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venerdì 02 novembre 2018

La Carta dei Diritti dei Figli nella separazione dei genitori

Il 4 ottobre scorso è stata presentata dall’Autorità garante per l’Infanzia e l’adolescenza la Carta dei Diritti dei Figli nella separazione dei genitori

Non si tratta naturalmente di un testo di legge, ma è un documento molto importante per la tutela dei minori coinvolti in situazioni familiari conflittuali, che verrà diffuso nei tribunali, tra gli avvocati, psicologi, associazioni per la famiglia, consultori.

Come chiunque può comprendere, i minori, figli di una coppia che si determina alla separazione sono certamente coinvolti nelle dinamiche che si vengono a creare; può dunque succedere che l’incapacità degli adulti di gestire il conflitto si ripercuota sulla serenità dei figli, che spesso vengono strumentalizzati dall’uno o dall’altro genitore al fine (erroneo) di ottenere maggiori vantaggi nel corso della vicenda giudiziaria.

Sono ancora in molti, forse sull’onda del recente disegno di legge sull’affido “paritario”, presentato dai  media come la panacea di tutti i mali, a ritenere che la suddivisione esattamente paritetica dei tempi di permanenza dei figli presso l’uno e l’altro genitore sia un diritto….del genitore! A voler tacere dell’idea che la suddivisione al 50% del tempo dei figli porti all’esclusione tout court dell’assegno per il contributo al mantenimento dei figli.

Non è così

L’interesse del minore deve essere centrale e guidare non solo le decisioni ed i comportamenti dei genitori, ma anche quelli dell’autorità giudiziaria che si trovi a dover decidere al posto dei genitori, nei casi in cui essi non trovino l’accordo.

Lo prevede il codice civile (artt337 ter, 337 quater, 337 sexies, 337 octies…)

Lo prevede la Convenzione di New York del 1989 sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ed ora lo specifica la Carta presentata dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, che chiaramente afferma L’amore (per i figli) non si misura con il tempo ma con la cura e con l’attenzione (art. 1, II cpv)

Molto significativo anche il secondo articolo della Carta: i figli hanno il diritto di continuare ad essere figli e di vivere la loro età. Essi non devono essere travolti dalla sofferenza degli adulti, non devono diventare i confidenti o gli amici dei loro genitori; hanno il diritto di essere arrabbiati, tristi, di stare male, di avere paura e di esprimere questi sentimenti.

I figli hanno anche il diritto di non subire pressioni da parte dei genitori e dei parenti: non dovrebbe accadere che i figli vengano espressamente o in modo indiretto utilizzati come messaggeri di comunicazioni all’altro genitore, né dovrebbero sentirsi indotti a mentire o a “non dire” per proteggere uno dei due genitori.

Non devono sentirsi obbligati a schierarsi con uno o con l’altro genitore e le rispettive famiglie.

I figli devono avere il tempo per elaborare la separazione dei genitori e per adattarsi a vivere nel nuovo equilibrio familiare. Il che significa che prima di introdurre nuovi partners nella vita dei propri figli occorre dare loro il tempo di adattarsi alla mutata situazione, badando a rassicurarli circa la paura di perdere l’affetto di uno o di entrambi i genitori a favore di nuovi legami degli stessi.

Dal punto di vista economico, l’art. 9 afferma chiaramente che entrambi i genitori devono contribuire adeguatamente alle necessità dei figli, che hanno il diritto di non subire ingiustificati cambiamenti del tenore e dello stile di vita familiare e di non vivere forme di violenza economica da parte di un genitore ( si pensi alle improvvise quanto tempestive contrazioni dei redditi del genitore che fino al momento della separazione era economicamente il più forte)

Ben venga quindi la Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori, (che troverete in allegato), con la speranza che si diffonda l’abitudine dei professionisti che entrano in contatto con la coppia in separazione (psicologi, mediatori, avvocati) di darne lettura ai loro clienti/assistiti al fine di farli riflettere sull’importanza dei loro comportamenti per il benessere dei figli.

Avv. Elena Buscaglia