Ambiente

mercoledì 28 luglio 2004

L’ Europa in favore dell’ ambiente. Stabilite le linee guida per il progetto “Life”. LINEE GUIDA PER I PROGETTI DI DIMOSTRAZIONE LIFE-AMBIENTE (2004/C 191/02)

>L’Europa in favore dell’ambiente. Stabilite le linee
guida per il progetto “Life”

LINEE GUIDA
PER I PROGETTI DI DIMOSTRAZIONE LIFE-AMBIENTE (2004/C 191/02)

Il principale obiettivo di LIFE,
l’unico strumento finanziario europeo specificamente dedicato all’ambiente, è
quello di sostenere il Sesto programma d’azione in materia d’ambiente, le sue
quattro priorità e le sue sette strategie tematiche.

Sebbene non siano giuridicamente vincolanti,
la Commissione europea utilizzerà le presenti linee guida per valutare
l’importanza, in termini d’interesse comunitario, delle proposte di progetti di
dimostrazione LIFE-Ambiente presentate. I candidati sono, pertanto, invitati a
tenere conto del fatto che le proposte relative a
problematiche che esulano dalle priorità elencate in seguito avranno scarse
probabilità di essere cofinanziate. Le presenti linee
guida sono disponibili anche sul sito Internet di LIFE
al seguente indirizzo:

http://europa. eu.
int/comm/environment/life/home. htm

I. PRINCIPI GENERALI

I progetti LIFE-Ambiente devono basarsi, per quanto possibile, sui risultati dei
programmi di ricerca comunitari e sui risultati delle tecnologie promettenti
sviluppate dal settore industriale.

Tali progetti devono fornire
risultati che possano servire da base per attività di
diffusione più ampie, ad esempio con il sostegno dei fondi strutturali.

LIFE-Ambiente sostiene i progetti
d’innovazione dimostrativi nello spirito della strategia di Göteborg,
in particolare quelli che contribuiscono al processo di Lisbona, aggiungendo
benefici di natura sociale ed economica misurabili a
quelli ambientali e prendendo spunto da una strategia basata sulle conoscenze.

Secondo il piano d’azione per le
tecnologie ambientali, LIFE-Ambiente incoraggia i
progetti che portano:

-
all’individuazione di tecnologie/approcci (oppure metodi o processi) ambientali
promettenti e all’individuazione degli ostacoli al loro sviluppo che porti a
soluzioni per superare tali ostacoli.

Per conseguire i risultati migliori i
progetti dovranno, per quanto possibile:

- promuovere la più ampia
applicazione possibile di tecnologie/approcci verificati scientificamente (vale
a dire, progetti di rete, diffusione dei risultati da parte degli organismi
pertinenti, ecc.),

- integrare provvedimenti miranti
alla formazione professionale,

- coinvolgere le
istituzioni finanziarie nella diffusione delle tecnologie/approcci elaborati
dai progetti.

I progetti devono riguardare le
questioni ambientali più importanti nell’intero ciclo di vita di un processo o
di un prodotto. I finanziamenti di LIFE-Ambiente saranno assegnati alle
migliori proposte in termini di soluzioni innovative per importanti
problematiche ambientali in grado di assicurare risultati concreti che siano fattibili e misurabili dal punto di vista qualitativo
e quantitativo. Le proposte devono avere un elevato grado di visibilità e
devono essere valide dal punto di vista tecnico e finanziario. Esse devono
altresì prevedere la diffusione della conoscenza. Il carattere dimostrativo è
particolarmente importante; i progetti devono essere attuati su una scala
tecnica che consenta di valutare la fattibilità tecnica ed economica di
un’introduzione su larga scala. LIFE-Ambiente non è diretto alla ricerca o agli
investimenti nelle tecnologie esistenti, ma mira a
colmare il divario tra i risultati ottenuti dal settore della ricerca e
sviluppo e l’attuazione su vasta scala o l’introduzione sul mercato. Ove pertinente, LIFE è complementare ai programmi di ricerca
comunitari, ai fondi strutturali ed ai programmi di sviluppo rurale e mira,
pertanto, a migliorare le sinergie con le attività già svolte e in corso e ad
apportarvi valore aggiunto.

II. OBIETTIVI SPECIFICI

Le linee guida definiscono
ulteriormente le priorità nel quadro dei cinque obiettivi fissati nell’articolo
4 del regolamento LIFE in linea con gli orientamenti e le strategie definiti
nel Sesto programma d’azione in materia di ambiente.

1. Pianificazione e sviluppo
sostenibili del territorio, incluse le zone urbane e costiere

1.1. Sviluppo urbano sostenibile

1.1.1. Sviluppo e promozione
di piani di trasporto urbano sostenibile (con l’obiettivo di ridurre la
richiesta di trasporto urbano, aumentare la quota del trasporto pubblico,
incoraggiare l’uso di modalità di trasporto meno inquinanti e migliorare le
prestazioni ambientali del sistema di trasporto nel suo complesso).

1.2. Gestione della qualità dell’aria

1.2.1. Sostegno a piani e programmi
in applicazione della direttiva quadro 96/62/CE in materia di qualità dell’aria
ambiente e delle sue direttive derivate, mediante soluzioni innovative per la
riduzione dell’inquinamento ambientale oppure per l’avvio, il monitoraggio e la
valutazione di tali piani e programmi attraverso l’uso di indicatori
dell’impatto sulla salute e sull’ambiente, compresi i bioindicatori.

