brevi lettere
personali per fare gli auguri, ringraziare o invitare qualcuno, per chiedergli
notizie, per parlare e raccontare le proprie esperienze…) anche se con errori
formali che non compromettano però la comprensibilità del messaggio.

Musica

La musica, componente
fondamentale e universale dell’esperienza e dell’intelligenza umana, offre uno
spazio simbolico e relazionale propizio all’attivazione di processi di
cooperazione e socializzazione, all’acquisizione di strumenti di conoscenza e
autodeterminazione, alla valorizzazione della creatività e della
partecipazione, allo sviluppo del senso di appartenenza a una comunità, nonché
all’interazione fra culture diverse.

L’apprendimento della musica
consta di pratiche e di conoscenze, e nella scuola si articola su due livelli
esperienziali: a) il livello della produzione, mediante l’azione diretta
(esplorativa, compositiva, esecutiva) con e sui materiali sonori, in
particolare attraverso l’attività corale e di musica d’insieme; b) quello della
fruizione consapevole, che implica la costruzione e l’elaborazione di
significati personali, sociali e culturali, relativamente a fatti, eventi,
opere del presente e del passato. Il canto, la pratica degli strumenti
musicali, la produzione creativa, l’ascolto e la riflessione critica
favoriscono lo sviluppo della musicalità che è in ciascuno; promuovono
l’integrazione delle componenti percettivo-motorie, cognitive
e affettivo-sociali della personalità; contribuiscono al benessere
psicofisico in una prospettiva di prevenzione del disagio, dando risposta a
bisogni, desideri, domande, caratteristiche delle diverse fasce d’età. In
particolare, attraverso l’esperienza del far musica insieme, ognuno apprenderà
a leggere e a scrivere musica, a comporla e a improvvisarla, laddove con
"improvvisazione" si intende quel gesto che sintetizza in un unico
istante-istinto creativo le diverse fasi del comporre: conoscenza, pensiero,
decisione.

L’apprendimento della musica
esplica specifiche funzioni formative, tra loro interdipendenti. Mediante la
funzione cognitivo-culturale gli alunni esercitano la capacità di
rappresentazione simbolica della realtà, sviluppano un pensiero flessibile,
intuitivo, creativo e partecipano al patrimonio di diverse culture musicali;
utilizzano le competenze specifiche della disciplina nella costruzione
dell’universo di significati che stanno alla base della concezione del mondo,
della mentalità, dei modi di vita e dei valori della comunità a cui fanno riferimento. Mediante la funzione
linguistico-comunicativa la musica educa gli alunni all’espressione e alla
comunicazione attraverso gli strumenti e le tecniche specifiche del proprio
linguaggio. Mediante la funzione emotivo-affettiva gli alunni, nel rapporto con
l’opera d’arte, sviluppano la riflessione sulla formalizzazione simbolica delle
emozioni e sono indotti a decentrarsi rispetto a esse.
Mediante la funzioni identitaria e interculturale la musica induce gli alunni a
prendere coscienza della loro appartenenza a una tradizione culturale e nel
contempo fornisce loro gli strumenti per la conoscenza, il confronto e il
rispetto di altre tradizioni culturali e religiose. Mediante la funzione relazionale
essa instaura relazioni interpersonali e di gruppo, fondate su pratiche
compartecipate e sull’ascolto condiviso. Mediante la funzione critico-estetica
essa sviluppa negli alunni una sensibilità artistica basata sull’ascolto
critico e sull’interpretazione sia di messaggi sonori sia di opere d’arte,
eleva la loro autonomia di giudizio e il livello di fruizione estetica del
patrimonio culturale.

In quanto mezzo di espressione e
di comunicazione, la musica interagisce costantemente con le altre arti e è aperta agli scambi e alle interazioni con i vari ambiti
del sapere.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria

L’alunno esplora, discrimina ed
elabora eventi sonori dal punto di vista qualitativo, spaziale e in riferimento alla loro fonte.

Gestisce diverse possibilità
espressive della voce, di oggetti sonori e strumenti musicali, imparando ad
ascoltare se stesso e gli altri; fa uso di forme di notazione analogiche o
codificate.

Articola
combinazioni timbriche, ritmiche e melodiche, applicando schemi elementari; le
esegue con la voce, il corpo e gli strumenti, ivi compresi quelli della
tecnologia informatica; le trasforma in brevi forme rappresentative.

Esegue, da solo e in gruppo,
semplici brani strumentali e vocali appartenenti a generi e culture differenti.

Riconosce gli
elementi linguistici costitutivi di un semplice brano musicale, sapendoli poi
utilizzare anche nelle proprie prassi esecutive; sa apprezzare la valenza
estetica e riconoscere il valore funzionale di ciò che si fruisce; applica
varie strategie interattive e descrittive (orali, scritte, grafiche)
all’ascolto di brani musicali, al fine di pervenire a una comprensione
essenziale delle strutture e delle loro funzioni, e di rapportarle al contesto
di cui sono espressione, mediante percorsi interdisciplinari.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

– Usare la voce, gli strumenti,
gli oggetti sonori per produrre, riprodurre, creare e improvvisare fatti sonori
ed eventi musicali di vario genere.

– Eseguire in gruppo semplici
brani vocali e strumentali curando l’espressività e l’accuratezza esecutiva in
relazione ai diversi parametri sonori.

– Riconoscere e discriminare gli
elementi di base all’interno di un brano musicale.

– Cogliere all’ascolto gli
aspetti espressivi e strutturali di un brano musicale, traducendoli con parola,
azione motoria e segno grafico.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

– Utilizzare voce, strumenti e
nuove tecnologie sonore in modo creativo e consapevole, ampliando le proprie
capacità di invenzione sonoro-musicale.

– Eseguire collettivamente e
individualmente brani vocali/strumentali anche polifonici, curando
l’intonazione, l’espressività e l’interpretazione.

– Valutare aspetti funzionali ed
estetici in brani musicali di vario genere e stile, in relazione al
riconoscimento di culture di tempi e luoghi diversi.

– Riconoscere e classificare gli
elementi costitutivi basilari del linguaggio musicale all’interno di brani
esteticamente rilevanti, di vario genere e provenienza.

– Rappresentare gli elementi
sintattici basilari di eventi sonori e musicali attraverso sistemi simbolici
convenzionali e non convenzionali.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria

di primo
grado

L’alunno partecipa in modo attivo
alla realizzazione di esperienze musicali attraverso l’esecuzione e
l’interpretazione di brani strumentali e vocali appartenenti a generi e culture
differenti. Fa uso di diversi sistemi di notazione funzionali alla lettura,
all’apprendimento e alla riproduzione di brani musicali. È in grado di ideare e
realizzare, anche attraverso modalità improvvisative o partecipando a processi
di elaborazione collettiva, messaggi musicali e multimediali, nel confronto
critico con modelli appartenenti al patrimonio musicale, utilizzando forme di
notazione e/o sistemi informatici.

Sa dare significato alle proprie
esperienze musicali, dimostrando la propria capacità di comprensione di eventi,
materiali, opere musicali riconoscendone i significati, anche in relazione al
contesto storico-culturale. Sa analizzare gli aspetti formali e strutturali
insiti negli eventi e nei materiali musicali, facendo uso di un lessico
appropriato e adottando codici rappresentativi diversi,
ponendo in interazione musiche di tradizione orale e scritta.

Valuta in modo funzionale ed
estetico ciò di cui fruisce, riesce a raccordare la propria esperienza alle
tradizioni storiche e alle diversità culturali contemporanee. Integra con altri
saperi e altre pratiche artistiche le proprie esperienze musicali,

servendosi
anche di appropriati codici e sistemi di codifica.

Orienta lo sviluppo delle proprie
competenze musicali, nell’ottica della costruzione di un’identità musicale che muova dalla consapevolezza delle proprie attitudini e
capacità, dalla conoscenza delle opportunità musicali offerte dalla scuola e
dalla fruizione dei contesti socio-culturali presenti sul territorio.

Per le competenze specifiche
relative allo studio dello strumento musicale nelle scuole secondarie di primo
grado, in attesa di una definitiva attuazione della
Riforma degli studi musicali, del conseguente avvio dei Liceo Coreutico e
Musicale e della definizione dei livelli di entrata e uscita di quel settore,
restano in vigore le indicazioni contenute nell’Allegato A del DM 201/99.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

– Eseguire in modo espressivo,
collettivamente e individualmente, brani vocali/strumentali di diversi generi e
stili, anche avvalendosi di strumentazioni elettroniche.

– Improvvisare, rielaborare,
comporre brani musicali vocali e/o strumentali, utilizzando sia strutture aperte, sia semplici schemi ritmico-melodici.

– Riconoscere e classificare
anche stilisticamente i più importanti elementi costitutivi del linguaggio
musicale.

– Conoscere e interpretare in
modo critico opere d’arte musicali e progettare/realizzare eventi sonori che
integrino altre forme artistiche, quali danza, teatro, arti plastiche e
multimediali.

– Decodificare e utilizzare la
notazione tradizionale e altri sistemi di scrittura.

– Orientare la costruzione della
propria identità musicale valorizzando le proprie esperienze, il percorso
svolto e le opportunità offerte dal contesto.

Arte e immagine

Lo studio della disciplina arte e
immagine ha la finalità di sviluppare e di potenziare nell’alunno la capacità
di leggere e comprendere le immagini e le diverse creazioni artistiche, di
esprimersi e comunicare in modo personale e creativo, di acquisire sensibilità
e consapevolezza nei confronti del patrimonio artistico.

Il percorso formativo della
disciplina dovrà di conseguenza riconoscere, valorizzare e ordinare l’insieme
di conoscenze acquisite e di esperienze precedentemente realizzate dall’alunno
nel campo espressivo e multimediale fuori dalla scuola,
anche in modo frammentario. La disciplina contribuisce così in modo rilevante a
far sì che la scuola si apra al mondo, portandola a confrontarsi criticamente
con "la cultura giovanile" e con le nuove modalità di apprendimento
proposte dalle tecnologie della comunicazione.

Attraverso il percorso formativo
di tutto il primo ciclo, l’alunno impara a fruire ed utilizzare il linguaggio visuale e dell’arte.

In particolare
il percorso permette all’alunno di leggere e interpretare in modo critico e
attivo i linguaggi delle immagini e quelli multimediali; di comprendere le
opere d’arte; di conoscere e apprezzare i beni culturali e il patrimonio
artistico; di esprimersi e comunicare sperimentando attivamente le tecniche e i
codici propri del linguaggio visuale e audiovisivo. L’alunno può così
sviluppare le proprie capacità creative attraverso l’utilizzo di codici e
linguaggi espressivi e la rielaborazione di segni visivi.

Con l’educazione all’arte e
all’immagine, soprattutto attraverso un approccio operativo di tipo
laboratoriale, l’alunno sviluppa le capacità di osservare e descrivere, di
leggere e comprendere criticamente le opere d’arte. Lo sviluppo di queste capacità
è una condizione necessaria per creare un atteggiamento di curiosità e di
interazione positiva con il mondo artistico. È importante
infatti che l’alunno apprenda, a partire dal primo ciclo, gli elementi
di base del linguaggio delle immagini (linea, colore, superficie, forma,
volume, composizione, ecc.) e allo stesso tempo sperimenti diversi metodi di
lettura delle opere d’arte, anche attraverso esperienze dirette nel territorio
e nei musei. È necessario inoltre che abbia una conoscenza dei luoghi e dei
contesti storici, degli stili e delle funzioni che caratterizzano la produzione
artistica.

Imparare a leggere le immagini e
le opere d’arte sensibilizza e potenzia nell’alunno le capacità estetiche ed
espressive, rafforza la preparazione culturale, ma serve anche a sviluppare il
senso civico. L’alunno, infatti, si educa alla salvaguardia e alla
conservazione del patrimonio artistico e ambientale e scopre i beni culturali
presenti nella realtà del proprio territorio, che impara a contestualizzare
nell’ambito nazionale, europeo ed extraeuropeo.

Le immagini, le opere d’arte e la
musica sono linguaggi universali che costituiscono strumenti potenti per
favorire e sviluppare processi di educazione interculturale, basata sulla
comunicazione, la conoscenza e il confronto tra culture diverse.

Per far sì che
la disciplina contribuisca allo sviluppo di tutti gli aspetti della personalità
dell’alunno è necessario che il suo apprendimento sia realizzato attraverso i
nuclei costituitivi del suo impianto epistemologico: sensoriale (sviluppo delle
dimensioni: tattile, olfattiva, uditiva, visiva intesa come vedere-osservare);
linguistico-comunicativo (il messaggio visivo, i segni dei codici iconici e non
iconici, le funzioni, ecc.); storico-culturale (l’arte come documento per
comprendere la storia, la società, la cultura, la religione di un’epoca);
espressivo/comunicativa (produzione e sperimentazione di tecniche, codici e
materiali diversificati, incluse le nuove tecnologie); patrimoniale (il museo,
i beni culturali e ambientali presenti nel territorio). Traguardi per lo
sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria

L’alunno utilizza gli elementi
grammaticali di base del linguaggio visuale per osservare, descrivere e leggere
immagini statiche (quali fotografie, manifesti, opere d’arte) e messaggi in
movimento (quali spot, brevi filmati, videoclip, ecc.).

Utilizza le conoscenze sul
linguaggio visuale per produrre e rielaborare in modo creativo le immagini
attraverso molteplici tecniche, di materiali e di strumenti diversificati (grafico-espressivi, pittorici e plastici, ma anche
audiovisivi e multimediali).

