Civile

sabato 15 gennaio 2005

Associazione Nazionale Magistrati LIBRO BIANCO SUL DISSERVIZIO GIUSTIZIA 15.1.2005

Associazione Nazionale Magistrati
LIBRO BIANCO SUL DISSERVIZIO GIUSTIZIA 15.1.2005

NO alle leggi contrarie

ai
principi costituzionali

SI ai provvedimenti e alle
riforme

per una
giustizia più efficace e rapida

"Io non ho più una lira
perché i fondi che avevo li ho riservati tutti all’ordinamento
giudiziario"

Ministro Roberto Castelli,
dichiarazione del 22 settembre 2004 a proposito della riforma dell’ordinamento giudiziario

15 GENNAIO 2005 INAUGURAZIONE
ANNO GIUDIZIARIO

LIBRO BIANCO SUL DISSERVIZIO
GIUSTIZIA 2005

Il testo costituisce una sintesi
redatta sulla base delle relazioni che sono pervenute dalle sezioni e
sottosezioni dell’Anm; siamo grati ai colleghi per i loro preziosi contributi.

BARI

BOLOGNA, Ferrara, Modena

BRESCIA, Bergamo, Mantova

CAGLIARI, Sassari

CALTANISSETTA

CATANIA

FIRENZE,Grosseto,
Siena

GENOVA

L´AQUILA

LECCE

MESSINA

MILANO

NAPOLI, Avellino, Nola, Santa
Maria Capua Vetere, Sant´angelo Dei Lombardi, Torre
Annunziata

PALERMO

ROMA

SALERNO, Sala Consilina

VENEZIA

IL MINISTRO E I CONCORSI PER I
NUOVI MAGISTRATI

Nel Libro bianco sul disservizio
giustizia 2004, l’ANM sottolineava: "per due anni
e mezzo il Ministro non ha bandito i concorsi; ora ha annunziato che
provvederà, ma senza indicazioni sui tempi."

Il Ministro
Castelli accusò l’ANM di falsità. L’ANM ribadì
che i magistrati in Italia avrebbero dovuto essere 10109, ma il Ministro non
aveva ancora bandito due dei nuovi concorsi già decisi per legge. Sicché, al gennaio 2004, mancavano 1058 magistrati, più di 1
su 10.

In particolare sottolineava
l’ANM, che una legge dello Stato (legge 13 febbraio 2001, n. 48) aveva imposto
l’espletamento di tre bandi speciali (per complessivi 1000 posti) entro il 27
marzo 2003; ed a quella data soltanto uno di questi era stato bandito.

La legge Finanziaria del 2003
aveva poi prorogato tale termine di un anno, al 27 marzo 2004.

Tutti i magistrati aspettavano
che il Ministro desse attuazione ad una legge che il Parlamento aveva varato
più di tre anni prima. Dei due concorsi citati nella nota ministeriale del
gennaio 2004 solo uno, a copertura di 350 posti, era in attuazione della legge
indicata, mentre l’altro, per sette posti, concerneva la copertura di organico riservata alla provincia autonoma di Bolzano e
ai relativi gruppi linguistici.

Dunque,
nel gennaio 2004 i concorsi da bandire erano ancora due.

Le osservazioni dell’ANM erano
talmente vere che, in prossimità della scadenza di legge, il Ministro è stato
costretto a bandire i due concorsi mancanti a poca distanza l’uno dall’altro,
sì da determinare, anzitutto, gravi problemi tecnici
di sovrapposizione concorsuale.

I bandi sono stati varati così
velocemente e maldestramente che sono stati oggetto di centinaia di ricorsi al T.A.R., gran parte dei quali hanno trovato pronta e facile
tutela cautelare, soprattutto per i profili di ingiustificate disuguaglianze in
ordine alle categorie di aspiranti esonerate dalle prove di preselezione informatica.

Essendo divenuto ingestibile il concorso il Ministro ha sollecitato ed ottenuto dal Governo
l’emanazione di un decreto legge che ha rivoluzionato la materia degli esoneri
dalle prove preselettive, estesi ad esempio alla categoria degli avvocati.

Con la legge di conversione 5
novembre 2004, n. 262 sono state incrementate le categorie di
aspiranti esonerati dalla prova di preselezione informatica.

Conseguentemente, il Ministro ha
riformulato un "nuovo bando", in sostituzione del primo, in cui
prevede, tra l’altro, a) che sia conservata la validità delle domande di
partecipazione già presentate con riguardo al precedente bando (pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale del 2 marzo 2004), che vanno eventualmente integrate
specificando il requisito che dà diritto all’esonero da parte di chi si trovi
ora in una delle categorie che consentono l’accesso diretto alla
prove scritte; b) che sia possibile la presentazione "erga
omnes" di nuove domande di partecipazione entro il termine di 30 giorni
decorrenti dalla data di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale,
data indicata anche come termine per il possesso dei requisiti per l’ammissione
al concorso.

Il risultato di tutto ciò è che
ancora oggi non è noto quando si faranno le prove
preselettive relative al primo dei due concorsi. Del secondo concorso non si
hanno più tracce. E non c’è dubbio che la soluzione prevista nel nuovo bando, necessitata dalla novità normativa, determinerà
inevitabilmente non pochi problemi organizzativi di gestione del concorso,
atteso il prevedibile, ingente numero di candidati (oltre 10000?), dilatando
anche i tempi della correzione degli elaborati.

In ogni caso, i posti in pianta
organica vacanti, che oggi sono ancora 793, potranno essere ricoperti con
gravissimo ritardo rispetto alle attese del legislatore del 2001. Il concorso
per la prima metà dei posti verosimilmente non potrà concludersi
prima della fine del 2007, per la seconda metà dei posto non si può fare alcuna
previsione.

SEZIONE di BARI

L´anno 2004 non ha visto alcun
miglioramento della situazione rispetto a quanto denunciato nell´edizione del
libro bianco del 2003.

Anzi, la
situazione è nettamente peggiorata, soprattutto nel secondo semestre.

Già gli stanziamenti sui capitoli
di bilancio 1469 spese di ufficio e 1461 per la
documentazione atti ex art. 51 disp. Att. C.p.p. sono stati grandemente ridotti, con assegnazioni pari al 30%
di quanto richiesto sulla base del fabbisogno degli uffici.

Ad esempio per il più importante
ufficio giudiziario del distretto, il Tribunale di Bari, sono
stati stanziati dal Ministero ?.97.152,71 a fronte di un fabbisogno richiesto
di ? 170.000.

Conseguenza prevedibile era che i
soldi fossero insufficenti: a Foggia il servizio stenotipia è stato sospeso alla data del 10 maggio 2004, allorché il Presidente
del Tribunale ha sospeso con effetto immediato il servizio delimitandolo ad un
unico processo, quello cosiddetto ENICHEM; a Trani situazione analoga: i
verbali si scrivono a mano e le udienze durano fino a tarda sera.

A Bari la società di stenotipia
lavora da mesi a credito.

Il tracollo è avvenuto nel
periodo estivo.

Con nota del Ministero della
Giustizia del 22 settembre 2004 protocollo n. 10982 si faceva presente agli
Uffici Giudiziari che "per effetto del Decreto legge 12/7/2004 n. 168 le
somme assegnate non hanno trovato adeguata copertura finanziaria sul capitolo
pertinente": di conseguenza le somme già stanziate per il capitolo 1469
relativo alle spese di ufficio per il secondo semestre
2004 e comunicate dal Ministero il precedente 6 luglio 2004 sparivano
all´improvviso per la mancanza di copertura finanziaria.

Così per il Tribunale di Bari,
dei già esigui 97.152,71 euro assegnati, diventavano virtuali 42.456,63 euro relativi al secondo semestre, stanziati ma diventati privi
di copertura finanziaria.

In linea con detta nota
ministeriale il Procuratore della Repubblica di Bari il 20 ottobre 2004
invitava i magistrati dell´Ufficio "a richiedere all´Ufficio Economato
beni di cancelleria – particolarmente toner per le stampanti – strettamente
necessari per la stesura di provvedimenti che la legge sottopone a termini
perentori di decadenza": per tutti gli altri provvedimenti
la stampa veniva rinviata a data da destinare.

Da ultimo, con nota del 14/
12/2004 n. 11788 il Presidente della Corte di Appello
di Bari dava atto che i fondi ministeriali assegnati erano risultati
sufficienti soltanto a coprire il fabbisogno delle spese di ufficio del 2003.

Per il secondo semestre 2004 a
tutt´oggi si ignora come le spese indispensabili
effettuate saranno coperte.

Alcuni uffici, quale la Procura
presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, segnalavano in data 22 ottobre
2004 di aver utilizzato "nella mattinata l´ultimo foglio della carta per
fotoriproduttori" e chiedevano alla Procura Generale di essere autorizzati
all´acquisto urgente di detto materiale. Il
Procuratore Generale ha risposto che la somma richiesta pari a 1.200 euro non
rientrava nella disponibilità dei fondi e l´Associazione Magistrati ha comprato
con propri fondi risme di carta che ha messo a disposizione dei colleghi i
quali stavano provvedendo all´acquisto di tasca propria onde impedire scarcerazione
di imputati detenuti.

Quanto alla stenotipia la somma
assegnata è di euro.368.000 per il Tribunale di Bari a
fronte di una spesa già impegnata di euro 543.917, 53 con una scopertura ancora
da pagare di 175.917,53, nonostante l´uso ristretto all´indispensabile che i
Presidenti dei vari Tribunali hanno raccomandato di tale servizio.

Quanto alla informatica,
il CISIA di Bari non ha avuto un centesimo di stanziamenti sul capitolo 7203
per il rinnovamento dell´hardware; l´unica eccezione sono stati i circa 20.000
euro assegnati a Bari per il progetto pilota del processo telematico civile.

Alle richieste di
acquisti di video, stampanti, UPS, scanner provenienti da tutti gli
uffici di Puglia e Basilicata, il CISIA risponde negativamente con note
prestampate motivate per "mancanza di conferimenti sul competente capitolo
di bilancio"

I server sono mantenuti in vita
"miracolosamente" dall´attività del personale CISIA in attesa di finanziamenti europei.

Altra nota dolente riguarda lo
straordinario del personale amministrativo.

Per la carenza
di fondi il dirigente amministrativo del Tribunale di Bari, con nota del 6
settembre 2004, dato atto della "non retribuibilità delle prestazioni
rese" al personale che prestava attività oltre l´orario ordinario chiedeva
ed otteneva la limitazione della durata delle udienze – anche penali e con
detenuti – entro le ore 14.00.

Al Ministero sono stati richiesti
fondi per finanziare attività di data entry dei fascicoli processuali cartacei
pendenti per la realizzazione del processo civile
telematico. Con nota ministeriale del 16 aprile 2004 la Direzione generale del
Bilancio e Contabilità del ministero ha segnalato
l´impossibilità di assicurare la richiesta assegnazione. Il progetto è in corso
di realizzazione solo grazie all´intervento del locale Consiglio dell´ordine
degli Avvocati, che ha posto a disposizione del Tribunale di Bari un contributo
economico di euro10.000 utilizzato per retribuire le
prestazioni di lavoro rese dal personale amministrativo oltre l´orario di
ufficio.

Analogo finanziamento degli
avvocati è intervenuto per la pubblicazione delle sentenze della sezione
lavoro.

Da ultimo è sempre più grave la
già esplosa (come segnalato lo scorso anno) situazione della Sezione lavoro del Tribunale di Bari, presso la quale alla fine del
2004 erano pendenti circa 114.000 procedimenti, equamente ripartiti tra gli 11
giudici più il Presidente attualmente assegnati sulla carta alla Sezione (nella
realtà lavorano in 10 ed uno comunque è in via di trasferimento). Innumerevoli
sono stati i ricorsi per la "legge Pinto" instaurati da parti che
hanno visto la loro causa durare anche oltre i dieci anni; sono stati così
sottoposti a procedimento disciplinare per "negligenza" magistrati
che oltre a tenere un numero elevato di udienze – 3
settimanali – hanno scritto circa 2000 (duemila) sentenze pro capite ogni anno.
Anzi, le sentenze depositate dai giudici della sezione sono tante che la
cancelleria non riesce a reggere il passo nonostante il rafforzamento operato
nella cancelleria pubblicazione sentenze con ulteriori 3 unità se si considera
che alla data del 15.12.04 le sentenze pubblicate sono appunto pari a 14.785 e
sono comunque ancora da pubblicare per il 2004 n. 45
faldoni di sentenze, materialmente accatastati sul pavimento della cancelleria.

A fronte numero
delle cause di lavoro – che era ovvio prevedere in crescita a seguito
dell´attribuzione di competenza nelle controversie del Pubblico Impiego -
l´organico della Sezione è fermo al 1969.

SEZIONE di BOLOGNA

Tribunale – Ufficio Gip/Gup
Bologna

L´Ufficio Distrettuale dei
Giudici per le indagini e l´udienza preliminare versano
in una situazione di grave difficoltà. A fronte delle più ampie e rilevanti
competenze riconosciute dal nuovo rito all´ufficio GIP, si sta stabilizzando
una condizione di sovraccarico di lavoro e di carenza
di organico di magistrati e di personale di cancelleria. Attualmente
vi sono ben due posti vacanti. Il Presidente del Tribunale, nella nota prot.
3084, ha dato atto da un canto della accresciuta
produttività dell´ufficio e dall´altro della assoluta necessità di coprire in
tempi brevi almeno uno dei posti vacanti

Giova evidenziare alcuni dati significativi relativi al periodo 1 gennaio – 31 dicembre
2004 con riguardo esclusivamente a provvedimenti urgenti e indifferibili: sono
stati emessi n. 5800 provvedimenti in materia di intercettazione; vengono
gestite circa 500 posizioni giuridiche di soggetti sottoposti a misure
cautelari personali; sono pervenute n. 425 richieste di misure cautelari
personali.

Peraltro uno dei magistrati è dal
mese di luglio impegnata prevalentemente se non esclusivamente nello studio e
nella trattazione del processo per l´omicidio Biagi; la celebrazione del
giudizio abbreviato chiesto da uno degli imputati ,che
andrà ad esaurirsi non prima della primavera 2005, comporterà la stesura di una
complessa sentenza.

In questa condizione, l´ufficio,
che sino ad oggi ha emesso tra l´altro quasi 4000 sentenze, non solo non è più
in grado di garantire lo svolgimento dell´ordinario lavoro (udienze preliminari
nei confronti di imputati non detenuti, esame delle
richieste di archiviazione, emissione di decreti penali ), ma teme di trovarsi
nell´impossibilità di definire con sollecitudine gli adempimenti urgenti ovvero
nella condizione di affrontare senza la necessaria tranquillità, serenità ed
attenzione le richieste che quotidianamente vengono sottoposte alla sua
attenzione dalle parti processuali.

Costituisce una
inevitabile conseguenza che non possa esser espletato in modo adeguato
il lavoro ordinario, dato che la pendenza dei fascicoli noti è più del doppio
della capacità annuale dell´ufficio di esaurimento dei procedimenti. Alla fine
del 2003, risultavano pendenti n. 24.621 fascicoli
noti e 12.289 fascicoli ignoti.

La situazione è aggravata da una inadeguata presenza di personale di cancelleria.
Infatti, su un organico di circa 35 elementi (compresi i commessi), tra gli
assistenti dei magistrati 3 risultano in aspettativa a
vario titolo; 4 prestano servizio part time (tra cui una per sole 18 ore alla
settimana); 4 beneficiano di permessi studio.

Di seguito un´esposizione
di dati comparativi tra il numero di magistrati formalmente in organico nel
Tribunale di Bologna e quelli di altre sedi giudiziarie astrattamente
comparabili, rapportato al numero di abitanti per distretto e al numero di
notizie di reato. Tra parentesi viene indicato il
numero di magistrati in servizio presso gli uffici GIP/GUP.


agevole evidenziare come gli organici del Tribunale di Bologna siano
complessivamente sottodimensionati rispetto alle altre sedi. Non può che
conseguire, per tabulas, la dimostrazione della particolare sofferenza
dell´ufficio GIP/GUP, su cui incombono non solo competenze relative
alla fase delle indagini, ma anche, in misura sempre crescente, la
definizione del giudizio in primo grado.

ABITANTI (CIRCONDARIO) MAGISTRATI
N.R. (NOTI) 2003

BOLOGNA 915.000 72 (GIP 11)
23.833

FIRENZE 941.000 80 (GIP 14)
24.295

GENOVA 758.000 80 (GIP 12) 24.700

RAPPORTO GIUDICI/ABITANTI

GENOVA 1 :
9475

FIRENZE 1 :
11762

BOLOGNA 1 :
12887

Senza tenere conto che l´intero
distretto di Corte d´Appello di Bologna (il che ha rilevanza sulla competenza
distrettuale del G.I.P./G.U.P. e del Tribunale della
Liberta´) conta 3.846.000 abitanti contro i 3.327.000 della Toscana e i soli
1.764.000 della Liguria.

Procura Bologna

Finalmente, si è di giunti nel corso del 2004 – grazie alla pubblicazione dei posti
vacanti da parte del C.S.M. – alla copertura di tutti i posti dell´organico dei
magistrati, ma si deve purtroppo evidenziare, che il Ministero della Giustizia,
non ha provveduto alla copertura dei posti vacanti nell´organico del personale
amministrativo, che il Procuratore della Repubblica ha calcolato effettivamente
nel 50% del personale.

Ciò significa che quando tutti i
magistrati assegnati alla Procura prenderanno servizio si dovrà ridurre la
prospettiva, sulla base della quale è stato istituito
l´Ufficio del P.M., di mettere a disposizione di ogni magistrato la struttura
materiale teoricamente ipotizzata: il che potrà mettere in discussione la
funzionalità di un sistema che, invece, ha dimostrato, negli ultimi mesi di
sperimentazione, di poter migliorare l´assetto organizzativo. Infatti, non
soltanto sarà impossibile attuare il supporto richiesto alla dirigenza
amministrativa per più Uffici del P.M. ( cancelliere, ausiliario dattilografo e
commesso o autista di servizio per più Sostituti Procuratori ), ma si dovrà
rinunciare, in qualche caso, anche allo stesso modulo base ( 1 – 1 – 2: un
Sostituto, una unità di Segreteria e due unità di p.g.
) necessario a garantire la efficienza dell´Ufficio.

A tutto questo vanno
aggiunte le difficoltà derivanti dalla mancanza di locali e di spazi di cui
ormai soffre da tempo la Procura , che ha comportato la locazione di due
appartamenti in Piazza Trento e Trieste, n.2, per la sede dell´Ufficio
Stralcio, il trasferimento dell´Ufficio Affari Civili e la sistemazione
limitata e provvisoria dei V.P.O. ( i quali sono 23 e, come risulta dalle
statistiche, hanno contribuito in modo rilevante alla attività dell´Ufficio) e
che inoltre richiede ulteriori idonei locali presso la nuova sede dei giudici
di pace da utilizzare per la struttura organizzativa per far fronte ai
procedimenti attribuiti alla cognizione del giudice di pace oltre che per i
V.P.O. e gli ufficiali di P.G. i quali esplicano funzioni di P.M. in tali
procedimenti.

Le enormi carenze
strutturali esistenti sono ben sintetizzate dal dirigente amministrativo di
questa Procura, la quale riferisce quanto segue:

"Nonostante una percentuale
di scopertura formale non particolarmente rilevante, questo Ufficio
risente, come più volte evidenziato, di una carente pianta organica, che vede
maggiormente sacrificato il numero degli assistenti (n. 22 rispetto a 26
magistrati), il che comporta evidenti discrasie con il progetto organizzativo
di cui la Procura si è dotata. Altrettanto carente il numero previsto di ausiliari Al (commessi), benché in questo settore si
registri un elevato numero di personale in soprannumero, purtroppo però per la
massima parte sofferente di patologie che ne limitano l’impiego.

Se part-time e lunghe malattie, o
addirittura situazioni patologiche così gravi da determinare richiesta di
mutamento del profilo possono essere considerate un "costo sociale"
che ogni ufficio sconta,come recentemente ricordatoci
dal Ministero della Giustizia, si deve però rilevare che in una Procura della
Repubblica, dove la tempestività e la velocità sono condizioni necessarie al
fine di un’efficace risposta alle esigenze della collettività, tali situazioni
rilevano in maniera preponderante e una riorganizzazione dei servizi che tenga
conto, oltre che delle difficoltà logistiche, anche delle carenze non
sostituibili finisce per penalizzare quei servizi che non hanno apparentemente
un impatto immediato sul procedimento (sportello penale, ufficio registrazione,
ufficio udienze, ufficio esecuzione etc).

Anche la presenza della posizione
operativa di un contabile Cl, figura mai assegnata alla Procura della
Repubblica, segno evidente della riconosciuta esigenza di una specifica
professionalità per le questioni amministrativo contabili,
incide in modo negativo sulla gestione dell’ufficio e sottrae energie alla
gestione dei procedimenti".

Sebbene allocata in questi nuovi locali solo dall’anno 2000, la Procura della
Repubblica è ormai in sofferenza. Risolta, o in via di risoluzione, la
problematica degli archivi, destinati ormai ad essere riuniti in un’unica sede,
si è tuttavia aperto il nuovo "fronte" della sistemazione della
polizia giudiziaria che affianca i magistrati, nonché
della ubicazione, anche se temporalmente limitata, dei V.P.O. Il tutto
determina seri pericoli di dispersione degli atti e comporta l’assurdo di
continue richieste di nuovi locali fuori dalla sede.

Altro aspetto da rilevare è che,
a fronte di effetti pratici positivi della
attribuzione di competenza penale al Giudice di Pace, il vero problema, che non
solo non è stato risolto ma non è stato mai nemmeno posto e affrontato è che,
sotto il profilo delle strutture in mezzi e personale, mentre ci si è
preoccupati di fornire ai giudicanti i mezzi necessari per il funzionamento dei
servizi, si è completamente ignorato di potenziare l´Ufficio del P.M. per far
fronte alle nuove, complicate ed estese funzioni inquirenti e requirenti da
svolgere per adire il giudice di pace.

Corte D´Appello – Magistrati
Distrettuali – Informatica Bologna

Per i neo
nominati magistrati distrettuali, di recente arrivati in sede, non vi è
disponibilità di P.C. portatili. Il dato è significativo
se si considera la tipologia di impegno richiesta agli stessi, destinata ad essere
itinerante tra i diversi uffici della regione.

I referenti per l’informatica
della corte di appello rispondono che non se ne parla
proprio a meno che qualche collega non vada in pensione…

Il Ministero riferisce che non
c’è nessuna dotazione e disponibilità perchè le forniture sono tutte bloccate
dal Ministero e i fondi per l’informatizzazione
sono stati drasticamente ridotti nonostante tutti i vari progetti
di processi telematici ecc…

La recente riduzione degli
stanziamenti lascia prevedere l´impossibilità di aggiornamento
e sostituzione dell´hardware esistente e di far fronte in modo adeguato alla
piccola manutenzione informatica da affrontare
con le spese di ufficio. Le limitazioni di bilancio si rifletteranno
inevitabilmente anche sulla impossibilità di un
incremento dell´attività di supporto e di formazione informatica,
che avrebbe dovuto essere adeguatamente rafforzata per essere posta in
condizione di utilizzare al meglio le opportunità della rete e dei servizi che
l´informatica offre.

Il basso livello di
consapevolezza delle potenzialità informatiche
e delle prassi di condivisione tra più uffici e tra più operatori dei dati
disponibili in formato elettronico è favorito dal basso livello di preparazione
specifica della dirigenza e dalla assenza di un piano
generale di riorganizzazione dei servizi degli uffici giudiziari che il
Ministero avrebbe dovuto mettere in campo per trarre effettivi benefici dai
consistenti investimenti eseguiti in passato.

Vi è negli uffici giudiziari una arretratezza organizzativa diffusa che ostacola
l´attuazione del principio costituzionale della ragionevole durata del
processo, che potrà essere superata solo attraverso un ripensamento radicale
della organizzazione del lavoro, delle tecnologie e delle persone, accompagnato
da adeguamenti delle regole di procedura.

