Civile

martedì 10 gennaio 2006

Il Garante per la privacy interviene sulle intercettazioni telefoniche.

Il Garante per la privacy interviene
sulle intercettazioni telefoniche.

PROVVEDIMENTO
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Nuove misure di sicurezza presso i
gestori per le intercettazioni – 15 dicembre 2005

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI
DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del
dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. Mauro Paissan e del
dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli,
segretario generale;

VISTI gli accertamenti disposti
dal Garante per verificare la liceità e la correttezza dei trattamenti di dati
personali effettuati da fornitori di servizi di comunicazione elettronica per
dare esecuzione a provvedimenti di intercettazione
telefonica e telematica adottati dall’autorità giudiziaria;

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni
dell’Ufficio formulate dal segretario generale ai
sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il prof. Francesco
Pizzetti;

PREMESSO

Il 2 agosto 2005 il Garante ha
avviato accertamenti nei confronti dei principali fornitori di servizi di
comunicazione elettronica (di seguito, "fornitori") sulle modalità
con le quali essi adempiono ai provvedimenti
dell’autorità giudiziaria in materia di intercettazioni. Ciò, al fine di verificare
la liceità e la correttezza dei trattamenti di dati in
riferimento alla disciplina rilevante in materia di protezione dei dati
personali, con particolare riguardo alle disposizioni a garanzia della libertà
e della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione.

Nell’ambito degli accertamenti,
effettuati in conformità al predetto Codice con richiesta ai sensi del relativo
art. 157, sono stati acquisiti presso i fornitori vari elementi necessari per
il controllo sulle attività dagli stessi svolte a
qualunque titolo per eseguire intercettazioni lecite (telefoniche, informatiche,
telematiche o ambientali, anche di tipo preventivo: artt. 266 ss. e 226 disp. att. c.p.p.), o comunque correlate con le intercettazioni
medesime.

Il 7 ottobre 2005 è stato
disposto un supplemento di istruttoria, anche in
riferimento alle operazioni svolte a supporto di attività investigative o di
indagine in attuazione del recente d.l. n. 144/2005 sul contrasto al
terrorismo. In questo quadro, sono stati esaminati anche i dati numerici delle
richieste provenienti dall’autorità giudiziaria, inerenti al numero di intercettazioni che hanno avuto inizio e alla loro durata
media, espressa in giorni, nonché al numero di tabulati forniti per la documentazione
del traffico c.d. "storico".

OSSERVA

1. Intercettazioni telefoniche e telematiche

Il tema del trattamento dei dati
connessi alle intercettazioni presso i fornitori riveste particolare
delicatezza con riferimento alla sfera personale degli indagati (e delle altre
persone estranee alle indagini, ma coinvolte nelle comunicazioni e
conversazioni) e alla segretezza delle indagini.

L’esame dei vari profili,
compreso quello della riservatezza dei dati e della sicurezza dei sistemi
utilizzati per trattarli, è stato quindi condotto con particolare attenzione in
considerazione dei diritti fondamentali delle persone interessate e degli
interessi pubblici coinvolti.

Dagli elementi acquisiti e che i
fornitori hanno prodotto sotto la propria responsabilità, anche penale, con
riguardo alla genuinità di quanto attestato o documentato (art. 168 del
Codice-Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante), emerge che
l’attività dei medesimi fornitori resta caratterizzata da una funzione
strumentale rispetto a quanto disposto dall’autorità giudiziaria penale.

I fornitori hanno attestato di
limitarsi a svolgere i soli adempimenti di carattere tecnico necessari a porre
in essere le attività richieste dall’autorità giudiziaria (intercettazioni;
fornitura di flussi di linee e circuiti; interruzione o sospensione di servizi;
supporti tecnici per servizi di emergenza).