Legge gli aspetti formali di
alcune opere; apprezza opere d’arte e oggetti di artigianato provenienti da
altri paesi diversi dal proprio. Conosce i principali beni
artistico-culturali presenti nel proprio territorio, e mette in atto
pratiche di rispetto e salvaguardia.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Percettivo
visivi

– Esplorare immagini, forme e
oggetti presenti nell’ambiente utilizzando le capacità visive, uditive,
olfattive, gestuali, tattili e cinestetiche.

– Guardare con consapevolezza
immagini statiche e in movimento descrivendo verbalmente le emozioni e le
impressioni prodotte dai suoni, dai gesti e dalle espressioni dei personaggi,
dalle forme, dalle luci e dai colori e altro.

Leggere

– Riconoscere attraverso un
approccio operativo linee, colori, forme, volume e la struttura compositiva
presente nel linguaggio delle immagini e nelle opere d’arte.

– Individuare nel linguaggio del
fumetto, filmico e audiovisivo le diverse tipologie di codici, le sequenze
narrative e decodificare in forma elementare i diversi significati.

– Descrivere tutto ciò che vede
in un’opera d’arte, sia antica che moderna, dando spazio alle proprie
sensazioni, emozioni, riflessioni.

– Riconoscere nel proprio
ambiente i principali monumenti e beni artistico-culturali.

Produrre

– Esprimere sensazioni, emozioni,
pensieri in produzioni di vario tipo (grafiche, plastiche, multimediali…)
utilizzando materiali e tecniche adeguate e integrando diversi linguaggi.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Percettivo visivi

– Guardare e osservare con
consapevolezza un’immagine e gli oggetti presenti nell’ambiente descrivendo gli
elementi formali e utilizzando le regole della percezione visiva e
l’orientamento nello spazio.

Leggere

– Riconoscere in un testo
iconico-visivo gli elementi grammaticali e tecnici del
linguaggio visuale (linee, colori, forme, volume, spazio) e del
linguaggio audiovisivo (piani, campi, sequenze, struttura narrativa, movimento
ecc.), individuando il loro significato espressivo.

– Leggere in alcune opere d’arte
di diverse epoche storiche e provenienti da diversi Paesi i principali elementi
compositivi, i significati simbolici, espressivi e comunicativi.

– Riconoscere e apprezzare i
principali beni culturali, ambientali e artigianali presenti nel proprio
territorio, operando una prima analisi e classificazione.

Produrre

– Utilizzare strumenti e regole
per produrre immagini grafiche, pittoriche, plastiche tridimensionali,
attraverso processi di manipolazione, rielaborazione e associazione di codici,
di tecniche e materiali diversi tra loro.

– Sperimentare l’uso delle
tecnologie della comunicazione audiovisiva per esprimere, con codici visivi,
sonori e verbali, sensazioni, emozioni e realizzare produzioni di vario tipo.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado L’alunno
padroneggia gli elementi della grammatica del linguaggio visuale, legge e
comprende i significati di immagini statiche e in movimento, di filmati audiovisivi
e di prodotti multimediali. Legge le opere più significative prodotte nell’arte
antica, medievale, moderna e contemporanea, sapendole collocare nei rispettivi
contesti storici, culturali e ambientali; riconosce il valore culturale di
immagini, di opere e di oggetti artigianali prodotti in paesi diversi dal
proprio. Riconosce gli elementi principali del patrimonio culturale, artistico
e ambientale del proprio territorio e è sensibile ai
problemi della sua tutela e conservazione. Realizza un elaborato personale e
creativo, applicando le regole del linguaggio visivo, utilizzando tecniche e materiali differenti anche con l’integrazione di
più media e codici espressivi. Descrive e commenta opere d’arte, beni
culturali, immagini statiche e multimediali, utilizzando il linguaggio verbale
specifico. Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della
scuola secondaria di primo grado

Percettivo visivo

– Osservare e descrivere, con
linguaggio verbale appropriato e utilizzando più metodi, tutti gli elementi
significativi formali presenti in opere d’arte, in immagini statiche e
dinamiche.

Leggere e comprendere

– Riconoscere i codici e le
regole compositive (linee, colori, forma, spazio, peso-equilibrio, movimento,
inquadrature, piani, sequenze, ecc.) presenti nelle
opere d’arte, nelle immagini statiche e in movimento e individuarne i
significati simbolici, espressivi e comunicativi.

– Conoscere e utilizzare gli
elementi della comunicazione visiva, i suoi codici e le funzioni per leggere a
livello denotativo e connotativo messaggi visivi, e in forma essenziale le
immagini e i linguaggi integrati.

– Leggere e interpretare
criticamente un’opera d’arte, mettendola in relazione con alcuni elementi del
contesto storico e culturale.

– Riconoscere e confrontare in
alcune opere gli elementi stilistici di epoche diverse.

– Possedere una conoscenza delle
linee fondamentali della produzione storico-artistica dell’arte antica,
paleocristiana, medioevale, rinascimentale, moderna e contemporanea.

– Individuare le tipologie dei
beni artistici, culturali e ambientali presenti nel proprio territorio, sapendo
leggerne i significati e i valori estetici e sociali.

– Elaborare ipotesi e strategie
di intervento per la tutela e la conservazione dei beni culturali coinvolgendo
altre discipline.

Produrre e rielaborare

– Rielaborare immagini
fotografiche, materiali di uso comune, elementi iconici e visivi,
scritte e parole per produrre immagini creative.

– Produrre elaborati, utilizzando
le regole della rappresentazione visiva, materiali e tecniche grafiche,
pittoriche e plastiche per creare composizioni espressive, creative e
personali.

– Sperimentare l’utilizzo
integrato di più codici, media, tecniche e strumenti
della comunicazione multimediale per creare messaggi espressivi e con precisi
scopi comunicativi.

Corpo movimento sport

Nel primo ciclo "corpo-movimento-sport" promuovono la conoscenza di sé,
dell’ambiente e delle proprie possibilità di movimento. Contribuiscono,
inoltre, alla formazione della personalità dell’alunno attraverso la conoscenza
e la consapevolezza della propria identità corporea, nonché della necessità di
prendersi cura della propria persona e del proprio benessere.

In particolare, lo "stare
bene con se stessi" richiama l’esigenza che nel curricolo dell’educazione
al movimento confluiscano esperienze che riconducono a
stili di vita corretti e salutari, che comprendono la prevenzione di patologie
connesse all’ipocinesia, la valorizzazione delle esperienze motorie e sportive
extrascolastiche, i principi essenziali di una corretta condotta alimentare,
nonché una puntuale informazione riguardante gli effetti sull’organismo umano
di sostanze che inducono dipendenza.

Le attività motorie e sportive
forniranno all’alunno le occasioni per riflettere sui cambiamenti
morfo-funzionali del proprio corpo, per accettarli come espressione della
crescita e del processo di maturazione di ogni persona; offriranno altresì
occasioni per riflettere sulle valenze che l’immagine di sé assume nel
confronto col gruppo dei pari. L’educazione motoria sarà quindi l’occasione per
promuovere esperienze cognitive, sociali, culturali e affettive.

Attraverso il movimento, con il
quale si realizza una vastissima gamma di gesti che vanno dalla mimica del
volto alle più svariate performance sportive, l’alunno potrà esplorare lo
spazio, conoscere il suo corpo, comunicare e relazionarsi con gli altri.

La conquista di abilità motorie e
la possibilità di sperimentare il successo delle proprie azioni sono fonte di
gratificazione che incentivano l’autostima dell’alunno e l’ampliamento
progressivo della sua esperienza, arricchendola di stimoli sempre nuovi.

L’attività motoria e sportiva,
soprattutto nelle occasioni in cui fa sperimentare la vittoria o la sconfitta,
contribuisce all’apprendimento della capacità di modulare e controllare le
proprie emozioni.

Attraverso la dimensione
corporeo-motoria l’alunno esprime istanze comunicative e, a
volte, manifesta disagi di varia natura che non riesce a comunicare con
il linguaggio verbale.

Partecipare alle attività motorie
e sportive significa condividere con altre persone esperienze di gruppo,
promuovendo l’inserimento anche di alunni con varie forme di diversità ed
esaltando il valore della cooperazione e del lavoro di squadra. Il gioco e lo
sport sono, infatti, mediatori e facilitatori di relazioni e
"incontri". In questo modo le varie forme di diversità individuali vengono riconosciute e valorizzate e si evita che le
differenze si trasformino in disuguaglianze.

L’attività sportiva promuove il
valore del rispetto di regole concordate e condivise e i valori etici che sono
alla base della convivenza civile. I docenti sono impegnati a trasmettere e a
far vivere ai ragazzi i principi di una cultura sportiva portatrice di rispetto
per sé e per l’avversario, di lealtà, di senso di appartenenza e di
responsabilità, di controllo dell’aggressività, di negazione di qualunque forma
di violenza.

L’esperienza motoria deve
connotarsi come "vissuto positivo", mettendo in risalto la capacità
di fare dell’alunno, rendendolo costantemente protagonista e progressivamente
consapevole delle competenze motorie via via acquisite. Deve inoltre
realizzarsi come un’attività che non discrimina, non annoia, non seleziona,
permettendo a tutti gli alunni la più ampia partecipazione nel rispetto delle
molteplici diversità.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria

L’alunno acquisisce
consapevolezza di sé attraverso l’ascolto e l’osservazione del proprio corpo,
la padronanza degli schemi motori e posturali, sapendosi adattare alle
variabili spaziali e temporali. Utilizza il linguaggio corporeo e motorio per
comunicare ed esprimere i propri stati d’animo, anche attraverso la drammatizzazione e le esperienze ritmico-musicali.
Sperimenta una pluralità di esperienze che permettono di conoscere e apprezzare
molteplici discipline sportive. Sperimenta, in forma semplificata e
progressivamente sempre più complessa, diverse gestualità tecniche. Si muove
nell’ambiente di vita e di scuola rispettando alcuni criteri di sicurezza per
sé e per gli altri. Riconosce alcuni essenziali principi relativi al proprio
benessere psico-fisico legati alla cura del proprio corpo e a un corretto
regime alimentare. Comprende all’interno delle varie occasioni di gioco e di
sport il valore delle regole e l’importanza di rispettarle, nella
consapevolezza che la correttezza e il rispetto reciproco sono aspetti
irrinunciabili nel vissuto di ogni esperienza ludico-sportiva.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Il corpo e le funzioni
senso-percettive

– Riconoscere e denominare le
varie parti del corpo su di sé e sugli altri e saperle rappresentare
graficamente; riconoscere, classificare, memorizzare e rielaborare le
informazioni provenienti dagli organi di senso (sensazioni visive, uditive,
tattili, cinestetiche).

Il movimento del corpo e la sua
relazione con lo spazio e il tempo

– Coordinare e utilizzare diversi
schemi motori combinati tra loro (correre / saltare, afferrare / lanciare,
ecc).

– Sapere controllare e gestire le
condizioni di equilibrio statico-dinamico del proprio corpo.

– Organizzare e gestire
l’orientamento del proprio corpo in riferimento alle
principali coordinate spaziali e temporali (contemporaneità, successione e
reversibilità) e a strutture ritmiche.

– Riconoscere e riprodurre
semplici sequenze ritmiche con il proprio corpo e con attrezzi.

Il linguaggio del corpo come
modalità comunicativo-espressiva

– Utilizzare in modo personale il
corpo e il movimento per esprimersi, comunicare stati d’animo, emozioni e
sentimenti, anche nelle forme della drammatizzazione e della danza.

– Assumere e controllare in forma
consapevole diversificate posture del corpo con finalità espressive.

Il gioco, lo sport, le regole e
il fair play

– Conoscere e applicare
correttamente modalità esecutive di numerosi giochi di movimento e presportivi,
individuali e di squadra, e nel contempo assumere un atteggiamento positivo di
fiducia verso il proprio corpo, accettando i propri limiti, cooperando e
interagendo positivamente con gli altri, consapevoli del "valore"
delle regole e dell’importanza di rispettarle.

Sicurezza e prevenzione, salute e
benessere

– Conoscere e utilizzare in modo
corretto e appropriato gli attrezzi e gli spazi di
attività.

– Percepire e riconoscere
"sensazioni di benessere" legate all’attività ludico-motoria.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Il corpo e le funzioni
senso-percettive

– Acquisire consapevolezza delle
funzioni fisiologiche (cardio-respiratorie e muscolari) e dei loro cambiamenti
in relazione e conseguenti all’esercizio fisico, sapendo anche modulare e
controllare l’impiego delle capacità condizionali (forza, resistenza, velocità)
adeguandole all’intensità e alla durata del compito motorio.

Il movimento del corpo e la sua
relazione con lo spazio e il tempo

– Organizzare condotte motorie
sempre più complesse, coordinando vari schemi di movimento in simultaneità e
successione.

– Riconoscere e valutare
traiettorie, distanze, ritmi esecutivi e successioni temporali delle azioni
motorie, sapendo organizzare il proprio movimento nello spazio in relazione a
sé, agli oggetti, agli altri.

Il linguaggio del corpo come
modalità comunicativo-espressiva

– Utilizzare in forma originale e
creativa modalità espressive e corporee anche
attraverso forme di drammatizzazione, sapendo trasmettere nel contempo
contenuti emozionali.

– Elaborare semplici coreografie
o sequenze di movimento utilizzando band musicali o strutture ritmiche.