I supporti informatici
vengono gestiti ed utilizzati secondo modelli
organizzativi e prassi di lavoro ancora impostati sulla filosofia regolamentare
di quasi un secolo fa, che l´organo ispettivo del Ministro pretende sia ancora
integralmente rispettata. Valga per tutto la parossistica
attenzione degli ispettori ministeriali alle declaratorie
di prescrizione, che induce i giudici di primo grado alla celebrazione di
processi destinati alla estinzione nelle fasi ulteriori, cui fa riscontro la
assenza totale di attenzione ai criteri di priorità, che pur previsti dall´art.
227 legge 50/1998 solo per l´arretrato, avrebbero potuto costituire per motivi
di ragionevolezza un criterio precostituito di organizzazione del lavoro idoneo
ad evitare la dispersione di consistenti energie giudiziarie che si può
quantificare per lo meno nella misura di un quarto di quelle disponibili. I
software ministeriali, pur in grado di monitorare informaticamente
le problematiche dei diversi settori giudiziari, sono prevalentemente orientati
alla sostituzione dei registri cartacei con quelli informatici,
ma non tengono conto delle necessità di soddisfare adeguatamente anche le
esigenze dei servizi di supporto e dell´utenza esterna. La realizzazione
dei progetti informatici in cantiere, che allo
stato si prospetta solo come una vetrina per iniziative applicate sul
territorio a macchia di leopardo, elude i problemi strutturali.

E´ mancato,
dunque, il segno della volontà effettiva di ottimizzare le risorse disponibili
e rendere la giustizia più funzionale secondo quello che è stato – solo a
parole – indicato come l´obiettivo della recente riforma dell´ordinamento
giudiziario. Avere perso questa opportunità,
manifestatasi in tutta la sua evidenza in questi ultimi anni, comporta la
impossibilità di disporre di risorse umane che, adeguatamente coordinate e
liberate dai compiti ripetitivi, avrebbero potuto essere reinvestite nei
numerosi servizi che la attuale carenza di personale lascia scoperti.

Senza coerenti iniziative di innovazione il servizio giustizia è destinato ad avviarsi
verso un declino difficilmente rimediabile e verso una condizione di caos non
più governabile.

Tribunale Ferrara

Si richiama quanto già
rappresentato nel precedente libro bianco del 2004 giacché la situazione
complessiva (tranne che per il trasferimento della sede della Procura della
Repubblica avvenuta a fine dicembre in una struttura più grande ma ancora non
del tutto operativa ) risulta del tutto invariata per
quanto attiene alle carenze organizzative e di mezzi di competenza del
Ministero.

Tribunale e Procura Modena

La situazione della
amministrazione della giustizia negli uffici giudiziari di Modena
risente oltre che delle gravi carenze del personale giudiziario amministrativo
effettivamente presente rispetto a quello previsto in organico, della ormai
cronica sproporzione tra la popolazione della Provincia e l´alta densità
industriale che caratterizza molti dei Comuni del territorio e le dotazioni di
organico degli uffici.

E´ sufficiente
un banale raffronto tra il numero dei giudici e quello degli abitanti della
Provincia: secondo uno studio dell´anno 2000 (cfr. articolo
del Presidente del Consiglio dell´Ordine Forense di Modena pubblicato su n.
1/2003 del Notiziario del Consiglio dell´Ordine Forense di Modena) a Modena
tale rapporto è di 7,4 nel senso che per ogni 100.000 abitanti operano 7,4
magistrati (popolazione di 630.000 abitanti; 34 magistratura giudicante; 12
magistrati requirenti).

Il rapporto medio nazionale è di 9,1.

Il dato numerico già da solo
rileva la assoluta inadeguatezza delle risorse umane
destinate all´attività giurisdizionale e il carico di lavoro esistente, ma la
sproporzione tra il numero dei magistrati e le esigenze del territorio diviene
ancora più evidente se si considera l´elevata industrializzazione della
Provincia e la presenza di numerosissime aziende (70.000) molte delle quali di
riferimento a livello nazionale.

La distribuzione dei magistrati
sul territorio non pare rispettare criteri di ragionevolezza: molti tribunali
che hanno giurisdizione su circondari estesi in zone con minore
industrializzazione e imprenditorialità meno diffusa hanno indici molto più elevati ( solo alcuni fra tanti esempi: L´Aquila
15,7; Montelpuciano 12,9; Enna 19.6; Acqui Terme 14,4, Grosseto 10, 6).

La situazione è particolarmente
grave per quanto riguarda la giustizia del lavoro dove esiste un solo posto
"in organico" e uno "tabellarmente assegnato", e, in
concreto per tutto l´anno 2004 l´attività giurisdizionale è stata svolta da un
solo magistrato, in ragione delle carenze di organico
sopra indicate.

Altro motivo di disservizio è
costituito dalla dislocazione degli uffici giudiziari in sedi separate, alcune
molto distanti tra loro.

Il 27.9.2000 la commissione di
manutenzione degli edifici giudiziari presso il Tribunale di Modena approvò il
progetto di ristrutturazione che vedeva coinvolti 4 edifici di proprietà del
Comune di Modena e la costruzione ex novo di un edificio da adibire ad archivio
per tutti gli uffici giudiziari di Modena; il Ministero della Giustizia, a
seguito della presentazione del progetto stanziò un finanziamento (con oneri a
totale carico dello Stato, di 16,20 miliardi di lire) per opere che prevedevano
la suddivisione degli uffici in modo da mantenere vicini, se pure in palazzi
diversi, degli uffici del Tribunale (nel Palazzo di Giustizia), della Procura
della Repubblica (nel palazzo Martinelli) e di altri
uffici del Tribunale e degli Ufficiali Giudiziari ( al Palazzo Delfini) e
dislocava in altra sede il Giudice di Pace (S. Pietro) e l´archivio per tutti
gli uffici giudiziari (via Iugoslavia). A seguito della effettiva
erogazione del finanziamento nella primavera del 2002, il Comune di Modena,
esperite le gare, ha iniziato i lavori di ristrutturazione.

A tutt´oggi il progetto non è
stato completato e da anni gli uffici dei giudici del lavoro e dei giudici di
pace si trovano in edifici posti fuori dal centro
storico; entro le mura cittadine hanno invece sede quelli del Tribunale, della
Procura della Repubblica e degli Ufficiali Giudiziari. Gli uffici dei giudici
penali e la cancelleria del dibattimento sono però collocati in palazzo diverso
da quello della Procura della Repubblica e del Tribunale, ove vengono tenute le udienze penali.

Le condizioni degli uffici,
ubicati in antichi palazzi aventi strutture finalizzate originariamente a
diversa destinazione, presentano carenze igienico
ambientali e di sicurezza del lavoro: la divisione degli spazi è difficoltosa,
le stanze sono poche, molti dei giudici penali le dividono con altri colleghi,
più persone della cancelleria sono costrette a lavorare nello stesso locale e a
condividere spazi ristretti.

Gravi problemi vi sono anche per
gli esigui spazi destinati al pubblico: decine di testimoni devono attendere ogni
mattina, in piedi, nei corridoi del Tribunale prima di essere chiamati a
deporre nelle diverse aule di udienza.

In molti locali l´illuminazione è
scarsissima, gli impianti di riscaldamento sono inadeguati, quelli di
condizionamento mancano del tutto, vi sono problemi di adeguamento
alla normativa di sicurezza di cui alla L. 626/1994 e nel corso degli anni si
sono avuti seri problemi di manutenzione degli immobili.

La riduzione delle disponibilità
finanziarie degli uffici ha determinato carenze
nell´acquisto di materiale di cancelleria (carta penne, fotocopie ecc) e di
studio (riviste, codici, libri ecc), nella riparazione o sostituzione dei
macchinari guasti (l´impianto di fonoregistrazione è in pessime condizioni di
manutenzione).

Tribunale Modena

Il numero di magistrati presenti
mediamente nell´anno 2004 è stato di 29 su una pianta organica di 34
magistrati.

Le unità di personale
amministrativo presente mediamente nell´anno 2004 sono state 90 a fronte di una
pianta organica che prevede complessivamente 98 unità nella sede centrale e 21 unità nelle sezioni distaccate.

La presenza di 90 dipendenti
(teorica, perché le numerose assenze per malattia, maternità ed altri motivi
riducono di fatto la media annuale delle unità di
personale disponibile) non è in grado di assicurare la normale efficienza degli
uffici in sede e nelle sezioni.

A parità di pianta organica piena
(119/34) il rapporto fra personale amministrativo e magistrati sarebbe di 3,5
unità per magistrato: la più bassa nel distretto; se invece si prendono in
considerazione i dati reali (90/29) del 2004 la percentuale scende a 3,1 unità
per magistrato.

Da informazioni
avute dal Capo Dipartimento del Ministero della Giustizia, si è appreso che i
risultati di un´analisi statistica sulla percentuale
fra i procedimenti sopravvenuti e il numero dei magistrati e fra i procedimenti
e il personale amministrativo rilevano che Modena è rispettivamente al
quart´ultimo e terzultimo posto nell´elenco dei tribunali italiani con una
percentuale altissima di procedimenti per unità di personale di magistratura e,
ancora più alta, per quello amministrativo.

Assistenza alle udienze.

Relativamente
alle udienze civili, il personale amministrativo non presta assistenza
alle udienze di trattazione e discussione del contenzioso civile, mentre è
impegnato settimanalmente nelle udienze di separazione e divorzio, sfratti,
esecuzioni mobiliari, immobiliari (solo per la vendita).

Le udienze penali sono in media
circa 50/60 udienze dibattimentali e 40 udienze preliminari (senza contare le
udienze di convalida del fermo o dell´arresto), al
mese presso la sede centrale; sono invece 2/3 al mese nella sezione di Carpi, 2
a Sassuolo e 1 a Pavullo.

Con un personale non adeguato
numericamente alle esigenze dell´ufficio si riescono a
svolgere soltanto gli adempimenti di cancelleria urgenti, mentre tutti quelli
per i quali non vi sono sollecitazioni da parte degli utenti o non necessitano
di ulteriori attività dell´autorità giudiziaria vengono necessariamente
trascurati (ad . es. scarico delle udienze
dibattimentali sul RE.GE e sul ruolo di udienza; gli adempimenti conseguenti
alla irrevocabilità delle sentenze e di altri provvedimenti del giudice;
appelli o ricorsi che rientrano dal giudice dell´impugnazione, archiviazioni
contro noti e ignoti, ecc.) con conseguente gravi ritardi e inefficienze.

Analizzando le procedure, i tempi
medi sono stati:

tempo
medio fra impugnazione e trasmissione al giudice dell´impugnazione: 4 mesi

tempo
medio fra passaggio in giudicato ed invio estratto esecutivo: 2 mesi

tempo
medio redazione scheda: 2/3 mesi

Procura Modena

La Procura ha una pianta organica
composta da 12 magistrati e 47 unità di personale
amministrativo.

Attualmente
i magistrati in servizio sono 12. La situazione del personale amministrativo è
invece decisamente grave: vi è una scopertura,
rispetto alla pianta organica del 19%. Infatti, su 47 unità previste, sono attualmente vacati n. 9 posti, quasi tutti di livello
elevato (1 C3; 2 C2; 1 C1; 2 B3; 3 B1).

Il rapporto tra magistrati e
personale amministrativo comparato tra la Procure del
Distretto pone la Procura di Modena all´ultimo posto:

Bologna 26128 4,92

Ferrara 832 4

Forlì 837 4,62

Modena 1247 3,91

Parma 839 4,87

Piacenza 527 5,40

Ravenna 836 4,5

Reggio Emilia 838 4,75

Rimini 732 4,57

Il carico di lavoro dell´ufficio
è consistente. Comparando i dati con quelli delle altre Procure della
Repubblica del Distretto, Modena è collocata al secondo
posto, dopo la Procura di Bologna.

Il flusso delle notizie di reato
negli ultimi due anni è stato il seguente:

Anno 2004 Noti gdp (mod. 21bis)
Noti trib. (mod. 21) Ignoti (mod. 44) rancr (mod. 45) Pervenuti 2367
10104237301383 Definiti 1688

SEZIONE di BRESCIA

Per il Tribunale di Brescia si
segnala l’assenza di qualsiasi positiva evoluzione
relativa al già più volte segnalato problema del sottodimensionamento degli
organici. Il circondario del Tribunale di Brescia è il quinto d’Italia per bacino di utenza e per insediamento di attività commerciali
e il secondo per numero di industrie; tuttavia,con un organico di 59 giudici e
di 166 amministrativi il Tribunale risulta pesantemente deficitario a confronto
con altre strutture giudiziarie (si pensi, ad esempio, che Genova con un bacino
di utenza di circa 300.000 abitanti in meno può contare su 80 giudici e 306
amministrativi). Già si è segnalata al Ministero l’esigenza di incrementare
l’organico di almeno 15 giudici tenuto conto anche che, essendo Brescia sede di
Corte di appello, presso il Tribunale si concentrano
le cause nelle quali è parte un’Amministrazione dello Stato, il riesame e
l’appello sulle misure cautelari personali, gli affari concernenti le indagini
preliminari dei processi di competenza della DDA. A
oggi, non solo non è stato dato ascolto a queste richieste ma, nella revisione
degli organici seguita all’introduzione del giudice unico, del tutto
sorprendentemente l’organico del personale amministrativo è stato ridotto di
ben 17 unità. Il risultato degli errori di valutazione che sono
alla base di questa situazione – segnalata dallo stesso CSM fin dal 1993 – è
che il Tribunale di Brescia opera in condizioni di continua emergenza, con la
necessità di escogitare ogni giorno i rimedi per non sospendere le udienze,
evitare lunghi rinvii, garantire l’accesso ai servizi di cancelleria. Si verificano comunque rinvii nelle udienze penali in
conseguenza della mancanza di personale abilitato ad assistere il giudice e
spesso le cancellerie penali rimangono sguarnite perché il personale è tutto
impegnato nelle udienze.

TRIBUNALE DI BERGAMO

Si segnala il problema del
sottodimensionamento degli organici, tenuto conto che anche il circondario
bergamasco conta più di un milione di abitanti.

L’organico di diritto del Tribunale
e della Procura di Bergamo è quindi enormemente sperequato
per rapporto magistrati/popolazione di bacino rispetto a tutti gli
uffici giudiziari italiani e apprezzabilmente sperequato anche rispetto ai pur
modesti organici degli uffici bresciani (che peraltro sono quasi pari per
popolazione circondariale).

Stesso discorso vale per il
personale di cancelleria, con l’ulteriore limite che
mancano

soprattutto
i profili operativi.

In particolare, per il settore
civile, si lamenta poi la mancanza di assistenza ai
magistrati da parte di cancellieri e assistenti nelle udienze di trattazione e
istruttorie che, anche per questo, si svolgono in una situazione del tutto
disordinata e caotica che soltanto lo sforzo organizzativo del magistrato può
riportare a regole quasi accettabili; questa situazione, direttamente
dipendente dall’insufficienza di personale di cancelleria, mentre affossa, nei
fatti, qualsiasi prospettiva di "ufficio del giudice", pone già una
grave ipoteca sulla possibilità di far entrare utilmente in funzione il
"processo telematico" (Bergamo è una delle otto sedi sperimentali)
che, infatti, presuppone la formazione di verbali scannerizzabili e non già di
verbali redatti con le più varie e confuse grafie a volte illeggibili. Sia il
settore civile sia quello penale lamenta ancora: la mancanza quasi totale dei
mezzi materiali e tecnici, anche elementari (carta, copertine dei fascicoli,
intestazione a stampa dei verbali, penne, dischetti per computer); l’assenza di
fondi per l’acquisto di libri e riviste, con la vergognosa conseguenza che i
magistrati più responsabili, nell’assenza pressoché totale di una biblioteca
del Tribunale, devono investire somme anche rilevanti (e neppure fiscalmente
deducibili) per il loro aggiornamento professionale; la mancanza di un ufficio
di dattilografia al settore civile, da qualche tempo abolito, che obbliga i
magistrati, che già fanno uso di strumenti informatici
per la redazione delle sentenze, anche a intestare le
sentenze stesse e ad apporvi le conclusioni delle parti (il che è palesemente
assurdo, non potendo lo strumento informatico
tradursi in un mezzo per addossare al giudice il lavoro proprio del personale
amministrativo); la mancanza di condizioni di sicurezza anche minima nella sede
degli uffici civili, presidiati da una sola guardia giurata e senza alcun
controllo all’ingresso (col corollario dei furti all’interno degli uffici,
degli schiamazzi, dell’assenza di un ordine anche minimo). Anche per gli uffici
penali (dislocati in altro edificio rispetto a quelli civili) si segnala la
mancanza di idonei strumenti di sicurezza, nonostante
la presenza di due guardie giurate (si susseguono i furti nelle stanze del
personale amministrativo e dei magistrati; l’ultimo – dicembre 2004 – è stato
il furto del telefono di servizio sottratto nell’ufficio del pm di turno!)
l’assenza di forze di polizia, se non per i procedimenti a carico di detenuti,
ha consentito che nel mese di dicembre un imputato giudicato con il rito
direttissimo dopo la conclusione del processo si sia aggirato nei locali del
tribunale, nascondendosi all’interno di un armadio posto all’interno di un
ufficio del personale amministrativo e scoperto si è allontanato dal palazzo,
probabilmente gettandosi dalla finestra posta al primo piano; successivamente è
entrato nei locali della Camera di Commercio posti nell’edificio di fronte al
palazzo di giustizia, ha sequestrato una impiegata e dopo aver compiuto atti di
violenza, ha cercato una via di fuga gettandosi dalla finestra posta al terzo
piano. Particolarmente grave è poi l’assenza di ufficiali
giudiziari per gli incombenti di udienza (un solo ufficiale giudiziario al
giorno per l’udienza collegiale mentre si tengono in genere almeno tre udienze
dibattimentali monocratiche e un’udienza preliminare camerale) con quel che ne
consegue in particolare sulla vigilanza nei confronti dei testimoni (cfr.art 21 reg. cpp), e senza dimenticare le difficoltà su una
pronta attività di esecuzione e notificazione.

Inoltre la mancanza di personale
di segreteria e cancelleria in particolare di qualifica inferiore, talchè sono
enormi le difficoltà nell’effettuare ad es. fotocopie, essenziali per gli
stralci, i riesami ecc, con gravi conseguenze sulla celerità e in qualche caso
tempestività dei procedimenti.

La Procura infina segnala per
quanto concerne gli assegni ordinari per le spese d’ufficio, che si è vista
ridurre l’ammontare dell’assegno del 75% dal 2000 (£.121.737.600) al 2004 (€.
15.000), non senza rilevare che dal 2003 le spese per l’informatica
non sono più state pagate dalla Procura Generale, ma dalla stessa Procura
locale.

TRIBUNALE DI MANTOVA

Vengono in particolare
considerazione i problemi dei locali. La sede centrale è
ubicata in un palazzo del 1600 ormai fatiscente e non funzionale; le
aule, tranne quella della Corte d’Assise, sono prive di camera di consiglio; il
personale è ammassato in due/tre persone per stanza; le cancellerie, per
ristrettezza degli spazi, non riescono a contenere negli armadi fascicoli
processuali; gli archivi sono dislocati all’esterno del palazzo in stabili
comunali e al di fuori di qualunque possibilità di controllo o sorveglianza;
non esistono misure antincendio; non vi sono celle di sicurezza per la sosta
dei detenuti che devono essere tenuti a bordo dei furgoni blindati impiegati
per la loro traduzione; gli uffici degli ufficiali giudiziari sono dislocati in
un immobile esterno al Palazzo di giustizia; alcuni mesi fa è crollato il
soffitto della camera di consiglio dell’aula della Corte d’Assise, senza
provocare, per fortuna, vittime; la seconda aula penale per grandezza è rimasta
inagibile per oltre un mese per pericolo di crollo di una trave portante del
tetto; si sono verificati crolli di parte della facciata che è transennata da
moltissimi anni; altri crolli si sono avuti dai cornicioni all’interno del
cortile. Non meno grave è la situazione logistica della Procura della
Repubblica, dislocata su tre plessi, con tutte le problematiche e le
inefficienze che ne conseguono. A fronte di tale situazione disastrosa, la
costruzione di un nuovo palazzo di giustizia non riesce a decollare; da ultimo,
superate innumerevoli difficoltà burocratiche, è stato finalmente approvato il
progetto definitivo, ma il Ministero della Giustizia non ha ancora deliberato
il finanziamento del I° lotto esecutivo. Vengono segnalate vacanze del personale amministrativo
particolarmente vistose: in particolare al Tribunale, sede centrale, manca il
100% dei direttori di cancelleria C3, il 50 % dei cancellieri C2 e il 100%
degli operatori giudiziari B3 (per quanto riguarda poi gli uffici del giudice
di pace, le segnalate carenze di organico sono colmate con applicazioni
continuate nel tempo da parte del personale del Tribunale di Mantova, che viene
ulteriormente sottratto ai suoi compiti); anche la Procura della Repubblica è
particolarmente sguarnita nei livelli apicali del personale amministrativo:
manca infatti il Dirigente (e la mancanza è supplita solo da un paio di mesi
con una applicazione da Cremona), manca il 100% dei cancellieri C2 e l’unico
Direttore di Cancelleria non è sempre presente perché fruisce di orario part –
time. Si segnala infine che, anche a Mantova, le udienze penali continuano a
svolgersi senza gli ufficiali giudiziari, stante le
carenze di organico di questi ultimi e si lamenta non siano stati accreditati i
fondi delle spese d’ufficio relativi al II° semestre 2004.

SEZIONE di CAGLIARI

Rispetto all’anno
scorso, le difficoltà si sono aggravate e sono destinate ad aggravarsi ulteriormente.

La situazione è drammatica
soprattutto nei Tribunali minori, afflitti periodicamente da una grave carenza di organici. Da tempo il CSM opera nell’unico modo
possibile, cioè destinando a queste sedi, disagiate e
generalmente non richieste, gli uditori giudiziari. Accade che, proprio per
questo motivo, l’avvicendamento dei magistrati sia rapidissimo e si creino
periodicamente scoperture notevoli e di lungo periodo, soprattutto quando i
concorsi d’accesso alla magistratura vengono
rimandati.

Gravissima la
condizione del Tribunale di Nuoro, dove peraltro il palazzo di giustizia è
fatiscente e sono in corso da anni lavori di ristrutturazione che costringono a
lavorare in un eterno, rumoroso, polveroso e pericoloso cantiere, in spazi
talmente ridotti da mortificare la dignità di magistrati, avvocati, personale
amministrativo e utenza. La precaria situazione logistica ha determinato
anche un prolungato sciopero degli avvocati e ripetute agitazioni dei sindacati
di categoria del personale ausiliario, che hanno
determinato a loro volta rovinosi ritardi dell’attività giurisdizionale. Eppure, proprio in una realtà sociale ed economica difficile
come quella nuorese, caratterizzata da un’atavica diffidenza per la giustizia
dello Stato e dal ricorso frequente alla giustizia privata (sanguinosa ma molto
più rapida ed efficiente), sarebbe necessaria una risposta giudiziaria pronta
ed efficace.

I problemi più gravi, comuni a
tutte le sedi, riguardano il servizio di stenotipia, le notifiche e più in
generale l’insufficienza dei fondi per un decente funzionamento del servizio.

STENOTIPIA

Finora i contratti con le imprese
venivano stipulati a livello circondariale ed ogni
Tribunale individuava il fornitore sulla base di una gara e del conseguente
esame delle diverse offerte; il relativo servizio era sempre stato bene o male
assicurato compatibilmente coi fondi stanziati dal Ministero. Ma adesso i contratti sono scaduti o in scadenza (quello
stipulato dal Tribunale di Cagliari, per esempio, scade nel prossimo febbraio).

Siccome da ora in poi la
trattativa e l’aggiudicazione avverrà in sede centrale da parte del Ministero
per tutti gli uffici giudiziari d’Italia sulla base di
un contratto-tipo predeterminato, con costi ribassati in modo consistente
rispetto alle tariffe attualmente praticate, le imprese che si occupano di
stenotipia in Sardegna hanno preannunciato di non essere interessate a
concorrere per l’aggiudicazione dell’appalto.

Essendo impensabile, nell’isola,
il ricorso a ditte continentali, è facile prevedere che presto non sarà più
possibile, nelle sedi giudiziarie sarde, procedere alla verbalizzazione
mediante la stenotipia.

