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mercoledì 08 settembre 2004

Il processo civile per via telematica piace poco al Garante per la Privacy. Garante per la protezione dei dati personali – (estratto da … ) Newsletter – Notiziario settimanale: Anno V n.224 (30 agosto – 5 settembre 2004)

>Il processo civile per via telematica piace poco al Garante per la Privacy

Garante per la protezione dei dati personali

(estratto da…) Newsletter

Notiziario settimanale: Anno V n.224 (30 agosto – 5 settembre 2004)

Processo civile on line: il Garante
chiede maggiori tutele

Rigorosa individuazione dei soggetti
che hanno accesso ai dati e misure di sicurezza
rafforzate

Chieste dall’Autorità garante maggiori tutele per la privacy delle persone coinvolte nel
processo civile telematico. Rigorosa
individuazione dei soggetti che possono intervenire nel sistema processuale on
line, sia per gli aggiornamenti, sia per la consultazione ed indicazione delle
loro competenze specifiche, rafforzamento delle misure di sicurezza, e
conservazione dei dati solo per il tempo necessario a raggiungere gli scopi per
i quali sono stati raccolti. Queste le principali
indicazioni contenute nel parere reso dall’Ufficio del Garante al Ministero
della giustizia che sta predisponendo un decreto ministeriale per rendere
pienamente operativo il processo civile telematico.
In questo modo magistrati, avvocati, parti e personale
giudiziario, collegati in rete, potranno intervenire direttamente nel processo,
trasmettendo comunicazioni, notifiche, atti sottoscritti con firma digitale e
consultare lo stato del procedimento, senza recarsi necessariamente in
tribunale.

In particolare l’Autorità, in
considerazione della delicatezza della tematica
trattata e della complessità del sistema informativo, ha chiesto al Ministero
di precisare, con una disposizione espressa da inserire nel decreto, che dati e
informazioni trattati dai vari soggetti pubblici coinvolti nel funzionamento
del SICI (Sistema informatico civile) possono essere usati solo per le finalità
legate allo svolgimento del processo civile on line e in base alle rispettive
funzioni e competenze.

Particolare attenzione poi, dovrà
essere posta nel rafforzamento delle misure di sicurezza per prevenire
possibili accessi abusivi alle informazioni e ai documenti informatici e
scongiurare eventuali gravi ricadute sugli stessi processi. Il SICI è un
complesso sistema informatico in cui la circolazione dei documenti elettronici
tra i soggetti abilitati (magistrati, personale giudiziario, avvocati) è
assicurata da apposite strutture che fungono da vere e
proprie stazioni di accesso al sistema: il "gestore centrale
dell’accesso", presso il Ministero; il "gestore locale" attivato
presso ogni ufficio giudiziario e i "punti di accesso" che possono
essere gestiti da soggetti pubblici o da privati con particolari requisiti.
L’Autorità ha sottolineato inoltre la necessità di
previsioni di accesso più selettive e rispettose delle disposizioni processuali
e della privacy per difensori privati, avvocati e procuratori dello Stato e i
loro rispettivi collaboratori. Nel decreto infine dovranno essere individuati
termini più specifici di conservazione dei dati, esigenza che si pone
soprattutto per i dati relativi ai messaggi di posta
certificata.