Il gioco, lo sport, le regole e
il fair play

– Conoscere e applicare i
principali elementi tecnici semplificati di molteplici discipline sportive.

– Saper scegliere azioni e
soluzioni efficaci per risolvere problemi motori, accogliendo suggerimenti e correzioni.

– Saper utilizzare numerosi
giochi derivanti dalla tradizione popolare applicandone indicazioni e regole.

– Partecipare attivamente ai
giochi sportivi e non, organizzati anche in forma di gara, collaborando con gli
altri, accettando la sconfitta, rispettando le regole, accettando le diversità,
manifestando senso di responsabilità.

Sicurezza e prevenzione, salute e
benessere

– Assumere comportamenti adeguati
per la prevenzione degli infortuni e per la sicurezza nei vari ambienti di
vita.

– Riconoscere il rapporto tra
alimentazione, esercizio fisico e salute, assumendo adeguati comportamenti e
stili di vita salutistici.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno, attraverso le attività
di gioco motorio e sportivo, che sono esperienze privilegiate dove si coniuga
il sapere, il saper fare e il saper essere, ha costruito la propria identità
personale e la consapevolezza delle proprie competenze motorie e dei propri
limiti.

Utilizza gli
aspetti comunicativo-relazionali del linguaggio
corporeo-motoriosportivo, oltre allo specifico della corporeità, delle sue
funzioni e del consolidamento e dello sviluppo delle abilità motorie e
sportive.

Possiede conoscenze e competenze
relative all’educazione alla salute, alla prevenzione e alla promozione di
corretti stili di vita. È capace di integrarsi nel gruppo, di cui condivide e
rispetta le regole, dimostrando di accettare e rispettare l’altro. È capace di
assumersi responsabilità nei confronti delle proprie azioni e di impegnarsi per
il bene comune. Sperimenta i corretti valori dello sport (fair play) e la
rinuncia a qualunque forma di violenza, attraverso il riconoscimento e
l’esercizio di tali valori in contesti diversificati.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Il corpo e le funzioni
senso-percettive

– Essere in grado di rilevare i
principali cambiamenti morfologici del corpo e applicare conseguenti piani di
lavoro per raggiungere una ottimale efficienza fisica,
migliorando le capacità condizionali (forza, resistenza, rapidità, mobilità
articolare).

– Mantenere un impegno motorio
prolungato nel tempo, manifestando autocontrollo del proprio corpo nella sua
funzionalità cardio-respiratoria e muscolare.

Il movimento del corpo e la sua
relazione con lo spazio e il tempo

– Saper utilizzare e trasferire
le abilità coordinative acquisite per la realizzazione dei gesti tecnici dei
vari sport.

– Saper applicare schemi e azioni
di movimento per risolvere in forma originale e creativa un determinato
problema motorio, riproducendo anche nuove forme di movimento.

– Utilizzare e correlare le
variabili spazio-temporali funzionali alla realizzazione del gesto tecnico in
ogni situazione sportiva.

– Sapersi orientare nell’ambiente
naturale attraverso la lettura e decodificazione di mappe.

Il linguaggio del corpo come
modalità comunicativo-espressiva

– Conoscere e applicare semplici
tecniche di espressione corporea.

– Rappresentare idee, stati
d’animo e storie mediante gestualità e posture svolte in forma individuale, a
coppie, in gruppo.

– Saper decodificare i gesti
arbitrali in relazione all’applicazione del regolamento di gioco.

Il gioco, lo sport, le regole e
il fair play

– Padroneggiare molteplici
capacità coordinative adattandole alle situazioni richieste dal gioco in forma
originale e creativa, proponendo anche varianti.

– Partecipare in forma
propositiva alla scelta di strategie di gioco e alla loro realizzazione
(tattica) adottate dalla squadra mettendo in atto
comportamenti collaborativi.

– Conoscere e applicare
correttamente il regolamento tecnico dei giochi sportivi, assumendo anche il
ruolo di arbitro e/o funzioni di giuria.

– Saper gestire in modo
consapevole gli eventi della gara (le situazioni competitive) con autocontrollo
e rispetto per l’altro, accettando la "sconfitta".

Sicurezza e prevenzione, salute e
benessere

– Acquisire consapevolezza delle
funzioni fisiologiche e dei loro cambiamenti conseguenti all’attività motoria,
in relazione ai cambiamenti fisici e psicologici tipici della preadolescenza.

Assumere consapevolezza della
propria efficienza fisica sapendo applicare principi metodologici utili e
funzionali per mantenere un buono stato di salute (metodiche di allenamento,
principi alimentari, ecc).

AREA STORICO-GEOGRAFICA

L’area storico-geografica è
composta dalle scienze che si occupano dello studio delle società umane, nello
spazio e nel tempo: la storia e la geografia, strettamente collegate fra loro e
in continuità fra primaria e secondaria.

Al loro interno, si articolano i
temi relativi agli studi sociali, il cui scopo è quello di consentire, anche ai
docenti della scuola primaria, di costruire percorsi strutturati su questioni
della modernità e della contemporaneità, socialmente vive e spazialmente
differenziate. Questa apertura costante al mondo attuale è
necessaria, dal momento che uno degli obiettivi centrali di quest’area è lo
sviluppo delle competenze relative alla cittadinanza attiva, come la
comprensione del significato delle regole per la convivenza nella società e
della necessità di rispettarle; la consapevolezza di far parte di una comunità
territoriale organizzata a garanzia dei diritti delle persone; la conoscenza
dei principi fondamentali della Costituzione e dei principali aspetti
dell’ordinamento dello Stato; la conoscenza dei diritti della persona
riconosciuti dal consesso internazionale.

Per altro verso, il continuo
legame con il mondo antico è assicurato dallo studio del patrimonio storico,
artistico e culturale. Questa risorsa permette, anche nella scuola secondaria
di primo grado, la possibilità di riprendere momenti di preistoria e di storia
antica.

L’area storico-geografica è
aperta alla collaborazione con le altre discipline. Infatti, oltre ai linguaggi
verbali, numerici e artistici che le discipline dell’area condividono con tutte
le altre, gli alunni imparano a utilizzare il linguaggio della geo-graficità,
che è l’espressione grafica dell’intelligenza visivo-spaziale
e, quindi, apprendono a usare grafici e modelli, per la descrizione e
l’interpretazione sia di sistemi territoriali, sia di fenomeni storico/sociali.

Il processo di
insegnamento/apprendimento è concepito come coinvolgente, spinge l’alunno a
interrogarsi, è basato su questioni inerenti l’attualità
e su conoscenze significative. Esso tiene conto del sapere e dell’esperienza
degli alunni come punto di partenza e di arrivo dei percorsi di apprendimento.
Si sviluppa grazie a uno strumentario diversificato: manuali, fonti di genere
diverso, atlanti, testi storici divulgativi e scientifici, i
media, strumenti multimediali, l’ambiente e il territorio, il patrimonio
storico/artistico. In questo processo di formazione, la lezione, lo strumento
tradizionale di insegnamento, si combina con i momenti di labora78

16:42
Pagina 79 torio, frutto di una tradizione più recente, ma ugualmente ricca di
esempi e "buone pratiche". Questo insegnamento/apprendimento, intenso
e partecipato, guida gli allievi ad apprezzare il valore e i prodotti del
lavoro scientifico professionale. Così, essi cominciano a rendersi conto del
fatto che la conoscenza della storia, nazionale, europea e mondiale, aiuta a
capire e ad affrontare molte questioni della vita sociale odierna.

Storia

Obiettivo della storia è
comprendere e spiegare il passato dell’uomo, partendo dallo studio delle
testimonianze e dei resti che il passato stesso ci ha lasciato. La conoscenza
storica si forma e progredisce attraverso un incessante confronto fra punti di
vista e approcci metodologici diversi (storici, archeologici, geografici, ecc).
L’apprendimento della storia contribuisce all’educazione civica della nazione,
perché permette agli allievi di conoscere il processo di formazione della
storia italiana, europea e mondiale e di capire come si sono formati la memoria
e il patrimonio storici nazionali. Al tempo stesso, la storia favorisce negli
alunni la formazione di un "abito critico", fondato sulla capacità di
interpretare le fonti e le conoscenze acquisite.

Nei tempi più recenti, infatti,
il passato e in particolare i temi della memoria, dell’identità e delle radici
hanno fortemente caratterizzato il discorso pubblico e dei
media sulla storia. In tale contesto, la padronanza degli strumenti
critici permette di evitare che la storia venga usata
strumentalmente e in modo improprio. Inoltre, la formazione di una società multietnica
e multiculturale ha portato con sé la tendenza a trasformare la storia da
disciplina di studio a luogo di rappresentanza delle diverse identità, con il
rischio di comprometterne il carattere scientifico e, conseguentemente, di
diminuire la stessa efficacia formativa del curricolo. Per tale motivo, è
opportuno sottolineare come proprio la storia offra
una base solida per ragionare sulle diversità dei gruppi umani che hanno
popolato il pianeta, a partire dall’unità del genere umano. In questo ambito
acquisisce un rilievo centrale la trattazione di argomenti la cui conoscenza è
imprescindibile per tutti gli alunni, da qualsiasi luogo provengano: dal
Neolitico alla Rivoluzione industriale, dalla storia dell’ambiente a quella dei
processi di globalizzazione.

Ma anche il ragionamento critico
sui fatti essenziali relativi alla storia italiana ed europea, in questo
contesto, si rivela altamente positivo e costituisce
una buona base per avviare il dialogo fra le diverse componenti di una società
multiculturale e multietnica e permette di aprire la scuola a un confronto
sereno ed educativo sui temi delle identità e delle differenze culturali.

Infatti, la storia europea e
italiana mostrano, fin dalle fasi più antiche del popolamento, un continuo
rimescolamento di genti e di culture. Questa dinamica, nel corso del suo
sviluppo – dalle prime società org nizzate del protostorico alla colonizzazione
greca e fenicia, al processo di unificazione del Mediterraneo, realizzato
dall’Impero Romano – consente di capire i profondi intrecci che si stabiliscono
fra le genti del Mediterraneo e le popolazioni dei continenti europei, asiatici
e africani. Gli studi più recenti sul Medioevo mettono in evidenza la
formazione di una società aperta, inclusiva, nella quale i diversi apporti
culturali ed etnici favoriscono l’emersione di modelli di controllo politico
del territorio particolarmente efficaci, come i domini signorili e gli stati
moderni. È su questa base che si sviluppano le città, medievali e moderne, e i
processi culturali che hanno caratterizzato vicende che sono state prima
europee e poi mondiali: dalla nascita e dalla diffusione del Cristianesimo
all’esordio dell’Umanesimo e del Rinascimento, alla Rivoluzione scientifica e
all’Illuminismo.

In questo modo, l’Europa si costituisce
come un’area economica e culturale ben individuata, che, come l’India e la Cina,
ha caratterizzato la dinamica, a volte pacifica e di scambi, a volte violenta e
di conquiste, del mondo moderno e contemporaneo. La conoscenza degli aspetti
fondamentali di questa storia è dunque essenziale per orientarsi nella nostra
società. E, fra questi aspetti, va sottolineata l’importanza della formazione
degli stati ottocenteschi e, sicuramente con particolare attenzione, quella
dello Stato italiano. Questo modo di studiare la storia fornisce agli alunni
l’opportunità di costruire un fondamento storico a questioni che, altrimenti,
sarebbero interamente schiacciate nella dimensione del presente. I due poli -
il passato e il presente – devono entrambi avere il loro giusto peso nel
curricolo e è opportuno che si richiamino
continuamente.

Tuttavia,
l’analisi del mondo contemporaneo reclama un suo spazio educativo preciso: le
guerre mondiali, il fascismo, il comunismo, la liberaldemocrazia, la
decolonizzazione e le complesse vicende – economiche, sociali, politiche e
culturali – che caratterizzano il mondo attuale; la formazione dell’Unione
Europea; la nascita e le vicende della Repubblica italiana, sono da
considerarsi decisive, se osservate dal punto di vista del raggiungimento degli
obiettivi di cittadinanza e della capacità di orientarsi nella complessità del
mondo attuale e di progettare il futuro. Per questo motivo, l’ultimo
anno del primo ciclo viene riservato allo studio della
storia del

Novecento.

La complessità della storia è lo
sfondo ineludibile del curricolo. Essa dipende dalla diversa natura dei
soggetti che la costituiscono (il genere, il censo, i gruppi sociali, le
religioni, gli stati e così via), dall’intervento intenzionale degli individui,
dalla molteplicità delle scale e dei punti di vista a partire dai quali può
essere ricostruita. Una didattica plurale, che sappia praticare strade diverse
di insegnamento, sembra la risposta più corrispondente a questa fisionomia
della disciplina. L’alunno impara a confrontare società, a
studiare la portata di fatti di grande ampiezza temporale e geografica; si
sofferma su una biografia, emblematica per la comprensione di un’epoca; studia
eventi epocali, impara a usare la cronologia per scoprire l’andamento di una
guerra o di un ciclo economico oppure per dare sistematicità alle conoscenze
studiate. Apprende dai libri, ma anche dall’osservazione diretta di
elementi concreti: un castello, una piazza, una fabbrica, una chiesa. Ogni
volta deve imparare a usare scale temporali e spaziali diverse.