NOTIFICHE

La situazione è sempre più
drammatica.Da quando è stata modificata la norma che consentiva il ricorso alla
polizia giudiziaria per le notifiche, ovviamente gli uffici unici notificazioni
sono stati sommersi da un mare di atti da notificare.
Con riferimento agli ultimi concorsi per ufficiale giudiziario, il Ministero ha
disposto che prendessero servizio i soli ufficiali giudiziari nominati per il
nord della penisola e non per la Sardegna; eppure era nota la carenza di personale di cui hanno sempre sofferto i nostri
uffici.

Pertanto si è alla paralisi,
giacché gli ufficiali giudiziari non effettuano più
personalmente neppure una notifica, neanche degli atti destinati a persone
residenti a Cagliari città, ma ricorrono sempre alle notifiche a mezzo posta,
che comportano inconvenienti gravissimi:

- i ritardi a loro volta
comportano numerosissimi rinvii delle udienze i cui gli atti non risultano notificati (spesso, anche se le notifiche sono
andate a buon fine, non è dato saperlo perché non giungono in tempo i relativi
referti), sicché è del tutto impossibile una razionale organizzazione e
programmazione del lavoro;

- i disservizi sono aggravati dal
fatto che gli uffici postali, quand’anche restituiscano per tempo gli avvisi
validi come referti di notifica, di solito non indicano gli estremi dei procedimenti
ai quali di riferiscono e le cancellerie sono subissate di cartoline delle
quali non si è in grado di verificare neppure se si riferiscano a procedimenti
civili o penali;

- giacché ritardi ancora maggiori
si registrano per le notifiche degli avvisi di deposito delle sentenze agli
imputati contumaci, capita spesso che i relativi processi giungano alla Corte
d’appello quando il reato è prescritto o vicinissimo
al termine di prescrizione.

Eppure i
costi per le notifiche (doppi avvisi e costi postali) sono enormemente
lievitati.

TAGLI DELLE SPESE

A livello locale, esaminando la
situazione di alcuni degli uffici di maggiore dimensione del nostro distretto,
emergono dati che dimostrano ancora di più lo stato di abbandono
in cui versano. A titolo d’esempio, si indicano le
somme ricevute dalla Procura della Repubblica di Cagliari per far fronte alle
spese d’ufficio e per l’informatica negli
ultimi anni. Nel 2002 ammontarono ad €. 70.903,00. Nell’anno successivo furono
pari ad €. 62.893,00. Nel 2004 furono per il 1° semestre pari ad €. 31.400,00,
nel 2° semestre pari ad €. 26.197,22.

La Procura Generale di Cagliari comunicò che per il 2° semestre non erano pervenuti i fondi
dal Ministero. A questo punto sorsero immediati problemi relativi
al pagamento dei fornitori per quanto già acquistato e a tutte le spese
essenziali (dai toner per i fotocopiatori, alle cartucce per le stampanti e al
materiale di cancelleria). A conferma della situazione deficitaria, si legge in
una circolare trasmessa dalla Procura Generale di Cagliari nel luglio 2003 che su richiesta del Ministero, per evitare il rischio che gli
ordini di accreditamento rimanessero inestinti presso la Banca d’Italia a causa
di pignoramenti presso terzi (sic!), l’importo assegnato all’Ufficio per il 2°
semestre del 2003 riguardava un impegno di spesa disposto dal Superiore
Ministero per le Spese d’Ufficio, necessario a soddisfare il fabbisogno fino al
31.12.2003. Significa, evidentemente, cercare strade per eludere le azioni dei
creditori non soddisfatti, alla stregua di debitori inadempienti cronici.

SEZIONE di SASSARI

Si lamenta, oltre alla assenza del verbalizzante alle udienze civili e a
quella dell’ufficiale giudiziario alle udienze penali, alla carenza nella
stenotipia, in particolare il fatto che gli uffici giudiziari sono dislocati
oramai da decenni in ben sei siti lontani tra di loro, nessuno dei quali (ad
eccezione della sede per così dire "storica" che ospita parte del
Tribunale e parte della Procura) è stato costruito per ospitare uffici giudiziari.
Tutti i palazzi, eccetto quello "storico", sono di proprietà privata
e il Comune –seppure con rimborso parziale dello Stato (Ministero Giustizia)- paga somme particolarmente ingenti per gli affitti.

Inoltre non sono previsti
impianti di sicurezza nel senso che l’ingresso alle strutture giudiziarie è
pressoché libero e incontrollato: all’interno dei predetti uffici sono oramai
numerosi i casi di furti a danno di impiegati,
magistrati, avvocati e pubblico (tempo addietro sono persino mancati i microfoni
presenti in un’aula di udienza). In qualche occasione nei bagni sono state
addirittura ritrovate delle siringhe presumibilmente utilizzate da
tossicodipendenti.

SEZIONE di CALTANISSETTA

Si segnalano, di seguito, alcune
delle principali disfunzioni organizzative:

-inadeguatezza dell’organico del
personale amministrativo rispetto all’elevato numero di adempimenti
da assolvere quotidianamente, con conseguenti applicazioni che determinano, a
loro volta, vacanze e disagi negli uffici di provenienza; per la medesima
ragione, rilevanti servizi di cancelleria vengono inevitabilmente trascurati e,
ancora, i giudici civili sono costretti a tenere le udienze senza l’assistenza
del cancelliere; inoltre, soprattutto nel penale, sono ricorrenti i casi di
udienze che non possono avere regolare inizio e svolgimento per mancanza del
personale amministrativo addetto;

-costante riduzione dello
stanziamento per lavoro straordinario a causa del quale non è possibile
avvalersi del lavoro degli impiegati negli orari pomeridiani;

-mancanza degli ufficiali
giudiziari in assenza dei quali si svolgono numerose udienze;

-assoluta inidoneità ed
insufficienza delle strutture a disposizione dei magistrati; i giudici civili
sono costretti a tenere le udienze nelle proprie stanze, molto spesso sfornite di impianti di condizionamento; alcune delle aule nelle
quali si svolgono le udienze penali dei giudici monocratici non sono dotate di
camera di consiglio;

-disagevoli condizioni ambientali
di lavoro a causa della mancanza, nelle aule di udienza,
degli impianti di condizionamento e di riscaldamento;

-condizioni obsolete delle
autovetture a disposizione degli uffici, insufficienti per fare fronte alle
necessità dei magistrati sottoposti a protezione, che devono necessariamente
recarsi fuori sede per le proprie attività di indagine
e per raggiungere i vari Tribunali del distretto ove vengono celebrati i
processi di competenza della D.D.A.;

-carenza di fondi per l’acquisto
del carburante, per la effettuazione delle riparazioni
di cui i veicoli, per la loro vetustà, continuamente necessitano e per il
pagamento dello straordinario ai pochi autisti giudiziari in servizio;

-mancata rinnovazione, per
mancanza di fondi, dei contratti con il personale preposto alla gestione del
servizio CED – attraverso il quale era possibile l’accesso al sistema SIDDA –
SIDNA, nel quale sono immagazzinati i dati più importanti relativi agli esiti
delle attività investigative in materia di criminalità organizzata – con
conseguente sottrazione di un insostituibile patrimonio di conoscenze a coloro
che, tra mille difficoltà, sono quotidianamente impegnati nella
attività di contrasto alle organizzazioni di tipo mafioso;

-esiguità dei fondi assegnati per
le spese di ufficio, con conseguenti difficoltà per
l’acquisto di materiale di aggiornamento (libri, riviste, codici, supporti informatici)
e di cancelleria e per la riparazione o sostituzione di macchinari guasti o
obsoleti (fotocopiatrici, computer, stampanti, apparecchi di registrazione).

SEZIONE di CATANIA

Per tutti i capitoli di spesa:
gli accrediti dei residui che dovrebbero essere utilizzati per i pagamenti relativi agli ultimi mesi dell’anno, di norma pervengono non
prima del mese di novembre dell’anno successivo.

Tribunale e Tribunale di
Sorveglianza: nessun acquisto di codici e di aggiornamenti
legislativi, fatta eccezione per l’attivazione di una banca dati distrettuali
su iniziativa formazione CSM;

Spese Informatica Corte di Appello nel 2002: E. 51000; nel 2003: E. 25000; nel 2004:
E. 35000. Pur essendo il Tribunale sede pilota per sperimentazione pct i fondi
per la sperimentazione sono stati del tutto insufficienti,
sicchè il caricamento sul SIC dei fascicoli civili delle quattro sezioni
(esclusa la sezione lavoro) è stata resa possibile esclusivamente grazie
all’intervento economico del locale Consiglio dell’Ordine.

Spese di ufficio
Corte di Appello nel 2002: E. 240000 + 177000; nel 2003: E. 160000 + 140000
ancora da accreditare; nel 2004: E. 160000 + 132000 ancora non accreditato; con
conseguenti grandi difficoltà di operare con i fornitori a credito.

Per spese
stenotipia: i gravi ritardi di accreditamento degli stanziamenti
dell’ultimo trimestre dell’anno determinano serie difficoltà nello svolgimento
del servizio in quanto il personale delle cooperative resta senza stipendio per
diversi mesi e le stesse coop. devono provvedere agli anticipi stessi.

Udienze civili Tribunale: vengono tenute senza alcuna assistenza all’udienza.

I giudici penali del Tribunale
sono costretti a tenere le udienze monocratiche esclusivamente di pomeriggio
per mancanza di aule disponibili con grave nocumento
del servizio in quanto il personale di cancelleria presente in tribunale è
notevolmente ridotto ed alcuni servizi – casellario – non sono operativi.

Quasi tutti i giudici penali del
tribunale e della Corte di Appello non dispongono di
stanze proprie, dovendo conseguentemente convivere insieme, fatta eccezione per
i giudici della corte di assise.

SEZIONE di FIRENZE

Rispetto alla situazione
dell’anno scorso la situazione degli uffici fiorentini non è sotto alcun profilo migliorata.

Per quanto riguarda il Tribunale
di Firenze, mentre ancora è ben lontano il compimento del nuovo palazzo di
giustizia (cosicché l’ufficio continua ad operare su quattro sedi, con le
conseguenti immaginabili difficoltà operative), permane la grave inadeguatezza
delle strutture esistenti.

Nella sede di piazza
S. Martino le camere di consiglio sono umide e scrostate e in una delle due il
collegamento in rete, saltato circa un anno fa per un temporale, non è stato
ancora ripristinato; inoltre i bagni del piano terra sono indecenti, spesso
allagati, senza luce per settimane perché nessuno cambia le lampadine (tanto
che il bagno per il pubblico è spesso chiuso). Nella sede di piazza
S. Firenze manca il computer in una camera di consiglio e nelle altre ci sono
computers molto vecchi; solo in due aule di S. Firenze ci sono collegamenti in
rete. I collegamenti in rete mancano in tutte le camere di consiglio del bunker
e della struttura "Dionisi", che hanno computer vecchissimi.

Oltre a tali questioni, che
attengono alla strutture materiali del lavoro, permane
irrisolto, ed anzi si è aggravato, il problema gravissimo della carenza di
personale amministrativo; al 18.10.04 tra carenze in organico (n .35) e
applicazioni in altri uffici (n. 17) mancavano 52 elementi su una pianta
organica di 281 unità (oltre il 17%), con conseguenti problemi gestionali, a
cui non è nemmeno lontanamente pensabile poter rimediare con il personale a
tempo determinato ex LSU (8 unità presenti) o con applicazioni attive ( in
numero di 6).

La carenza
di personale amministrativo si avverte acutamente nel settore civile, nel quale
non solo è quasi del tutto scomparsa la presenza del cancelliere in udienza (in
cui la verbalizzazione è regolarmente effettuata dal magistrato o dagli
avvocati), ma, nonostante l’encomiabile abnegazione della maggior parte degli
addetti, la stessa esecuzione degli incombenti necessari per l’ordinato
svolgimento del giudizio viene garantita dalle cancellerie con molto sforzo e
crescente inadeguatezza.

Peraltro la suddetta carenza di personale amministrativo produce effetti ancora
più devastanti, e tali da incidere sulla sostanza immediata della
giurisdizione, nel settore penale, come risulta evidente dal rilievo che la
riduzione di disponibilità della presenza del personale amministrativo alle
udienze penali nel pomeriggio ha indotto il presidente a limitare la fissazione
dei processi penali oltre le 13,30. Sul giudizio penale si riflettono poi
drammaticamente i problemi dell’ufficio degli ufficiali giudiziari, perché
sempre più spesso, a causa della gravissima carenza di
ufficiali giudiziari, l’assistenza al dibattimento penale è fornita da
personale del tribunale o della procura, che non ha alcuna formazione per
quelle funzioni, con conseguenti immaginabili disservizi e perdite di tempo. Da
ultimo occorre segnalare, sempre con riferimento al settore penale, la
crescente tensione manifestata dalle ditte di trascrizione in
ordine alla regolarità nei pagamenti.

Tribunale per i
Minorenni Firenze

La situazione è molto grave.L’
organico dei magistrati è attualmente coperto, ma
insufficiente rispetto all’ampiezza del distretto e al numero delle procedure:
6 magistrati, più il presidente che, tra l’altro, ha un suo carico di lavoro;
n. 2500 procedure annuali ex artt. 330-333, art. 12 L. 184/83, procedimenti
contenziosi ex artt. 250 – 284 C.C e 416 C.C., n. 1800
procedure di adozione, n. 3085 procedure penali.

Assolutamente carente l’organico
del personale amministrativo: su una pianta organica di 32, già di per sé
inadeguata rispetto al volume delle procedure, le presenze effettive sono 22.

Del tutto
insufficienti gli spazi materiali sia per il personale che per i
magistrati, gravissime le carenze in materia di sicurezza degli uffici e
personale (per i non rari episodi di aggressività agiti dagli utenti). Mancano
gli spazi per l’attesa degli utenti a vario titolo convocati in tribunale che
sono costretti ad affollarsi nell’unico corridoio.

Da tempo non si procede più alla
fonoregistrazione sia nelle udienze penali che in quelle civili particolarmente
delicate, quali le opposizioni allo stato d’abbandono, per mancanza dei
relativi fondi. La dotazione strumentale dell’ufficio è a questo punto quasi
inesistente e sono carenti i fondi anche per le minime spese di cancelleria. Attualmente nel tribunale funzionano parzialmente solo due
macchine fotocopiatrici su 7, perché mancano i fondi per l’assistenza, e in
alcuni periodi la carta per le fotocopie è stata fornita direttamente dagli
avvocati. Attualmente i fascicoli da archiviare sono
accantonati sul pavimento delle varie cancellerie e segreterie in quanto la
carenza di fondi ha impedito non solo di acquistare scaffali sui quali
collocarli, ma anche di trasportare tali fascicoli, a mezzo di personale idoneo,
in ambienti adatti alla archiviazione messi a disposizione fuori dal tribunale.

Tribunale Grosseto

Nel Circondario di Grosseto, sul
numero totale di 130 impiegati amministrativi mancano 30 unità. In particolare,

Ufficio

Dotazione

vacanze

Manca da oltre un anno il dirigente.

I profili professionali mancanti
nella maggior parte dei casi (20 SU 30) sono cancellieri

Tribunale Grosseto

63

12

Tribunale Orbetello

8

2

Procura della Repubblica

41

10

G. Pace Grosseto e provincia

20

6

TOTALE

132

30

Sono diminuiti di un quarto i
fondi per le spese di cancelleria:

nel 2002
pari a 24.508 €.

nel 2003
pari a 25.480 €.

nel 2004
pari a 18.251 €. che sono totalmente insufficienti.

Allo stato non è possibile
procedere all’acquisto delle copertine dei fascicoli.

Questi fondi sono anche
utilizzati per l’acquisto di codici e testi.

Il lusso massimo è acquistare un
codice penale e uno delle leggi speciali commentate all’anno!

Si segnala ancora l’assurdità
della gestione dell’assistenza tecnica degli apparati
di registrazione delle udienze. Il servizio, affidato ad una ditta esterna
comporta costi altissimi per la manutenzione.

Tribunale Siena

Le carenze
di personale amministrativo sono particolarmente gravi. Oltre all’attuale
mancanza del dirigente amministrativo del Tribunale, la carenza
ascende al 20 % della dotazione organica già sottodimensionata (è vacante 1
direttore di cancelleria C3; 3 cancellieri C2; 2 cancellieri C1; 1 ausiliario
B1; distaccato a Roma 1 operatore giudiziario B2; 1 cancelliere C2 è a
part-time al 50 %; 2 cancellieri C1, 2 cancellieri B3 e 1 operatore giudiziario
B1 hanno chiesto di fruire di permessi studio).

Specificamente, nella Sezione
Distaccata di Poggibonsi, la pianta organica prevede, per i
settori civile e penale, 2 C/2 mancanti in realtà dal maggio 1997,
trasferiti e non più sostituiti; 1 C/1, presente; 1 B/3 mancante dal 18/3/00
per applicazione sindacale; 1 B/2 (ve ne sono 2 che però, quali operatori non
possono svolgere le funzioni del C/1 e del B/3, 1 A/1 , 1A/1 a tempo
determinato (assente per maternità da circa otto mesi).

I giudici civili non hanno
assistenti nelle udienze (in media trisettimanali), dovendo altrimenti il
personale chiudere le cancellerie per l’intera durata delle udienze, con
disservizio gravissimo. Questa carenza, inaccettabile
in linea di principio, appare particolarmente grave in alcuni settori, per il
numero e/o la delicatezza dei procedimenti. Ma anche
nel settore penale l’assistenza in udienza resta problema cruciale e irrisolto
sul piano della funzionalità ed efficienza.

Le serie carenze
di organico degli Ufficiali Giudiziari hanno ripercussioni negative
sull’attività giudiziaria, e di particolare gravità in specifici settori.

Le ricorrenti rilevanti carenze nell’organico dei magistrati, per la mancata
tempestiva copertura dei posti lasciati vacanti per pensionamenti o
trasferimenti, hanno effetti devastanti in una struttura di dimensioni
relativamente piccole, rendendo periodicamente ancor più difficoltosa la
gestione dei ruoli e determinando cumuli di funzioni in pregiudizio
dell’efficienza.

Inconcepibile che l’acquisto di
strumenti di base indispensabili (codici, riviste, monografie, cd-rom,…) per l’aggiornamento professionale, in ogni settore
giuridico, sia demandato all’iniziativa del singolo magistrato, a proprio
onere.

La completa utilizzazione dei
sistemi di gestione informatica non è ancora
possibile, ed è particolarmente deficitaria nella Sezione Distaccata di
Poggibonsi, dove si segnala, inoltre, carenza cronica
di materiale di cancelleria ancor più grave, se possibile, che in sede
circondariale: nel corso del 2003/2004, ad esempio, per mancanza di buste per
la spedizione della corrispondenza la Cancelleria ha dovuto effettuare un
lavoro di taglia/incolla da buste più grandi per creare il formato voluto
dall’Ufficio Postale; i dischetti per il computer, mai forniti, sono stati
acquistati con denaro proprio dal giudice e dal personale di cancelleria, ciascuno
per le proprie esigenze, così come anche, in alcuni casi, la colla, la
spillatrice, i post–it o altro materiale di uso giornaliero.

La sezione distaccata non
dispone, inoltre, di autovetture di servizio e
pertanto i sopralluoghi sono svolti dal giudice utilizzando la propria
autovettura e senza alcun ausilio del personale al quale dovrebbe altrimenti
chiedersi di chiudere l’ufficio.

Pur nell’ambito di una struttura
edilizia moderna, sia in sede circondariale che nella sezione distaccata,
barriere architettoniche si oppongono all’accesso ai portatori di handicap,
ostacoli costituiti dalle scale esterne, dalle porte di accesso,
dalle dimensioni dell’ascensore.

Qualunque persona, inoltre, può
entrare senza controllo alcuno all’improvviso nella stanza di un magistrato.

SEZIONE di GENOVA

Permangono le disfunzioni già
segnalate in occasione del libro bianco del 2003, legate principalmente a tre
fattori:

riduzioni
del personale amministrativo e/o delle ore lavorative e mancata copertura di
posti vacanti di magistrati;

riduzione
delle disponibilità finanziarie degli uffici giudiziari;

carenze
igienico-ambientali e di sicurezza del lavoro.

a) quello che lo scorso hanno
riguardava la segnalazione di insufficienza di
organico per la mancata copertura di un posto vacante all’ufficio GIP-GUP, si è
oggi riversato sul tribunale penale, che deve affrontare i processi del G8
complessi con numerosi imputati (la prima udienza per i fatti della Diaz inizia
il 6 aprile) senza adeguate sulle sezioni per reggere il contraccolpo e portare
avanti il resto dei procedimenti .

In diversi uffici sono previste
riduzioni del personale amministrativo in relazione al
passaggio di diversi lavoratori dal part-time al tempo pieno; stante
l’impossibilità, in molti casi, di mantenere i predetti lavoratori nello stesso
ufficio in cui prestavano la loro attività, essendo già coperti i posti
destinati ai dipendenti a tempo pieno, si verifica spesso la perdita secca di
personale da parte dell’ufficio interessato senza alcuna possibilità di
rimpiazzo.

Nel tribunale del lavoro la
prossima riduzione di quattro unità del personale amministrativo, per la quale è già stata preannunciata la mancata copertura
comporterà la necessaria riduzione delle udienze da quattro a due per
settimana. Ai giudici del lavoro è stato richiesto di non fare più udienze
pomeridiane ( carenza personale).

In diversi uffici è stato già
ampiamente superato il monte ore previsto per il lavoro straordinario, per cui è stato disposto (v. ordine di servizio emanato
presso la Procura della Repubblica) il divieto di prestare ulteriore attività
lavorativa straordinaria, salvo ricorrano ridottissime e motivate esigenze
eccezionali. Ciò comporterà spesso l’impossibilità di prosecuzione delle
udienze nelle ore pomeridiane.

La cronica carenza
di ufficiali giudiziari durante lo svolgimento delle udienze pubbliche,
soprattutto monocratiche, rende addirittura non dignitosa la chiamata dei
testi, cui deve provvedere ora il segretario di udienza, ora il difensore, ora
il teste già sentito. In proposito è stato proposto di attivare quantomeno un
sistema di chiamata dei testi analogo a quello in uso presso uffici pubblici
abitualmente frequentati dal pubblico.

Nel capitolo della carenza di personale può anche farsi cenno alla assenza di
forza pubblica nei pressi delle aule di udienza durante lo svolgimento delle
udienze pubbliche; sono già stati segnalati numerosi episodi di persone che danno
in escandescenze, se non di veri e propri atti minatori perpetrati anche nei
confronti dei giudici.

b) la riduzione delle risorse
finanziarie messe a disposizione degli uffici giudiziari per le spese correnti
e per le trascrizioni delle registrazioni sta comportando vari problemi:

il più
grave è quello costituito dall’impossibilità o dalla grave difficoltà di
continuare a disporre le trascrizioni dei dibattimenti penali; da cui consegue
anche l’impossibilità di procedere alla mera registrazione fonografica delle
istruttorie dibattimentali, per il rifiuto della ditta incaricata delle
trascrizioni di fornire il proprio personale al fine di procedere alla sola
registrazione, senza trascrizione delle udienze, stante l’impossibilità
contrattuale di essere retribuita per questa attività.

La riduzione delle disponibilità
finanziarie per le spese correnti, poi, ha determinato carenze
nell’acquisto di materiale di cancelleria (carta, penne, fotocopie, post-it,
evidenziatori, ricariche per stampanti ecc.), comprese le agende e il materiale
di studio (codici, libri, riviste, cd-rom ecc.), nella riparazione o
sostituzione di macchinari guasti o vecchi (fotocopiatrici, computer,
stampanti, apparecchi di registrazione, auto di servizio ecc.), nel rinnovo di
arredamenti ormai usurati e talvolta pericolosi.

Da ultimo si è registrata
dall’8.11.2004 la soppressione del servizio di assistenza
per i problemi di hard disk per i portatili più risalenti, ed ulteriore
soppressione della assistenza dei PC dell’ufficio.

c) le condizioni ambientali di
lavoro sono spesso disagevoli, ora per il caldo (mancanza di impianti
di condizionamento dell’aria nel periodo estivo), ora per il freddo.

Il disagio è stato ulteriormente
aggravato dai lavori in corso nel palazzo di giustizia genovese, dapprima
eseguiti senza alcun avviso al personale amministrativo e giudiziario
interessato dagli stessi, poi, comunque, senza alcun
rispetto delle esigenze lavorative dello stesso (rumori insostenibili nel corso
delle udienze, polvere dappertutto ecc.).