I medesimi fornitori hanno
altresì attestato di non avere alcun accesso ai contenuti delle comunicazioni e
delle conversazioni, anche temporaneo o mediante trascrizioni, a livello
centrale o locale. Ciò, anche in quanto le medesime comunicazioni e
conversazioni sono effettuate duplicando la linea di comunicazione
dell’indagato e instradando la linea duplicata verso un c.d. Cit (Centro
intercettazioni telefoniche), indicato dall’autorità
giudiziaria richiedente e connesso ad una rete fissa. Le predette
attività sono svolte senza intermediazione di terzi e -salvo che in alcuni casi
di roaming- nei confronti solo degli utenti dei
fornitori medesimi.

Pur non venendo
a conoscenza dei predetti "contenuti", i fornitori raccolgono,
selezionano, elaborano e trattano con altre operazioni una notevole quantità di
dati personali riferibili agli indagati e ai terzi con i quali essi comunicano.

Si tratta di dati personali
riservati e delicati che attengono, in particolare, all’identità dei soggetti
sottoposti ad intercettazione, all’arco temporale di svolgimento
dell’intercettazione e ai dati di traffico telefonico o telematico inerenti
alle linee intercettate (data, ora, numero chiamato e durata della
comunicazione o conversazione).

A seconda dei
casi, tenendo conto delle specifiche richieste dell’autorità giudiziaria, i
medesimi dati sono integrati da informazioni
tecniche aggiuntive relative ai dettagli delle chiamate entranti, ai tentativi
di chiamata in entrata o in uscita e ai i dati di localizzazione geografica
dell’utenza intercettata. I fornitori di telefonia mobile tengono traccia anche
dell’identificativo numerico della stazione base impegnata dall’utenza intercettata.

I servizi di messaggistica del
tipo sms/mms sono compresi nelle attività di intercettazione;
i fornitori hanno specificamente attestato di non avere alcuna possibilità di
accedere, anche retroattivamente, al loro contenuto.

Tuttavia, una società (TIM Italia
S.p.a.) ha espressamente specificato che, nei casi in
cui il Cit non è dotato di risponditore idoneo a ricevere tali messaggi
(risulta che ad oggi solo il 7% dei Cit ne disponga), alla documentazione di
traffico viene abbinata la registrazione del testo del messaggio, per un tempo
determinato. In tali casi, i messaggi vengono a volte archiviati dal fornitore,
in forma cifrata, e successivamente trasmessi
all’autorità giudiziaria richiedente. In questi stessi casi, il fornitore ha la
materiale possibilità di entrare a contatto con il contenuto delle
comunicazioni, la cui concreta riservatezza dipende dalle misure tecniche messe
in atto e dal controllo esercitato sugli incaricati del trattamento.

Le intercettazioni telematiche
sono quantitativamente meno rilevanti rispetto a quelle telefoniche e
riguardano in prevalenza sia il traffico Ip sviluppato su linee telefoniche o
collegamenti a larga banda (Internet Protocol), sia
comunicazioni tramite posta elettronica. Queste ultime vengono
realizzate predisponendo un inoltro automatico della corrispondenza ricevuta e
spedita dall’intercettato mediante un’utenza di posta elettronica fornita dal
fornitore.

2. Ulteriori
servizi

Le operazioni svolte a supporto
dell’attività investigativa possono riguardare aspetti diversi dalle
intercettazioni. Si tratta di operazioni che
coincidono con quelle elencate nel listino di cui al decretointerministeriale
26 aprile 2001 "Approvazione del listino relativo alle prestazioni
obbligatorie per gli organismi di telecomunicazione"), in attesa
dell’approvazione in proposito del "Repertorio" previsto dal Codice
delle comunicazioni (art. 96, comma 2).

Tra tali operazioni sono comprese
le interrogazioni anagrafiche, la localizzazione
dell’utenza, l’identificazione della linea chiamante o della linea connessa, il
tracciamento, la sospensione o la limitazione dei servizi agli utenti, la
documentazione del traffico pregresso contabilizzato e la documentazione
integrale del traffico storico.