La disciplina, per questa sua
complessità, richiede la formulazione di un percorso ben articolato, con una
progressione di attività e di conoscenze adatta alle diverse fasi
dell’apprendimento e che permetta di distribuire lungo
tutto l’arco della primaria e della secondaria di primo grado i diversi compiti
di apprendimento. Nella fase del primo insegnamento, i docenti cureranno la
formazione dei concetti di base del ragionamento storico e si soffermeranno su
aspetti di storia locale, esperibili da vicino, ma anche su fatti e racconti di
storie lontane nel tempo e nello spazio, dalla preistoria ai giorni nostri,
purché presentati in forme comprensibili e utilizzabili dagli allievi. La
storiografia, infatti, ha accumulato, nella sua plurimillenaria tradizione,
racconti affascinanti che vanno considerati una risorsa preziosa per avvicinare
i bambini alla conoscenza del passato.

La conoscenza sistematica e
diacronica della storia verrà realizzata fra il
secondo biennio della primaria e la fine della secondaria di primo grado. Si
inizierà focalizzando l’attenzione degli alunni sugli aspetti della vita
sociale, culturale e materiale delle società preistoriche, protostoriche e del
mondo antico, e si passerà, man mano che le capacità degli allievi crescono,
allo studio di processi più complessi. La scansione fra primaria e secondaria
di primo grado è costituita dalla Caduta dell’impero Romano d’Occidente, mentre
nel primo biennio della scuola secondaria di primo grado il percorso sarà
compreso fra il Tardo Antico e la fine dell’Ottocento. L’ultimo anno della
scuola secondaria di primo grado viene dedicato allo
studio della storia del Novecento.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria

L’alunno conosce elementi
significativi del passato del suo ambiente di vita.

Conosce gli aspetti fondamentali
della preistoria, della protostoria e della storia antica.

Usa la linea del tempo, per
collocare un fatto o un periodo storico.

Conosce le società studiate, come
quella greca e romana, e individua le relazioni tra gruppi umani e contesti
spaziali.

Organizza la conoscenza,
tematizzando e usando semplici categorie (alimentazione, difesa, cultura).

Produce semplici
testi storici, comprende i testi storici proposti; sa usare carte

geo-storiche
e inizia a usare gli strumenti informatici con la guida dell’insegnante.

Sa raccontare i fatti studiati.

Riconosce le tracce storiche
presenti sul territorio e comprende l’importanza del

patrimonio
artistico e culturale.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Organizzazione delle informazioni

– Rappresentare graficamente e
verbalmente le attività, i fatti vissuti e narrati, definire durate temporali e
conoscere la funzione e l’uso degli strumenti convenzionali per la misurazione
del tempo.

– Riconoscere relazioni di
successione e di contemporaneità, cicli temporali, mutamenti, permanenze in
fenomeni ed esperienze vissute e narrate.

Uso dei documenti

– Individuare le tracce e usarle
come fonti per ricavare conoscenze sul passato personale, familiare e della
comunità di appartenenza.

– Ricavare da fonti di tipo
diverso conoscenze semplici su momenti del passato, locali
e non.

Strumenti concettuali e
conoscenze

– Avviare la costruzione dei
concetti fondamentali della storia: famiglia, gruppo, regole, agricoltura,
ambiente, produzione, ecc.

– Organizzare le conoscenze
acquisite in quadri sociali significativi (aspetti della vita
sociale, politico-istituzionale, economica, artistica, religiosa,…).

– Individuare analogie e
differenze fra quadri storico-sociali diversi, lontani
nello spazio e nel tempo (i gruppi umani preistorici, o le società di
cacciatori/raccoglitori oggi esistenti).

– Rappresentare conoscenze e
concetti appresi mediante grafismi, racconti orali, disegni.

Produzione

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Uso dei documenti

– Ricavare informazioni da
documenti di diversa natura utili alla comprensione di un fenomeno storico.

– Rappresentare in un quadro
storico-sociale il sistema di relazioni tra i segni e le testimonianze del
passato presenti sul territorio vissuto.

Organizzazione delle informazioni

– Confrontare i quadri storici
delle civiltà studiate.

– Usare cronologie e carte
storico/geografiche per rappresentare le conoscenze studiate.

Strumenti concettuali e
conoscenze

– Usare la cronologia storica
secondo la periodizzazione occidentale (prima e dopo Cristo) e conoscere altri
sistemi cronologici.

– Elaborare rappresentazioni
sintetiche delle società studiate, mettendo in rilievo le relazioni fra gli
elementi caratterizzanti.

Produzione

– Confrontare aspetti caratterizzanti
le diverse società studiate anche in rapporto al presente.

– Ricavare e produrre
informazioni da grafici, tabelle, carte storiche,
reperti iconografici e consultare testi di genere diverso, manualistici e non.

– Elaborare in forma di racconto
- orale e scritto – gli argomenti studiati.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno ha incrementato la
curiosità per la conoscenza del passato. Si informa in modo autonomo su fatti e
problemi storici.

Conosce i momenti fondamentali
della storia italiana dalle forme di insediamento e di potere medievali alla
formazione dello stato unitario, alla formazione della Repubblica.

Conosce i processi fondamentali
della storia europea medievale, moderna e contemporanea.

Conosce i processi fondamentali
della storia mondiale, dalla civilizzazione neolitica alla rivoluzione
industriale, alla globalizzazione.

Conosce gli aspetti essenziali
della storia del suo ambiente.

Conosce e apprezza aspetti del
patrimonio culturale, italiano e dell’umanità.

Ha elaborato un personale metodo
di studio, comprende testi storici, ricava informazioni storiche da fonti di
vario genere e le sa organizzare in testi.

Sa esporre le conoscenze storiche
acquisite operando collegamenti e sa argomentare le proprie riflessioni.

Usa le conoscenze e le abilità
per orientarsi nella complessità del presente, comprendere opinioni e culture
diverse, capire i problemi fondamentali del mondo contemporaneo.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Uso dei documenti

– Usare fonti di diverso tipo
(documentarie, iconografiche, narrative, materiali, orali, ecc.) per ricavare
conoscenze su temi definiti.

– Conoscere alcune procedure e
tecniche di lavoro nei siti archeologici, nelle biblioteche e negli archivi.

Organizzazione delle informazioni

– Formulare problemi sulla base
delle informazioni raccolte.

– Costruire
grafici e mappe spazio-temporali, per organizzare le conoscenze
studiate.

– Collocare la storia locale in
relazione alla storia italiana, europea, mondiale.

Strumenti concettuali e
conoscenze

– Selezionare, schedare e
organizzare le informazioni con mappe, schemi, tabelle e grafici.

– Conoscere aspetti e strutture
dei momenti storici italiani, europei e mondiali studiati.

– Conoscere il patrimonio
culturale collegato con i temi studiati.

– Usare le conoscenze apprese per
comprendere problemi ecologici, interculturali e di convivenza civile.

Produzione

– Produrre testi, utilizzando
conoscenze, selezionate e schedate da fonti di informazione diverse,
manualistiche e non.

Geografia

La geografia è scienza che studia
l’umanizzazione del nostro pianeta e, quindi, i processi attivati dalle
collettività nelle loro relazioni con la natura. Tali processi nel corso del
tempo hanno trasformato l’ambiente e hanno "costruito" il territorio
nel quale oggi viviamo. La storia della natura e quella dell’uomo si svolgono
con tempi diversi: i tempi lunghi della natura si intrecciano spesso con quelli
molto più brevi dell’uomo, con ritmi che a volte si fanno più serrati in
seguito a trasformazioni assai rapide, dovute a nuove prospettive culturali o
all’affermarsi di tecnologie innovative.

Per questi motivi la geografia è
attenta al presente, che studia nelle varie articolazioni spaziali e nei suoi
aspetti demografici, socio-culturali ed economici. Ma poiché lo spazio non è
statico, la geografia non può prescindere dalla dimensione del tempo, da cui
trae molte delle sue possibilità di leggere e interpretare i fatti che proprio
nel territorio hanno lasciato testimonianza. È importante partire, nei primi
anni di scuola primaria, dall’approccio senso-percettivo all’ambiente
circostante, attraverso un’esplorazione consapevole del contesto. In questa
fase la geografia opera in stretta connessione con le scienze motorie, per
consolidare il rapporto del corpo con lo spazio.

Dopo aver costruito le proprie
"geografie", anche attraverso le testimonianze di adulti nella veste
di referenti culturali (familiari, insegnanti, testimoni privilegiati), gli
allievi possono avvicinarsi alla dimensione sistematica della disciplina
gradualmente, dagli ultimi due anni della scuola primaria fino al terzo anno
della secondaria di primo grado. È soprattutto alla geografia, infatti, che
spetta il delicato compito di conferire il senso dello spazio, accanto a quello
del tempo: gli allievi devono attrezzarsi di coordinate spaziali per orientarsi
in un territorio. Occorre che, fin dalla scuola primaria, siano abituati ad
analizzare ogni elemento nel suo contesto spaziale, a partire da quello locale
fino ad arrivare ai contesti mondiali. Il raffronto della realtà locale con
quella globale, e viceversa, è possibile attraverso la continua comparazione di
spazi, letti e interpretati a scale diverse, servendosi anche di carte
geografiche, fotografie aeree e immagini da satellite.

Altra irrinunciabile opportunità
formativa che la geografia offre è quella di abituare a osservare la realtà da
diversi punti di vista.

Il rispetto del patrimonio
culturale ereditato da chi ci ha preceduto, che si traduce in una varietà di
"segni" leggibili sul territorio, è obiettivo che conduce agli
stretti legami della geografia con la storia e con le scienze sociali. Con
queste discipline, la geografia condivide anche la progettazione di azioni di
salvaguardia e di recupero del patrimonio naturale, affinché le generazioni future
possano giovarsi di una natura non avvelenata ed esaurita nelle sue risorse non
rinnovabili. Riciclaggio e smaltimento dei rifiuti, lotta all’inquinamento,
sviluppo delle tecniche di produzione delle energie rinnovabili, tutela della
biodiversità: sono tutti temi di forte rilevanza geografica, in cui è
essenziale il raccordo con altre discipline scientifiche e tecniche. Il punto
di convergenza sfocia necessariamente nell’educazione all’ambiente e allo
sviluppo, compatibile con le esigenze degli uomini e dei popoli, purché queste
si mantengano entro la capacità di carico degli ecosistemi.

Fare geografia a scuola vuol dire
formare cittadini del mondo consapevoli, autonomi,
responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e
sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria

L’alunno si orienta nello spazio
circostante e sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici,
punti cardinali e coordinate geografiche.

Si rende conto che lo spazio
geografico è un sistema territoriale, costituito da elementi fisici e antropici
legati da rapporti di connessione e/o di interdipendenza.

Individua, conosce e descrive gli
elementi caratterizzanti dei paesaggi (di montagna, collina, pianura, costieri,
vulcanici, ecc.) con particolare attenzione a quelli italiani.

È in grado di conoscere e
localizzare i principali "oggetti" geografici fisici (monti, fiumi,
laghi,…) e antropici (città, porti e aeroporti,
infrastrutture…) dell’Italia.

Utilizza il linguaggio della
geo-graficità per interpretare carte geografiche e per realizzare semplici
schizzi cartografici e carte tematiche.

Ricava informazioni geografiche
da una pluralità di fonti (cartografiche e satellitari,
fotografiche, artistico-letterarie).

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Orientamento

– Muoversi consapevolmente nello
spazio circostante, sapendosi orientare attraverso punti di riferimento e
utilizzando gli organizzatori topologici (sopra, sotto, avanti, dietro,
sinistra, destra, ecc.).

Carte mentali

– Acquisire la consapevolezza di
muoversi e orientarsi nello spazio grazie alle proprie carte mentali, che si
strutturano e si ampliano man mano che si esplora lo spazio circostante.

Linguaggio della geo-graficità

– Rappresentare in prospettiva
verticale oggetti e ambienti noti (pianta dell’aula, di una stanza della
propria casa, del cortile della scuola, ecc.) e rappresentare percorsi esperiti
nello spazio circostante.

– Leggere e interpretare la
pianta dello spazio vicino, basandosi su punti di riferimento fissi.

Paesaggio

– Esplorare il territorio
circostante attraverso l’approccio senso-percettivo e l’osservazione diretta.

– Individuare gli elementi fisici
e antropici che caratterizzano i vari tipi di paesaggio.

– Conoscere e descrivere gli
elementi fisici e antropici che caratterizzano l’ambiente di residenza e la
propria regione.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Orientamento

– Orientarsi nello spazio e sulle
carte geografiche, utilizzando la bussola e i punti cardinali.

Carte mentali

– Estendere le proprie carte
mentali al territorio italiano e a spazi più lontani, attraverso gli strumenti
dell’osservazione indiretta (filmati e fotografie, documenti cartografici e
immagini da satellite, ecc.).

Linguaggio della geo-graficità

– Analizzare fatti e fenomeni
locali e globali, interpretando carte geografiche a diversa scala, carte
tematiche, grafici, immagini da satellite.

– Localizzare sulla carta
geografica dell’Italia la posizione delle regioni fisiche e amministrative.

Paesaggio

– Conoscere e descrivere gli
elementi caratterizzanti i principali paesaggi italiani, europei e mondiali,
individuando le analogie e le differenze (anche in relazione ai
quadri socio-storici del passato) e gli elementi di particolare valore
ambientale e culturale.

Regione

– Conoscere e applicare il
concetto polisemico di regione geografica (fisica, climatica,
storico-culturale, amministrativa), in particolar modo, allo studio del
contesto italiano.