L’ illuminazione delle aule di udienza è scarsissima e pone difficoltà per la lettura
degli atti a magistrati ed avvocati.

Ci sono anche carenze
addebitabili al Comune quale ente cui compete la fornitura dei servizi
accessori, quali la mancanza di carta igienica, asciugamani e sapone nei bagni.

Sono stati segnalati, infine,
grossi problemi per l’adeguamento del palazzo di giustizia alla normativa di sicurezza di cui alla L. n. 626/94.

Per non parlare del parco vetture della procura ( 1 blindata per capi e
magistrati sotto protezione, n.4 ) .

SEZIONE de L’AQUILA

I dati provenienti dagli Uffici
del Distretto confermano una situazione generalizzata di carenza
di risorse finanziarie e di personale.

In generale vengono
segnalati:

- mancanza di fondi per
l’acquisto di beni di prima necessità per gli uffici
(quale, ad esempio, il materiale di cancelleria), tanto che diversi fornitori
(ad esempio in Pescara), non avendo ricevuto il pagamento di forniture
effettuate fin dal 2002-2003, rifiutano di fornire il materiale richiesto;

- l’inadempienza riguarda anche i
medici incaricati di svolgere le visite obbligatorie per il D.Lgs
626/1994, che a Pescara non sono stati pagati dopo aver svolto una importante e
diffusa attività professionale;

- carenza
di ufficiali giudiziari, che comporta notevoli problemi nella notifica di atti
di numerosi processi penali (ad esempio a Pescara per diversi mesi migliaia di
decreti penali sono rimasti fermi senza essere notificati con inevitabili
ripercussioni sulla prescrizione dei reati);

- impossibilità di svolgere
l’udienza civile con l’assistenza del cancelliere;

- gravi ritardi in adempimenti di
cancelleria di fondamentale importanza a causa della carenza
di personale (ad esempio negli uffici delle esecuzioni immobiliari di Pescara
si sono accumulati per tale ragione oltre 400 procedimenti con richiesta di
fissazione dell’udienza di vendita, con grave danno per i creditori che
attendono soddisfazione);

- la sensibile
riduzione nella disponibilità negli uffici di materiale per l’aggiornamento
professionale (riviste, libri);

- la sempre
minore disponibilità di risorse per l’informatizzazione (è stata sospesa l’assistenza software Datanet per il
civile; a diversi operatori di cancelleria è stato inibito l’uso della posta
elettronica; i computers in dotazione sono obsoleti e nella migliore delle
ipotesi arretrati rispetto alle migliori tecnologie disponili).

SEZIONE di LECCE

Si registra una scopertura d’organico
dei magistrati del Tribunale prossima al 20%. La nota esistenza di sette sezioni distaccate oltre alla sede
centrale rende assai problematica la gestione delle risorse umane e materiali.
Nel dicembre 2004 l’ANM ed il locale Consiglio dell’Ordine Forense hanno promosso una conferenza provinciale sulla giustizia
nel Salento. Unanime è stata la richiesta di soppressione di tutte le sedi
distaccate e di creazione di un secondo Tribunale per il Sud Salento. Un
documento in tal senso è stato inviato al Ministro della Giustizia di cui si
attendono le determinazioni. Nel Palazzo di Giustizia gli ascensori, obsoleti,
sono perennemente guasti; le auto di servizio insufficienti; le aule di udienza non sono adeguate per numero e soprattutto per la
dignità delle funzioni che vi si svolgono; mancano percorsi riservati ai
detenuti che vengono tradotti in manette lungo le scale utilizzate dal
pubblico, con evidenti problemi tanto per la sicurezza quanto per la dignità
della persona; mancano locali attrezzati per le indagini difensive e per
l’ascolto protetto dei minori; i fondi per le spese d’ufficio del Tribunale
sono da tempo esauriti e l’acquisto degli stessi codici aggiornati viene
scoraggiato dall’economo con un ripetitivo "non ci sono soldi".

La ripresa dell’attività
giudiziaria dopo le ferie estive è stata caratterizzata da un’emergenza
igienico-sanitaria che ha dato l’immagine forse più degradata di una giustizia
abbandonata a se stessa: il Palazzo di Giustizia è stato invaso dalle pulci.
Tutti gli uffici sono stati fatti sgomberare d’urgenza e s’è proceduto, tra non
poche difficoltà anche di coordinamento, alla disinfestazione dei locali. Per
alcuni giorni l’attività giudiziaria è rimasta paralizzata.

Mancano i fondi per la
trascrizione stenografica o stenotipica delle udienze penali: da aprile 2004 le
cooperative che assicurano il service in convenzione non vengono
pagate; per l’anno 2004 v’è stata una previsione di spesa –per il nostro
distretto- per € 750.000,00 circa, a fronte di quella di € 1.254.000 per l’anno
2003; le fatture delle ditte appaltatrici di tutto il distretto rimaste
insolute ammontavano ad ottobre 2004 già a circa € 500.000,00 cui vanno ad
aggiungersi le prestazioni per i mesi di novembre e dicembre 2004. V’è già
stata una settimana di sciopero dei dipendenti delle
cooperative con conseguente blocco delle udienze. Una identica
iniziativa di sciopero stavolta a tempo indeterminato deliberata a Lecce dalle
cooperative è stata scongiurata in extremis da una nota ministeriale con cui si
assicura che il disavanzo verrà ripianato "…all’inizio dell’anno
2005…". E’ già stato comunicato dalle predette cooperative che, trascorso
inutilmente il termine del 31/1/2005, vi sarà il blocco ad
oltranza di tutte le attività, senza ulteriore avviso. Restano pochi
giorni per scongiurare, da parte del Ministero, questa eventualità
che avrebbe ripercussioni gravissime sui processi penali in corso.

Tribunale Brindisi

Lo scorso anno è stata segnalata
la necessità, ritenuta "assoluta" dalla Presidenza di quel Tribunale,
di aumento degli organici delle cancellerie la cui
carenza era stata causa di disservizi nel settore sia civile che penale e,
stante l’insufficiente stanziamento per lo straordinario, di accumulo di un
elevato numero di ore di lavoro difficilmente recuperabili per i ritmi serrati
delle udienze e per la penuria degli addetti. La situazione è rimasta
pressocchè immutata, non essendosi registrati interventi sostanzialmente
migliorativi.

Tribunale Taranto

E’ stato segnalato dal Presidente
del Tribunale che non è possibile garantire la necessaria assistenza a tutti i
giudici del lavoro, se non prelevando il personale da altri settori già gravati
ed essenziali. I cancellieri B/3 sono del tutto insufficienti
e da tempo i giudici del settore civile tengono udienza con assistenza
saltuaria, se non di fatto fittizia.

Il carico di lavoro nel settore
penale, nonostante l’altissima produttività attestata dalle statistiche, è
aumentato in maniera esponenziale sì da essere oramai quasi ingestibile con le
dotazioni al momento disponibili.

Il carico civile e penale di quel
Tribunale risulta dalle statistiche ufficiali quasi
pari a quello di realtà ben più ampie, quali ad esempio il Tribunale di Bari,
che tuttavia appaiono dotate di risorse magistratuali e di personale ben più
cospicue in relazione alla realtà attuale del circondario. Con riguardo in
particolare al settore penale, poi, non va sottaciuto che il carico è di gran lunga superiore a quello del Tribunale di Bari e che
la realtà jonica, da sempre gravata da fenomeni criminali di spessore assai
rilevante, è stata e continua a essere caratterizzata dalla celebrazione di
c.d. maxi processi che di fatto "congelano" magistrati e personale
amministrativo (impegnati in tali procedimenti) per lassi di tempo non indifferenti.

Il numero complessivo delle
udienze mensili, civili e penali, monocratiche e collegiali, tenute nel
Tribunale di Taranto, comprese le sedi distaccate (Ginosa, Grottaglie, Martina
Franca e Manduria) è di oltre 480 e, nonostante le richieste già rivolte in
passato, pare che non vi siano speranze, almeno nel breve-medio termine, di aumenti di organico e nemmeno di copertura dello stesso.

A distanza di quasi quattro anni
dall’unificazione, poi, gli Uffici di Procura si trovano ancora distinti in due
plessi (uno ex Procura Pretura e l’altro presso il
Palazzo di Giustizia) con ingestibili problemi organizzativi derivanti
quotidianamente dalla necessità di trasporti di fascicoli, posta e quant’altro
da un plesso all’altro.

Anche
qui i fondi per l’acquisto di testi e codici, ma anche il personale di
segreteria, sono cronicamente insufficienti. Il taglio delle spese per l’informatica
ha inciso negativamente sulla dotazione strumentale degli uffici e perfino
sull’acquisto di materiale di facile consumo (carta, materiali
di cancelleria ecc.). Per non parlare delle auto di servizio (rottamate e non
più rimpiazzate) del tutto carenti ed insufficienti in
relazione a quanto sopra specificato in ordine all’esistenza di plessi separati
(null’affatto vicini) ed alla presenza di ben 4 sedi distaccate situate (come
nel caso di Ginosa) a circa 60 km dal capoluogo.

La stessa, identica situazione
riguarda in sostanza tutti gli Uffici di primo grado e
non solo.

A mero titolo esemplificativo, si
sottolinea che le richieste minime di applicazioni
continuative di recente avanzate dal Tribunale sono state: n.1 operatore B2, n.
10 cancellieri B3, n. 3 operatori B2 o B1, n. 2 cancellieri C1.

SEZIONE di MESSINA

A prescindere dai problemi di ordine logistico evidenziati l’anno scorso – locali
insufficienti, uffici collocati al piano scantinato con carenze evidenti in
materia di igiene sul lavoro (quali mancanza di luce ed aerazione), postazioni
di lavoro non idonee, assenza totale dell’impianto di riscaldamento in
considerazione del mancato completamento del nuovo impianto e dell’avvenuta
disattivazione di quello preesistente- si è ulteriormente aggravata la
situazione per quel che riguarda la tempestiva risposta alla domanda di
giustizia. Si registra una diffusa insufficienza dell’organico, sia nel settore
penale che in quello civile, che dovrebbe essere aumentato in modo consistente,
salva comunque una diversa distribuzione anche in
ambito distrettuale di quello esistenza. La situazione è tale che anche
quest’anno il servizio giustizia contribuisce, in maniera rilevante, a
collocare la città di Messina all’ultimo posto nella graduatoria della qualità
della vita e dei servizi recentemente aggiornata da un noto quotidiano.
Tuttavia, occorre evidenziare quanto segue:

I procedimenti civili iscritti
nell’anno 2004 sono stati, infatti, ben 7344, mentre i magistrati destinati
alla loro trattazione sono, compresi i presidenti di sezione, appena sedici,
con ruoli estremamente gravosi di oltre 1000 cause
ciascuno, con punte che rasentano quota 1600. Le continue emergenze del settore
penale hanno, inoltre, sacrificato le esigenze del settore civile, ritenuto – a
torto – serbatoio inesauribile per supplenze interne o incarichi aggiuntivi e, comunque, settore dalle minori esigenze organizzative, tanto
che ancora oggi ben quattro dei sedici giudici tabellarmente assegnati alle
sezioni civili sono impegnati quali giudici a latere in Corte di Assise e due
di questi operano in regime di coassegnazione. In gravi difficoltà versa, poi,
anche il personale di Cancelleria, che riesce appena ad effettuare
gli adempimenti indispensabili per la regolare tenuta delle udienze, ma risulta
insufficiente per fornire una più completa collaborazione ed assistenza al
Giudice, pur avendo completato l’informatizzazione
dei ruoli che costituisce premessa indispensabile per una razionalizzazione del
lavoro ed una più efficace gestione delle risorse.

In tale situazione il lavoro
espletato dai Giudici civili supera quanto è normalmente dagli stessi
esigibile, soprattutto se si considera che ogni ruolo, come già visto, supera
di media le 1000 cause, il che comporta un incremento del numero delle udienze
ed un appesantimento delle stesse e dei relativi provvedimenti interlocutori.
Nell’anno 2004 sono state, infatti, depositate ben 3347 sentenze, di cui 540
emesse dai Giudici Onorari Aggregati delle Sezioni Stralcio e 2807 dai Giudici
professionali. I Giudici professionali, compresi il Presidente di sezione ed il
Presidente del Tribunale, quelli coassegnati al settore penale, quelli
assegnati alle procedure fallimentari, i giudici della esecuzione
mobiliare e immobiliare, il giudice tutelare, hanno, pertanto, depositato
nell’anno, in media, più di 175 sentenze ciascuno, senza contare i
provvedimenti in forma di ordinanza e di decreto conclusivi di procedimenti
camerali e cautelari ed i decreti ingiuntivi, che hanno raggiunto il numero di
1530.

Facendo delle semplici operazioni
matematiche emerge chiaramente che, nonostante la grande
mole di lavoro espletata dai Giudici, le pendenze non sono diminuite e
verosimilmente continueranno a crescere determinando problemi di gestione
ancora maggiori, in quanto sarà impossibile rispettare il numero massimo di 25
– 30 cause, ritenuto generalmente come limite connaturato ad una proficua
conduzione della udienza civile e, in ogni caso, risulterà svilito il principio
costituzionale della ragionevole durata del processo.

Quanto al penale, anche
quest’anno si è verificata una carenza nella copertura
degli organici di due unità, senza dire che alcuni magistrati sono a tempo
pieno impiegati in maxi-processi, con conseguenti disservizi nei settori di
rispettiva appartenenza.

Urge, pertanto, una revisione degli organici sia dei magistrati che del
personale di Cancelleria ed una particolare attenzione al settore civile.

SEZIONE di MILANO

-Personale amministrativo

Il dirigente della Corte in una
lettera diretta al Presidente della Corte d’Appello il 2/4/2004 (e dal
Presidente trasmessa ai magistrati della Corte), nella quale si dichiarava non
più in grado di fissare gli obiettivi dell’azione amministrativa e di
raggiungerli così si esprimeva "Attualmente la
condizione complessiva della Corte d’Appello è di gran lunga peggiore rispetto
agli anni scorsi: la situazione del personale è letteralmente disastrosa, ove
si consideri che le vacanze si attestano attorno al 28% della dotazione
organica. A queste si aggiungono le assenze per malattia, maternità e i
permessi per ragioni personali o familiari, che comunque
rientrano nella fisiologia del sistema; si aggiungano poi i distacchi, nella
loro variegata tipologia e i sempre più numerosi rapporti di lavoro part time
che invece non dovrebbero in linea di principio rientrare in tale fisiologia;
si aggiungano infine le politiche di contenimento della spesa pubblica – si
consideri la riduzione delle somme stanziate per il lavoro straordinario e
istituti similari, che diminuisce di molto l’operosità del personale…".

Secondo il dirigente "se
l’amministrazione non ha la possibilità, o la volontà, o l’interesse
all’integrale copertura degli organici, evidententemente vuol mantenere gli
uffici in condizioni di scarsa funzionalità sotto il profilo dell’efficacia e
dell’efficienza, o quantomeno non è in grado di risolvere questo
problema".

In questo contesto,
secondo il dirigente"l’unico obiettivo concretamente perseguibile è quello
di gestire, quotidianamente, l’emergenza e di assicurare l’apertura di tutti
gli uffici" anche se vi è "l’impossibilità di assicurare appieno
tutti i servizi".

I dati raccolti confermano la
valutazione del dirigente nonostante i mesi trascorsi.

Al 5/1/2005 in Corte d’Appello su
una pianta organica di 264 unità erano in servizio 210
di cui 19 distaccati e 3 applicati fuori sede con una scopertura del 28,79%.

Nei Tribunali del distretto
(comprese le sezioni distaccate) le scoperture rispetto alla pianta organica al
31/10/2004 erano le seguenti:

Tribunale di sorveglianza 11 su
50 pari al 22,00%

Tribunale per i minorenni 6 su 65
pari al 9,23%

Tribunale di Busto Arsizio 19 su
64 pari al 30,33%

Tribunale di Como 26 su 108 pari
al 24,07%

Tribunale di Lecco 9 su 46 pari
al 19,56%

Tribunale di Lodi 12 su 44 pari
al 27,27%

Tribunale di Milano 164 su 831
pari al 19,73%

Tribunale di Monza 34 su 162 pari
al 20,99%

Tribunale di Pavia 32 su 118 pari
al 27,12%

Tribunale di Sondrio 12 su 45
pari al 26,66%

Tribunale di Varese 16 su 72 pari
al 22,22%

Tribunale di Vigevano
19 su 59 pari al 32,21%

Tribunale di Voghera 9 su 38 pari
al 23,68%

Ufficio di sorveglianza di Pavia
1 su 11 pari al 9,09%

Ufficio di sorveglianza di Varese
4 su 13 pari al 30,77%

Per quanto riguarda
gli uffici requirenti la situazione al 1/10/2004 era la seguente:

Procura generale
6 su 30 pari al 20,00%

Procura per i minorenni 6 su 24
pari al 25,00%

Procura Busto Arsizio 8 su 37
pari al 21,62%

Procura di Como
12 su 40 pari al 30,00%

Procura di Lecco 2 su 24 pari al
8,33%

Procura di Lodi 5 su 24 pari al
20,83%

Procura di Milano 105 su 435 pari
al 24,14%

Procura di
Monza 13 su 65 pari al 20,00%

Procura di
Pavia 0 su 25

Procura di
Sondrio 5 su 27 pari al 18,52%

Procura di
Varese 6 su 40 pari al 15,00%

Procura di Vigevano
7 su 24 pari al 29,17%

Procura di
Voghera 2 su 18 pari al 11,11%

Le udienze civili avvengono senza
assistenza al magistrato.

Ufficiali giudiziari

Dopo un periodo di gravissime
difficoltà che aveva portato quasi alla paralisi delle
notifiche e all’intervento straordinario dell’ordine degli avvocati che aveva
messo a disposizione personale, nonché alla destinazione temporanea di
personale amministrativo di altri uffici (nella situazione sopra descritta!) la
situazione è lievemente migliorata.

Peraltro tutte le udienze
avvengono senza la presenza dell’ufficiale giudiziario.

Informatica

Ad ogni magistrato è fornito un
computer portatile, ma non è più operativa la garanzia all risk che prevedeva
la riparazione o sostituzione dei personal computer nei casi specificati.

Le riparazioni o sostituzioni
dovrebbero avvenire con i fondi a disposizione in sede locale per gli
interventi di modesta entità, ma i referenti per l’informatica
hanno comunicato la "attuale incampienza dei
fondi locali".

Ne consegue che i computer
portatili non vengono più riparati.

Locali

Lo scorso anno non è stata
possibile l’inaugurazione dell’anno giudiziario in forma pubblica e solenne per
i rischi connessi alla caduta di lastre di marmo nel palazzo di
Giustizia. Sono ancora in corso lavori per la messa in
sicurezza.

Sono comunque
insufficienti gli spazi a disposizione dei magistrati, del personale
amministrativo e della polizia giudiziaria.

Tranne che in alcuni uffici di
norma i magistrati non dispongono di stanze singole,
mentre il personale amministrativo è costretto a lavorare in spazi angusti.

Le condizioni di lavoro sono tali
da creare frequentemente notevole disagio.

SEZIONE di NAPOLI

Molteplici sono i problemi e le carenze che hanno contribuito ad aggravare la già complicata
situazione degli uffici giudiziari della Corte di Appello di Napoli.

Occorre subito evidenziare che le
questioni di carattere organizzativo e le difficoltà derivanti da mancanza
congenita di risorse, di mezzi e di personale amministrativo, si connotano,
nella realtà giudiziaria del distretto napoletano, di una particolare gravità:
i fenomeni criminali hanno infatti assunto, negli
ultimi mesi, livelli allarmanti ed impensabili, provocando una vera e propria
"guerra di camorra" con conseguente elevatissimo numero di delitti
finalizzati alla conquista del territorio ed all’egemonia su traffici illeciti,
da parte organizzazioni criminali efferate e dotate di armi e di rilevanti
mezzi economici a disposizione.

Tale fenomeno, manifestatosi non
solo in alcuni quartieri napoletani ma anche nell’entroterra, ha impegnato non
solo la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ma anche gli uffici
giudicanti e Tribunali limitrofi quali Torre Annunziata, Nola e Santa Maria
Capua Vetere.

A fronte di un fenomeno di così
vasta portata era necessario non solo eliminare le
carenze endemiche di risorse e di personale amministrativo, ma sarebbe stato
doveroso prevedere un rafforzamento delle strutture giudiziarie, in modo da
evitare, per quanto possibile, che l’attività giudiziaria subisse ritardi o
problemi dovuti a carenze strutturali.

Al contrario, non solo non si è
avuto alcun miglioramento rispetto agli anni precedenti, ma la situazione è
perfino peggiorata, con immaginabili conseguenze di disagio lavorativo per i
magistrati ed il personale amministrativo, e con le conseguenti difficoltà per
gli utenti della giustizia, che subiscono – direttamente ovvero indirettamente
– gli effetti delle carenze di risorse.

Anziché fornire alla macchina
della Giustizia il carburante necessario per le attività di ufficio,
la Procura della Repubblica di Napoli è stata lasciata, sotto tale aspetto,
completamente "a secco"; infatti, i sostituti procuratori sono
costretti, ogni qualvolta devono usufruire della vettura di servizio per lo
svolgimento anche dell’ordinaria attività di ufficio (ad esempio, per recarsi
presso gli Istituti penitenziari per interrogatori di imputati detenuti) alla "sosta
al distributore", versando di tasca propria il prezzo della benzina.

A parte ciò, che potrebbe essere
oggetto di facili note di costume se non avesse il suo risvolto
tragico per la situazione di quotidiana assurdità con cui si pretende la
conduzione della lotta alla criminalità organizzata, va, poi, sottolineato che
il personale amministrativo in servizio presso la Procura di Napoli è
drammaticamente sottodimensionato rispetto al numero di procedimenti penali ivi
pendenti, come ha sottolineato anche il Procuratore Generale presso la Corte di
Appello di Napoli in una sua nota; basti pensare che a fronte di un organico di
38 cancellieri C2, in Procura sono presenti soltanto 22 unità; se è vero che
alcuni altre Procure hanno un numero di dipendenti amministrativi inferiore a
quello di Napoli, è altrettanto indubitabile che la qualità e la quantità dei
procedimenti penali trattati dalla Procura di Napoli può trovare difficilmente
paragone con altre realtà giudiziarie; Napoli ha un carico di lavoro
sensibilmente superiore, tenuto conto sia dei procedimenti pendenti che dei
procedimenti definiti da ciascun magistrato, ad uffici giudiziari di altri
distretti, pur impegnati nell’opera di contrasto alla criminalità organizzata.

Altra situazione di degrado che,
per il relativo disagio che arreca a tutti i cittadini, vale la pena di
evidenziare è quella relativa alla ubicazione
logistica degli Uffici giudiziari napoletani.

Per descrivere tale situazione è
sufficiente sottolineare solo alcuni degli esempi più
emblematici.

A fronte di una "simbolica
inaugurazione" avvenuta nell’aprile del 2002 con la partecipazione del
Ministro della Giustizia, la Torre A del Nuovo Palazzo di Giustizia al Centro
Direzionale non è ancora disponibile e non è dato comprendere, con sufficiente
grado di probabilità, quando gli uffici giudiziari del settore civile del
Tribunale di Napoli potranno finalmente sistemarvisi, così da collocare gli
uffici giudiziari del capoluogo partenopeo in un unico complesso, in tal modo
evitando ai cittadini ed agli avvocati, il disagio di una frammentaria e
dispersiva ubicazione del Tribunale in vari luoghi della città, e consentendo
ai magistrati del medesimo ufficio un proficuo quanto necessario scambio di idee e di informazioni,
scambio finora ostacolato dalla "separazione" logistica; a tal fine
si evidenzia che tutti i problemi dell’edilizia giudiziaria, relativi alla
situazione di estrema precarietà e di dissesto in cui operano gli uffici del
settore civile del Tribunale di Napoli e già evidenziati nel precedente
"Libro Bianco" ed in un dossier fotografico preparato in occasione
della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2003 ed inutilmente
consegnato al rappresentante del Ministero della Giustizia nel corso della
cerimonia, non sono stati affatto risolti e si sono verificati anche episodi di
crolli di intonaci e di apertura di crepe nelle stanze adibite ad aule dei
giudici civili, dove tra l’altro una parte personalmente presente in udienza si
è trovata colpita da una dolorosa scossa di energia elettrica per lo stato di
evidente fatiscenza dell’impianto. Quest’ultimo, tra l’altro, quantomeno per la
sede di Castelcapuano, è chiaramente sottodimensionato; l’utilizzo di sistemi
di riscaldamento e condizionamento estivo provocano un
sovraccarico della rete elettrica e frequenti interruzioni che determinano di
frequente, soprattutto per la rete informatica,
l’improvvisa inutilizzazione del servizio e la conseguente perdita dei dati in
corso di lavorazione.