A differenza di quanto avviene in
occasione delle conversazioni telefoniche
intercettate, i fornitori hanno la possibilità di conoscere tali informazioni
prodotte o raccolte nel compimento delle predette operazioni. Sono i fornitori,
infatti, ad estrarre i dati, a selezionarli secondo i criteri richiesti
dall’autorità giudiziaria, ad organizzarli in tabulati e a spedirli al
richiedente. In tutte queste fasi, i dati restano nella disponibilità del
fornitore e non può essere escluso che gli incaricati operanti in ambito
aziendale debbano poterli conoscere, anche in parte, per svolgere alcune tra le
operazioni medesime.

In alcuni casi, inoltre, i
fornitori sono chiamati a prestare un supporto tecnico alla realizzazione di intercettazioni ambientali o di operazioni di
videosorveglianza investigativa. Quest’ultima risulta
svolta utilizzando la rete telefonica fissa per convogliare verso il centro
indicato dall’autorità giudiziaria le immagini riprese da apposite telecamere.

3. Profili critici e prescrizioni
del Garante

Dagli accertamenti svolti non
emergono profili di illiceità nel trattamento dei dati
personali.

In termini generali, le modalità
esecutive previste dai diversi fornitori per le varie fasi di svolgimento dei
servizi garantiscono un primo livello di sicurezza dei dati personali, con
procedure sottoposte a un processo di certificazione
di regola secondo standard internazionali di sicurezza.

In base agli elementi acquisiti va però constatata la necessità di incrementare
sensibilmente tale livello di sicurezza, in particolare per quanto riguarda le
diverse interazioni tra i fornitori e l’autorità giudiziaria.

Il Garante rileva quindi la
necessità di prescrivere ai fornitori di adottare alcuni accorgimenti e misure,
ulteriori rispetto a quelle minime di cui agli artt. 33 ss.
del Codice in materia di protezione dei dati personali [4] e al disciplinare
tecnico allegato, atti a garantire maggiormente la protezione dei dati.

Tali prescrizioni riguardano la
forma e l’autenticità dei decreti di inizio attività
che pervengono ai fornitori, le modalità di invio e di ricezione della relativa
documentazione, la gestione dei profili di autorizzazione e l’attribuzione dei
diritti di accesso alle risorse informatiche,
anche con riferimento a singoli incaricati.

Non sono oggetto di prescrizione
i profili concernenti più direttamente la conservazione dei dati di traffico
per finalità di accertamento e repressione dei reati,
che saranno oggetto dell’apposito provvedimento del Garante da adottare ai
sensi dell’art. 132, comma 5, del Codice.

3.1 Aspetti organizzativi della
sicurezza

Profili esaminati

L’organizzazione delle funzioni
aziendali dedicate ai servizi di supporto all’autorità
giudiziaria, come attestata dai fornitori, risulta nel suo complesso
sufficiente, rispondendo in termini generali a criteri di suddivisione delle
competenze e di accentramento della responsabilità.

Devono essere tuttavia
perseguiti, con idonei strumenti organizzativi, livelli di sicurezza più
elevati, limitando in particolare la conoscibilità delle informazioni
comunque attinenti all’attività svolta per scopi di
giustizia.

Prescrizione

Le funzioni aziendali cui compete
lo svolgimento di servizi per conto dell’autorità giudiziaria
devono adottare un modello organizzativo che limiti al minimo la conoscibilità
delle informazioni relative alle attività
svolte per esigenze di giustizia, con una rigida partizione della visibilità
dei dati su base organizzativa, funzionale e di area geografica di competenza.

Il personale che a qualsiasi
titolo tratti questi dati deve essere designato in termini selettivi quale
incaricato del trattamento.

Deve essere garantito ogni
scrupolo nella gestione e nel mantenimento della qualità delle credenziali di autenticazione per l’accesso informatico
ai dati trattati, conformando le procedure di gestione delle credenziali e i
sistemi di autorizzazione a principi rigidi di coerenza delle abilitazioni nei
sistemi informativi con i ruoli e le funzioni
assegnate agli incaricati designati.

