Enti pubblici

martedì 22 marzo 2005

Europa. Il testo delle modifiche al patto di stabilità

>Europa. Il testo delle modifiche al patto di stabilità

>

CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA Bruxelles, 21 marzo 2005 7423/05 UEM 97 ECOFIN 104 RAPPORTO
Da: Consiglio (ECOFIN) A: Consiglio europeo, 22-23 marzo 2005 Oggetto:
Miglioramenti per la realizzazione del Patto di stabilità e crescita Le
delegazioni troveranno allegato il rapporto del Consiglio (ECOFIN) al Consiglio
europeo “Miglioramenti per la realizzazione del Patto di stabilità e crescita”
approvato nella sessione straordinaria dell’ECOFIN del 20 marzo 2005.

Miglioramenti per la realizzazione
del Patto di stabilità e crescita

- Rapporto del Consiglio al Consiglio
europeo -

Questo rapporto presenta delle prosposte per il rafforzamento, la chiarificazione e la realizzazione del Patto di stabilità e crescita, con
l’intento di migliorare al tempo stesso il coordinamento e il monitoraggio
delle politiche economiche di cui all’articolo 99 del Trattato e di evitare
deficit eccessivi, come stabilito dall’articolo 104(1) del Trattato.

Il Consiglio ribadisce
che il il Patto di stabilità e crescita, basato sugli
articoli 99 e 104 del Trattato, costituisce una parte essenziale del quadro
macroeconomico dell’Unione economica e monetaria. La richiesta rivolta agli
Stati membri di coordinare le politiche di bilancio e di evitare l’insorgenza
di deficit eccessivi contribuisce al raggiungimento di una stabilità
macroeconomica della Ue e
svolge una funzione chiave per assicurare una inflazione contenuta e bassi
tassi di interesse, condizioni indispensabili per conseguire l’obiettivo di una
crescita economica sostenibile e la creazione di posti di lavoro.

Il Consiglio rammenta che la Dichiarazione
dell’articolo III-184 (annessa alla versione conclusiva della Costituzione) ha
riaffermato l’impegno assunto dal Consiglio europeo nei confronti della
strategia di Lisbona – creazione di posti di lavoro, riforme strutturali e
coesione sociale – che in tema di politica di bilancio ha affermato:
"L’Unione intende conseguire una crescita economica equilibrata e la
stabilità dei prezzi.

Occorre quindi dare delle giuste
priorità alle politiche economiche e di bilancio, in vista delle riforme
economiche, dell’innovazione, della competitività, del rafforzamento degli
investimenti privati e dei consumi nelle congiunture di scarsa crescita
economica.

Tali scelte dovrebbero incidere sugli
orientamenti delle decisioni di bilancio a livello nazionale e comunitario, in
particolare attraverso il consolidamento del regime delle entrate e delle spese
pubbliche, rispettando al contempo la disciplina di bilancio secondo quanto
stabilito nella Costituzione e nel Patto di stabilità e crescita."

I due pilastri del Patto – il 3 per
cento del PIL rispetto al deficit ed il 60 per cento del PIL rispetto al debito
– hanno dimostrato la loro validità e continuano a
stare al centro della sorveglianza multilaterale. Nel giugno 2004, il Consiglio
europeo ha tuttavia rilevato la necessità di rafforzare e di rendere più chiari
i termini di applicazione del Patto di stabilità e
crescita, sia per assicurare la trasparenza e la gestione nazionale del quadro
di riferimento fiscale dell’Ue, sia per migliorare
l’attuazione delle sue regole e disposizioni.

Il Patto deve essere applicato in
tutti i Paesi in modo equo e coerente e deve essere compreso dall’opinione pubblica.
Il Consiglio ribadisce che il relativo sistema di
regole rappresenta la miglior garanzia per l’effettiva applicazione degli
impegni presi e la condizione per l’uguale trattamento riservato a tutti gli
Stati membri. Il processo di rafforzamento e di chiarificazione del Patto è
essenziale per assicurare un giusto bilanciamento tra il livello più elevato
del giudizio economico, la discrezionalità politica applicata alla sorveglianza
e al coordinamento delle politiche di bilancio e la necessità di mantenere il
quadro di riferimento normativo semplice, trasparente ed applicabile.