Ricorrono, poi, gravi problemi relativamente alla custodia dei fascicoli delle controversie
civili e di lavoro, spesso smarriti anche perché lasciati in armadi disseminati
nei corridoi per la carenza di stanze da adibire a cancelleria.

Lo stato di oramai perenne
incertezza circa le sorti logistiche degli uffici del settore civile del
Tribunale di Napoli non consente, in molte situazioni,
neanche di approntare ed attuare un progetto di informatizzazione
del servizio; valga come esempio la situazione della Sezione Lavoro, composta
da circa 40 magistrati e dove la pendenza per le sole cause di previdenza è di
oltre 56.000 procedimenti, mentre sono altresì pendenti circa 30.000 cause di
lavoro; con tale carico di lavoro, il ruolo della Sezione e quelli dei singoli
giudici sono ancora compilati ed aggiornati soltanto su supporto cartaceo, in
quanto manca un sistema di archiviazione informatica
che consentirebbe, da un lato, agli addetti del settore ed agli utenti di
consultare in maniera rapida "lo stato" di ogni lite (fatto questo
che agevolerebbe notevolmente la situazione delle cancellerie, costrette a
distrarre buona parte dell’impegno lavorativo nel contatto con il pubblico),
dall’altro, di porre un freno al fenomeno della duplicazione dei giudizi per
una medesima controversia.

Per il settore penale, poi, la carenza di aule non permette quell’incremento delle udienze
dibattimentali monocratiche che pure consentirebbe una maggiore produttività
dell’ufficio ed una più proficua razionalizzazione delle risorse; senza poi
trascurare che le aule del Tribunale del Riesame, oltre a non apparire idonee
dal punto di vista ambientale e di decoro, sono prive di celle per i detenuti,
con i conseguenti rischi che da ciò derivano; a fronte di tutto ciò sarebbe
auspicabile un maggiore impegno dell’amministrazione della giustizia per un
impiego pieno e completo degli spazi siti nel Nuovo Palazzo di Giustizia, dove
pure sono presenti altre aule inutilizzate, come quelle del cd. I° Lotto, non ancora messe a disposizione del Tribunale di
Napoli.

Va inoltre richiamata
l’attenzione sul gravissimo problema del sottodimensionamento degli organici
dei magistrati, soprattutto negli uffici giudiziari di Torre Annunziata, di
Santa Maria Capua Vetere, di Nola e di Avellino, come
evidenziato nei rispettivi "Libri Bianchi".

E’ necessario tenere ben presente
la situazione delle carenze del sistema informatico
degli uffici giudiziari del distretto: per effetto della sensibile riduzione
delle spese di giustizia (per il triennio 2002-2005 è stata prevista una
riduzione del 10%) il settore informatico ha
subito un crescente deficit di risorse.

La fornitura del materiale
hardware si è drasticamente ridotta; la carenza di
servers adeguati impedisce, presso il Tribunale di Napoli, la piena operatività
dei programmi applicativi forniti dal Ministero della Giustizia (nel settore
civile non opera affatto il ben noto programma Polis, pur utilizzato in altri
distretti); quasi tutti i magistrati operano con computers forniti anni fa per
cui non possono neanche usufruire, ad esempio, del dvd-rom di giurisprudenza
fornito dal CED; ma ciò che sta rendendo la situazione ancor più precaria è
soprattutto la mancanza di un servizio di manutenzione ed assistenza dei PC
dati in dotazione al Tribunale di Napoli ed ai singoli magistrati, per cui si
paventa il rischio di un ritorno ad un passato che ritenevamo ormai remoto.

Tra l’altro va segnalato che
alcuni colleghi si sono trovati di fronte alla assurda
situazione di non poter utilizzare il computer messo a disposizione nel loro
ufficio perché privo del materiale di consumo della stampante, con la
conseguente impossibilità di stampare i provvedimenti predisposti e da rendere
sia nel corso dell’udienza, sia successivamente.

E’ ancora da sottolineare
che l’Ufficio Economato del Tribunale, a causa di mancanza di fondi, non può
provvedere all’acquisto finanche del materiale di cancelleria (per tale motivo
è stato addirittura respinta la richiesta di fornitura di … un semplice
timbro).

Infine, vi è il grave problema
del rinnovo dei contratti di stenotipia per la trascrizione dei verbali delle
udienze dibattimentali penali; per effetto del mutamento della disciplina relativa al conferimento di contratti di appalto dei servizi
di stenotipia (da stipulare ai sensi dell’art. 51 disp. att.
cpp) il rinnovo dei contratti potrà essere effettuato solo dopo l’espletamento
della relativa gara, ma è stato comunque necessario garantire il servizio di
stenotipia fino al momento in cui vi sarà la stipula del contratto in base alla
nuova normativa. Tuttavia al momento la società che cura il servizio di
stenotipia non riceve alcun corrispettivo per il
servizio prestato, a causa di una direttiva ministeriale che impedisce il
pagamento di compensi secondo il precedente regime, ed è accaduto che abbia
interrotto più di una volta l’attività di stenotipia per rivendicazioni di
carattere economico, provocando l’interruzione di alcune ore ed in alcuni casi
anche il rinvio di numerosi processi penali in fase dibattimentale.

Tribunale Torre Annunziata

La precarietà
dell’edilizia giudiziaria non è solo una nota dolente del circondario di
Napoli, poiché altre negative segnalazioni provengono dagli altri uffici del
distretto.

Il Procuratore della Repubblica
di Torre Annunziata, previa autorizzazione del Procuratore Generale e con presa
d’atto del Ministero, ha dovuto adottare il sistema dei "doppi turni"
per un periodo di quattro mesi, dal momento che le strutture, per motivi di igiene e di sicurezza, non possono accogliere contemporaneamente
tutto il personale.

Oltre a non disporre
di un’aula per le audizioni protette dei minori (non prevista nel
progetto di ampliamento), manca un’aula bunker (anch’essa non prevista nemmeno
nel progetto di ampliamento), nonostante l’altissima incidenza di processi di
criminalità organizzata con moltissimi imputati. Per le udienze di tali
processi, che si svolgono pressoché stabilmente una volta a settimana, il
Tribunale di Torre Annunziata deve spostarsi presso le aule bunker della casa
circondariale di Poggioreale, con notevole aggravio di costi e dispendio di energie e di tempi, non potendosi nella medesima giornata
prevedere la trattazione di altri processi presso la sede di Torre Annunziata.

Tribunale S. Maria Capua Vetere

La situazione è particolarmente
grave . Gli uffici del settore civile sono situati in
un vero e proprio condominio, costituito da tre palazzine, destinate a civile
abitazione e cedute da un privato in locazione al Comune di Santa Maria Capua
Vetere, con un canone esorbitante e, soprattutto, assolutamente ingiustificato
visto il risultato. In questo caso le parole non bastano, occorre visitare il
Tribunale civile per avere la dimensione della assoluta
inadeguatezza dei locali. Anche la collocazione
logistica del Tribunale penale – per la mancanza di stanze personali dei
giudici, nonché di stanze per i sostituti procuratori, che le condividono con
la polizia giudiziaria – è inadeguata. Altrettanto è a dirsi per molte delle
sezioni distaccate, prima fra tutte quella di Aversa,
anch’essa sita in un condominio; ma la situazione di inadeguatezza è diffusa,
come dimostra una nota del 4.11.2004 del giudice coordinatore della sezione di
Marcianise, che rappresentava la necessità di un intervento immediato del
comune per <copiosissime infiltrazioni d’acqua> nei locali della
cancelleria civile, nella stanza del giudice coordinatore, nell’aula di
udienza, infiltrazioni avvenute anche in prossimità di cavi elettrici.

Sono solo alcuni degli esempi di carenze logistiche, che si sono sempre più aggravati nel
corso dell’ultimo anno e che sono analiticamente evidenziati nei "Libri
Bianchi" dei singoli uffici giudiziari.

Tribunale Avellino

Sia il Tribunale che la Procura
della Repubblica sono ubicati in un edificio che non è
più adeguato alle esigenze del personale e dell’utenza.

Alcuni magistrati del settore
penale non dispongono di un ufficio personale, dovendo
condividere la stanza con altro collega. Decisamente
angusti sono gli spazi riservati al personale amministrativo e alla custodia
dei fascicoli : clamorosa è la situazione degli uffici della Procura della
Repubblica destinati alle sezioni di P.G., in anguste stanze lavorano di norma
tre-quattro addetti i quali contestualmente svolgono attività di indagine in
presenza di indagati, difensori e persone assunte a sommarie informazioni
con grave pregiudizio per la riservatezza e segretezza degli atti di indagine.
Del tutto carente è inoltre la manutenzione dell’edificio che necessiterebbe di adeguamento alle norme di sicurezza ed
alla normativa antisismica.

Tribunale S. Angelo dei Lombardi

L’edificio in cui è ubicato il tribunale è assolutamente privo di dispositivi
di controllo all’ingresso (il contratto con un’agenzia di sorveglianza privata
non è stato rinnovato per mancanza di fondi), ed è dotato di impianti di
riscaldamento del tutto inadeguati, soprattutto negli spazi destinati alla
celebrazione delle udienze, dove si raggiungono, nel periodo invernale, temperature
prossime allo zero, e comunque di gran lunga inferiori a quelle previste per i
luoghi di lavoro.

Tribunale Avellino

Il Tribunale di
Avellino è organizzato in quattro sezioni ,due sezioni civili e due
penali .

Vi è una sezione distaccata di
Cervinara.

I procedimenti civili pendenti si
aggirano intorno a 33.000. con una sopravvenienza annua di circa 12.000 .

Il carico di lavoro nel settore
civile è ripartito tra 15 giudici togati.

Nel settore penale sono addetti
11 magistrati togati, di cui tre svolgono le funzioni di GIP e GUP.

I procedimenti penali in fase
dibattimentale pendenti al 2004 sono 4.360 con una sopravvenienza di circa
1.500, in media ogni magistrato tratta 600
procedimenti monocratici oltre a quelli collegiali, con non meno di tre udienze
settimanali

I procedimenti penali al GIP sono
circa 20.000.

L’evidente insufficienza
dell’organico in rapporto al contenzioso da definire è stato più volte
segnalato.

Appare improcrastinabile
l’ampliamento dell’organico.

Procura della Repubblica Avellino

Sono previsti in
organico otto Sostituti altre al Procuratore .

Per lunghi periodi sono stati in
servizio cinque magistrati.

I procedimenti pendenti al 2004
sono circa 32.000 con una sopravvenienza annua di circa 17.000.

Ogni sostituto tratta in media
circa 1.500 procedimenti all’anno, e deve garantire la
presenza in udienza con frequenza di due o tre udienze a settimana e con almeno
un turno di reperibilità settimanale.

La situazione è aggravata dalle
numerose deleghe della D.D.A per i procedimenti di
criminalità organizzata che impegnano i magistrati in delicate e complesse
attività,nonché dalle supplenze infradistrettuali.

Anche per la Procura è stata
avanzata richiesta di ampliamento dell’organico.

Situazione Logistica

Sia il Tribunale che la Procura
della Repubblica sono ubicati in un edificio che non è
più adeguato alle esigenze del personale e dell’utenza.

Alcuni magistrati del settore
penale non dispongono di un ufficio personale, dovendo
condividere la stanza con altro collega.

Decisamente
angusti sono gli spazi riservati al personale amministrativo e alla custodia
dei fascicoli : clamorosa è la situazione degli uffici della Procura della
Repubblica destinati alle sezioni di P.G., in un anguste stanze lavorano di
norma tre-quattro addetti i quali contestualmente svolgono attività di indagine
in presenza di indagati, difensori e persone assunte a sommarie informazioni
con grave pregiudizio per la riservatezza e segretezza degli atti di indagine.

L’archivio sia della Procura che
del Tribunale è ubicato in sotterranei oramai saturi e
privi dei minimi requisiti igienici .

Del tutto carente è la
manutenzione dell’edificio che necessiterebbe di
adeguamento alle norme di sicurezza anche di quelli imposti dalla normativa
antisismica. A titolo esemplificativo si segnala la pavimentazione sconnessa
fonte di rischio per gli utenti e il personale , in
molte stanze non è possibile l’apertura delle finestre a vetro che , stante la
mancanza di condizionatori, nel periodo estivo rende l’ambiente invivibile con
temperature al di sopra della tollerabilità. Inoltre molti uffici non dispongono di servizi igienici che spesso non funzionanti .

Tribunale di Nola

Fin dal primo giorno della sua
istituzione l’ufficio ha patito grossi problemi di organico.

Nonostante le continue richieste l’organico è stato aumentato in maniera irrisoria,
con la conseguenza che l’eliminazione dell’arretrato è avvenuta in modo assai limitato.

Altro ostacolo al decollo
dell’Ufficio è dato dal fatto che l’area geografica del circondario di Nola è
caratterizzata da una densità di popolazione elevatissima.

L’alta densità di popolazione
determina un elevato tasso di disoccupazione , che sommato
ad altre cause , accresce notevolmente l’ordinario livello di criminalità.

Non è inopportuno in questa sede , evidenziare con dati statistici e numerici , la notevole
sperequazione esistente tra il Tribunale di Nola ed altri Tribunali , sia per
ciò che concerne i rapporti abitanti-magistrati ed abitanti
personale-amministrativi , sia per ciò che attiene il concreto carico di lavoro
dei magistrati ed il concreto carico di lavoro del personale amministrativo.

In particolare
, la sezione lavoro e previdenza – le cui carenze ed i cui ritardi sono
, in qualche circostanza , apparsi anche sulle pagine dei quotidiani – ha una
pendenza , al 30 settembre 2004 , di oltre 4000 cause di lavoro e di 41.520
cause di previdenza ed assistenza.

Solo di recente vi è stata la
copertura dei posti previsti in organico per i giudici del lavoro , che hanno in tal modo un carico medio di circa 750
procedure di lavoro e più di 8000 fascicoli di previdenza ciascuno.

Notevolissimo è poi il carico del
settore civile ordinario , che ammonta a ben 14.429
procedimenti pendenti : dunque , si contano più di mille procedimenti per
ciascun giudice , a fronte di un carico medio per magistrato (in altri
Tribunali) di 350/400 procedimenti.

Altrettanto preoccupante è la
situazione del settore tutelare , con 1514
procedimenti e due soli magistrati , nonché quello del settore fallimentare.

La sezione fallimentare , infatti , oltre ad avere una pendenza di oltre 1282
fallimenti aperti , tratta , per carenza di magistrati e di personale amministrativo
, tutta la materia del contenzioso fallimentare , che consta di circa 2000
procedure!

Nell’ anno 2004 sono stati emessi
170 decreti di chiusura di altrettante procedure
concorsuali , il che ha significato una grossa mole di lavoro sia per i magistrati
che per il personale amministrativo , data la delicatezza e la specificità
della materia.

Gli ostacoli che spesso si
frappongono alla chiusura dei fallimenti sono
molteplici e le conseguenze talvolta devastanti per le imprese coinvolte.

A fronte di tale mole di lavoro , gli organici , sia dei magistrati che del personale
amministrativo , risultano estremamente carenti.

Nell’ambito del settore penale la
situazione è difficilissima se si pensa che Nola è stata la sede che ha visto
nascere ed operare varie associazioni criminali.

I processi a carico delle varie
bande che fanno comunque capo ad associazioni
camorristiche costituiscono una notevole parte del lavoro dei collegi penali.

I dati numerici sono indicativi
della situazione di perenne disagio in cui sono costrette ad operare le sezioni
penali ed in particolare l’ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari : al 31 dicembre 2004 sono pervenuti all’ufficio GIP di
Nola dall’inizio dell’anno 16.059 procedimenti , con una pendenza, a fine
periodo, di 4.639 fascicoli .

Se i summenzionati dati numerici vengono confrontati con quelli di altri uffici giudiziari e
si raffrontano le piante organiche di quest’ultimi con quella del Tribunale di
Nola, anche in relazione al numero di abitanti per circondario, non si può non
concludere che occorre al più presto considerare un aumento della pianta
organica, tanto dei magistrati quanto del personale amministrativo.

Possiamo nei dettagli analizzare
la situazione di difficoltà oggettiva nella quale lavorano i magistrati delle
sezioni penali: al 30 settembre vi erano 2726 procedimenti penali pendenti per il monocratico e 377 procedimenti pendenti per i collegi.

I dati suindicati ci dicono che
il lavoro medio di ciascun giudice per le indagini preliminari è stato
dall’inizio dell’anno di 4.014 procedimenti (di cui ben 81 provvedimenti su
misure cautelari personali, 564 su quelle reali ed 88 ordinanze di convalida di
fermo ed arresto); per i magistrati che, tabellarmente trattano sia
procedimenti collegiali che quelli monocratici, il
carico medio è di circa 220 processi l’anno.

L’ispezione ministeriale del
giugno 2003, ha sottolineato in più occasioni che
oramai è indifferibile un aumento degli organici, viste le situazioni di
disparità con altri uffici giudiziari le cui piante organiche e carichi di
lavoro sono ben diversi quantitativamente dal Tribunale di Nola.

Con specifico riferimento, alla
situazione dell’ufficio del G.i.p. vanno evidenziati alcuni ulteriori
aspetti salienti.

In primis va considerata, dal
punto di visto dell’organico del personale di
magistratura, l’evidente sproporzione tra il numero di G.i.p. e quello dei sostituti
procuratori della locale Procura della Repubblica.

Anche le dotazioni di personale
amministrativo dell’ufficio G.i.p. risultano, come tra l’altro già evidenziato,
in sede di ispezione ministeriale, insufficienti, con
specifico riferimento al ruolo ausiliario ed a quello degli operatori.

A ciò aggiungasi che il personale
amministrativo, come detto insufficiente, viene
sistematicamente impiegato in turnazioni straordinarie (necessarie vista la
natura dell’ufficio) che difficilmente possono essere recuperate.

Dal punto di vista logistico,
vanno, da ultimo, evidenziate, le ulteriori
difficoltà, comuni ad i settori G.i.p. e dibattimento penale, della lontananza
delle cancellerie dalle segreterie del P.M. ubicate presso altro plesso.

Infine, con riferimento alle
pessime condizioni delle aule di udienza, si evidenzia
che, a mero titolo esemplificativo, il locale destinato all’ufficio G.i.p. è
spesso ai limiti della praticabilità, per continue infiltrazioni di acque
piovane che, in occasione dei rigori invernali, spesso si manifestano.

La Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Nola nasce nel 1994 ereditando oltre 150.000
procedimenti dalle Procure del capoluogo, potendo contare su di un contingente
di magistratura e amministrativo del tutto inadeguato ad assicurare la
giustizia in un territorio ad elevata delinquenza comune e camorristica come è quello del nolano.

Tale circostanza ha seriamente
compromesso le future performances complessive dell’Ufficio, che ha dovuto fin
da subito fronteggiare un così rilevante carico di lavoro privo delle risorse
umane e materiali occorrenti.

Attualmente
le piante organiche del personale sono così composte:

Magistrati:11
Sostituti –1 Procuratore Aggiunto –1 Procuratore della Repubblica

Personale amministrativo: 49
unità

Appare significativo
precisare che ben 5 Sostituti Procuratori attualmente in servizio hanno in
carico oltre 10.000 procedimenti contro noti, mentre i restanti si attestano
intorno ai 5,000.

Alcune decisioni adottate dal
Ministero alla fine dello scorso anno rischiano far retrocedere, senza appello,
la Procura di Nola alla situazione iniziale, vanificando l’impegno profuso ed i
risultati conseguiti: sconcertante è stata la interruzione
del supporto esterno di data entry a partire dallo scorso 1 luglio, in quanto
il Ministero non è più nella condizione di sopportarne l’onere di spesa.

Per comprendere la drammaticità
della situazione, è stato calcolato che soltanto il personale esterno effettua annualmente ben oltre 600.000 operazioni varie di
al Re.Ge. a fronte delle 40.000/45.000 notizie di reato pervenute (dato
prossimo a quello della vicina Procura di S. Maria C.V., che invece dispone del
triplo del personale amministrativo).

Va evidenziato, inoltre, che in
una riunione dei dirigenti superiori distrettuali tenutasi nel 1998, con i
dirigenti di questi Uffici, fu riconosciuto un fabbisogno di oltre 100 unità di
personale amministrativo alla Procura di Nola.

Tali interventi informatici
dovranno essere curati esclusivamente dal personale della Procura, peraltro già
oberato di altri compiti operativi. Le conseguenze in
termini di gestione dei carichi di lavoro sono di
facile intuizione.

Si contano
infatti circa 10.000 notizie di reato da registrare ai modelli 21.21
bis, 44, 45, 46 (senza conteggiare i furti auto). Par i
modelli 21 e 21 bis si registra un arretrato di solo un mese, il che grazie
all’impegno del personale.

Si è formato un arretrato di
circa 1500 fogli complementare da annotare, e l’arretrato negli altri servizi
della Procura è ormai allarmante.

I fondi per retribuire il lavoro
straordinario, che ha raggiunto un monte ore elevatissimo, sono
assolutamente insufficienti.

Tribunale e Procura Torre
Annunziata

Il Tribunale di Torre Annunziata
ha "aperto i battenti" il 19 gennaio del 1994 nel sito
originariamente destinato ad accogliere quella che, secondo le intenzioni ed i
compiti dei progettisti del tempo, avrebbe dovuto
essere la Pretura cittadina.

L’immediato sopravvento della
competenza per territorio del nuovo ufficio giudiziario ha visto i locali ed il
personale che vi operava letteralmente sommersi dai fascicoli procedimentali
(civili e penali) trasmessi dal Tribunale di Napoli e dalla relativa Procura
della Repubblica.

La struttura, quindi, ab origine
sottodimensionata rispetto alle esigenze di spazi richiesti dal tipo di attività cui di fatto era stata destinata, ha dovuto
essere utilizzata per l’allocazione di una pluralità di uffici: Tribunale
civile, Tribunale penale, Procura della Repubblica.

L’impiego di giudici onorari (sia
quali GOA che come GOT) è dovuto avvenire senza disporre di
spazi ulteriori ove collocare con un minimo di dignità sia i loro uffici
(destinati, come ovvio, a fungere anche da aule di udienza) sia il personale
amministrativo.

L’accentramento delle funzioni
del Giudice del lavoro presso la sede centrale del Tribunale ha richiesto la
predisposizione di ulteriori locali per accogliere il
relativo ufficio.

L’unificazione dell’ufficio del
Giudice delle indagini preliminari e del Pubblico
Ministero si è dovuta realizzare utilizzando locali già appena sufficienti per
l’ufficio del GIP Pretura.

La soppressione della Pretura di
Pompei ha richiesto lo spostamento presso la sede centrale di tutto il personale
che lì operava ed il trasferimento dei rilevanti carichi di lavoro pendenti.

Il concentramento di persone e
fascicoli in un’unica ma insufficiente struttura ha
determinato un serio aggravamento delle condizioni di pericolo, in quanto tutte
le predisposizioni (le vie di fuga, i corpi – scala, gli ascensori, gli
impianti di estinzione ecc.) volte a garantire la sicurezza del personale e
dell’utenza che affolla il palazzo di giustizia sono risultate, sin
dall’inizio, inadeguate perché pensate con riferimento ad un diverso livello di
"occupazione" degli spazi e per un numero decisamente inferiore di
presenze. La rilevanza ed il grado di esposizione ad
un rischio per l’incolumità personale possono comprendersi anche soltanto
ponendo mente ad un dato geografico: il Tribunale di Torre Annunziata sorge in
una zona ad elevato rischio sismico e prossima alle pendici del Vesuvio.

E’ di tutta evidenza che anche la
salubrità e l’igienicità dei locali hanno risentito di
questo sovraccarico. Infatti i servizi igienici
esistenti sui vari piani sono del tutto insufficienti, come pure i locali
destinati al personale amministrativo e giudiziario sono ai limiti dell’umana
mortificazione. Lavorare "gomito a gomito" a Torre Annunziata non è
parafrasi per indicare una stretta collaborazione tra le unità del personale ma è la rappresentazione reale della condivisione
di spazi angusti.