I mutamenti di ruolo o di
funzione di un incaricato devono essere pertanto recepiti
immediatamente, con le conseguenti opportune variazioni dei relativi profili di
autorizzazione.

Deve essere realizzata, anche
attraverso l’opportuna configurazione dei sistemi informatici
utilizzati nel processo di gestione delle attività, una separazione marcata tra
i dati di carattere amministrativo-contabile e i dati documentali
prodotti nel corso delle attività svolte su richiesta dell’a.g., inibendo la
possibilità per un operatore amministrativo-contabile di accedere ai dati
documentali prodotti nell’ambito dell’attività svolta. L’accesso ai sistemi informatici
di protocollazione ed archiviazione dei documenti scambiati con l’a.g. deve essere controllato tramite procedure di
autenticazione robuste, con il ricorso anche a caratteristiche biometriche, in
sintonia con le previsioni di cui alla regola n. 2 del predetto disciplinare
tecnico in materia di misure minime di sicurezza.

3.2 Sicurezza
dei flussi informativi con l’autorità
giudiziaria

Profili esaminati

La gestione da parte del
fornitore dei provvedimenti di intercettazione o che
richiedono altri tipi di servizio sempre per conto dell’autorità giudiziaria è
articolata in varie fasi, che comprendono:

- la ricezione in copia, con
differenti modalità (posta ordinaria, messaggio telefax, posta elettronica o
consegna diretta), del decreto di inizio attività;

- la verifica dell’autenticità e
dell’esistenza dei requisiti formali della richiesta, nonché
della loro completezza;

- gli accertamenti e le attività
tecniche strumentali che portano a svolgere, anche attraverso flussi di informazioni interni al
fornitore ed eventuali contatti con l’autorità giudiziaria, la vera e propria
azione di intercettazione, per consentire la conoscenza delle conversazioni e
delle comunicazioni da parte dei Cit;

- la
trasmissione all’autorità giudiziaria dei dati accessori (dati di traffico,
localizzazione, altre informazioni), utilizzando un mezzo di comunicazione concordato
con la medesima autorità;

- la fatturazione e la
cancellazione dei dati trattati (eccetto quelli necessari per scopi contabili e
di documentazione delle attività svolte, che vengono
custoditi con particolari modalità).

Dall’analisi dei vari flussi informativi
si evidenzia la necessità di un rigoroso controllo, per evitare che venga dato seguito ad ipotetiche richieste da parte di
soggetti non legittimati. Sono altresì necessarie modalità di comunicazione tra
i fornitori e l’autorità giudiziaria che garantiscano
maggiormente la riservatezza delle informazioni
scambiate.

Va in proposito
constatata favorevolmente la messa a disposizione per questi scopi, da
parte di alcuni fornitori, di servizi e-mail con interfaccia web di tipo Ssl
(Secure Socket Layer–connessione cifrata), o anche di più articolati strumenti
software basati sullo stesso tipo di interfaccia, che evitano la circolazione
in rete di messaggi, con relativi allegati, ancorché protetti da forme di
cifratura, che potrebbero andare incontro a tutti gli ordinari inconvenienti che
possono interessare i sistemi di posta Smtp: ritardate consegne, mancate
consegne a causa di errori di indirizzo o di condizioni di traffico sulla rete,
fino al caso più preoccupante di possibile erronea consegna a un destinatario
diverso da quello legittimo.

Prescrizione

I fornitori devono provvedere
affinché l’interscambio di informazioni
con l’autorità giudiziaria avvenga evitando il ricorso a canali non affidabili,
o affidabili solo parzialmente, sia dal punto di vista delle prestazioni, sia
da quello della sicurezza, adottando a tal fine sistemi di comunicazione basati
su aggiornati strumenti telematici sviluppati con protocolli di rete sicuri.

In questo ambito
devono essere adottate tecniche di firma digitale evitando la cifratura dei
documenti con strumenti tecnicamente deboli a livello applicativo, ed altre
prassi inidonee, come la negoziazione di chiavi crittografiche simmetriche in
modo informale su canali insicuri.

