Penale

giovedì 10 marzo 2005

Il tempo trascorso dal reato ai fini della quasi flagranza ex art. 382 c.p.p non va inteso rigidamente. E’ il parere della Cassazione

Il tempo trascorso dal reato ai fini della quasi flagranza ex art. 382 c.p.p non va inteso rigidamente. E il parere della Cassazione

Cassazione Sezione quinta penale (cc) sentenza 17 febbraio2 marzo 2005, n. 8039

Presidente Foscarini estensore Rotella

Ricorrente Pm in proc Raniero

Ritenuto

1) Il Procuratore della Repubblica di Napoli ricorre avverso ordinanza il Gip in data 25 febraio 2004, che non ha convalidato larresto di Raniero Emanuele per furto aggravato in abitazione, per il notevole lasso di tempo dalla commissione del fatto (oltre le tre ore).

2) Il ricorso è fondato.

Cassazione, Sezione prima, 5912/95, Ventra e successive sentenze di questa Corte hanno precisato che la quasi flagranza di cui allarticolo 382 Cpp non va intesa rigidamente.

Infatti la previsione di arresto di chi è «sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reto immediatamente prima» trova  fondamento, nellevidenza di un legame materiale della persona con il fatto, tale da autorizzare a ritenerne la sorpresa consecutiva alla commissione del reato, secondo leconomia del comportamento umano, e perciò inapprezzabile il tempo trascorso, alla luce di un criterio esclusivamente quantitativo.

Nella specie lordinanza si riferisce proprio e solo al lasso di tempo per se stesso, senza verificare linferenza possibile al momento della sorpresa, secondo il principio indicato. Tanto implica nuovo esame.

PQM

annulla limpugnata ordinanza con rinvio al tribunale di Napoli per nuovo giudizio di convalida.