Il territorio ed il contesto delinquenziale. Numerosi e pericolosissimi sono i
gruppi camorristici che hanno operato ed ancora sono presenti sul territorio.

In considerazione proprio della
particolare esposizione a rischio dei magistrati del
settore penale del Tribunale, il Comitato provinciale per l’ordine e la
sicurezza pubblica ha disposto il provvedimento di tutela nei confronti di
quattro giudici della seconda sezione penale.

Il Tribunale, nonostante
l’altissima incidenza di processi di criminalità organizzata con moltissimi
imputati, non dispone di un’aula bunker (non prevista
nemmeno nel progetto di ampliamento).

Parimenti non dispone
di un’aula per le audizioni protette dei minori (anch’essa non risulta
prevista nel progetto di ampliamento)

Le udienze per procedimenti di
criminalità organizzata si svolgono pressoché stabilmente una volta a settimana
e per la trattazione di questi processi il Tribunale deve spostarsi presso le
aule bunker della casa circondariale di Poggioreale, con notevole aggravio di
costi e dispendio di energie e di tempi (non potendosi
nella medesima giornata prevedere la trattazione di altri processi presso la
sede di Torre Annunziata).

Similmente per le audizioni
protette (anch’esse molto frequenti) occorre far capo alla struttura inserita
nel palazzo di giustizia di Napoli.

Il territorio del Tribunale ha
risentito della profonda ed insuperata crisi dell’industria e delle realtà
imprenditoriali di medie e piccole dimensioni.

Questa situazione ha avuto anche
una sua ricaduta "giudiziaria", portando ad un’esponenziale crescita
del contenzioso in materia di lavoro e di previdenza. A ciò va aggiunto il
nuovo ed impressionante carico derivante dall’assunzione della competenza su
larga parte del pubblico impiego, che assume nell’area dimensioni rilevanti,
anche per la presenza di moltissimi uffici pubblici non solo comunali ma anche
provinciali.

Ciò che, quindi, preme sottolineare è la peculiarità dei carichi di lavoro di
questo Tribunale che assolutamente lo collocano al di fuori delle previsioni
generali di organici sufficienti ad un ufficio giudiziario di medie dimensioni.

Si ricorda, infine, che a fronte
di un carico di lavoro che è pari ad 1/4 di quello del tribunale di Napoli, il
tribunale di Torre Annunziata dispone di un numero di
magistrati che è pari ad 1/10 di quelli assegnati all’ufficio giudiziario del
capoluogo.

Le soluzioni adottate per
fronteggiare la situazione

Sono in corso, da oramai due
anni, i lavori di ampliamento del palazzo di Giustizia
e che porteranno alla realizzazione di due torri.

Di queste, una sarà destinata
alla Procura della Repubblica e l’altra al Tribunale.

I tempi reali di completamento,
nonostante le rosee ma probabilmente poco condivisibili previsioni della
direzione dei lavori, non si conoscono.

L’esperienza porta a ritenere
che, salvo nuovi e malaugurati rallentamenti, l’utilizzo delle torri non potrà
avvenire prima di altri due anni e mezzo.

Come già anticipato, anche il
progetto di ampliamento – allo stato – non sembra
considerare del tutto le reali esigenze di un ufficio giudiziario.

Non è prevista dalla relazione al
progetto, come già detto, un’aula bunker (che invece sarebbe stata essenziale
per il nostro Tribunale e che sarebbe stata realizzabile), né un’aula per le
audizioni protette.

Non sarà previsto un parcheggio.
La mancanza di uno spazio per la sosta dei veicoli dei dipendenti non costituisce
un dato secondario. Infatti, sopratutto per quel che
concerne le udienze penali, la loro durata si protrae spesso fino a tarda sera
e l’assenza di un parcheggio interno vigilato potrà esporre ad un concreto
rischio per l’incolumità quanti (magistrati e personale amministrativo)
dovranno recarsi all’esterno dell’area del Tribunale per prelevare gli
autoveicoli.

Nell’immediato, per fronteggiare
questa situazione di carenza di locali il tribunale si
è dovuto inserire a pieno titolo nella categoria degli inquilini, dovendo
progressivamente espellere all’esterno, in strutture private, parte dei suoi
uffici per cercare in minima parte di decongestionare la sede centrale.

Ne sono derivati:

l’allocazione
della sezione lavoro e previdenza presso la sede dell’ex Pretura (posta in una
diversa zona di Torre Annunziata);

l’utilizzo
come ulteriore aula di udienza penale della sala originariamente destinata in
pretura alle medesime finalità. Si segnala che detta aula è priva di
qualsivoglia gabbia per i detenuti (oramai essenziale in ragione dell’aumentata
competenza per materia del giudice monocratico) e che i magistrati in più di
un’occasione hanno dovuto far stazionare gli imputati in vinculis e la polizia
penitenziaria nella camera di consiglio retrostante. L’aula, pur essendo
collocata a fianco alla stazione dei carabinieri, non è dotata di alcun strumento di controllo all’esterno (del tipo metal
detector et similia) e le sue ridottissime dimensioni hanno determinato in più
occasioni un concreto pericolo di aggressione nei confronti dei giudicanti e
dei loro assistenti. Raramente è stata assicurata in passato la presenza del
carabiniere in udienza.

la
sezione stralcio, l’ufficio dell’esecuzione civile e l’ufficio NEP centrale
sono collocati in un immobile nei pressi del Tribunale (Palazzo Barba). Lì
hanno trovato collocazione alcuni giudici del settore
civile per lo svolgimento delle proprie udienze. In precedenza, i medesimi
giudici erano costretti a tenere l’udienza in angusti locali, alcuni dei quali
privi assolutamente di finestre.

il
prossimo trasferimento del settore civile presso i locali del seminario
salesiano di Torre Annunziata. In questa zona (non contigua alla sede centrale)
è stato da ultimo deliberato il trasferimento temporaneo di un ulteriore
"pezzo" del Tribunale.

Da tutto ciò emerge con
lapalissiana chiarezza come la situazione del tribunale di Torre Annunziata sia
estremamente grave e richieda un intervento sinergico
di tutte le forze istituzionali.

Le sezioni distaccate e la
sezione lavoro/previdenza

La situazione di
estrema difficoltà che si registra presso la sede centrale si riproduce
specularmente in ciascuna delle sezioni distaccate del Tribunale.

Innanzitutto, come avvenuto in
gran parte del territorio nazionale, le sezioni distaccate di Tribunale hanno
avuto collocazione nei medesimi stabili (ed usufruendo
dei medesimi spazi) prima assegnati alle sezioni distaccate della Pretura
circondariale.

Occorre però
considerare due dati che hanno modificato profondamente la situazione,
rendendola non più paragonabile alla preesistenza.

Innanzitutto, parte di quegli
stabili è stata nel tempo assegnata agli uffici del
Giudice di pace (il cui contenzioso non è assolutamente equiparabile a quello
dei previgenti conciliatori). Ciò ha comportato una prima sensibile riduzione
degli spazi utilizzabili con contemporaneo aumento, di contro, della quantità
di fascicoli gravanti nei medesimi locali.

In secondo luogo, il giudice
monocratico civile e quello penale hanno visto notevolmente accresciuta la
propria competenza per materia e, conseguentemente, il carico di lavoro ed il
numero di procedimenti (e la voluminosità degli incartamenti) è aumentata in maniera esponenziale.

L’innalzamento della competenza
per materia nel settore penale a tipologie di reato prima attribuite
alla cognizione del collegio ha avuto un ulteriore e non trascurabile effetto,
quello cioé di rendere necessaria la previsione di maggiori spazi per
l’allocazione dei corpi di reato. In particolare, questi locali, anche per
l’elevata delicatezza degli oggetti contenuti (sempre più frequentemente si
tratta di armi o stupefacenti), dovevano presentare
particolari caratteristiche di sicurezza non ipotizzate al momento della
realizzazione delle Preture.

Va dato atto alla dirigenza del
Tribunale ed a quella delle sezioni distaccate di avere sempre segnalato queste
situazioni nelle sedi competenti ma di non aver avuto mai alcuna risposta.

Per quanto attiene alla questione
della sicurezza, unanime è stata l’evidenziazione della assoluta
permeabilità di tutti gli spazi delle sezioni distaccate.

Numerose sono state le occasioni
in cui questa carenza ha palesato i suoi effetti.

Può, tra gli altri, ricordarsi
l’episodio avvenuto nella sezione distaccata di Gragnano, all’epoca non dotata
ancora della gabbia per i detenuti nell’aula, in cui un imputato in vinculis
riuscì a darsi alla fuga nel corso dell’udienza a suo carico, vincendo il
controllo del nucleo di traduzione della polizia
penitenziaria. Solo una pronta, ma successiva,
attivazione delle forze dell’ordine ne consentì la cattura a distanza di
qualche ora.

Altrettanto può farsi menzione
della ripetuta sottrazione notturna di una grossa quantità di procedimenti
civili dalla sezione di Castellammare di Stabia.

Anche la sezione di Torre del
Greco non ha mancato di segnalare l’episodio del tentativo di
aggressione subito da un giudice al termine dell’udienza monocratica
penale che lo ha visto costretto a far ritorno a casa sotto scorta dei
carabinieri.

Per quanto riguarda la sezione di
Sorrento può, da ultimo, segnalarsi l’episodio del
lancio di un grosso sasso contro la vetrata posta alle spalle della scrivania
di un magistrato che, infrangendo il vetro, solo per un puro caso non ne ha
determinato il ferimento.Si segnala da ultimo che la sede dell’ex Pretura in
cui vengono svolte le udienze in materia di previdenza
non è dotata di ascensori per cui molto spesso l’esame dei ricorrenti che siano
portatori di handicap avviene con notevoli difficoltà dal momento che le aule
si trovano al primo piano dello stabile.

Procura Torre Annunziata

I procedimenti penali iscritti
alla data del 31/12/2003 sono 22.203

Mentre i Magistrati componenti l’ufficio di Procura sono 7 compreso il
Procuratore della Repubblica ed il Procuratore Aggiunto 3 ulteriori magistrati
sono in applicazione per un totale di 10 magistrati. In organico sono previsti
13 magistrati

L’ufficio dispone
di una stanza ogni due sostituti procuratori, con le evidenti ricadute
organizzative per l’espletamento degli interrogatori.

Dall’anticamera del Procuratore
della Repubblica è stata ricavato uno spazio (prima non
presente) trasformato in stanza per due sostituti.

L’intero piano IV della Procura
della Repubblica dispone di un unico servizio
igienico.

Un dato rilevante per quanto
concerne la pianta organica del personale riguarda la
mancata previsione della figura del contabile. Non è un caso che fenomeni di
profondo malcostume e di illiceità come quelli che
hanno visto coinvolti il dirigente della segreteria della Procura e per il
quale è indagato il precedente Procuratore della Repubblica hanno potuto
manifestarsi anche in quanto la situazione di perenne precarietà e di
necessario adattamento rendeva meno efficaci i controlli sulla gestione dei
costi dell’attività giudiziaria

In ripetute occasioni il
Procuratore della Repubblica facente funzioni, ha segnalato al Ministero di
Giustizia l’assoluta difficoltà in cui versava l’ufficio da lui diretto sia per
quanto concerneva lo svolgimento della normale attività di citazione dei testi
per il dibattimento (resa impossibile per la presenza di un’unica unità
disponibile per l’incombenza in parola), sia per quanto atteneva al controllo
sulla corretta custodia dei reperti (segnalando anche la manomissione di involucri contenenti sostanze stupefacenti), sia per la
gestione ordinaria dell’attività dell’ufficio (sottratto per il passato alle
più ordinarie regole di controllo, cosa, questa, stigmatizzata anche dalla
relazione ispettiva del Ministero).

Va segnalato che a tutt’oggi, nonostante il Ministero abbia con una propria
commissione ispettiva sottoposto a minuziosa analisi tutta l’attività
dell’Ufficio, nessun intervento nel senso richiesto è stato predisposto dai
responsabili del Dicastero Giustizia.

Tribunale Torre Annunziata

Procedimenti penali pendenti al
31/3/2004 n 79.921 (ripartiti tra procedimenti di competenza collegiale,
monocratica anche presso le sezioni distaccate e in fase di pendenza dinanzi al
GIP per l’emissione di provvedimenti di archiviazione,
di rinvio a giudizio od altro)

Procedimenti civili pendenti al
31/3/2004 n. 20.214

Procedimenti in materia di lavoro
e previdenza pendenti al 31/3/2004

controversie
pendenti in materia di lavoro 5.530

controversie
pendenti in materia di previdenza 19.411

Magistrati

Presenti 39 su 44 previsti in
organico (a breve i posti mancanti andranno in copertura)

Magistrati addetti al settore
penale

Dibattimento:13
compresi i presidenti di sezione (ripartiti tra le due sezioni penali)

I magistrati di ciascuna sezione dispongono di un’unica stanza che funge da camera di
consiglio in cui è disponibile una sola postazione computer con stampante. Non
esistono uffici in cui poter attendere al lavoro quotidiano che,
conseguentemente, viene svolto a casa.

La camera di consiglio della
seconda sezione penale è dotata soltanto di un finestrone che affaccia
nell’interno del Tribunale, con conseguente assenza totale di luce naturale e
di ricambio di aria.

Settore GIP/GUP: 3 magistrati su
5 previsti in organico

Anche nell’ufficio GIP la carenza di spazi impone di alloggiare due magistrati in
un’unica stanza. Si riproducono le medesime anomalie dell’ufficio di Procura in
occasione dello svolgimento degli interrogatori.

Va sottolineato
che l’organico completo di cinque magistrati (ed il relativo personale
amministrativo) è destinato ad affrontare una pendenza di 71515 procedimenti
(pari a 14303 procedimenti per magistrato)

Un unico servizio igienico è
posto sul piano.

Magistrati addetti al settore
civile:16 giudici civili compreso il Presidente del
Tribunale ed il Presidente della sezione fallimentare ed i giudici in servizio
presso le sezioni distaccate

Dall’anticamera del Presidente
del tribunale è stato ricavato lo spazio da destinare a stanza di udienza per due magistrati.

Anche i
giudici civili condividono le stanze per coppie o si alternano nelle stesse per
lo svolgimento delle udienze. Si precisa che si tratta di piccoli uffici e non di aule di udienza.

Al VI piano (in cui è collocata
anche la Presidenza) vi è a disposizione un unico servizio igienico.

Magistrati addetti al settore
lavoro e previdenza:7 di cui 2 applicati, questi
magistrati sono collocati nei locali dell’ex pretura unitamente alla loro cancelleria.
L’assenza di cablaggio tra la sede centrale e la sezione lavoro impone che
qualsiasi passaggio di dati avvenga mediante un servizio di navetta effettuato
con le autovetture di servizio.

settore
amministrativo del tribunale

Carenze
ancor più evidenti si segnalano per quel che concerne il personale
amministrativo, sopratutto per ciò che attiene al ruolo dei cancellieri.

I dipendenti amministrativi in
servizio (dato complessivo del Tribunale centrale e delle sezioni distaccate)
sono 165 a fronte dei 183 previsti in organico

Le evidenti carenze
in organico nel ruolo dei cancellieri comportano che normalmente i giudici
civili e della sezione lavoro debbano supplire, anche con la collaborazione
degli avvocati, alla mancanza del cancelliere in udienza

SEZIONE di PALERMO

E’ trascorso un anno ma i problemi messi in evidenza l’anno passato sono
rimasti sostanzialmente irrisolti.

E’ dato comune a tutti gli Uffici
quello relativo alla ormai cronica mancanza di fondi
per provvedere alla stipula dei contratti necessari per il funzionamento dei
servizi di trascrizione dei verbali di udienza, per la ordinaria manutenzione
dei computers fissi e delle macchine fotocopiatrici e le forniture di materiali
di cancelleria.

Inoltre, è venuta meno la
copertura per i servizi informatici con
particolare riferimento ai portatili non più sostituiti (non essendo stati
rinnovati i contratti di leasing) e non più assicurati, sicchè diversi
magistrati hanno dovuto autonomamente, e con i loro soldi, provvedere
a munirsi di tali essenziali ed insostituibili strumenti di lavoro (o a
farli riparare).

Lo stanziamento complessivo del
Tribunale di Palermo è stato ridotto a €80.000,00 e, quindi, sarà del tutto eliminata ogni spesa per l’acquisto di codici e
libri necessari all’attività quotidiana e all’aggiornamento professionale.

Il massiccio ricorso
all’ammissione al gratuito patrocinio, non controllata ex post dagli uffici
finanziari,creerà una voragine nei conti dello Stato,
senza al contempo assicurare un’effettiva difesa dei non abbienti.

E’ mortificante ammetterlo ma in
molti uffici la carta e le penne sono divenuti beni preziosi ed in via di estinzione:"nella Seconda Sezione Civile del
Tribunale di Palermo le penne, via via ridottesi come i fogli protocollo, le
spillatrici, gli utili post-it ( questi spariti definitivamente da oltre un
anno), non ci sono più", così denunciano i colleghi.

Segnalano inoltre: " Due
giudici dividono tra loro ciascuna stanza, dotata come accennato di un solo
computer fisso; tale stanza è destinata all’attività di udienza
di entrambi i magistrati che la utilizzano a tal fine ciascuno per due giorni
la settimana, essendo il venerdì generalmente deputato all’udienza collegiale.
Ne consegue che quando il collega, compagno di stanza, tiene la propria
udienza, all’altro è precluso l’utilizzo del locale e del computer: Ciò
determina la necessità di lavorare in casa, anche perché in ufficio mancano
codici aggiornati e riviste specializzate, con conseguente quotidiano
spostamento da casa all’ufficio e viceversa di voluminosi fascicoli, spesso di
pesantissimi faldoni il cui trasporto è rimesso
completamente al magistrato, anche all’interno del Palazzo di Giustizia, ove i
pochi e contesissimi ascensori sono assai spesso non funzionanti. Questo
dannoso trasporto di notevoli pesi per lunghi corridoi e per più piani di scale
è quotidiano. Per i corridoi soccorre il diffuso utilizzo di trolley e vere e
proprie valigie personali, per le scale no. Non di
rado colleghe, in mancanza di commessi che possano soccorrere adempiendo a tale
servizio, ricorrono all’ausilio di familiari nella materiale impossibilità
fisica di provvedervi con le proprie forze".

Nel settore civile, continua a
mancare l’assistenza in udienza, così aggravando la già precaria situazione per
la correlata necessità del magistrato di provvedere alla faticosa
verbalizzazione di prove testimoniali, spessa fatta
ancora a mano.

Nonostante
tali condizioni operative, è diffuso lo sforzo di rendere una risposta quanto
più adeguata ed efficiente possibile, attraverso il deposito, tempestivo o in
un ritardo talvolta inevitabile e tuttavia ragionevolmente limitato, dei vari provvedimenti,
siano essi ordinanze o sentenze. E tuttavia tale sforzo risulta
immediatamente reso pressochè vano a causa della assoluta inadeguatezza
numerica del personale di cancelleria, tale da determinare, allo stato delle
risorse, inevitabili ritardi di molti mesi – se non di anni – tra la materiale
consegna della sentenza da parte del magistrato, cui fa seguito la sola
annotazione del "depositato minuta" e la pubblicazione della sentenza
stessa, che finalmente interessa l’utente.

Quanto alla Corte d’Appello
Civile di Palermo, è stata segnalata l’assoluta inadeguatezza numerica
dell’organico dei giudici rispetto alla quantità di cause pendenti, in
penalizzante rapporto, aggravatosi sensibilmente negli ultimi tre o quattro
anni, nonché la altrettanto evidente insufficienza
numerica del personale di cancelleria, sempre più onerato dagli adempimenti che
tale mole crescente di lavoro comporta (gravosi adempimenti in relazione ad un
diffuso numero di sentenze suscettibili di trascrizione, necessità di rendere
adeguata risposta all’utenza ed ai numerosi avvocati che quotidianamente
frequentano le cancellerie)

Drammatica la situazione legata
all’assenza di un parco autovetture sufficienti a garantire gli spostamenti dei
magistrati impegnati in molteplici attività fuori dalla
propria sede di lavoro (udienze in sedi distaccate, o in strutture diverse dal
palazzo di Giustizia, interrogatori nelle carceri del distretto, etc).

La peculiarità della realtà
palermitana determinata dalla gravosissima pendenza di numerosissimi processi
contro la criminalità organizzata innanzi ai giudici di AGRIGENTO,
TERMINI IMERSE, MARSALA, SCIACCA, TRAPANI, per i quali la DDA di Palermo deve
assicurare la presenza quasi quotidiana di un proprio componente, amplifica in
modo esponenziale ed oramai non più gestibile tale situazione: se non si
interverrà con nuove autovetture, con l’ampliamento dell’organico degli autisti
giudiziari e con un sostanziale rimpinguamento dei fondi destinati al
carburante e alle riparazioni – interventi tutti più volte assicurati anche
pubblicamente dal Ministro, ma rimasti lettera morta – ben presto le attività
giudiziarie rischieranno di essere paralizzate.

A questo quadro sconfortante sono
da aggiungere le numerose istanze della totalità dei
colleghi che ormai in maniera sempre più evidente rappresentano le quotidiane
difficoltà nello svolgimento del loro lavoro.

Proprio per dar voce a questo
diffuso malessere, l’assemblea distrettuale di Palermo ha deciso di denunciare
pubblicamente, nel corso di una iniziativa che si
terrà giorno 15 gennaio, – attraverso al diretta voce dei singoli magistrati e
degli operatori del diritto – tutti i disservizi nel funzionamento
dell’amministrazione della Giustizia che, in ultima analisi, determinano
un’intollerabile mancata risposta alle legittime richieste dei cittadini.

SEZIONE di ROMA

Come noto gli uffici giudiziari
di Roma hanno dimensioni mastodontiche, e il Tribunale di Roma è il più grande
d’Europa e forse del mondo.

Gli uffici sono dislocati in
varie località della città, alcune sufficientemente vicine, altre lontanissime
tra loro:

Corte di Cassazione: a piazza Cavour

Corte d’Appello Civile: a via Rossetti. Di recente è stato consegnato un grosso
edificio nelle vicinanze, ma non è utilizzabile perché non fornito di arredi che non sono stati acquistati per mancanza di
fondi

Corte d’Appello Penale:
nell’edificio B della città giudiziaria di Piazzale Clodio

Procura Generale della Corte
d’Appello: a Piazza Adriana

CED della Corte d’Appello: a
Piazza Adriana

Ufficio di Sorveglianza: a Piazza
Adriana

Tribunale Civile: in vari edifici
di via Giulio Cesare e via Lepanto

Tribunale Penale: dislocato in
due diversi Edifici, A e B della città giudiziaria di
Piazzale Clodio

Procura della Repubblica:
Edificio C della Città Giudiziaria di Piazzale Clodio

Sezione Lavoro: attualmente, a causa del crollo di alcuni sottosoffitti, che
hanno procurato la sospensione di poche udienze, alcuni dei magistrati addetti
alla sezione tengono udienza ospitati nelle stanze di altre sezioni con disagio
di tutti.

Corti di Assise:
dislocate a Piazzale dei Gladiatori (Foro Italico) e a Rebibbia

Giudice di Pace Civile: a Via
Teulada

Giudice di Pace Penale: in via Gregorio Settimo

Ufficiali Giudiziari: via Lepanto.

La dislocazione degli uffici in
tante zone spesso lontane tra loro, comporta comprensibili disagi per tutti ed
uno spreco enorme di energie.

I fascicoli vengono
spostati di continuo da un edificio ad un altro e sovente da un quartiere
all’altro della città. Utenti e avvocati sono costretti a viaggiare da un punto
all’altro della città, attraversando le zone dal traffico più congestionato e
caratterizzate da una cronica mancanza di parcheggi.

Questa dispersione non è
compensata da nessun vantaggio: nel tribunale civile di Roma nessun magistrato
può usufruire di una struttura tutta sua.

A nessun magistrato è assegnata
una stanza tutta sua e ognuno tiene udienza in stanze
che utilizza a rotazione con altri colleghi.