2. Gestione sostenibile delle acque
sotterranee e di superficie

2.1. Impatto delle pratiche agricole
e forestali sulla qualità delle acque riguardo alle conseguenze sulla gestione
del bacino idrografico (acque di superficie e sotterranee) e sull’ambiente
marino (eutrofizzazione), comprese le problematiche
dei pesticidi, dell’inquinamento da sostanze nutritive e dell’eutrofizzazione,
del bilancio dell’azoto nei terreni destinati al pascolo e in quelli arabili,
tenendo conto degli aspetti quantitativi collegati alla gestione integrata
delle acque.

2.2. Miglioramenti
nella gestione delle acque reflue e delle tecnologie di trattamento in vista di
una migliore qualità degli effluenti e delle esigenze di riutilizzo. Riutilizzo delle acque grigie, compresa l’acqua piovana e
riutilizzo delle acque di drenaggio agricole.

2.3. Eliminazione
graduale, cessazione di scarichi ed emissioni e delle perdite di sostanze
pericolose.

2.4. Prevenzione e controllo delle
inondazioni nel contesto della gestione del bacino
idrografico.

3. Ridurre al minimo l’impatto
ambientale delle attività economiche

3.1. Tecnologie pulite

3.1.1. Attività che rientrano nel
campo d’applicazione dalle direttiva sulla prevenzione
e la riduzione integrate dell’inquinamento, che riguardano più specificamente:

a) l’attuazione di tecniche più
avanzate (in relazione alla tutela dell’ambiente)di
quelle descritte come migliori tecniche disponibili (BAT, Best Available Techniques) nei
documenti di riferimento BAT. Si dovrà chiaramente indicare il grado
d’innovazione rispetto alle tecniche citate nei documenti di riferimento BAT;

b) settori nei quali non sono stati
ancora prodotti documenti di riferimento, volti ad affrontare gli aspetti, in relazione alle BAT, elencati nell’allegato IV della
direttiva.

3.1.2. Sostegno
alle attività volte ad affrontare gli ostacoli allo sviluppo delle tecnologie
pulite che non figurano nella direttiva sulla prevenzione e la riduzione
integrate dell’inquinamento, in particolare quelle intraprese dalle PMI.

3.2. Riduzione delle emissioni di gas
ad effetto serra

3.2.1. Sviluppo di tecniche o metodi
innovativi in grado di ridurre in modo significativo e
quantificabile le emissioni di gas ad effetto serra (in tutti i settori, in
particolare industria, energia, trasporti, agricoltura, silvicoltura e gestione
dei rifiuti).

3.2.2. Applicazioni
innovative che utilizzano fonti d’energia rinnovabili per la produzione
distribuita, locale o su piccola scala (<10MW), di calore ed elettricità,
complementari ad altri programmi comunitari riguardanti i finanziamenti al
settore dell’energia.

4. Prevenzione, riutilizzo, recupero
e riciclaggio di rifiuti di ogni tipo

Priorità in ordine decrescente:

4.1. prevenzione
dei rifiuti per flussi di rifiuti significativi in termini di quantità e
impatti ambientali, compresi mezzi innovativi per:

4.1.1. la
riduzione della quantità di rifiuti agendo sulla produzione e/o il consumo
evitando, al tempo stesso, di trasferire le pressioni di carattere ambien- tale su altre fasi del ciclo di vita delle risorse
o su altri comparti ambientali;

4.1.2. la
riduzione dei rischi associati alle sostanze pericolose contenute nei prodotti.

4.2. Riutilizzo di prodotti, parti di
prodotti o estensione del ciclo di vita dei prodotti
in modo tale da ridurne l’impatto lungo l’intero ciclo di vita attraverso:

4.2.1. la
dimostrazione dell’accettabilità dei sistemi di riutilizzo a livello di
mercato;

4. 2. 2. l’ideazione
di sistemi di riutilizzo innovativi in grado di rispondere alle attuali
esigenze del mercato.

4.3. Promozione del
riciclaggio attraverso:

4.3.1. lo
sviluppo di sistemi innovativi per una raccolta differenziata dei rifiuti più
efficiente al fine di agevolare il riciclaggio di pile, imballaggi, veicoli a
fine ciclo e rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici;

4.3.2. la
rimozione degli ostacoli tecnici e/o la dimostrazione di nuovi utilizzi per i
materiali riciclati potenzialmente in grado di moltiplicare i benefici
ambientali del riciclaggio, in particolare di plastica, gomma e batterie o di
altri materiali che non vengono comunemente riciclati.

5. Riduzione dell’impatto ambientale
di prodotti e servizi

5.1. Progettazione ambientale di
prodotti e servizi

5.1.1. Riduzione degli impatti
ambientali lungo l’intero ciclo di vita di prodotti o gruppi di prodotti
attraverso progettazioni innovative (ad esempio, attraverso i sistemi di etichettatura ISO di tipo I) e miglioramento del flusso
di informazioni all’interno della catena di approvvigionamento (ad esempio, attraverso
l’etichettatura ISO di tipo III).

5.2. Riduzione degli impatti
ambientali durante la fase di utilizzazione di
prodotti e servizi

5.2.1. Promozione
di abitudini di utilizzo e modelli di consumo più ecologici in relazione
a prodotti e servizi che hanno un impatto ambientale complessivo significativo
a causa dell’uso massiccio o delle loro caratteristiche intrinseche.