Tuttavia, nell’Unione europea a 25,
caratterizzata da una notevole eterogeneità e diversità, anche in ragione
dell’esperienza maturata dall’Unione monetaria europea nel corso di 5 anni, un
quadro di riferimento più esteso e con una maggiore sottolineatura dei principi
e delle motivazioni economiche consentirebbe di servire meglio le differenze
economiche riscontrabili nell’Ue. L’obiettivo è
quindi quello di valorizzare il sostegno economico del quadro attuale di
riferimento e quindi di rafforzarne la credibilità e
l’effettiva applicazione. L’intenzione non è quella di aumentare la rigidità o
la flessibilità delle regole vigenti. Si tratta piuttosto di renderle più
efficaci.

In questi termini, la riforma vuole miglorare la capacità di risposta nei confronti dei difetti
ad oggi registrati, attraverso una maggiore attenzione per lo sviluppo
economico e per la sostenibilità delle finanze pubbiche.

C’è poi la necessità di una migliore
interconnessione degli strumenti con i quali viene
regolata l’economia dell’Ue, per valorizzare il
contributo della politica fiscale

nei confronti della crescita economica e
per dare continuità alla realizzazione della strategia di Lisbona.

Il Consiglio, in linea con la
comunicazione della Commissione del 3 settembre 2004 su "Rafforzamento
della conduzione economica e chiarificazione della applicazione
del Patto di stabilità e crescita", ha elaborato delle proposte concrete
in vista di una riforma del Patto di stabilità e crescita.

Il riesame del Patto di stabilità e
crescita ha portato il Consiglio ad individuare cinque aree principali di intervento in cui attuare delle migliorie:

(i) valorizzare i principi e le
motivazioni economiche delle regole di bilancio per sviluppare la loro
credibilità e la titolarità;

(ii) migliorare la "titolarità" esercitata dalle classi politiche
nazionali;

(iii) sfruttare con più decisione i periodi di maggiore crescita economica
per il consolidamento dei bilanci e per evitare il ricorso a misure politiche
congiunturali;

(iv) prestare maggiore attenzione alle raccomandazioni del Consiglio nei
periodi in cui la crescita economica risulta inferiore agli andamenti;

(v) prestare maggiore attenzione al
controllo degli assetti di bilancio nei confronti del debito e della
sostenibilità.

Il Consiglio, nel proporre delle
riforme al Patto di stabilità e crescita, ha considerato attentamente il
problema del miglioramento della gestione e della titolarità del quadro fiscale
complessivo, per rafforzare le misure di sostegno economico e l’efficacia
stessa del Patto, sia per tutelare la sostenibilità delle finanze pubbliche sul
lungo periodo, sia per promuovere la crescita ed evitare di accollare un peso
eccessivo sulle spalle delle future generazioni.

In linea con la risoluzione del
Consiglio di Lussemburgo sulle politiche per il coordinamento economico, il
Consiglio ribadisce che un migliore coordinamento
delle politiche fiscali debba conformarsi al principio di sussidiarietà
stabilito nel Trattato, rispettare le prerogative dei Governi nazionali per la
definizione delle loro politiche strutturali e di bilancio e, al tempo stesso,
debba rispettare quanto stabilito nel Trattato e nel Patto di stabilità e
crescita.

Il presente rapporto esplicita le
indicazioni dei ministri intorno alle necessarie modifiche legislative per
mettere in pratica le loro opinioni sulla riforma del Patto di stabilità e
crescita. L’intento è quello di ridurre al minimo i correttivi, in attesa delle relative proposte operative da parte della
Commissione.