Nessuno ha una stanza dove poter
studiare i fascicoli e ognuno provvede da sé a trasportare i fascicoli a casa
propria per la redazione delle sentenze. E’ infatti
noto che i magistrati quando acquistano o prendono in locazione l’abitazione,
devono attrezzare di tutto punto, a proprie spese, una stanza da adibire a
studio.

Nelle sezioni penali la
situazione è analoga: i magistrati sono stipati persino in tre in una stanza
per studiare i fascicoli che, dato il numero e la quantità di provvedimenti da
adottare, non è assolutamente possibile trasportare ogni volta a casa.

Per la redazione delle sentenze,
che richiederebbe concentrazione e tranquillità, tutti trasportano da soli i
fascicoli a casa.

Le aule di udienza
sono lontane dalle stanze e vengono utilizzate a turno da più magistrati, il
che rende impossibile attrezzarle con codici, testi di diritto, moduli, etc.
Tutti i magistrati del settore penale si sono muniti di valigie a rotelle per
trasportare in udienza codici, testi, moduli e ogni mattina si assiste al
triste viaggio da un edificio all’altro di magistrati che, con la toga al
braccio, raggiungono la propria aula trascinando la valigia con il suo kit di
udienza personale.

A questo si aggiunga una cronica
mancanza di personale.

Nel Tribunale civile è
impensabile che il magistrato, durante la sua udienza, sia
assistito da un addetto di cancelleria: egli aggiorna personalmente il
ruolo, estrae i fascicoli dal mucchio, verbalizza da solo, sovente con l’aiuto
degli avvocati.

Al penale sarebbe impossibile
celebrare l’udienza senza assistente; peraltro la documentazione fonografica
delle udienze (assolutamente indispensabile in un processo basato sull’esame
diretto delle parti) è affidata a cooperative esterne che vengono
pagate con ritardi di mesi e mesi tanto che di recente il servizio, per
protesta contro le inadempienze del ministero, fu sospeso.

Per il trasporto dei fascicoli,
di cui si è segnalata la mole incredibile di movimento, non c’è personale a
sufficienza. Capita spessissimo che la consegna dei
fascicoli alle aule venga effettuata non dai commessi addetti, ma da funzionari
di cancelleria se non dagli stessi magistrati.

Per questo servizio mancano le
strutture più elementari: basti pensare che per il trasporto dei fascicoli vengono utilizzati carrelli da supermercato che non si sa
bene come siano pervenuti nei vari uffici.

L’informatica,
che potrebbe dare un enorme sollievo a tutte le procedure, non riesce a decollare per cronica mancanza di personale in
grado di aggiornare i database e di dedicare tempo all’apprendimento di
programmi e applicazioni. Il personale è appena sufficiente ad affrontare
l’emergenza quotidiana ed ogni volta che si tenta di introdurre innovazioni o
sperimentazioni si pagano prezzi altissimi sul rendimento immediato.

Nel penale la carenza
di personale si fa particolarmente sentire alla fine del processo. Sforzi
enormi effettuati dai magistrati per arrivare ad una decisione nonostante le
mille difficoltà cui si è fatto cenno, vengono
vanificati dai tempi lunghissimi dei cosiddetti adempimenti di cancelleria
previsti per legge dopo il deposito della sentenza: tempi biblici per
notificare la sentenza alle parti, lungaggini clamorose per consegnare i
fascicoli ai giudici delle impugnazioni, giacenze incredibili dopo il passaggio
in giudicato della sentenza che spesso porta alla prescrizione delle pene
inflitte e alla mancata esazione delle sanzioni pecuniarie.

Una breve scorsa a questi appunti
convince che si tratta di carenze tutte al di fuori
della portata degli interventi dei magistrati.

Va detto che i capi degli uffici
hanno speso quasi tutte le loro energie per affrontare le tremende carenze di mezzi e di personale, andando ben oltre i compiti
loro affidati, affrontando umilianti questue presso gli uffici ministeriali, nel
tentativo di dare un minimo di efficienza ad una struttura che soffre da tempo
di paurose carenze di risorse.

I magri risultati che si
ottengono sono tutti dovuti alla fantasia, allo
spirito di adattamento, al senso di responsabilità dei magistrati e sovente del
personale di cancelleria, che non hanno mai fatto venir meno il servizio.

Si pensi a quello che accadrebbe
se ci si attenesse rigidamente alle procedure e ai mansionari: sarebbe la
paralisi completa..

Nel 2005 le cose non sono
cambiate di molto, ed anzi, in ogni settore si è registrato un netto
peggioramento dovuto, da un lato, al proliferare di attività
burocratiche che hanno sottratto

Corte d’Appello Roma

Il nuovo edificio della Corte di Appello è finalmente entrato in funzione, seppure con
molto ritardo, ed ha mostrato subito le sue insufficienze.

La carenza
di spazi da destinare ai magistrati sembra un’idea fissa degli architetti nella
progettazione degli edifici.

Ad esempio, nella sezione lavoro
della Corte per i magistrati è prevista la loro collocazione
in tre in una sola stanza, il che rende impossibile ottenere un minimo di
tranquillità e di riservatezza per poter scrivere sentenze o anche
semplicemente studiare i fascicoli. Chi sta nella stanza viene
disturbato in continuazione dall’ingresso di altre persone, colleghi o
personale di segreteria, che hanno necessità di parlare con altri magistrati o
consultare i suoi fascicoli

L’apparato informatico
dell’edifico è praticamente inesistente. Il sistema di archiviazione dei dati del Tribunale Penale, noto come
REGE, non colloquia con quello della Corte, detto RECA, con enorme spreco di
energie per la necessità di duplicare la banca dati.

Se la sentenza diviene definitiva
in appello il fascicolo torna in Tribunale che
provvede alle relative annotazioni e trasmissione dei dati all’Ufficio del
Casellario.

Le enormi potenzialità offerte
dalle banche dati disponibili su Internet sono
assolutamente sottoutilizzate. L’alfabetizzazione informatica
del personale e degli stessi magistrati è a livelli
bassissimi.

Nel settore penale l’affollamento
delle impugnazioni trova alimento nel fatto che la lentezza dei processi
facilmente porta alla prescrizione sicché è esperienza comune che gran parte
delle impugnazioni sono un doveroso atto di difesa soprattutto per i reati più
lievi. Per le contravvenzioni, che si prescrivono in un massimo di quattro anni
e sei mesi l’estinzione del reato per questa causa è
quasi la regola.

Corte di Appello
Roma – Sezione Lavoro.

Gli strumenti disponibili per la
giustizia del lavoro appello a Roma e nel Lazio sono costituiti anzitutto da
una nuova e funzionale sede peraltro dedicata in misura prevalente alle sezioni
penali della Corte.

E’un grave inconveniente,nella prospettiva della pubblicità del processo del lavoro,
che l’accesso al pubblico non sia consentito per l’ingresso del palazzo
mancante di mezzi di controllo elettronico ma sia costretto da un varco di
piazzale Clodio, lontano quasi un chilometro e poi avviato per percorsi interni
che sono un vero labirinto. Gli invalidi, i diversamente abili, e tutti gli
utenti che non conoscono la città giudiziaria hanno problemi pressoché
insormontabili per raggiungere l’aula Lavoro.

Sono tutti in via di sviluppo, e
dunque allo stato pesantemente carenti, i sistemi di gestione del contenzioso
con particolare riguardo alla fase delicatissima e importantissima della assegnazione dei processi ai consiglieri relatori, i
sistemi di gestione della pubblica udienza con particolare riguardo alla
verbalizzazione ancora arcaicamente affidata alla mano non sufficientemente
rapida dell’assistente di udienza. Sembra essere di prossima dotazione
ma allo stato manca per carenza di capacità di spesa del Ministro della
Giustizia, il sistema Polis allo sviluppo del quale diversi giudici della
sezione hanno partecipato.

La massima carenza
si rivela a livello di numero e conseguentemente di organizzazione del
personale di magistratura e di cancelleria .

Magistrati nel 2000 4 e un
presidente

Oggi 22 consiglieri e 4
presidenti

Cancelleria 28 interni e 14
operatori esterni.

La carenza
dapprima ( dal 2000 al 2002) mostruosa , ora (2004) comunque ingiustificabile.
I Magistrati sono "disturbati" nell’esercizio della loro funzione, dalla attribuzione obbligata di compiti estranei. Valga per tutti la recente disposizione del Ministro della
Giustizia che ha raddoppiato la presenza di magistrati professionali nella
composizione delle commissioni di esame degli Avvocati. Ogni compito estraneo
al giudicare abbassa il numero dei processi risolti. Il provvedimento
ministeriale avrebbe dovuto eliminare questi compiti estranei e non aumentarli.

Vale la pena di rilevare una
caratteristica del processo del lavoro che è determinata dalla legge e
disattesa dalla organizzazione giudiziaria. Il
processo del lavoro si conclude con la pubblica
lettura del dispositivo in udienza. Poiché ad ogni udienza di
appello vengono trattate da cento a duecento controversie, ciascuna
delle quali richiede un suo tempo di trattazione, la lettura dei dispositivi
diventa possibile prevalentemente dopo le ore 17,30 cioè in ore nelle quali
manca la presenza certificante del cancelliere. La contrattazione collettiva di
settore e la organizzazione della Corte deve
considerare questa necessità delle udienze meglio di quanto oggi non faccia, in
modo che il servizio di cancelleria sia modulato, quanto all’assistenza, sul
carico concreto dell’Ufficio e non su parametri che ignorano del tutto la legge
processuale e le sua effettiva applicazione.

In definitiva le Cancellerie non
assicurano adeguata assistenza di udienza, tempestivo
servizio di pubblicazione sentenze, supporto sufficiente per le attività
quotidiane dei consiglieri e dei presidenti.

Considerata per la Sezione una attuale capacità di esaurimento di 7000 processi l’anno,
devono essere adottate urgenti misure per la considerazione che rispetto a
12.000 sopravvenienze l’anno l’esurimento, pur difficile, di 7000 processi ne
lascia irrisolti quattro-cinquemila che va a costituire arretrato.

Tribunale Roma – Sezioni civili.

Edilizia giudiziaria Le sezioni
del Tribunale civile di Roma si trovano in varie strutture:

le
sezioni prima, seconda, ottava, decima, undicesima e fallimentare si trovano
nei locali di una vecchia caserma riadattata con ingresso da Viale Giulio
Cesare e da Viale delle Milizie;

le
sezioni terza, quinta, nona, dodicesima e tredicesima si trovano nei locali di
un edificio costruito nel cortile della stessa caserma;

le
sezioni sesta e settima si trovano nei locali riadattati di un’altra caserma
con ingresso da Via Lepanto.

La quarta sezione civile si trova
in parte nei locali della prima caserma, in parte nei locali della seconda
caserma.

La prima considerazione da fare è
che ogni giorno molte migliaia di persone si recano al Tribunale civile. Nei
giorni di punta della settimana ( martedì-giovedì) si tengono, quotidianamente,
oltre cento udienze e si trattano, quindi, almeno 2500 cause. Inoltre molte
altre persone si rivolgono al Tribunale per attività amministrative ( richiesta
di copie, iscrizione a ruolo delle cause, esame dei fascicoli e dei
provvedimenti, colloqui con giudici e personale di cancelleria, partecipazione
ad aste giudiziarie ed adempimenti connessi). Questa enorme mole di persone accede nei locali del Tribunale siti in Viale Giulio Cesare
( quindi in 11 sezioni e mezza del Tribunale) attraverso due piccole porte
laterali delle dimensioni di non più di tre metri. La porta di
ingresso dei locali siti in Via Lepanto è, invece, più larga ma non
supera i quattro metri di ampiezza.

Per quanto riguarda la situazione
interna degli edifici occorre differenziare la
struttura più nuova, realizzata all’interno del cortile, che ospita le sezioni
terza, quinta, nona, dodicesima e tredicesima e che è sostanzialmente idonea
alle attività che vi si svolgono poichè ha scale larghe, le stanze dei giudici
( utilizzate anche come aule di udienza) si trovano ai lati di ampi ambienti
comuni che consentono alle parti ed agli avvocati che non sono impegnati in
udienza di attendere in una situazione relativamente comoda ( pur non essendovi
né panche né sedie), dalla situazione nella quale si trovano le sezioni
ospitate nei vecchi locali della caserma.

In questi gli ambienti sono
angusti, ai piani superiori dell’edificio si accede
attraverso due piccole rampe di scale della larghezza di non più di due metri.
In una delle strutture laterali la dimensione delle scale è ancora più ridotta.
Di conseguenza per tutta la mattina c’è un accalcarsi continuo di persone
all’ingresso delle strutture e lungo le scale. I corridoi (ai lati dei quali si
trovano le stanze dei giudici-aule d’udienza) hanno una ampiezza
di non più di un metro e mezzo.

Nessuna delle sezioni alloggiate
nella vecchia struttura possiede un’aula per l’udienza collegiale.

La gran parte dei giudici
condivide la stanza con un altro collega ed entrambi utilizzano
la stanza per tenervi udienza. Buona parte dei giudici non ha, quindi, un luogo
per poter esaminare i fascicoli e scrivere sentenze o provvedimenti e, comunque, non può utilizzare mai la propria stanza di
mattina anche quando non ha udienza.

Sulle scrivanie dei giudici, a
parte qualche rara eccezione, non vi sono lampade e gli ambienti sono
illuminati solo dalle luci centrali.

Gli impianti di riscaldamento ed
i condizionatori d’aria delle stanze sono vecchi di almeno trenta anni e del
tutto obsoleti.

La situazione dei locali
impedisce di rispettare il dettato dell’art. 84 disp. att.
c.p.c., secondo il quale "le udienze del giudice istruttore non sono
pubbliche" e ciò è particolarmente grave per cause nelle quali si tratta
del diritto della persona, del diritto di famiglia, dei diritti dei minori,
della capacità delle persone, senza contare, in generale, i gravi problemi di
violazione della privacy dei soggetti che sono parte nei giudizi.

Negli ultimi mesi la comparsa di
lesioni nelle pareti e sulle colonne ha imposto l’effettuazione di lavori
urgenti di consolidamento che hanno comportato riduzioni di spazio e, quindi, ulteriori disagi per gli utenti.

Nel palazzo di Viale Giulio
Cesare non esiste alcuna struttura per i portatori di handicap.

Mancata assistenza del personale
di cancelleria alle udienze

Le croniche carenze
dell’organico della cancelleria fanno sì che nessun giudice del Tribunale
civile di Roma tenga udienza con l’assistenza del segretario così come è
espressamente previsto dal codice di procedura civile. I verbali di tutte le
cause vengono redatti a mano dal giudice o dagli
avvocati, le cause vengono chiamate personalmente dal giudice che, in molti
casi, cura anche l’aggiornamento manuale del ruolo d’udienza.

Ritardi nella pubblicazione delle
sentenze

Le stesse mancanze di personale,
unite al notevole incremento del numero delle sentenze emesse dai giudici del
Tribunale, ha comportato un ritardo di molti mesi
nella pubblicazione delle sentenze. Di conseguenza gli utenti non hanno tratto
alcun vantaggio dall’aumento di produttività dei giudici
poiché alla minore durata della causa corrisponde una maggiore durata
degli adempimenti successivi alla sentenza che precedono la conoscenza della
decisione. Talvolta il ritardo riguarda anche la formalizzazione
del deposito del provvedimento del giudice.

Inadeguatezza del sistema informatico

Il sistema informatico
non offre nessun ausilio al lavoro del giudice. Quasi nessun
giudice ha il collegamento con il SIC e nessuno è in grado di utilizzare
direttamente i dati del sistema. I Personal computer in uso ai giudici
sono, in parte, obsoleti ed utilizzano programmi
vecchi di oltre sei anni.

Arredamenti delle stanze vecchi e
malridotti

Gli arredamenti delle stanze,
utilizzate come aula d’udienza, sono usurati dall’utilizzo quotidiano.

Mancato aggiornamento della
biblioteca

La biblioteca del Tribunale
civile è aggiornata con gli abbonamenti a poche riviste ( meno di dieci per
tutto il settore civile, commerciale e fallimentare) e non acquista nuovi testi
da circa un decennio. Gli unici nuovi testi che si possono trovare in
biblioteca sono i volumi donati dagli autori e quelli donati
dall’Osservatorio sulla Giustizia civile grazie ad un accordo con la Casa
Editrice Giuffrè per la pubblicazione di sentenze sulla rivista Giurisprudenza
di Merito.

La mancanza di ricambi e di carta

Negli anni scorsi le cancellerie
si sono trovate in difficoltà per la mancanza di pezzi di ricambio per
stampanti e fotocopiatrici e per la mancanza di carta.

Rapporto tra numero di cause e
numero dei giudici

Tutti gli studi sul processo
civile riformato hanno ritenuto che il numero di cause
assegnate a ciascun giudice per consentire una trattazione completa ed
efficace, in tempi ragionevoli, non può essere superiore a 500 circa con una
sopravvenienza annua di non più di 200-220 cause; i giudici del Tribunale
civile di Roma hanno sul ruolo, di media, circa il doppio delle cause con
sopravvenienze di 350 cause all’anno per ciascuno. Di conseguenza i giudici per
evitare tempi lunghissimi di trattazione delle cause, sono costretti a fissare
un numero di cause per udienza superiore a quello
ritenuto ottimale ed, in ogni caso, non sono in grado di assumere in decisione
tutte le cause pronte per essere decise, con un inevitabile allungamento sia
dei tempi delle udienze istruttorie che dei tempi dell’udienza fissata per la
precisazione delle conclusioni.

Tribunale di Roma – Sezione
Lavoro.

Nel 2004, il quadro della
giustizia del lavoro a Roma nel Tribunale ha registrato la cronicizzazione
dei problemi esistenti e qualche miglioramento dovuto all’incremento del numero
di magistrati incaricati della trattazione delle controversie di primo grado ed
all’utilizzo dei magistrati distrettuali.

Rimane, tuttavia, un carico di
lavoro in termini quantitativi e qualitativi per ciascun magistrato ampiamente
superiore alla possibilità di garantire una tempestiva trattazione di ogni controversia, aggravato dall’assoluta penuria di
personale ausiliario e di risorse materiali d’appoggio per un decente
svolgimento del servizio.

Si deve, in primo luogo,
segnalare che nel 2004 non sono stati risolti i problemi di statica interna
dell’edificio, emersi a seguito del crollo (notturno) di un solaio, con
conseguente sgombero di un’ala dell’edificio stesso ed ulteriore
restrizione degli spazi disponibili per aule d’udienza, uffici, archivi; non
sono stati comunicati i tempi previsti per il recupero dell’agibilità
dell’intero edificio.

Nelle sezioni lavoro, poi, è
stato di fatto abrogato l’art. 130 c.p.c., che prevede
la redazione del verbale d’udienza ad opera del cancelliere sotto la direzione
del giudice.

Al contrario, l’assistenza in
udienza non viene mai fornita, cosicché alla materiale
scrittura del verbale sono normalmente, impropriamente, ed ovviamente
malvolentieri, destinati i legali delle parti (od i praticanti); neppure si
riscontra alcuna materiale possibilità di registrazione su nastro a norma
dell’art. 422 c.p.c.

In tale contesto,
per l’oralità del rito, la presenza delle parti, la delicatezza e difficoltà
degli interessi coinvolti, l’assenza di qualsiasi assistenza in udienza genera
frequentemente situazioni non immediatamente governabili, rallentamenti,
imbarazzi, equivoci, rischi, superabili con supplenze improprie di magistrati
ed avvocati.

Le aule di udienza,
piuttosto piccole rispetto al flusso di persone che attraversano gli uffici
della sezione, sono divise tra due magistrati, che le usano alternativamente, e
non sono disponibili aule per lo studio dei fascicoli.

Neppure sono garantiti la tenuta
manuale del ruolo d’udienza, la custodia dei fascicoli, né talora il loro
trasporto nell’aula di udienza.

E’ talvolta difficile lo stesso
approvvigionamento di carta e toner, mentre i supporti informatici
non sono aggiornati.

Le sezioni lavoro non fruiscono di abbonamenti a riviste giuridiche, neppure on
line, né di una biblioteca. L’aggiornamento grava interamente ed a proprie
spese sui magistrati.

Tribunale Roma – Sezione G.I.P.

I problemi principali che
riguardano i due uffici del giudice delle indagini preliminari e del giudice
dell’udienza preliminare derivano essenzialmente dalle
grosse carenze di personale, di strutture e di informatizzazione.

Laddove tali uffici sono
unificati e composti dagli stessi magistrati, come nel caso di Roma, le
disfunzioni di maggiore rilevanza derivano innanzitutto dalla continua ed
enorme necessità di effettuare copie di atti, senza la
disponibilità di mezzi idonei nella qualità e nel numero.

In particolare deve sottolinearsi che a seguito dell’entrata in vigore della
legge 479/99 è aumentato enormemente il numero dei processi abbreviati e delle
sentenze di "non luogo a procedere".

Tale circostanza, indubbiamente positiva per la celerità del processo e per le possibilità
di definizione offerte all’imputato, ha determinato uno straordinario
incremento del numero di "stralci" che devono essere effettuati, con
conseguente moltiplicazione del numero delle copie integrali di tutti gli atti
dei singoli processi che seguono conseguentemente sorti diverse a seconda delle
scelte effettuate da ciascun imputato o decise dal giudice.

La macchina giudiziaria non è
stata affatto adeguata a tale necessità e nei processi di una certa rilevanza e
dimensione (che costituiscono ordinaria amministrazione per gli uffici in
esame) le copie integrali degli atti sono disponibili solo a distanza di molti
mesi (quattro, sei, ma anche più) anche per i processi con imputati detenuti,
così che la celebrazione del processo e quindi la verifica giudiziale viene ingiustificatamente differita perpetrando lo stato
detentivo senza che il processo possa procedere (in particolare per l’invio in
Corte di Appello) per il solo fatto che le macchine fotocopiatrici e le
stampanti non sono sufficienti e sono spesso rotte.

Peraltro anche il numero dei
magistrati, rimasto invariato pur a seguito dell’entrata in vigore della
disciplina già segnalata, risulta oggi evidentemente
insufficiente, dal momento che la legislazione citata (legge Carotti) ha
spostato sull’ufficio del GUP la più gran parte dei processi definiti in primo
grado.

Analoga situazione di disfunzione
deve essere segnalata anche con riferimento al personale amministrativo addetto
a tali due uffici. Al proposito basti pensare che dal momento in cui il PM
firma una richiesta di archiviazione o di decreto
penale al momento in cui esse pervengono sul tavolo del giudice trascorrono
circa due mesi. Anche per le notifiche in generale e per le notifiche dei
decreti penali in particolare i tempi risultano
oltremodo lunghi, solo perché il personale amministrativo e gli ufficiali
giudiziari non sono attrezzati, per numero e organizzazione, a fronteggiare
l’entità del carico, così che ancora oggi non di rado sono in corso notifiche
di decreti penali emessi dal giudice due o anche tre anni addietro.

Sempre restando in tema di
strutture contribuiscono pesantemente a determinare disfunzioni le macroscopiche insufficienze dei mezzi informatici
necessari per governare procedimenti di una certa complessità, oltre modo
ricorrenti; basti pensare che i computer assegnati ai magistrati o al personale
amministrativo presso i relativi uffici GIP/GUP solo del tutto absoleti:
inidonei alla circolazione e trasferimento di un numero minimamente
significativo di dati, sono non solo privi di lettore DVD, ma financo
dell’uscita USB, laddove oramai tutte le informative
della PG sono effettuate con le moderne apparecchiature informatiche
e presuppongono, per essere esaminate ed utilizzate al meglio, l’impiego di
apparecchiature altrettanto moderne.

Anche l’informatizzazione
dei dati processuali, almeno di quelli più rilevanti e di
maggiore fruibilità, è del tutto inesistente, al punto che non vi è possibilità
di una predisposizione automatica mirata sul singolo procedimento neppure dei
provvedimenti più ricorrenti e di routine.

L’aspetto logistico e dei locali appare poi particolarmente "disastrato".

Parte rilevante delle aule di udienza risulta priva di finestre e di bagno e limitata a
pochi metri quadrati; l’impianto di condizionamento (per il freddo e
soprattutto per il caldo) è assolutamente inadeguato e anche per questo assai
spesso non funziona, determinando, soprattutto nelle aule di udienza prive di
finestre, una situazione al limite del "collasso" in capo a tutti i
protagonisti dell’udienza. Sembrerebbe che si sia dimenticato che in forza
della legislazione del 1999 sopra richiamata l’udienza preliminare è divenuta
il luogo di concreta definizione del processo, con la partecipazione effettiva
di tutti i numerosi protagonisti del processo, così che è frequente trattare
udienze con decine di protagonisti nei diversi ruoli, in aule di pochi metri quadri,
senza bagno per il giudice, senza finestre e senza aria condizionata.