Territorio e regione

– Comprendere che il territorio è
costituito da elementi fisici e antropici connessi e interdipendenti e che
l’intervento dell’uomo su uno solo di questi elementi si ripercuote a catena su
tutti gli altri.

– Individuare problemi relativi
alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, analizzando
le soluzioni adottate e proponendo soluzioni idonee nel contesto vicino.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno osserva, legge e
analizza sistemi territoriali vicini e lontani.

Utilizza opportunamente concetti
geografici (ad esempio: ubicazione, localizzazione, regione, paesaggio,
ambiente, territorio, sistema antropofisico…), carte geografiche, fotografie
e immagini dallo spazio, grafici, dati statistici per comunicare efficacemente
informazioni spaziali sull’ambiente che lo circonda.

È in grado di conoscere e
localizzare i principali "oggetti" geografici fisici (monti,

fiumi,
laghi,…) e antropici (città, porti e aeroporti, infrastrutture…) dell’Europa e
del

Mondo.

Sa agire e muoversi
concretamente, facendo ricorso a carte mentali, che implementa

in modo
significativo attingendo all’esperienza quotidiana e al bagaglio di conoscenze.
Sa aprirsi al confronto con l’altro, attraverso la conoscenza dei diversi contesti

ambientali
e socio-culturali, superando stereotipi e pregiudizi.

Riconosce nel paesaggio gli
elementi fisici significativi e le emergenze storiche,

estetiche,
artistiche e architettoniche, come patrimonio naturale e culturale da tutelare
e valorizzare.

Valuta i possibili effetti delle
decisioni e delle azioni dell’uomo sui sistemi territoriali alle diverse scale
geografiche.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Carte mentali

– Arricchire e organizzare in
modo significativo la carta mentale dell’ambiente vicino, della regione amministrativa
di appartenenza, dell’Italia, dell’Europa e del Mondo.

Concetti geografici e conoscenze

– Conoscere, comprendere e
utilizzare per comunicare e agire nel territorio alcuni concetti-cardine delle
strutture logiche della geografia: ubicazione, localizzazione, regione,
paesaggio, ambiente, territorio, sistema antropofisico.

Ragionamento spaziale

– Individuare nella complessità
territoriale, alle varie scale geografiche, i più evidenti collegamenti
spaziali e ambientali: interdipendenza di fatti e fenomeni e rapporti fra
elementi.

Linguaggio della geo-graficità

– Leggere e interpretare vari
tipi di carte geografiche (da quella topografica al planisfero), utilizzando
consapevolmente punti cardinali, scale e coordinate geografiche, simbologia.

– Leggere e comunicare
consapevolmente in relazione al sistema territoriale, attraverso il linguaggio
specifico della geo-graficità, ovvero attraverso termini geografici, carte,
grafici, immagini (anche da satellite), schizzi, dati statistici.

Immaginazione geografica

– "Vedere" in modo
geograficamente corretto e coerente, paesaggi e
sistemi territoriali lontani (anche nel tempo) nei diversi aspetti, utilizzando
carte, grafici, immagini, dati statistici, relazioni di viaggiatori, testi
descrittivi, ecc.

Metodi, tecniche, strumenti
propri della Geografia

– Leggere carte stradali e
piante, utilizzare orari di mezzi pubblici, calcolare distanze non solo
itinerarie, ma anche economiche (costo/tempo), per muoversi in modo coerente e
consapevole.

– Utilizzare nuovi strumenti e
metodi di rappresentazione dello spazio geografico (telerilevamento e
cartografia computerizzata).

AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO-TECNOLOGICA

Nella formazione di base, l’area matematico-scientifico-tecnologica comprende argomenti di
matematica, di scienze dell’uomo e della natura, di tecnologia sia tradizionale
sia informatica. Si tratta di discipline che studiano e propongono modi di
pensare, artefatti, esperienze, linguaggi, modi di
agire che oggi incidono profondamente su tutte le dimensioni della vita
quotidiana, individuale e collettiva: è perciò necessario che la formazione si
confronti in modo sistematico anche con l’esperienza comune (in senso lato) di
ragazzi e adulti.

Le conoscenze matematiche,
scientifiche e tecnologiche contribuiscono in modo determinante alla formazione
culturale delle persone e delle comunità, sviluppando le capacità di mettere in
stretto rapporto il "pensare" e il "fare" e offrendo
strumenti adatti a percepire, interpretare e collegare tra loro fenomeni naturali,
concetti e artefatti costruiti dall’uomo, eventi quotidiani. I principi e le
pratiche delle scienze, della matematica e delle tecnologie sviluppano infatti le capacità di critica e di giudizio, la
consapevolezza che occorre motivare le proprie affermazioni, l‘attitudine ad
ascoltare, comprendere e valorizzare argomentazioni e punti di vista diversi
dai propri. Lo sviluppo di un’adeguata competenza scientifica, matematica,
tecnologica di base consente inoltre di leggere e valutare le informazioni che
la società di oggi offre in grande abbondanza. In questo modo consente di
esercitare la propria cittadinanza attraverso decisioni motivate, intessendo
relazioni costruttive fra le tradizioni culturali e i nuovi sviluppi delle
conoscenze.

L’area è articolata in tre filoni
curricolari – matematica, scienze naturali e sperimentali,
tecnologia – che dal punto di vista didattico si devono intendere
collegati e interagenti fra loro, ma anche con le altre aree culturali; e che
devono essere sviluppati in continuità costruttiva attraverso percorsi coerenti
tra scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria.

Tutte le discipline dell’area
hanno come elemento fondamentale il laboratorio, inteso sia come luogo fisico
(aula, o altro spazio specificamente attrezzato) sia come momento in cui
l’alunno è attivo, formula le proprie ipotesi e ne controlla le conseguenze,
progetta e sperimenta, discute e argomenta le proprie scelte, impara a
raccogliere dati e a confrontarli con le ipotesi formulate, negozia e costruisce
significati interindividuali, porta a conclusioni temporanee e a nuove aperture
la costruzione delle conoscenze personali e collettive. In tutte le discipline
dell’area, inclusa la matematica, avrà cura di ricorrere ad attività pratiche e
sperimentali e a osservazioni sul campo, con un carattere non episodico e
inserendole in percorsi di conoscenza.

A ogni livello scolastico, il
risolvere problemi, anche con strumenti e risorse digitali, offre occasioni per
acquisire nuovi concetti e abilità, per arricchire il significato di concetti
già appresi e per verificare l’operatività degli apprendimenti realizzati in
precedenza.

Componenti necessarie di questo
comune approccio sono l’impostare e il risolvere problemi, l’utilizzo delle
sensazioni e delle percezioni, la capacità di costruire storie e schemi
interpretativi e di sviluppare argomentazioni, l’affinare il linguaggio
naturale e la capacità di organizzare il discorso, con una speciale attenzione
all’uso della lingua, in particolare della lingua italiana.

Soprattutto nella scuola primaria
si potrà utilizzare il gioco, che ha un ruolo cruciale nella comunicazione,
nell’educazione al rispetto di regole condivise, nell’elaborazione di strategie
adatte ai contesti.

Riflettere sui
propri percorsi di conoscenza, sia in tempo reale sia a lungo termine; rendersi
conto che ogni percorso di apprendimento può essere precisato e approfondito da
passi successivi; apprezzare i nuovi strumenti di indagine e di rappresentazione,
anche in quanto potenziano e modificano le conoscenze che già si possiedono:
tutte queste dimensioni della relazione di insegnamento / apprendimento
permetteranno di approfondire la comprensione, sperimentandone in prima persona
l’aspetto dinamico, e di accrescere la motivazione ad apprendere ancora.
Al tempo stesso potranno anche aprire alla consapevolezza, sollecitata da
esempi adatti, che tutte le conoscenze scientifiche sono, al pari di quelle
delle arti e delle lettere, prodotti non statici della cultura umana e, in
quanto tali, in continua evoluzione; contribuirà, al pari delle conoscenze
relative alle discipline delle altre aree, a formare le basi per un pensiero
critico, che superi i vincoli dati da stereotipi e pregiudizi e in grado di
leggere il presente e di prevedere alternative future.

È importante che la competenza in
"discorsi" di scienza cresca in coerenza con altre competenze e ad
altri "discorsi". Il senso culturale di un’efficace separazione e
autonomia delle discipline si sviluppa infatti
gradualmente, attraverso la consapevolezza sia della comune origine radicata
nella complessità del mondo e della conoscenza, sia degli intrecci reciproci
che sono comunque necessari per dare senso a ogni nuovo ("creativo")
passo di interpretazione, intervento o progetto.

Matematica

In questo quadro, la matematica
ha uno specifico ruolo nello sviluppo della capacità generale di operare e
comunicare significati con linguaggi formalizzati e di utilizzare tali
linguaggi per rappresentare e costruire modelli di relazioni fra oggetti ed
eventi. In particolare, la matematica dà strumenti per la descrizione
scientifica del mondo e per affrontare problemi utili nella vita quotidiana;
inoltre contribuisce a sviluppare la capacità di comunicare e discutere, di argomentare
in modo corretto, di comprendere i punti di vista e le argomentazioni degli
altri. La costruzione del pensiero matematico è un processo lungo e progressivo
nel quale concetti, abilità, competenze e atteggiamenti vengono
ritrovati, intrecciati, consolidati e sviluppati a più riprese; è un processo
che comporta anche difficoltà linguistiche e che richiede un’acquisizione
graduale del linguaggio matematico. Per questo motivo i traguardi per la terza
classe della scuola secondaria di primo grado sono presentati come
un’evoluzione di quelli per la quinta classe della scuola primaria e gli
obiettivi per ciascun livello comprendono in ogni caso anche quelli del livello
precedente, naturalmente intesi con un grado maggiore di complessità delle
situazioni considerate e di padronanza da parte dell’alunno.

Caratteristica della pratica
matematica è la risoluzione di problemi, che devono essere intesi come
questioni autentiche e significative, legate spesso alla vita quotidiana, e non
solo esercizi a carattere ripetitivo o quesiti ai quali si risponde
semplicemente ricordando una definizione o una regola. Gradualmente, stimolato
dalla guida dell’insegnante e dalla discussione con i pari, l’alunno imparerà
ad affrontare con fiducia e determinazione situazioni-problema,
rappresentandole in diversi modi, conducendo le esplorazioni opportune,
dedicando il tempo necessario alla precisa individuazione di ciò che è noto e
di ciò che si intende trovare, congetturando soluzioni e risultati,
individuando possibili strategie risolutive. Già nei primi anni di scuola
l’alunno comincia ad avere un controllo sul processo risolutivo e a confrontare
i risultati con gli obiettivi.

In particolare nella scuola
secondaria di primo grado si svilupperà un’attività più propriamente di matematizzazione,
formalizzazione, generalizzazione. L’alunno analizza le situazioni per tradurle
in termini matematici, riconosce schemi ricorrenti, stabilisce analogie con
modelli noti, sceglie le azioni da compiere (operazioni, costruzioni
geometriche, grafici, formalizzazioni, scrittura e
risoluzione di equazioni,…) e le concatena in modo efficace al fine di produrre
una risoluzione del problema. Una attenzione
particolare andrà dedicata allo sviluppo della capacità di esporre e di
discutere con i compagni le soluzioni e i procedimenti seguiti.

L’uso consapevole e motivato di
calcolatrici e del computer deve essere incoraggiato opportunamente fin dai
primi anni della scuola primaria, ad esempio per verificare la correttezza di
calcoli mentali e scritti e per esplorare i fenomeni del mondo dei numeri e
delle forme.

Di estrema importanza è lo
sviluppo di un atteggiamento corretto verso la matematica, inteso anche come una adeguata visione della disciplina, non ridotta a un
insieme di regole da memorizzare e applicare, ma riconosciuta e apprezzata come
contesto per affrontare e porsi problemi significativi e per esplorare e
percepire affascinanti relazioni e strutture che si ritrovano e ricorrono in
natura e nelle creazioni dell’uomo. Traguardi per lo sviluppo delle competenze
al termine della scuola primaria

L’alunno sviluppa un
atteggiamento positivo rispetto alla matematica, anche grazie a molte
esperienze in contesti significativi, che gli hanno fatto intuire come gli
strumenti matematici che ha imparato siano utili per operare nella realtà.

Si muove con sicurezza nel
calcolo scritto e mentale con i numeri naturali e sa valutare l’opportunità di
ricorrere a una calcolatrice.

Percepisce e rappresenta forme,
relazioni e strutture che si trovano in natura o che sono state create
dall’uomo, utilizzando in particolare strumenti per il
disegno geometrico (riga, compasso, squadra) e i più comuni strumenti di
misura.

Utilizza rappresentazioni di dati
adeguate e le sa utilizzare in situazioni significative per ricavare
informazioni. Riconosce che gli oggetti possono apparire diversi a seconda dei punti vista. Descrivere e classifica figure in
base a caratteristiche geometriche e utilizza modelli concreti di vario tipo
anche costruiti o progettati con i suoi compagni. Affronta i problemi con
strategie diverse e si rende conto che in molti casi possono ammettere più
soluzioni.

Riesce a risolvere facili
problemi (non necessariamente ristretti a un unico ambito) mantenendo il
controllo sia sul processo risolutivo, sia sui risultati e spiegando a parole
il procedimento seguito.

Impara a costruire ragionamenti
(se pure non formalizzati) e a sostenere le proprie tesi, grazie ad attività
laboratoriali, alla discussione tra pari e alla manipolazione di modelli
costruiti con i compagni.