La comunicazione all’autorità
giudiziaria dei risultati dell’attività strumentale svolta (tramite tabulati
elettronici o in altro formato informatico),
deve quindi avvenire esclusivamente in modo cifrato con strumenti di firma
digitale che assicurino l’identificazione delle parti comunicanti, l’integrità
e la protezione dei dati, nonché la completezza e la
correttezza delle informazioni temporali (date
ed orari di formazione dei documenti o della loro trasmissione e consegna).

Queste forme più sicure di
comunicazione possono essere realizzate con tecnologie di rete disponibili anche
in forma di applicazioni web oriented dedicate,
accessibili ai soli utenti legittimati e che consentano anche l’interscambio di
messaggi tra i fornitori e l’autorità giudiziaria.

La posta elettronica Internet può
essere utilizzata esclusivamente nella forma della posta elettronica
certificata (Pec) di cui al d.P.R. 11 febbraio 2005,
n. 68 e relative regole tecniche di attuazione.

Sia il ricevimento delle
richieste, sia la comunicazione dei risultati, possono avvenire anche mediante
consegna manuale della documentazione, da effettuarsi
tramite soggetti delegati dall’autorità giudiziaria. I fornitori, al momento
della consegna, dovranno acquisire i dati identificativi del latore della
comunicazione e annotare in un apposito registro gli
estremi della comunicazione (data, ora, identità del messo, ecc.).

Durante il decorso del termine di
seguito stabilito per adempiere al presente
provvedimento, i mezzi di comunicazione meno sicuri, come ad esempio il telefax
analogico, vanno utilizzati soltanto in caso di impossibilità tecnica di
utilizzare i canali sicuri eventualmente già disponibili.

3.3 Protezione
dei dati trattati per scopi di giustizia

Profili esaminati

Come già rilevato, nel prestare
altri servizi a supporto di indagini giudiziarie oltre
alle intercettazioni, i fornitori vengono a conoscenza di una notevole mole di informazioni
personali collegate alle modalità di comunicazione della persona sottoposta ad
intercettazione con i propri interlocutori. Queste informazioni
vengono elaborate e raccolte dal fornitore, per essere
successivamente consegnate all’autorità giudiziaria che le ha richieste. Almeno
per il lasso di tempo intercorrente tra la loro
raccolta e la comunicazione all’autorità giudiziaria, queste stesse informazioni
possono essere trattate lecitamente tramite i sistemi tecnologici e le funzioni
aziendali preposte dal fornitore, il quale rimane però investito della
responsabilità di proteggerle in modo idoneo a prevenire, per quanto
tecnicamente possibile, ogni forma di abuso.

Prescrizione

Il Garante ritiene necessario che
i fornitori sviluppino o integrino nei propri sistemi informativi
rivolti al trattamento dei dati personali acquisiti o formati per scopi di
giustizia strumenti informatici
idonei ad assicurare il controllo sulle attività svolte da ciascun incaricato
sui singoli elementi di informazione presenti
nei database utilizzati. Ogni accesso a dati personali relativi a persone
sottoposte ad intercettazione o a persone che comunicano con esse
deve essere tracciato tramite una registrazione in un apposito audit log che
consenta di verificare a posteriori il corretto utilizzo delle informazioni.

Tutti i dati personali acquisiti
o formati per scopi di giustizia devono essere protetti con moderni strumenti
di cifratura precludendo la loro conoscibilità da parte di soggetti non
legittimati -dipendenti del fornitore, addetti alla manutenzione, ecc.- nel
periodo di loro presenza nel sistema informativo
del fornitore.

La persistenza di dati personali
nei sistemi informativi dei fornitori, se
imposta da ragioni tecniche, deve essere comunque
strettamente limitata a quanto necessario per attuare i provvedimenti
dell’autorità giudiziaria, prevedendone la cancellazione immediatamente dopo la
loro corretta comunicazione all’a.g. richiedente.