Se è vero che l’ufficio GIP/GUP è
l’unico in cui i magistrati dispongono di una propria
stanzetta, con scrivania, cassetti, computer, telefono e uno o due armadi per i
fascicoli, è altrettanto vero che invece il personale amministrativo non di
rado lavora in condizioni del tutto inidonee ai fini di garantirne la
produttività, collocati come sono in due o in tre unità in stanze spesso di
pochi metri quadrati, destinate anche al ricevimento del pubblico, in cui
vengono trattate contemporaneamente cose delicate, a dispetto della privacy e
della concreta possibilità di lavorare con un minimo di rendimento. Inutile
dire che in questo contesto non vi sono armadi
disponibili per contenere presso le singole cancellerie i faldoni dei processi
appena più voluminosi, così che lo studio e la trattazione di uno di tali
processi risulta particolarmente oneroso e complicato.

In sostanza anche in tali uffici,
pur non sussistendo talune situazioni di clamorose disfunzioni di evidenza esterna, vi sono evidenti e gravi problemi,
finora completamente trascurati.

Tribunale Roma- Sezioni penali
dibattimentali.

La carenza
di personale è cronica e il numero degli addetti per ogni giudice è
lontanissimo da un ogni minimo di standard

L’organico di una sezione
dibattimentale attuale è tarato sui vecchi standard di una sezione
dibattimentale con vecchio rito. Esso prevede, per una sezione con 10
magistrati, ed ad organico pieno, 1 dirigente, 4 collaboratori, 7 assistenti, 4
operatori, 1 commesso, (17 persone). Nessuna magistrato
può avere un collaboratore addetto al suo ruolo, il personale riesce appena ad
affrontare l’emergenza quotidiana sicché ogni magistrato deve sobbarcarsi al
controllo delle citazioni, al riordino del fascicolo, compilazione dei moduli,
senza che nessuna attività di semplice elaborazione, ripetitiva, di elementare
compilazione, possa essere delegata ad altri.

Sistema informatico

Il sistema informatico
soffre particolarmente di risorse e personale.

La banca dati RE.GE
che, se aggiornata ed efficiente, potrebbe essere uno strumento potente non
solo di rilevo statistico e di supporto a forme di programmazione, va avanti a
stento.

Si riesce appena appena ad
aggiornare alcuni dati essenziali, senza che tutte le enormi potenzialità per
la redazione di provvedimenti, controllo delle procedure possano essere
sviluppate e praticate.

Mancanza di locali e materiale

I magistrati di
ogni sezione sono sistemati in tre in ogni stanza. Il ritmo di lavoro è
tale che li costringe ad una permanenza in ufficio spesso di 10 ore non essendo
possibile portare a casa decine e decine di procedure nelle quali si deve
intervenire con una infinità di provvedimenti e di
procedure incidentali. Ormai ogni processo è affiancato da svariate procedure
incidentali per la liquidazione al custode, degli onorari del difensore, per la
destinazione dei corpi di reato, ognuna da svolgere in contraddittorio, con
convocazione delle parti e celebrazione di udienza
camerale che triplicano di fatto il numero di affari assegnati a ciascun
magistrato

Senza contare permessi di
colloquio, applicazione e controllo delle misure cautelari, visite mediche,
visite fiscali, perizie, istanze varie nei processi in
cui qualche imputato sia sottoposto a misura cautelare.

Tutta questa attività
viene svolta in stanze dove è inesistente ogni minimo requisito di riservatezza
speso anche con il grave rischio che possano trapelare notizie non
propagabili,.

Codici, libri di teso, sono una
spesa che ciascun magistrato affronta da solo.

Più di una volta si è fatto
ricorso a collette per formare biblioteche di sezione, comprare carta per
fotocopie, suppellettili per custodire i fascicoli.

Tribunale per i Minorenni di
Roma.

Nell’organico del personale
amministrativo di questo Tribunale, che è di 66 unità, risultano
scoperti: 1 posto di direttore di cancelleria C3, 4 posti di cancelliere C2, 2
posti di cancelliere C1 (di cui uno contabile), 2 posti di cancelliere B3 e 2
posti di operatore B3.

Il personale ammesso al regime di
tempo parziale è di sei unità e quello esonerato dall’assistenza alle udienze è
di 5 unità; inoltre un cancelliere C2 è in maternità anticipata e si prevede un
lungo periodo di assenza dal lavoro. Sono quindi
evidenti le difficoltà nella organizzazione del
servizio in un tribunale nel quale si tengono in media 9 udienze collegiali a
settimana (tre udienze penali, tre udienze civili, e inoltre udienze di
riesame, di opposizione alle dichiarazioni di adottabilità, per applicazione
della convenzione dell’ Aja sui rapimenti internazionali).

Il ruolo organico è rimasto
sostanzialmente inalterato nonostante siano aumentati gli adempimenti di
cancelleria in seguito all’entrata in vigore delle nuove leggi sull’adozione e
del testo unico sulle spese di giustizia e sia aumentato il carico di lavoro in
materia civile e penale. Inoltre dalla fine del 2000 questo Tribunale deve
provvedere con proprio personale al servizio di chiamata di udienza,
servizio che prima veniva effettuato dall’ufficio N.E.P. della Corte d’Appello:
detto incombente comporta la necessità di distogliere alcuni operatori B2 dai
loro compiti istituzionali con notevole disagio per gli uffici cui sono
addetti.

L’insufficienza nella pianta
organica del personale amministrativo costringe di volta in volta, effettuando spostamenti del personale, a porre rimedio a
situazioni di difficoltà che si verificano periodicamente sia nel settore
civile sia in quello penale.

Informatizzazione. Il Tribunale
per i minorenni di Roma è informatizzato sia
per l’area civile che penale rispettivamente con i sistemi SICAM e REGE, che
consentono la tenuta automatizzata dei registri principali nonché
degli atti e provvedimenti ed il controllo sulle pendenze e sulla durata dei
procedimenti. Entrambi i sistemi saranno in breve tempo sostituiti dal sistema
SIGMA (è stato fatto il collaudo del nuovo sistema nello scorso mese di
luglio).

L’attivazione del nuovo sistema
consentirà l’interazione, attualmente inesistente, tra
il settore civile e penale. Con l’introduzione del nuovo sistema informatico
risulterà inutilizzabile la maggior parte dei computer
attualmente in dotazione. Si confida nella assicurazione
che si provvederà con tempestività alla necessaria sostituzione.

Locali. Il Tribunale per i
Minorenni e la Procura della Repubblica presso questo Tribunale svolgono la
propria attività in un palazzo di fine settecento molto dignitoso costituito da
cinque piani di cui uno interrato. I locali sono però
insufficienti ad accogliere il personale addetto. I magistrati togati (14)
dispongono tutti di un proprio studio nel quale svolgono quotidianamente il
loro lavoro, ivi compresa l’attività istruttoria. Insufficienti sono invece i
locali a disposizione dei giudici onorari (che sono attualmente
45): soltanto tre stanze sono loro destinate in via esclusiva, una per ciascun
gruppo di giudici appartenenti ai tre collegi civili. Nessuna è destinata ai
giudici del settore penale per le convocazioni di competenza nel
contesto delle procedura di messa alla prova e/o per la consultazione
dei fascicoli. Un’aula è destinata al dibattimento penale, una all’udienza
preliminare ed una alle udienze collegiali civili, nessuna delle quali dotata
di sistema di aria condizionata. Insufficienti sono
anche i locali destinati alle cancellerie ed all’archivio.

I cinque ascensori, ormai tutti
obsoleti, si bloccano spesso, richiedono continua manutenzione e sono spesso
inutilizzabili.

Attualmente
l’edificio ha bisogno di interventi urgenti al terrazzo di copertura a causa di
infiltrazioni d’acqua. Detti lavori sono stati programmati ma non ancora
attuati ed intanto un’aula è inutilizzabile a causa delle recenti piogge.

Il Tribunale dispone
di una bella sala riunioni, ben restaurata ed arredata, la quale è però
adeguatamente utilizzabile solo in pochi mesi dell’anno, perché priva di
impianto di riscaldamento e aria condizionata.

I locali dell’ultimo piano, già
destinati a Centro di Prima Accoglienza e liberi dall’aprile del 2003, non sono
stati ancora assegnati a questi uffici di Tribunale e Procura della Repubblica,
nonostante le richieste avanzate in tal senso al
Dipartimento della Giustizia Minorile.

Giudici togati. L’organico di
questo Tribunale, composto di 14 giudici togati, oltre il presidente, è al
momento al completo.

Il numero dei
giudici togati previsto in organico, se si considera che la competenza
territoriale del Tribunale si estende a tutto il territorio della Regione
Lazio, può ritenersi appena sufficiente a far fronte al carico di lavoro, come
risulta dalla situazione di difficoltà nella quale ci si viene subito a trovare
in ogni caso di vacanza anche breve di un posto o di assenza o incarico extra
attribuito ai giudici, come quello di componente delle commissioni esaminatrici
per gli esami di avvocato. Per la loro stessa natura, riferendosi a soggetti in
età evolutiva, i procedimenti di questo Tribunale non possono
infatti subire stasi o ritardi nella trattazione.

Procura della Repubblica di Roma

La Procura di Roma ha 90
sostituti e 10 aggiunti; nelle statistiche del Ministero è il 5 ufficio
giudiziario d’Italia per dimensioni e carico di lavoro.

Il numero di affari
trattati è di oltre 100 mila procedimenti penali per anno, cui vanno aggiunti i
procedimenti per reati di competenza del giudice di pace (sui quali non ho il
dato), trattati da magistrati onorari (VPO).

Particolarmente gravoso è il
carico dei servizi (turni e udienze) che ammonta a circa 13 giorni al mese, considerando che tutte le udienze monocratiche sono
trattate da VPO, senza i quali il numero di impegni arriverebbe a oltre 20 al
mese, praticamente tutti i giorni.

In tale situazione
particolarmente grave è la scopertura del personale amministrativo. Su un
organico di 685 unità vi sono oltre 100 posti vacanti, con una scopertura di
oltre il 15%. A questo vanno aggiunte le circa 70 unità in part-time.

Nonostante le ripetute richieste
dell’Ufficio l’organico non è stato adeguato alle
modifiche normative introdotte, in particolare in materia di spese di
giustizia, sia dal punto di vista quantitativo, in ragione dei nuovi maggiori
compiti attribuiti all’Ufficio di Procura, sia dal punto di vista qualitativo,
in quanto mancano del tutto nella previsione organica profili contabili
necessari a far fronte ai nuovi compiti in materia di spese.

SEZIONE di SALERNO

Non vi sono miglioramenti
rispetto alle indicazioni già contenute nei precedenti libro bianco.

Per quanto riguarda il settore civile vi è assistenza del cancelliere solo alle udienze
collegiali, non vi è assistenza di Ufficiale giudiziario, vi è un’aula fissa
per celebrare solo le udienze collegiali e non vi sono dotazioni informatiche
personali non essendovi nemmeno lo spazio per installarle.

Per quanto riguarda il settore
penale, i colleghi della Corte di appello non
dispongono di una stanza-studio e possono avvalersi solo di due postazioni informatiche
fisse.

Per entrambi i settori vi è una assoluta carenza di spazi e di personale
amministrativo.

Per quanto concerne il Tribunale
di Salerno, nel riconfermare le precedenti comunicazioni, si evidenzia che
perdurano episodi di scarsa sicurezza (vi sono state perfino atti di violenza
in udienza) e la situazione degli spazi, già critica, appare ulteriormente
compromessa dai lavori di adeguamento che a breve
interesseranno gli uffici del settore civile.

Per tutti gli uffici del distretto i fondi a disposizione non consentono di tenere il
passo del grado di obsolescenza delle macchine. Non sono nemmeno preventivabili
i tempi di attivazione del sistema "Polis".

Situazione analoga si registra
nel Tribunale di Sala Consilina, dove non oltre alla assenza
di assistenza di Cancelliere alle udienze civili né di Ufficiale giudiziario
alle udienze penali monocratiche, si segnala l’impossibilità di assicurare il
regolare funzionamento del servizio notifiche, con ovvie gravi ripercussioni
sulla celebrazione dei processi.

SEZIONE di VENEZIA

Corte d’Appello Venezia

E’ stato necessario fare ricorso
a numerose applicazioni infradistrettuali per garantire un migliore
funzionamento della Sezione Lavoro della Corte, il cui ruolo risulta
eccessivamente gravoso rispetto all’organico dei giudici previsto ed alla
particolare esigenza di rapida definizione di queste genere
di cause.

Vi è conferma del fatto che nessuna udienza penale vede la presenza dell’Ufficiale
Giudiziario.

Quanto al personale
amministrativo la scopertura è del 32%, cioè su di un
organico di 128 ne sono presenti 86 (di cui 8 sono solo formalmente in forza
alla Corte trattandosi di personale che cura gli aspetti informatici
–CISIA). Le scoperture riguardano tutte le qualifiche, con minore incidenza in
quelle inferiori. La presenza di n.11 "settimini" e di n.3
ex-socialmente utili sono occasionali e su di essi non
può farsi sicuro affidamento.

Tribunale e Procura per i Minorenni Venezia.

Si tratta di uffici
notoriamente sotto dimensionati nell’organico dei magistrati, atteso che
registrano in Italia il più alto carico di affari civili ed il più alto rapporto
giudice/cittadino (1 giudice ogni 700.000 abitanti, rispetto alla media
nazionale che è di 1 giudice ogni 300.000 abitanti). La scopertura del
personale amministrativo è particolarmente grave, dell’ordine del 39%, mentre
assoluta è l’assenza dell’ufficiale giudiziario nelle udienze sia civili che
penali. Infine si segnala che il nuovo Palazzo di Mestre, dove gli uffici si
sono trasferiti da Venezia nel luglio 2002, presenta problemi di edilizia carente (in particolare infiltrazioni).

Tribunale di Sorveglianza
Venezia.

In occasione dei rilevamenti
riguardanti le udienze tenute nella settimana dal 10 al 15 maggio 2004 veniva segnalata la mancanza assoluta dell’assistenza
dell’ufficiale giudiziario ma anche che, a causa delle gravi carenze
dell’organico del personale amministrativo e dell’assenza per malattia del
cancelliere addetto all’istruttoria ed alla spedizione degli avvisi di
fissazione era stato inevitabile contrarre fortemente il numero dei
procedimenti fissati innanzi al Magistrato dell’Ufficio di Venezia.

Tribunale di Bassano del Grappa

Si segnala la dislocazione degli
Uffici giudiziari in due sedi, ed in particolare i disagi conseguenti al
trasferimento dei fascicoli dalla Cancelleria penale, che è decentrata,
all’aula delle udienze penali.

Tribunale di Belluno – Invariata
rimane la scopertura del personale amministrativo, mentre è migliorata la
situazione dell’UNEP a seguito della recente copertura di
4 posti. In ogni caso è sempre stata garantita la presenza dell’ufficiale
giudiziario alle udienze penali.

Tribunale di Padova

Principali carenze
materiali segnalate :

1)cronica
mancanza di codici e di strumenti informatici nelle camere di consiglio. Basti dire che nelle
quattro camere di consiglio penali vi sono complessivamente un paio di codici
di procedura commentati risalenti ad oltre dieci anni fa ed un solo (per
quattro camere di consiglio) codice delle leggi speciali. Tre sono i computer,
uno dei quali ha la stampante non funzionante (anomalia segnalata decine di volte) mentre un altro ha una stampante che si rifiuta di
emettere alcuni caratteri (per esempio tutte le parole accentate). Tutti e tre
(la quarta camera di consiglio consiste solo di un tavolo) sono comunque obsoleti;

2) nei bagni di tutto il palazzo
di giustizia si versa ormai da mesi in una situazione indecorosa: manca ogni
dotazione essenziale (sapone, carta igienica etc.);

3) chi vuole accedere
alle camere di consiglio deve fare copia delle chiavi a proprie spese;

4) la Cancelleria dell’ufficio
impugnazioni penali ha incontrato serie difficoltà, nel momento in cui ha
dovuto trasmettere alla Corte d’Appello un fascicolo con allegate bobine
contenenti intercettazioni telefoniche, poiché nell’ufficio non vi sono più (e
nessuno ne compra) scatoloni di cartone…;

5) sempre nella medesima
cancelleria, non essendoci commessi, i cancellieri devono provvedere
personalmente ad impacchettare i fascicoli da mandare a Venezia, salvo ad
essere rimproverati se chiedono nuova carta da pacchi; che in genere nelle
cancellerie sta diventando sempre più difficile ottenere il materiale di
cancelleria: le penne scarseggiano, lo scotch e i post-it sono finiti da mesi.

Tribunale di Rovigo

E’ da segnalare come, a causa del fatto che il Palazzo di Giustizia è vecchio e
gli impianti (in particolare quello di riscaldamento) sono fatiscenti, anche
quest’anno, tra la fine di dicembre 2004 ed i primi giorni del 2005, a causa di
un guasto, è stata disposta dal Presidente la chiusura del Tribunale e sono
stati assicurati in questo periodo solo i presidi indispensabili. Si attende da
anni la ristrutturazione del Palazzo, ma ciò non sembra si potrà attuare finchè
non saranno completati i lavori riguardanti un altro
edificio -in cui sarebbe previsto il trasferimento della Procura- interrotti a
metà per la mancanza di fondi dell’ordine di circa 2.000 euro.

Tribunale di Treviso

La situazione relativa
al Tribunale di Treviso nel settore civile presenta alcuni aspetti
problematici che vanno principalmente individuati nel gravoso carico di
contenzioso complessivo ripartito per un numero di magistrati non adeguato.

Va tenuto conto, infatti, che il
numero complessivo di cause civili pendenti è di circa 19.000 (più 900 cause
stralcio vecchio rito) e che il numero di magistrati ordinari in servizio
addetti al civile è di 21 (4 nelle tre sedi distaccate e 17 in sede centrale). In particolare anche i magistrati ordinari
continuano ad occuparsi delle cause di vecchio rito per la cronica grave
scopertura dell’organico dei GOA (attualmente 3 su
10).

Altro aspetto da segnalare è
quello del personale amministrativo in servizio, in numero di 103, a fronte di
posti in organico di 123. La percentuale dei posti vacanti è, dunque, pari al
20 % : tale carenza si riflette negativamente nella
organizzazione del lavoro.

Gli Ufficiali Giudiziari sono in
numero di 33, nonostante i posti in organico siano 48: la percentuale dei posti
vacanti è dunque pari al 40%, e non viene garantita la
loro partecipazione alle udienze penali.

Tribunale di Venezia

Disastrosa rimane la situazione
logistica che vede la dislocazione dei magistrati della Procura in tre sedi
(tra Rialto, S. Cassiano e DDA a S. Marco) ed il personale amministrativo
addetto in quattro sedi (alle predette si aggiunge la dislocazione dei servizi
al pubblico e del RE.GE. sopra
le Pescherie). I giudici del Tribunale sono a loro volta
dislocati in tre sedi (Rialto, S. Cassiano ed in viale S. Marco a
Mestre). In particolare vengono sottolineati gli
evidenti disagi per i pubblici ministeri dovuti al fatto che la trattazione di
tutte le udienze penali monocratiche è concentrata nella Sede di Mestre del
Tribunale. Nel mentre la costruzione della "cittadella" a Piazzale
Roma è ancora alle fasi iniziali.

Si conferma la cronica carenza di personale amministrativo in Procura, che
probabilmente imporrà la centralizzazione anche il servizio di assistenza ai
magistrati, nel senso di assegnare un cancelliere per ogni 2 o 3 segreterie.

Tribunale di Verona

Riguardo allo stato dei servizi
in generale si fa rilevare come, a partire dall’unificazione degli uffici nel
1999, si è registrata una presenza effettiva dei magistrati ridotta nella
consistente percentuale del 20% circa (per scopertura dei posti, maternità,
malattia, ecc.).

Attualmente
non è garantita l’assistenza dei cancellieri nelle udienze istruttorie nel
settore civile, in quanto il numero dei cancellieri B3 in pianta organica è del
tutto insufficiente ed inadeguato alle reali e pressanti esigenze del
servizio.Autentico punto di crisi è costituito dalla situazione dell’UNEP.
Emerge infatti un considerevole sottodimensionamento
della pianta organica : rispetto alla media nazionale (un ufficiale giudiziario
ogni 11.814 abitanti e per 62,13 kmq.) l’ufficio è notevolmente penalizzato (un
Ufficiale giudiziario ogni 24.411 abitanti e per 91,41 Kmq.). Rispetto alla
dotazione organica di 34 posti sono presenti soltanto
17 persone (tra ufficiali e aiutanti), di cui 7 a part-time, per cui la
scopertura incide per oltre il 54%, precisando, con riguardo alle due sedi
distaccate, che sono coperti un solo posto per ciascuna sede. Dopo
l’unificazione degli uffici di primo grado si è registrata una consistente
perdita di personale, le cui conseguenze si sono fatte sentire in termini di
ritardi, quando non di forzate omissioni, nell’espletamento dei servizi di
notificazione e, soprattutto, di esecuzione di
pignoramenti. D’estate tale situazione peggiora.

Quanto ai carichi di lavoro e
flussi delle pendenze: sulla Sezione Lavoro e Previdenza si è più volte
richiamata l’attenzione del CSM e del Ministero per sollecitare l’aumento della
pianta da 2 a, quantomeno, 3 posti di giudice. Si consideri fra l’altro che la
Sezione Lavoro da circa 15 anni si giova stabilmente
dell’opera di un terzo Giudice applicato con sottrazione al settore civile, e che
da gennaio 2003 ad aprile 2004 essendo stato assente per maternità uno dei tre
giudici si è formato un consistente arretrato con aggravarsi del carico degli
altri giudici.

Pendenze settore civile: il
numero delle cause pendenti da oltre tre anni risulta essere di circa 4.500 (su
20.000), di cui 1650 iscritte nel corso dell’anno 2000 ed il resto negli anni precedenti (comprese quelle devolute alla Sezione
Stralcio, circa 850).

Tribunale di Vicenza – Si
conferma che la situazione è tuttora drammatica con riguardo ai carichi di
lavoro dei magistrati ordinari ed alla organizzazione
degli uffici.

In particolare il contenzioso
civile si aggira sempre sui numeri già indicati lo scorso anno (circa 16.000
cause civili, comprese le Sezioni Distaccate), ed il ruolo di ciascuno dei n.
17 giudici addetti al settore civile -compresi il
Presidente del Tribunale ed il Presidente di Sezione- si aggira intorno alle
1.200-1.300 cause (con esclusione di coloro che sono addetti a settori
specifici. Ancor più grave è la situazione della Sezione distaccata di Schio,
ove ogni giudice ha in carico circa 1.500 procedimenti.

Quanto agli organici del
personale amministrativo del Tribunale, le n.20 vacanze dell’anno precedente
sono aumentate e resta enorme la scopertura soprattutto per i livelli C2 e C3
(per tali livelli la scopertura è pari al 100% per i
C3 e al 33% per i C2). Per i C1 (23 %) e per gli altri
livelli si riduce, ma resta il problema dei numerosi part time e della presenza
di personale non qualificato, proveniente da altre amministrazioni. Unica nota positiva, per gli ufficiali giudiziari, per i quali le
precedenti scoperture sono state recentemente, almeno in parte, colmate.
All’organico della Procura attualmente manca, per
essere al completo, il Procuratore della Repubblica che prenderà servizio a
breve, ma il carico di lavoro e l’arretrato sono aumentati, anche a causa dei
tempi occorsi per la copertura dei posti che si erano resi vacanti, a seguito
di un trasferimento e di un pensionamento. Quanto al personale amministrativo,
mancano il Dirigente e due direttori di cancelleria,
sui due previsti in organico, mentre per il livello C1 vi è una scopertura di 2
posti su 7. Gravi sono i problemi conseguenti al pensionamento di personale
qualificato e dotato di esperienza, a fronte del
personale distaccato da altre amministrazioni, privo delle più elementari
nozioni necessarie per la gestione degli uffici.