Impara a riconoscere situazioni
di incertezza e ne parla con i compagni iniziando a usare le espressioni
"è più probabile", "è meno probabile" e, nei casi più
semplici, dando una prima quantificazione.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Numeri

– Contare
oggetti o eventi, con la voce e mentalmente, in senso progressivo e
regressivo e per salti di due, tre.

– Leggere e scrivere i numeri
naturali in notazione decimale, con la consapevolezza del valore che le cifre
hanno a seconda della loro posizione; confrontarli e
ordinarli, anche rappresentandoli sulla retta.

– Eseguire mentalmente semplici
operazioni con i numeri naturali e verbalizzare le procedure di calcolo.

– Conoscere con sicurezza le
tabelline della moltiplicazione dei numeri fino a 10. Eseguire le operazioni
con i numeri naturali con gli algoritmi scritti usuali.

– Leggere, scrivere, confrontare
numeri decimali, rappresentarli sulla retta ed eseguire semplici addizioni e
sottrazioni, anche con riferimento alle monete o ai risultati di semplici
misure.

Spazio e figure

– Comunicare la posizione di
oggetti nello spazio fisico, sia rispetto al soggetto, sia rispetto ad altre
persone o oggetti, usando termini adeguati (sopra/sotto, davanti/dietro,
destra/sinistra, dentro/fuori).

– Eseguire un semplice percorso
partendo dalla descrizione verbale o dal disegno, descrivere un percorso che si
sta facendo e dare le istruzioni a qualcuno perché compia un percorso
desiderato.

– Riconoscere, denominare e
descrivere figure geometriche.

– Disegnare figure geometriche e
costruire modelli materiali anche nello spazio, utilizzando strumenti
appropriati.

Relazioni, misure, dati e previsioni

– Classificare numeri, figure,
oggetti in base a una o più proprietà, utilizzando rappresentazioni opportune, a seconda dei contesti e dei fini.

– Argomentare sui criteri che
sono stati usati per realizzare classificazioni e ordinamenti assegnati.

– Rappresentare relazioni e dati
con diagrammi, schemi e tabelle.

– Misurare segmenti utilizzando
sia il metro, sia unità arbitrarie e collegando le pratiche di misura alle
conoscenze sui numeri e sulle operazioni.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Numeri

– Conoscere la divisione con
resto fra numeri naturali; individuare multipli e divisori di un numero.

– Leggere, scrivere, confrontare
numeri decimali ed eseguire le quattro operazioni con sicurezza, valutando
l’opportunità di ricorrere al calcolo mentale, scritto o con la calcolatrice a seconda delle situazioni.

– Dare stime per il risultato di una operazione.

– Conoscere il concetto di
frazione e di frazioni equivalenti.

– Utilizzare numeri decimali, frazioni
e percentuali per descrivere situazioni quotidiane.

– Interpretare i numeri interi
negativi in contesti concreti.

– Rappresentare i numeri
conosciuti sulla retta e utilizzare scale graduate in contesti significativi
per le scienze e per la tecnica.

– Conoscere sistemi di notazioni
dei numeri che sono o sono stati in uso in luoghi, tempi e culture diverse
dalla nostra.

Spazio e figure

– Descrivere e classificare
figure geometriche, identificando elementi significativi e simmetrie, anche al
fine di farle riprodurre da altri.

– Riprodurre una figura in base a
una descrizione, utilizzando gli strumenti opportuni (carta a quadretti, riga e
compasso, squadre, software di geometria).

– Utilizzare il piano cartesiano
per localizzare punti.

– Costruire e utilizzare modelli
materiali nello spazio e nel piano come supporto a una prima capacità di
visualizzazione.

– Riconoscere figure ruotate, traslate
e riflesse.

– Riprodurre in scala una figura
assegnata (utilizzando ad esempio la carta a quadretti).

– Determinare il perimetro di una
figura.

– Determinare l’area di
rettangoli e triangoli e di altre figure per scomposizione.

Relazioni, misure, dati e previsioni

– Rappresentare relazioni e dati
e, in situazioni significative, utilizzare le rappresentazioni per ricavare
informazioni, formulare giudizi e prendere decisioni.

– Usare le nozioni di media
aritmetica e di frequenza.

– Rappresentare problemi con
tabelle e grafici che ne esprimono la struttura.

– Conoscere le principali unità
di misura per lunghezze, angoli, aree, volumi/capacità, intervalli temporali,
masse/pesi e usarle per effettuare misure e stime.

– Passare da un’unità di misura a
un’altra, limitatamente alle unità di uso più comune, anche nel contesto del
sistema monetario.

– In situazioni concrete, di una
coppia di eventi intuire e cominciare ad argomentare qual è il più probabile,
dando una prima quantificazione, oppure riconoscere se si tratta di eventi
ugualmente probabili.

– Riconoscere e descrivere
regolarità in una sequenza di numeri o di figure.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria

di primo
grado

L’alunno ha rafforzato un
atteggiamento positivo rispetto alla matematica e, attraverso esperienze in
contesti significativi, ha capito come gli strumenti matematici

appresi
siano utili in molte situazioni per operare nella realtà.

Percepisce, descrive e
rappresenta forme relativamente complesse, relazioni e strutture che si trovano
in natura o che sono state create dall’uomo.

Ha consolidato le conoscenze
teoriche acquisite e sa argomentare (ad esempio sa utilizzare i concetti di
proprietà caratterizzante e di definizione), grazie ad attività laboratoriali,
alla discussione tra pari e alla manipolazione di modelli costruiti con i
compagni.

Rispetta punti di vista diversi
dal proprio; è capace di sostenere le proprie convinzioni, portando esempi e
controesempi adeguati e argomentando attraverso concatenazioni di affermazioni;
accetta di cambiare opinione riconoscendo le conseguenze logiche di una argomentazione corretta.

Valuta le informazioni che ha su
una situazione, riconosce la loro coerenza interna e la coerenza tra esse e le conoscenze che ha del contesto, sviluppando senso
critico.

Riconosce e risolve problemi di
vario genere analizzando la situazione e traducendola in termini matematici,
spiegando anche in forma scritta il procedimento seguito, mantenendo il
controllo sia sul processo risolutivo, sia sui risultati.

Confronta procedimenti diversi e
produce formalizzazioni che gli consentono di passare da un problema specifico
a una classe di problemi.

Usa correttamente i connettivi
(e, o, non, se… allora) e i quantificatori (tutti,

qualcuno,
nessuno) nel linguaggio naturale, nonché le espressioni: è possibile, è
probabile, è certo, è impossibile.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Numeri

– Eseguire addizioni,
sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni e confronti tra i numeri conosciuti
(numeri naturali, numeri interi, frazioni e numeri decimali), quando possibile
a mente oppure utilizzando gli usuali algoritmi scritti, le calcolatrici e i
fogli di calcolo e valutando quale strumento può essere più opportuno, a seconda della situazione e degli obiettivi.

– Dare stime approssimate per il
risultato di una operazione, anche per controllare la
plausibilità di un calcolo già fatto.

– Rappresentare i numeri
conosciuti sulla retta.

– Utilizzare scale graduate in
contesti significativi per le scienze e per la tecnica.

– Descrivere rapporti e quozienti
mediante frazioni.

– Utilizzare frazioni equivalenti
e numeri decimali per denotare uno stesso numero razionale in diversi modi,
essendo consapevoli di vantaggi e svantaggi che le diverse rappresentazioni
danno a seconda degli obiettivi.

– Calcolare
percentuali.

– Interpretare un aumento
percentuale di una quantità data come una moltiplicazione per un numero
maggiore di 1.

– Individuare
multipli e divisori di un numero naturale e multipli e divisori comuni a
più numeri.

– Comprendere il significato e
l’utilità del multiplo comune più piccolo e del divisore comune più grande, in
matematica e in diverse situazioni concrete.

– Scomporre numeri naturali in
fattori primi e conoscere l’utilità di tale scomposizione per diversi fini.

– Utilizzare la notazione usuale
per le potenze con esponente intero positivo, consapevoli del significato.

– Usare le proprietà delle
potenze anche per semplificare calcoli e notazioni.

– Conoscere la radice quadrata
come operatore inverso dell’elevamento al quadrato.

– Dare stime della radice
quadrata utilizzando solo la moltiplicazione.

– Sapere che non si può trovare
una frazione o un numero decimale che elevato al quadrato dà 2.

– Eseguire mentalmente semplici
calcoli, utilizzando le proprietà associativa e distributiva
per raggruppare e semplificare le operazioni.

– Descrivere con una espressione numerica la sequenza di operazioni che
fornisce la soluzione di un problema.

– Eseguire semplici espressioni
di calcolo con i numeri conosciuti, essendo consapevoli del significato delle
parentesi e delle convenzioni sulla precedenza delle operazioni.

Spazio e figure

– Riprodurre figure e disegni
geometrici, utilizzando in modo appropriato e con accuratezza opportuni
strumenti (riga, squadra, compasso, software di geometria).

– In particolare, rappresentare
punti, segmenti e figure sul piano cartesiano.

– Conoscere definizioni e
proprietà significative delle principali figure piane (triangoli, quadrilateri,
poligoni regolari, cerchio).

– Descrivere figure complesse e
costruzioni geometriche al fine di comunicarle ad altri.

– Riprodurre figure e disegni
geometrici in base a una descrizione e codificazione fatta da altri.

– Riconoscere figure piane simili
in vari contesti e riprodurre in scala una figura assegnata.

– Conoscere il Teorema di
Pitagora e le sue applicazioni in matematica e in situazioni concrete.

– Calcolare l’area di semplici
figure scomponendole in figure elementari, ad esempio triangoli.

– Stimare per difetto e per
eccesso l’area di una figura delimitata da linee curve.

– Conoscere il numero π, ad
esempio come area del cerchio di raggio 1, e alcuni modi per approssimarlo.

– Conoscere le formule per
trovare l’area del cerchio e la lunghezza della circonferenza, conoscendo il
raggio.

– Rappresentare
oggetti e figure tridimensionali in vario modo tramite disegni sul
piano.

– Visualizzare oggetti
tridimensionali a partire da rappresentazioni bidimensionali.

– Calcolare il volume delle
figure tridimensionali più comuni e dare stime di quello degli oggetti della
vita quotidiana.

– Risolvere problemi utilizzando
le proprietà geometriche delle figure.

Relazioni e funzioni

– Costruire, interpretare e
trasformare formule che contengono lettere per esprimere in forma generale
relazioni e proprietà.

– Esprimere la relazione di proporzionalità
con una uguaglianza di frazioni e viceversa.

– Usare il piano cartesiano per
rappresentare relazioni e funzioni, e per conoscere in particolare le funzioni
del tipo y=ax, y=a/x, y=ax2, y=2n e i loro grafici.

– Collegare le prime due al concetto
di proporzionalità.

– Esplorare e risolvere problemi
utilizzando equazioni di primo grado.

Misure, dati
e previsioni

– Rappresentare insiemi di dati,
anche facendo uso di un foglio elettronico. In situazioni significative,
confrontare dati al fine di prendere decisioni, utilizzando le distribuzioni
delle frequenze e delle frequenze relative e le nozioni di media aritmetica e
mediana.

– In semplici situazioni
aleatorie, individuare gli eventi elementari, discutere i modi per assegnare a essi una probabilità, calcolare la probabilità di qualche
evento, decomponendolo in eventi elementari disgiunti.

– Riconoscere coppie di eventi
complementari, incompatibili, indipendenti.

Scienze naturali e sperimentali

Presupposto di un efficace
insegnamento/apprendimento delle scienze è un’interazione diretta degli alunni
con gli oggetti e le idee coinvolti nell’osservazione e nello studio, che ha bisogno
sia di spazi fisici adatti alle esperienze concrete e alle sperimentazioni, sia
di tempi e modalità di lavoro che diano ampio margine
alla discussione e al confronto. Infatti il
coinvolgimento diretto, individuale e in gruppo con i fenomeni rafforza e
sviluppa la comprensione e la motivazione, attiva il lavoro operativo e mentale
che deve essere prima progettato e poi valutato; aiuta a individuare problemi
significativi a partire dal contesto esplorato e a prospettarne soluzioni;
sollecita il desiderio di continuare ad apprendere. Al tempo stesso, in questo
modo si stimola e sostiene la riflessione metacognitiva. È opportuno darsi il
tempo necessario per riflettere sul percorso compiuto, sulle competenze
acquisite, sulle strategie poste in atto, sulle scelte effettuate e su quelle
da compiere.

Particolare cura dovrà essere
dedicata all’acquisizione di linguaggi e strumenti appropriati, funzionali a
dare adeguata forma al pensiero scientifico e necessari per descrivere,
argomentare, organizzare, rendere operanti conoscenze e competenze. I processi
di apprendimento delle scienze naturali e sperimentali procederanno quindi
attraverso percorsi, progressivi e ricorrenti, fatti di esperienze, riflessioni
e formalizzazioni: percorsi progettati in modo da guidare i ragazzi dal
pensiero spontaneo fino a forme di conoscenza sempre più coerenti e
organizzate, di cui i ragazzi stessi possano verificare concretamente efficacia
ed efficienza.