Le prescrizioni di cui al
presente punto 3 sono impartite prevedendo un termine di adeguamento
di 180 giorni decorrenti dalla data di ricezione del presente provvedimento,
termine che tiene in debito conto anche la necessità che l’evoluzione e l’aggiornamento
tecnologico in corso negli uffici giudiziari avvengano secondo modalità
coerenti con le prescrizioni suindicate.

Entro tale termine, i singoli
fornitori oggetto degli accertamenti dovranno fornire al Garante un dettagliato
riscontro sulle misure e sugli accorgimenti adottati in attuazione del presente
provvedimento, anche in relazione alle attività
pianificate e al loro stato di avanzamento.

TUTTO CIÒ PREMESSO IL GARANTE

ai sensi
dell’articolo 154, comma 1, lett. c), del Codice prescrive ai fornitori di
servizi di comunicazione elettronica che svolgono le attività su richiesta
dell’autorità giudiziaria di adottare, nei termini di cui in motivazione, le
misure e gli accorgimenti indicati al punto 3, in particolare per quanto
riguarda:

a) aspetti organizzativi della
sicurezza

1. adozione di un modello
organizzativo che limiti al minimo la conoscibilità
delle informazioni trattate, con una rigida
partizione della visibilità dei dati su base organizzativa, funzionale e di
area geografica di competenza;

2. designazione
selettiva degli incaricati, a qualsiasi titolo, del trattamento di dati
personali;

3. rigoroso controllo della
qualità e della coerenza delle credenziali di autenticazione
per l’accesso informatico ai dati trattati;

4. separazione tra i dati di
carattere amministrativo-contabile e i dati documentali
prodotti;

5. procedure di
autenticazione robuste, con il ricorso anche a caratteristiche
biometriche;

b) sicurezza dei flussi informativi
con l’autorità giudiziaria

1. adozione di
sistemi di comunicazione basati su aggiornati strumenti telematici sviluppati
con protocolli di rete sicuri;

2. adozione
di tecniche di firma digitale per la cifratura dei documenti;

3. utilizzo
di strumenti di cifratura basati su firma digitale per la comunicazione
all’autorità giudiziaria dei risultati dell’attività strumentale svolta;

4. utilizzo
della posta elettronica Internet esclusivamente nella forma della posta
elettronica certificata (Pec);

5. ricorso alla consegna manuale
di documenti esclusivamente tramite soggetti delegati dall’autorità
giudiziaria, provvedendo alla tenuta di un apposito
registro delle consegne;

6. limitazione dell’uso dei mezzi
di comunicazione meno sicuri ai soli casi di impossibilità
tecnica di utilizzare i canali sicuri eventualmente già disponibili;

c) protezione dei dati trattati
per scopi di giustizia

1. sviluppo di strumenti informatici
idonei ad assicurare il controllo delle attività svolte da ciascun incaricato
sui singoli elementi di informazione
presenti nei database utilizzati, con registrazione delle operazioni compiute
in un apposito audit log;

2. adozione di
moderni strumenti di cifratura per la protezione dei dati nel periodo di loro
presenza nel sistema informativo del fornitore;

3. limitazione
della persistenza dei dati personali a quanto strettamente necessario per
attuare i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, prevedendone la
cancellazione immediatamente dopo la loro corretta comunicazione all’autorità
giudiziaria richiedente;

d) integrale adeguamento entro
180 giorni decorrenti dalla data di ricezione del presente provvedimento e
riscontro al Garante sulle misure e sugli accorgimenti adottati, termine che
tiene in debito conto anche la necessità che l’evoluzione e l’aggiornamento tecnologico
in corso negli uffici giudiziari avvengano secondo modalità coerenti con le
prescrizioni suindicate.

Roma, 15 dicembre 2005

IL PRESIDENTE

Pizzetti

IL RELATORE

Pizzetti

IL SEGRETARIO GENERALE

Buttarelli