Le scienze
naturali e sperimentali sono fra loro profondamente diverse: per i loro
"oggetti" di studio (che peraltro in tempi recenti si stanno
rivelando sempre più interconnessi); per il peso che vi hanno diversi metodi di
indagine e diversi strumenti tecnologici; per il tipo e il livello di
linguaggio simbolico e formale utilizzato per rappresentare e interpretare i
fenomeni. D’altra parte, molte altre dimensioni sono
comuni alle diverse discipline scientifiche: osservare i fenomeni nel loro
verificarsi, sia nell’esperienza quotidiana sia in situazioni controllate di
laboratorio (imparare a guardare – imparare a vedere); descrivere e registrare
quanto si vede e si fa accadere, dandogli forma attraverso linguaggi
appropriati; interpretare fatti e processi attraverso modelli e quadri teorici,
anche schematici; fare previsioni riguardo a quanto può (esser fatto) accadere
e controllare la loro attendibilità; arricchire e rivedere le interpretazioni
in base a nuovi strumenti sperimentali e interpretativi.

Inoltre le diverse discipline
scientifiche condividono un approccio alla conoscenza che, pur assumendo forme
e significati specifici nei diversi ambiti, caratterizza fin dall’inizio i
percorsi di apprendimento. Per questo è importante che i
ragazzi siano gradualmente avviati e aiutati a padroneggiare alcuni grandi
organizzatori concettuali che si possono riconoscere in ogni contesto
scientificamente significativo: le dimensioni spazio-temporali e le dimensioni
materiali; la distinzione tra stati (come le cose sono) e trasformazioni (come
le cose cambiano); le interazioni, relazioni, correlazioni tra parti di sistemi
e/o tra proprietà variabili; la discriminazione fra casualità e causalità… In
questo modo si può giungere a far emergere esplicitamente, al termine della
scuola di base, alcuni organizzatori cognitivi di grande impatto concettuale e
culturale, quali energia, informazione, trasduzione e trasformazione, stabilità
e instabilità di strutture e processi, e così via.

È importante infine guidare i
ragazzi ad apprezzare, sulla base sia della propria esperienza di sviluppo
cognitivo sia di esempi adeguati, affinità e diversità significative
nell’evoluzione storica di saperi così diversi, eppure fra loro
interdipendenti.

Si prospetta, in definitiva, un
percorso di avvio alla conoscenza scientifica di base che parte fin dai primi
anni. All’inizio si evidenzieranno, in situazioni concretamente accessibili,
gli aspetti comuni alle diverse scienze, come pure i primi elementi
caratterizzanti. Negli anni successivi si guideranno gli alunni alla
appropriazione graduale di contenuti esemplari e metodi di indagine via via più
specifici. Il percorso dovrà comunque mantenere un costante riferimento ai
fenomeni, sia dell’esperienza quotidiana sia scelti come casi emblematici, nel
loro realizzarsi a diverse scale spaziali, temporali e causali. La necessità
del concorso di molteplici modi di guardare reciprocamente integrati (sguardo
da fisico, da biologo, da chimico…), per interpretare se stessi e il mondo
attraverso modelli sempre più raffinati, condurrà alla consapevolezza
metacognitiva della necessità di procedere sempre per separazioni e
ricomposizioni degli aspetti diversi dei fenomeni.

D’altra parte, poiché i saperi
caratteristici delle scienze naturali e speri-mentali sono di per sé a
carattere enciclopedico, è opportuno selezionare alcuni temi (campi di
esperienza) sui quali lavorare a scuola in modo diretto e progressivamente
approfondito, in continuità attraverso gli anni della scuola. A questi
temi-guida si potranno affiancare argomenti trattati in modo indiretto, ma in
cui sia sempre possibile riconoscere sia le idee caratteristiche delle diverse
discipline sia quelle più generali e da tutte condivise. Pertanto i contenuti
specifici che in seguito saranno suggeriti vanno intesi come esempi di scelte
possibili, da effettuarsi nell’ambito dell’autonomia scolastica e di una
progettazione complessiva e a lungo termine del percorso di apprendimento.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria L’alunno ha capacità operative,
progettuali e manuali, che utilizza in contesti di esperienza-conoscenza per un
approccio scientifico ai fenomeni. Fa riferimento in modo pertinente alla
realtà, e in particolare all’esperienza che fa in classe, in laboratorio, sul
campo, nel gioco, in famiglia, per dare supporto alle sue considerazioni e
motivazione alle proprie esigenze di chiarimenti. Impara a identificarne anche
da solo gli elementi, gli eventi e le relazioni in gioco, senza banalizzare la
complessità dei fatti e dei fenomeni. Si pone domande esplicite e individua
problemi significativi da indagare a partire dalla propria esperienza, dai
discorsi degli altri, dai mezzi di comunicazione e dai testi letti. Con la
guida dell’insegnante e in collaborazione con i compagni, ma anche da solo,
formula ipotesi e previsioni, osserva, registra, classifica, schematizza,
identifica relazioni spazio/temporali, misura, utilizza concetti basati su
semplici relazioni con altri concetti, argomenta, deduce, prospetta soluzioni e
interpretazioni, prevede alternative, ne produce rappresentazioni grafiche e
schemi di livello adeguato. Analizza e racconta in forma chiara ciò che ha
fatto e imparato. Ha atteggiamenti di cura, che condivide con gli altri, verso
l’ambiente scolastico in quanto ambiente di lavoro cooperativo e finalizzato, e
di rispetto verso l’ambiente sociale e naturale, di cui conosce e apprezza il
valore. Ha cura del proprio corpo con scelte adeguate di comportamenti e di
abitudini alimentari. Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza
di scuola primaria

Sperimentare con oggetti e
materiali

– Attraverso interazioni e
manipolazioni individuare qualità e proprietà di oggetti e materiali e
caratterizzarne le trasformazioni, riconoscendovi sia grandezze da misurare sia
relazioni qualitative tra loro (all’aumentare di …, ….aumenta o diminuisce);
provocare trasformazioni variandone le modalità, e costruire storie per darne
conto: "che cosa succede se…", "che
cosa succede quando…"; leggere analogie nei fatti al variare delle forme e
degli oggetti, riconoscendo "famiglie" di accadimenti e regolarità
("è successo come…") all’interno di campi di esperienza.

Osservare e sperimentare sul
campo

– Osservare, descrivere,
confrontare, correlare elementi della realtà circostante: per esempio imparando
a distinguere piante e animali, terreni e acque, cogliendone somiglianze e
differenze e operando classificazioni secondo criteri
diversi; acquisire familiarità con la variabilità dei fenomeni atmosferici
(venti, nuvole, pioggia, ecc.) e con la periodicità su diverse scale temporali
dei fenomeni celesti (dì/notte, percorsi del sole, fasi della luna, stagioni,
ecc.).

- Riconoscere i diversi elementi
di un ecosistema naturale o controllato e modificato dall’intervento umano, e
coglierne le prime relazioni (uscite esplorative; allevamento di piccoli
animali in classe, orticelli, costruzione di reti alimentari).

– Riconoscere la diversità dei
viventi (intraspecifica e interspecifica), differenze/somiglianze tra piante,
animali, altri organismi.

L’uomo i viventi e l’ambiente

– Percepire la presenza e il
funzionamento degli organi interni e della loro organizzazione nei principali
apparati (respirazione, movimento, articolazioni, senso della fame e della
sete, ecc.) fino alla realizzazione di semplici modelli.

– Individuare il rapporto tra
strutture e funzioni negli organismi osservati/osservabili, in quanto
caratteristica peculiare degli organismi viventi in stretta relazione con il
loro ambiente.

– Osservare e interpretare le
trasformazioni ambientali sia di tipo stagionale, sia in seguito all’azione
modificatrice dell’uomo.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Oggetti, materiali e
trasformazioni

– Costruire operativamente in
connessione a contesti concreti di esperienza quotidiana i concetti geometrici
e fisici fondamentali, in particolare: lunghezze, angoli, superfici,
capacità/volume, peso, temperatura, forza, luce, ecc.

– Passare gradualmente dalla
seriazione in base a una proprietà (ad esempio ordinare oggetti per peso
crescente in base ad allungamenti crescenti di una molla), alla costruzione,
taratura e utilizzo di strumenti anche di uso comune (ad esempio molle per
misure di peso, recipienti della vita quotidiana per misure di
volumi/capacità), passando dalle prime misure in unità arbitrarie (spanne,
piedi, …) alle unità convenzionali.

– Indagare i comportamenti di
materiali comuni in molteplici situazioni sperimentabili per individuarne
proprietà (consistenza, durezza, trasparenza, elasticità, densità, …); produrre
miscele eterogenee e soluzioni, passaggi di stato e combustioni; interpretare i
fenomeni osservati in termini di variabili e di relazioni tra esse, espresse in forma grafica e aritmetica.

– Riconoscere invarianze e
conservazioni, in termini proto-fisici e proto-chimici, nelle trasformazioni
che caratterizzano l’esperienza quotidiana.

– Riconoscere la plausibilità di
primi modelli qualitativi, macroscopici e microscopici, di trasformazioni
fisiche e chimiche. Avvio esperienziale alle idee di irreversibilità e di
energia.

Osservare e sperimentare sul
campo

– Proseguire con osservazioni
frequenti e regolari a occhio nudo, con la lente di ingrandimento e con lo
stereomicroscopio, con i compagni e da solo di una porzione dell’ambiente nel
tempo: un albero, una siepe, una parte di giardino, per individuare elementi,
connessioni e trasformazioni.

– Indagare strutture del suolo,
relazione tra suoli e viventi; acque come fenomeno e come risorsa.

– Distinguere e ricomporre le
componenti ambientali, anche grazie all’esplorazione dell’ambiente naturale e
urbano circostante.

– Cogliere la diversità tra
ecosistemi (naturali e antropizzati, locali e di altre aree geografiche).

– Individuare la diversità dei
viventi (intraspecifica e interspecifica) e dei loro comportamenti (differenze
/ somiglianze tra piante, animali, funghi e batteri).

– Accedere alla classificazione
come strumento interpretativo statico e dinamico delle somiglianze e delle
diversità.

– Proseguire le osservazioni del
cielo diurno e notturno su scala mensile e annuale avviando, attraverso giochi
col corpo e costruzione di modelli tridimensionali, all’interpretazione dei
moti osservati, da diversi punti di vista, anche in connessione con
l’evoluzione storica dell’astronomia.

L’uomo i viventi e l’ambiente

– Studiare percezioni umane
(luminose, sonore, tattili, di equilibrio, …) e le loro basi biologiche.

– Indagare le relazioni tra
organi di senso, fisiologia complessiva e ambienti di vita (anche confrontando
diversi animali appartenenti a gruppi diversi, quali vermi, insetti, anfibi,
ecc).

– Confrontare con i sensori
artificiali e il loro utilizzo nella vita quotidiana.

– Proseguire lo studio del
funzionamento degli organismi e comparare la riproduzione dell’uomo, degli
animali e delle piante.

– Rispettare il proprio corpo in
quanto entità irripetibile (educazione alla salute, alimentazione, rischi per
la salute).

– Proseguire l’osservazione e
l’interpretazione delle trasformazioni ambientali, ivi comprese quelle globali,
in particolare quelle conseguenti all’azione modificatrice dell’uomo.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno ha padronanza di
tecniche di sperimentazione, di raccolta e di analisi

dati,
sia in situazioni di osservazione e monitoraggio sia in situazioni controllate
di

laboratorio.

Utilizza in contesti diversi uno
stesso strumento matematico o informatico e più strumenti
insieme in uno stesso contesto.

Esplicita,
affronta e risolve situazioni problematiche sia in ambito scolastico che
nell’esperienza quotidiana; interpreta lo svolgersi di fenomeni ambientali o
sperimentalmente controllati; è in grado di decomporre e ricomporre la
complessità di contesto in elementi, relazioni e sottostrutture pertinenti a
diversi campi disciplinari; pensa e interagisce per relazioni e per analogie,
formali e/o fattuali.

Sviluppa semplici
schematizzazioni, modellizzazioni, formalizzazioni logiche e matematiche dei
fatti e fenomeni, applicandoli anche ad aspetti della vita quotidiana.

È in grado di riflettere sul
percorso di esperienza e di apprendimento compiuto,

sulle
competenze in via di acquisizione, sulle strategie messe in atto, sulle scelte
effettuate e su quelle da compiere.

Ha una visione organica del
proprio corpo come identità giocata tra permanenza e cambiamento, tra livelli
macroscopici e microscopici, tra potenzialità e limiti.

Ha una visione dell’ambiente di
vita, locale e globale, come sistema dinamico di specie viventi che
interagiscono fra loro, rispettando i vincoli che regolano le strutture del
mondo inorganico; comprende il ruolo della comunità umana nel sistema, il
carattere finito delle risorse, nonché l’ineguaglianza dell’accesso a esse, e adotta atteggiamenti responsabili verso i modi di
vita e l’uso delle risorse.

Conosce i principali problemi
legati all’uso delle scienza nel campo dello sviluppo
tecnologico e è disposto a confrontarsi con curiosità e interesse.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Fisica e chimica

– Affrontare concetti fisici
quali: velocità, densità, concentrazione, forza ed energia, temperatura e
calore, effettuando esperimenti e comparazioni, raccogliendo e correlando dati
con strumenti di misura e costruendo reti e modelli concettuali e
rappresentazioni formali di tipo diverso (fino a quelle
geometriche-algebriche).

– Completare la costruzione del
concetto di trasformazione chimica, effettuando esperienze pratiche
diversificate, utilizzando alcuni indicatori, ponendo l’attenzione anche sulle
sostanze di impiego domestico (ad esempio: reazioni di acidi e basi con metalli,
soluzione del carbonato di calcio, alcune reazioni di neutralizzazione,
combustione di materiali diversi, ecc.).

Astronomia e Scienze della Terra

– Proseguire l’elaborazione di
idee e modelli interpretativi dei più evidenti fenomeni celesti attraverso
l’osservazione del cielo diurno e notturno nel corso dell’anno.

– Interpretarne i fenomeni
osservati anche con l’aiuto di planetari e/o simulazioni al computer. In
particolare precisare l’osservabilità e l’interpretazione di latitudine e
longitudine, punti cardinali, sistemi di riferimento e movimenti della Terra,
durata del dì e della notte, fasi della luna, eclissi, visibilità e moti
osservati di pianeti e costellazioni.

– Continuare ad approfondire la
conoscenza, sul campo e con esperienze concrete, di rocce, minerali, fossili
per comprenderne la storia geologica ed elaborare idee e modelli interpretativi
della struttura terrestre. Considerare il suolo come ecosistema come una
risorsa e comprendere altresì che la sua formazione è il risultato dei climi e
della vita sulla terra, dei processi di erosione-trasporto-deposizione.
Correlare queste conoscenze alle valutazioni sul rischio geomorfologico,
idrogeologico, vulcanico e sismico della propria regione e comprendere la
conseguente pianificazione della protezione da questo rischio.

– Conoscere i meccanismi
fondamentali dei cambiamenti globali nei sistemi naturali e nel sistema Terra
nel suo complesso, e il ruolo dell’intervento umano nella trasformazione degli
stessi.

Biologia

– Individuare
la rete di relazioni e i processi di cambiamento del vivente introducendo il
concetto di organizzazione microscopica a livello di cellula (per esempio:
respirazione cellulare, alimentazione, fotosintesi; crescita e sviluppo;
coevoluzione tra specie).

– Individuare l’unità e la
diversità dei viventi, effettuando attività a scuola, in laboratorio, sul campo
e in musei scientifico-naturalistici.

– Comprendere il senso delle
grandi classificazioni.

– Riconoscere gli adattamenti e
la dimensione storica della vita, intrecciata con la storia della Terra e
dell’uomo.

– Comparare le idee di storia
naturale e di storia umana.

– Apprendere
una gestione corretta del proprio corpo; interpretare lo stato di benessere e
di malessere che può derivare dalle sue alterazioni; vivere la sessualità in
modo equilibrato; attuare scelte per affrontare i rischi connessi con una
cattiva alimentazione, con il fumo, con le droghe.

– Condurre a un primo livello
l’analisi di rischi ambientali e di scelte sostenibili (per esempio nei
trasporti, nell’organizzazione delle città, nell’agricoltura, nell’industria,
nello smaltimento dei rifiuti e nello stile di vita).

– Comprendere la funzione
fondamentale della biodiversità nei sistemi ambientali.

Tecnologia

La tecnologia da un lato studia e
progetta i dispositivi, le macchine e gli apparati che sostengono
l’organizzazione della vita sociale; dall’altro studia e progetta nuove forme
di controllo e gestione dell’informazione e della comunicazione (informatica in
senso lato).

Nella prima accezione, dispositivi, macchine e apparati (dai computer alle
abitazioni, alle reti dell’energia) vengono esplorati e studiati nei loro
aspetti costruttivi e progettuali: per questo si fa ricorso a concetti,
elementi e processi che sono singolarmente desunti dalle diverse discipline
scientifiche, ma che vengono di volta in volta riorganizzati e riconfigurati
per assolvere in modo efficace ed efficiente a specifiche funzioni.

Nella seconda accezione, la
tecnologia esplora le potenzialità dell’informatica (in senso lato) come
strumento culturale transdisciplinare che introduce nuove dimensioni e nuove
possibilità nella realizzazione, nella comunicazione e nel controllo di ogni
tipo di lavoro umano, compreso l’insegnamento/apprendimento di tutte le
discipline (matematico-scientifiche e non). In particolare il supporto
informatico agisce sia facilitando diverse
rappresentazioni della conoscenza, sia facilitando l’accesso ad ambienti di
"realtà virtuale". In un tale contesto, attraverso la simulazione
esplicita delle conseguenze di un modello interpretativo diviene possibile
realizzare nuovi tipi di "esperienza" diretta, dando concretezza
operativa, rappresentativa e comunicativa anche a concetti altrimenti recepiti
come puramente astratti.

In questa doppia accezione gli
ambiti di applicazione della tecnologia sono potenzialmente assai vasti e i
percorsi formativi che vi si possono riferire sono i più diversi. Infatti una selezione e un reciproco intreccio di fenomeni
fisici e chimici di base permette di progettare e costruire strumenti e
macchine, catene di produzione e di trasporto, e così via. Ma altrettanto si
può dire rispetto alle strutture biologiche di base: queste
infatti costituiscono l’ossatura concettuale e operativa di tutti i
sistemi di agricoltura, allevamento e produzione alimentare, di mantenimento e
cura della salute umana, di monitoraggio e controllo ambientale, e così via.

Al tempo stesso è particolarmente
rilevante, dal punto di vista didattico, il fatto che i primi, incisivi
contatti-interazioni fra conoscenze comuni e conoscenze scientifiche
organizzate vengano sempre più mediate da realizzazioni tecnologiche; e che
queste tanto più incidono sull’immaginario dei ragazzi (come del resto degli
adulti) quanto più oggettivamente complesse si presentano nella loro
interpretazione e realizzazione (dai viaggi interplanetari agli organismi
transgenici).

È necessario perciò che anche in
questo ambito siano compiute scelte di metodo e contenuto che facciano parte di
progetti didattici e culturali ampi e a lungo termine, basati su esempi
significativi e accessibili, coerentemente sviluppati, attraverso i diversi
livelli di scolarità.

Per esempio, è importante offrire
agli alunni, fin dai primi anni, significative opportunità di progettazione,
costruzione e utilizzazione di oggetti e procedimenti operativi, sottoposti a
vincoli via via più stringenti di efficacia e funzionalità. All’inizio saranno
coinvolti materiali e strumenti di lavoro di facile reperibilità, nell’ambito della
vita quotidiana, e in questo modo i ragazzi saranno avviati all’uso della
manualità, al passaggio continuo e non artificioso tra pratica e teoria,
all’applicazione di competenze acquisite anche in contesti diversi dal lavoro
in aula. È altrettanto importante avviare gli alunni a comprendere, anche in
modo inizialmente semplice, i principi di funzionamento di apparecchiature di
uso quotidiano, sulla base delle competenze "scientifiche" via via
acquisite: a partire dagli schemi operativi e costruttivi dei distributori
automatici fino a quelli di un computer, da un metodo di cura del corpo a una
tecnica di coltivazione.

In tutti questi contesti, la
graduale competenza nell’uso di specifici strumenti informatici e di
comunicazione potrà consentire agli alunni di sviluppare le proprie idee
presentandole con accuratezza a sé e agli altri, di trovare, interpretare e
scambiare informazioni, di organizzarle, di elaborarle, di ritrovarle, di
archiviarle e riutilizzarle. Lo sviluppo di capacità di critica e di valutazione,
obiettivo di validità generale, sarà poi particolarmente importante anche
rispetto alle informazioni che sono sempre più disponibili nella rete, ma che
richiedono, per un loro uso significativo e pertinente, di essere inserite in
adeguati quadri di riferimento e di organizzazione.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria

L’alunno esplora e interpreta il
mondo fatto dall’uomo, individua le funzioni di un artefatto e di una semplice
macchina, usa oggetti e strumenti coerentemente con le loro funzioni e ha
acquisito i fondamentali principi di sicurezza.

Realizza oggetti seguendo una
definita metodologia progettuale cooperando con i compagni e valutando il tipo
di materiali in funzione dell’impiego. Esamina oggetti e processi in relazione
all’impatto con l’ambiente e rileva segni e simboli comunicativi analizzando i
prodotti commerciali. Rileva le trasformazioni di utensili e processi
produttivi e li inquadra nelle tappe più significative della storia della
umanità, osservando oggetti del passato.

È in grado di usare le nuove
tecnologie e i linguaggi multimediali per sviluppare il proprio lavoro in più
discipline, per presentarne i risultati e anche per potenziare le proprie
capacità comunicative.

Utilizza strumenti informatici e
di comunicazione in situazioni significative di gioco e di relazione con gli
altri.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola primaria

Esplorare il mondo fatto
dall’uomo

– Distinguere, descrivere con le
parole e rappresentare con disegni e schemi elementi del mondo artificiale,
cogliendone le differenze per forma, materiali, funzioni e saperli collocare
nel contesto d’uso riflettendo sui vantaggi che ne trae la persona che li
utilizza.

– Usare oggetti,
strumenti e materiali coerentemente con le funzioni e i principi di sicurezza
che gli vengono dati.

– Prevedere lo svolgimento e il
risultato di semplici processi o procedure in contesti conosciuti e
relativamente a oggetti e strumenti esplorati.

– Seguire istruzioni d’uso e
saperle fornire ai compagni.

– Conoscere e raccontare storie
di oggetti e processi inseriti in contesti di storia personale.

– Utilizzare semplici materiali
digitali per l’apprendimento e conoscere a livello generale le caratteristiche
dei nuovi media e degli strumenti di comunicazione.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe quinta della scuola primaria

Interpretare il mondo fatto
dall’uomo

– Individuare le funzioni di un
artefatto e di una semplice macchina, rilevare le caratteristiche e distinguere
la funzione dal funzionamento.

– Esaminare
oggetti e processi rispetto all’impatto con l’ambiente.

– Comporre e scomporre oggetti
nei loro elementi.

– Riconoscere il rapporto fra il
tutto e una parte e la funzione di una certa parte in un oggetto.

– Rappresentare
oggetti e processi con disegni e modelli.

– Riconoscere le caratteristiche
di dispositivi automatici.

– Elaborare semplici progetti
individualmente o con i compagni valutando il tipo di materiali in funzione
dell’impiego, realizzare oggetti seguendo una definita metodologia progettuale.

– Osservando oggetti del passato,
rilevare le trasformazioni di utensili e processi produttivi e inquadrarli
nelle tappe evolutive della storia della umanità.

– Comprendere che con molti
dispositivi di uso comune occorre interagire attraverso segnali e istruzioni ed
essere in grado di farlo.

– Utilizzare le Tecnologie della
Informazione e della Comunicazione (TIC) nel proprio lavoro.

Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado

L’alunno è in grado di descrivere
e classificare utensili e macchine cogliendone le
diversità in relazione al funzionamento e al tipo di energia e di controllo che
richiedono per il funzionamento.

Conosce le relazioni
forma/funzione/materiali attraverso esperienze personali, anche se molto
semplici, di progettazione e realizzazione. È in grado di realizzare un
semplice progetto per la costruzione di un oggetto coordinando risorse
materiali e organizzative per raggiungere uno scopo. Esegue la rappresentazione
grafica in scala di pezzi meccanici o di oggetti usando il disegno tecnico.

Inizia a capire i problemi legati
alla produzione di energia e ha sviluppato sensibilità per i problemi
economici, ecologici e della salute legati alle varie forme e modalità di
produzione.

È in grado di usare le nuove
tecnologie e i linguaggi multimediali per supportare il proprio lavoro,
avanzare ipotesi e validarle, per autovalutarsi e per presentare i risultati
del lavoro.

Ricerca informazioni e è in grado di selezionarle e di sintetizzarle, sviluppa le
proprie idee utilizzando le TIC e è in grado di condividerle con gli altri.

Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado

– Riflettere sui contesti e i
processi di produzione in cui trovano impiego utensili
e macchine, con particolare riferimento a quelli per la produzione alimentare,
l’edilizia, la medicina, l’agricoltura.

– Coglierne l’evoluzione nel
tempo nonché i vantaggi e gli eventuali problemi ecologici.

Rilevare le proprietà
fondamentali dei principali materiali e il ciclo produttivo con cui sono
ottenuti.

– Partendo dall’osservazione,
eseguire la rappresentazione grafica idonea di pezzi meccanici o di oggetti,
applicando anche le regole della scala di proporzione e di quotatura.

– Usando il disegno tecnico,
seguire le regole dell’assonometria e successivamente quelle delle proiezioni
ortogonali, nella progettazione di oggetti semplici, da realizzare in
laboratorio con materiali di facile reperibilità.

– Iniziare a comprendere i
problemi legati alla produzione di energia utilizzando appositi schemi e indagare
sui benefici e sui problemi economici ed ecologici legati alle varie forme e
modalità di produzione.

– Eseguire rilievi sull’ambiente
scolastico o sulla propria abitazione.

– In relazione alla propria
abitazione, a un ufficio o a un’azienda produttiva, rilevare come viene distribuita, utilizzata e quali trasformazioni subisce
l’energia elettrica.

– Utilizzare strumenti
informatici e di comunicazione per elaborare dati, testi e immagini e produrre
documenti in diverse situazioni.

– Descrivere segnali, istruzioni
e brevi sequenze di istruzioni da dare a un dispositivo per ottenere un
risultato voluto.

– Comprendere alcune idee base,
ad esempio feedback, nel caso di dispositivi dotati di sensori/attuatori.

– Conoscere gli elementi basilari
che compongono un computer e le relazioni essenziali fra di
essi.

– Collegare le modalità di
funzionamento dei dispositivi elettronici con le conoscenze scientifiche e
tecniche che ha acquisito.

– Conoscere l’utilizzo della rete
sia per la ricerca che per lo scambio delle informazioni.